Il Re di Glarona - Piz Russein 3614 e Glarner Tödi 3570 da Tierfehd


Published by Michea82 , 14 May 2022, 00h11.

Region: World » Switzerland » Glarus
Date of the hike:10 May 2022
Hiking grading: T5 - Challenging High-level Alpine hike
Mountaineering grading: PD
Waypoints:
Geo-Tags: CH-GL   CH-GR   Tödigruppe 
Time: 19:30
Height gain: 3100 m 10168 ft.
Height loss: 3100 m 10168 ft.
Route:34 km
Accommodation:Fridolinshütte

"Il Tödi è una meditazione". Così mi sono ritrovato a definirlo mentre Manuel si guardava intorno per propormi una cima alternativa e stava in ansia riguardo alla prospettiva del sempre più lungo ritorno.
" Concentrati sul qui e ora, sul nostro obiettivo, non pensare a che ora torneremo in Ticino" gli rispondevo.
" Un passo dopo l'altro per 3000 metri - questo è il Tödi amico mio, tutto si gioca qui e adesso, il resto non importa, abbiamo il tempo che ci serve, siamo arrivati fin qui, non dobbiamo pensare a nulla, solo ai nostri infiniti passi e a goderci questa montagna - non mollare, sei un grande".
 
In effetti questa grande montagna ci ha richiesto così tanto tempo da farci uscire dal tempo stesso. La percezione é stata quella di essere in una bolla.
Il Tödi per me è anche un ambiente di alto livello, un'opportunità che va colta e sfruttata se si ha la fortuna di poterla sperimentare nel proprio percorso.
Il Tödi è stato un'impresa senza precedenti per me. Nemmeno i due Torrent da Osogna in giornata furono tanto lunghi.
Sono fiero e allo stesso tempo grato di essermi potuto immergere nel suo mondo.

Da tempo lo ammiravo dalle vette ticinesi. Dominante nella scena nordalpina. Una montagna di grande spessore. Mi sono interessato al Tödi già l'anno scorso, ho chiesto informazioni a chi lo conosceva, come Laura. (che colgo l'occasione per ringraziare) e ho deciso che quest'anno avrei tentato di salirci. Ero determinato ad andarci anche da solo, ma soltanto dopo che fosse avvenuta l'apertura della capanna Fridolinhütte, quindi con una traccia già aperta da chi lo conosce. Se io dovessi tracciare una vetta lo farei nelle nostre Alpi Ticinesi. 
Pertanto, dopo che la Fridolinhütte in marzo mi ha chiaramente detto di lasciar perdere,  a partire dal 12 aprile (se non sbaglio giorno dell'apertura della Fridolinhütte) ho atteso che si creassero condizioni di neve adeguate sul ghiacciaio, di disporre di un paio di giornate libere in settimana e possibilmente di avere con me anche una persona (in questo caso Manuel Bianco in prima uscita con me - chissà se verrà ancora?) con il fegato di seguirmi nella folle avventura che ora vado a descrivere. 


Piz Russein (3614 m) - visto dal Glarner Tödi (3570 m)


In breve

L'obiettivo era quello di salire al Piz Russein in giornata da Tierfehd toccando possibilmente l'anticima est (Glarner Tödi). 
Io e Manuel siamo stati a stretto contatto ben 30 ore di fila, da soli senza esserci mai visti prima.
Dal Ticino siamo andati in auto in Glarona, abbiamo svolto l'escursione partendo la notte stessa, quindi la notte successiva siamo rientrati impiegando tante ore con il guaio di dover iniziare a lavorare la mattina alle 07.15. 
Il tempo globale si è dilatato ben oltre il previsto: facevamo conto di tornare in serata, massimo a mezzanotte nella peggiore delle ipotesi. Siamo arrivati a casa di Manuel alle 04.15. 
In sostanza il Tödi ci è costato 2 notti di sonno. Ma ci è valso una giornata indimenticabile. 



Trasferta e ritardo nella partenza

Lasciamo il Ticino lunedì in tarda serata.
L'intenzione è quella di incamminarci entro le 02.00, anche un po' prima. Così da essere in vetta entro le 11.00 (calcolando ben 9 ore per l'ascesa) e di ritorno per le 18.00.
Ma a Bellinzona vediamo che il tunnel del San Bernardino é chiuso per lavori dalle 22.00. Passiamo dal Gottardo e ad Altdorf dal TCS e google ci risulta aperto il Klausenpass. Il navigatore ci manda lasssù. Non vediamo indicazioni diverse sulla strada. Soltanto a quota 1400 m troviamo la barriera chiusa. Quindi dobbiamo ritornare e allungare passando da Svitto. Il passo scopriamo che aprirà soltanto il giorno dopo.
Dopo ben 5 ore siamo a Tierfehd, sono le 03.00. Ci incamminiamo alle 03.30. 
Non ci scoraggiamo. Abbiamo tempo.


