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Una dura battaglia sul Morissolo.


Published by Poncione , 24 November 2013, 18h05.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:23 November 2013
Hiking grading: T4 - High-level Alpine hike
Climbing grading: I (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 5:30
Height gain: 1086 m 3562 ft.
Height loss: 73 m 239 ft.
Route:Cannero, Oggiogno, Alpe Ronno, Monte Morissolo, Il Colle - Rientro in autobus fino a Intra e Cannero.

"Sarà dura!!!"

  Con queste sagge e lapidarie parole mi "liquida" un signore incontrato a Oggiogno, unico incontro avvenuto durante l'ascesa al Monte Morissolo, cima che sapevo essere assai ripida ed impervia anche in condizioni normali se presa dal lago...

     La neve scesa copiosa a metà settimana ha ricoperto ben benino anche le cime della mia valle, ma stavolta ho preferito una bella trasferta "oltreverbano" (si può dire???), che da diverso tempo avevo in mente: sapevo quanto era ripida, e che con la neve non sarebbe stata una passeggiata, ma quando senti che è il momento non si discute. Scartate dunque altre ipotesi meno ripide ma un po' più più alte parto dalla Valganna per Luino, quivi imbarcandomi verso Cannero, dove mi aspettano quasi 1100 metri di dislivello secchi secchi: ma la salita è bellissima, con una mulattiera di quelle che rendono tanto con poca fatica... In venti minuti sono già alle prime case di Oggiogno, in altri trentacinque all'Alpe Ronno, dove la neve è già alta venti-trenta centimetri. Oltre l'alpe mi trovo immediatamente ai piedi di una piccola bastionata e non so se arrampicarmi o aggirarla... mi guardo intorno e vedo una rete (probabilmente una proprietà privata), che però è relativa al bosco sottostante e non al crinale che devo risalire. Il mio occhio nota poi ciò che cercava, cioè un segnale in vernice semi-nascosto, così salgo alla meglio tra felci e arbusti ricoperti da un manto nevoso sempre più consistente ma bello morbido. Guadagno così il crinale, che è talmente ripido da impedire la vista della cima sino all'ultimo risalto... Salgo e ripenso a quel "Sarà dura!" pesante come un macigno, e che detto da uno del posto ha un certo valore. Ma non son qui per farmi schiacciare, in fondo in fondo: e ciò produrrà tre ore di autentica battaglia, ma non a causa delle postazioni militari che costellano il Morissolo.
   La neve inizia ad esser tanta, i segnali scarseggiano (immagino ricoperti di neve), e dunque mi affido alle orme degli ungulati, davvero fenomenali a "pistare" nei punti di minore pendenza e nevosità (e noi li chiamiamo "animali"!). Ulteriori problemi arrivano dagli arbusti, che piegati dalla neve m'impediscono spesso di passare dove vorrei... Dove c'è roccia (ovviamente bagnata) devo gradinare e spostare neve per vedere dove metto i piedi... Guadagno così un altro risalto, dove la vetta "sembra" vicina... poi si affrontano un paio di canalini rocciosi, o almeno tali mi sembravano con cotanta neve... Ogni tanto qualche segnale mi rassicura, e sul fatto che la via fosse giusta non avevo dubbi, ma su quello che io l'abbia seguita "perfettamente" avrei senz'altro da ridire.
  Ormai la neve è a un livello abnorme, quasi sempre almeno fino alle ginocchia, ma finalmente vedo le tre croci poste poco sotto la cima, che avvicino ormai in stile "moviola", tanto per intenderci, con pendenza che finalmente inzia a farsi più umana. Sono ai piedi della bastionata finale, ma non mi fido a risalirla direttamente, fradicio fin quasi alla vita e provato dal freddo dopo un match davvero tosto... dunque l'aggiro a destra con un traverso su ottima neve nel bosco di faggi e betulle. Mi avvedo però che non basta per guadagnare i metri finali, dunque inizio a tagliare il ripidissimo pendio nevoso con ripetuti zigzag, puntando sempre le piante per assicurarmi ulteriormente. Mi complico un pò la vita cercando le ultime rocce alle cui spalle vedo le agognate tre croci... Però ora è proprio fatta! Mancano gli ultimissimi metri e finalmente sono sulla nevosissima cima, ove trovo un'apposita panchina su cui vorrei sostare e rifocillarmi, ricoperta da mezzo metro di neve. Addento un minimo delle mie scorte e bevo un altro minimo, più che altro per non gelarmi lo stomaco visto il freddo davvero pungente, aggiunto a quello già accumulato. Scatto qualche foto, e da qui posso ammirare, oltre al resto, quasi tutte le "mie" piccole montagne del varesotto, che in fondo in fondo da qui non sembrano così "scarse", specie se ricoperte di neve.
  Ora però devo scendere e voglio capire dove si passa, dunque consulto la cartina e con circospezione sto appena sotto il crinale sud-ovest a destra, dove il passaggio sembra largo e "agevole", sempre contando il mezzo metro di neve ovviamente. Intravedo tra gli alberi la strada militare per il Colle, e la cosa mi felicita assai, perchè significa uscire dalle ultime difficoltà e trovare un po' di relax. Una sbarra in legno mi annuncia infine lo stradone nevoso, ormai sotto di me, mentre l'ospedale di Pian Cavallo è già in vista. Tuttavia vorrei tornare a Oggiogno scendendo per l'Alpe Morissolo, ma giunto al relativo bivio constato amaramente che il sentiero è invisibile e impercorribile, e con tutta la neve di oggi francamente non me la sento... vedessi almeno l'alpe potrei provarci, ma non la individuo. Proseguo sempre a "ritmo moviola" sulla strada militare - dove la neve non accenna a diminuire - incrociando qualche galleria della Linea Cadorna, che tuttavia oggi non mi sento di visitare, essendo ampiamente appagato dall'aver piegato l'indomabile Morissolo in condizioni ulteriormente ostiche. Fortunatamente e finalmente a un certo punto incappo in una traccia già pistata che mi facilita e sveltisce il passo.
 Arrivo così a Pian Cavallo e decido che per oggi va bene così: potrei valutare ancora l'aggiramento da nord sempre per Oggiogno, ma non conoscendo il sentiero e avendo finito le energie per combattere ancora con questa neve bella ma implacabile mi dirigo verso il bus che porta a Premeno ed Intra, da cui infine sempre in bus raggiungo la deserta e silenziosa Cannero (qual contrasto con l'attiva e vivace Intra!) , dove in attesa dell'ultimo battello per Luino passeggio sul lungolago udendo solo i miei felpati passi, le onde del lago e le campane in lontananza...