Avvicinamento al Bifertenglatscher

Lasciato il comodo parcheggio e attraversato un ponte di legno, il sentiero coincide con la strada sterrata che si innalza subito a destra. Essa segue il corso del fiume nella valle che si restringe per poi riaprirsi nella località di Vorder Sand. Ci prefiggiamo di vedere nel pomeriggio questo luogo che ci sembra promettente (cosa che non accadrà). Presto infatti albeggia e scorgiamo immense vette che dominano un ambiente ancora dolce e bucolico.
Dopo aver percorso l'intera strada per diversi chilometri (forse 6 o 7), con una leggera perdita di quota (tra i 50 e 100 m) siamo a Hinter Sand. Sono le 05.30, sono passate 2 ore, siamo a quota 1300 m.
Imbocchiamo il sentiero a sinistra che risale ulteriormente la vallata.
Su facile sentiero ci alziamo a quota 1600 m dove entriamo in Tentiwang, una sezione selvaggia della valle che precede la salita alla Fridolinhütte. Il terreno è in parte innevato, l'orientamento a NE e la presenza a monte del ghiacciaio rendono molto fredda questa zona. 
La traccia a questo punto si divide in due: a sinistra quella invernale permette di accedere direttamente al termine del ghiacciaio a quota 2000 m, a destra si sale invece alla Fridolinhütte. 
Noi scegliamo di andare a sinistra e di saltare la capanna per evitare di perdere 100 m di quota (trovandosi a monte rispetto al percorso la Fridolinhütte sarebbe un'ulteriore aggiunta di dislivello).
Il terreno tuttavia non è ideale: cerchiamo un guado per il fiume non semplicissimo da attraversare e risaliamo i ripidi pendii erbosi misti roccette fino ai nevai. Sotto il manto si sente scorrere molta acqua e ci sono punti pericolanti. 
Facciamo una prima pausa e ci ramponiamo. Sono le 06.30. 
Dopo aver attraversato alcuni torrenti individuiamo un passaggio tra le grandi rocce e raggiungiamo la parte più bassa del ghiacciaio.


Tentiwang - lato orografico destro della valle, alcune difficoltà dovute al disgelo





Bifertengletscher e ascesa al Tödi


Alla nostra destra, 100 metri più in alto, c'è la Fridolinhütte. Procediamo restando sulla sinistra e puntando al primo ripido pendio che conduce alla quota 2500 m.
Lo risaliamo senza difficoltà, ci sono molte tracce e vecchi scaricamenti di valanghe. Il casco è fondamentale: dall'alto arrivano frammenti di ghiaccio e di roccia. Uno mi colpisce il ginocchio sinistro fortunatamente senza procurarmi ferite.
Accediamo ad un pianoro culminante a 2500 m dove ci fermiamo per una seconda pausa. Sono le 09.30. 
Davanti a noi c'è un ulteriore salto caratterizzato da grandi fratture. Lo risaliamo seguendo la traccia di chi ci ha preceduto. Essa  aggira le grandi fratture. La neve porta bene e possiamo progredire senza usare la piccozza. Appena la pendenza si riduce (q. 2800 m circa) ci leghiamo. Notiamo che ci sono insidiosi crepacci sotto la neve. Uno è aperto e lo saltiamo via (vedi foto). 
D'ora in poi la salita è semplice ma ancora lunga. 


La parte più caratteristica del Bifertengletscher


Alle 11.30 facciamo un'ulteriore piccola pausa. Manuel è preoccupato per la lunghezza del tour. Lo incoraggio. Proseguiamo ma gli si spezza un bastone. Inoltre siamo rallentati dal peso degli zaini molto carichi e forse dal fatto di non aver dormito. Riesce a riparare il bastone e mi propone di abbandonare le ciaspole. 
L'ultima parte è di nuovo più ripida e piega decisamente a nord fino a raggiungere una bocchetta ad oltre 3500 m. 
Manuel punta direttamente alla vetta dalla facile crestina. Io invece salgo prima al Glarner Tödi, una vetta piana ubicata ad est del Piz Russein. Sono rallentato dall'assenza della traccia e dalla insensata idea di lasciare i bastoni con lo zaino in bocchetta. Ma la raggiungo. Essa offre una panoramica d'insieme sul Piz Russein. 
Quindi ritorno alla bocchetta e salgo dal mio amico, sulla vetta di giornata.
Sono le 15.00. Sono passate ben 11 ore e 30 minuti. 
Non riusciamo a comprendere il motivo di tanto tempo ma siamo soddisfatti. 
Io non ho la forza di scrivere il libro, sono stanco, provo a mangiare un quadretto di cioccolato ma mi bruciano i denti. Inoltre tremo per il freddo e scattando le foto di rito le mani mi si congelano. 
Riposo 10 minuti e ripartiamo per la discesa.
Per un momento ho un cedimento, mi manca il respiro mentre cerco di riporre qualcosa nello zaino del mio amico, sopraggiungono anche delle lacrime agli occhi e ho dolori alle mani nel momento in cui iniziano a scaldarsi.
L'episodio è breve e si risolve da solo camminando con calma in discesa.


Il lungo ritorno fino a Tierfehd e in Ticino

Ci abbassiamo piuttosto lentamente perché siamo affaticati ma manteniamo un ritmo costante. Restiamo concentrati. Sappiamo di essere ben oltre i tempi raccomandati, il ghiacciaio potrebbe essere maggiormente insidioso. Manuel necessita ogni tanto di piccole pause, fuma più di me. Anche io mi godo ogni momento seduto a contemplare l'ambiente e il silenzio del ghiacciaio. Tuttavia abbiamo premura di uscire al più presto dallo stesso. 
Giunti al punto crepacciato lo superiamo con molto riguardo. Poco oltre il crepaccio incontrato al mattino mi cede un fragile ponte su un secondo crepaccio nascosto. Riesco ad evitare di cadere all'interno scattando in avanti.
Scendiamo il ripido pendio sfruttando la piccozza in discesa.
Alle 18.30 siamo in fondo al ghiacciaio. Abbiamo una gran sete. Io ho esaurito i 4 litri di liquidi (in 15 ore). 
Non ci sono ancora corsi d'acqua accessibili. La sete è un grosso problema considerando che continuiamo a muoverci. Inoltre non vogliamo scendere dal lato orografico destro della valle su Tentiwang perchè al mattino avevamo avuto difficoltà e adesso la neve sarà ancora più cedevole.
Decidiamo di salire alla Fridolinhütte. Manuel mi cede il suo ultimo succo d'arancia che mi rigenera.



La prima parte della discesa dal Tödi


Risaliamo un canale innevato guadagnando almeno 100 metri di quota. Troviamo un torrente e ci riforniamo di acqua (un po' torbida) quanto ci basta per ridurre la sete. Raggiungiamo la Fridolihütte alle 19.30. Non abbiamo la forza e la volontà di togliere i ramponi per entrare e ci sediamo fuori a riposare. 
La capannara esce e ci guarda: "ohy ohy ohy " e ride. Ci prende in giro per l'assurdità della nostra impresa. Al mattino ci ha visto sull'altro versante della valle intenti ad attraversare i torrenti. E già lì deve aver scosso la testa. Ora ci ritrova qui esausti ed assetati.
Ci intratteniamo con lei, è gentile e curiosa di ascoltare la nostra avventura.
Beviamo 1.5 l di Sinalco. Niente birra. Non è il caso ora. Ripartiamo presto seguendo il sentiero ufficiale.
Ci premureremo di avvisarla l'indomani con un email del nostro rientro in Ticino.  



La Fridolinhütte SAC (2111 m)


L'accesso alla Fridolinhütte dal sentiero normale non è semplice nelle attuali condizioni. Dopo un traverso su una pendenza non banale discendiamo un canale. Quindi proseguiamo per nevai fino a quota 1600 m. 
Soltanto laggiù cambiamo assetto. Via i ramponi (dopo tantissime ore) e via le gamasce. Le ciaspole le abbiamo portate appese allo zaino tutto il giorno ma non sono servite. Soltanto a quota 3200 m le abbiamo parcheggiate per fare vetta. 
Ora ci mancano meno di 1000 metri. Avvisiamo a casa che torneremo tardissimo. 
Fuori dai pericoli ci prendiamo il tempo di scendere senza stancarci troppo. Con calma. Ormai sappiamo che non dormiremo anche questa notte. A questo punto tanto vale economizzare energia. 
Il buio ci raggiunge a Hinter Sand. Peccato, ci sarebbe piaciuto vedere questa parte di valle ancora di giorno. Ci promettiamo di ritornare con le nostre fidanzate soltanto fino alla capanna senza aggiungere altro (chissà se ne saremo capaci?). 
Gli ultimi 400 m di discesa sono dolorosi. Arriviamo a Tierfehd alle 23.00. 
Mangiamo e ci rilassiamo prima di metterci alla guida. 
Per il rientro dobbiamo seguire il lungo itinerario dell'andata. Guidiamo a turni dapprima di 1 ore, poi sempre più brevi. Non andiamo oltre agli 80 km/h perché ormai i nostri riflessi sono piuttosto rallentati. 
A Bellinzona ci fermiamo a dormire 30 min nel parcheggio. 
Arriviamo a casa di Manuel nel mendrisiotto che sono ormai le 04.15. Ci separiamo dopo 30 ore. 
Io rientro a Sonvico per le 05.00. 
Una splendida giornata di lavoro ci aspetta!
Alla sera ci scriveremo buonanotte per la prima volta da 3 giorni. 
Non è evidente trovare qualcuno disposto a questo tipo di sforzi.

Relive /www.relive.cc/view/vRO7g3dYGyO

Hike partners: Michea82


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Comments (12)


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Laura. says:
Sent 14 May 2022, 09h51
Dell’impresa già sai cosa ne penso...del resto ti ho fatto da “ consigliere” giusto? ( qui ci starebbe una faccina che ride a crepapelle), quindi i complimenti adesso te li faccio anche per la relazione che è Talmente coinvolgente Da far percepire le vostre sensazioni. Un applauso a Manuel che oltre a raggiungere la vetta è riuscito a sopportarti per 30 ore senza provare istinti omicidi!!!

Michea82 says: RE:
Sent 14 May 2022, 19h58
Le emojy se ci fossero verrebbero a mancare le tue parentesi divertenti:)
Per la relazione di solito maggiori sono le montagne come impegno e come investimenti di energia maggiore è l'ispirazione che ne scaturisce.
Quanto a Manuel lui è un atleta e non è abituato a questo genere di sforzi basati sulla resistenza. Ma è stato un grande compagno. Mi ha supportato (e qui la u è intercambiabile con la o).

Poncione says:
Sent 14 May 2022, 13h04
Grandissima cima, e bravissimi per l'impresa, nonostante le condizioni a tratti davvero pessime, che non vi han certo facilitato il già ambizioso compito...
Ciao

Michea82 says: RE:
Sent 14 May 2022, 20h02
Ciao Emi una volta dentro al ghiacciaio le condizioni erano buone considerando che è conosciuto per essere un ghiacciaio molto fratturato. La neve c'era laddove serviva (altrimenti avremmo dovuto cercare vie per evitare pareti di ghiaccio). Sopra il balzo era sia sciabile sia percorribile con i ramponi. La parte un po' rognosa è stata da 1600 a 2000 nella zona del disgelo.
Ti aspetto per il Rosa da Macugnaga!
Ciao

siso says:
Sent 14 May 2022, 13h28
Complimenti per la perseveranza e per il bel racconto, quasi un romanzo!
Le ore di sonno perse si possono recuperare, basta evitare il colpo di sonno al volante (coca, caffè).
Ciao!

Michea82 says: RE:
Sent 14 May 2022, 20h04
Grazie Siso. Il Tödi te lo consiglio vivamente da fare in estiva con qualcuno (se non l'hai mai fatto).
Il sonno non abbiamo potuto recuperarlo per bene difatti sono ancora un po stanco. Ma con calma lo recuperiamo. Intanto quello che contava l'abbiamo potuto vivere

beppe says:
Sent 15 May 2022, 04h17
Bravissimi grandissima impresa
Ciao
Beppe

Michea82 says: RE:
Sent 15 May 2022, 10h13
Grazie Beppe!
Buone camminate
Ciao

andrea62 says:
Sent 15 May 2022, 21h33
Bella salita, complimenti!
Andrea.

Michea82 says: RE:
Sent 15 May 2022, 22h22
Grazie Andrea tralaltro ho sbirciato il tuo account e mi sono letto la bellissima relazione sul Monte Bianco (ancora un sogno per me)
Ciao

Menek says:
Sent 19 May 2022, 10h09
E stikatzy!

Michea82 says: RE:
Sent 20 May 2022, 10h31
Mi fa impressione anche a me rivedere sta relazione :))
Cmq il prezzo in termini di energia nella settimana lavorativa scorsa non ha tardato a farsi sentire
Ciao Menek


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