 E dopo una una "dura battaglia" cosa desiderare di meglio se non un po' di sana magia?

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Comments (13)


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Sent 24 November 2013, 19h18
Complimenti!!!La tua determinazione ti ha portato ad affrontare e conquistare una cima che in quelle condizioni si è dimostrata veramente tosta!!!! Grande!!!Ciao alla prox ALE

Poncione says: RE:
Sent 24 November 2013, 21h36
Grazie Ale,
te ne avevo parlato giusto giusto una settimana fa' mentre salivamo in Verzasca, e ne ho sentito il richiamo nonostante la folta neve che l'aveva ricoperta in settimana. Ma ne è valsa davvero la pena perchè fatta dal lago merita proprio.
Ciao

gbal says:
Sent 24 November 2013, 19h52
Complimenti Emi, hai proprio vinto. E hai vinto una cima apparentemente piccolina ma la cui eleganza ho sempre ammirato salendo in auto a Il Colle e in fondo mi sarebbe piaciuto dedicarle una gita. Per te, poi, che ti muovi con i mezzi pubblici onore più grande per il freddo patito, le attese di coincidenze e il rientro ormai a notte (spero in qualche modo un po' asciutto!).
Bravo

Poncione says: RE:
Sent 24 November 2013, 21h53
Grazie Giulio,
credo proprio che questa cima "elegante" (termine perfetto il tuo) meriti d'essere affrontata dal lago più che dal Colle, da dove diventa poco più di una passeggiata. Credo proprio che in primavera ci tornerò per capire veramente dove stavano le reali difficoltà affrontate ieri negli ultimi 500 metri di dislivello.
Per il resto sono abituato da tempo a muovermi coi mezzi e incastrare gli orari meglio che posso: assicuro inoltre che usandoli si è molto più liberi di variare l'itinerario, come appunto successo ieri. Non avevo inoltre previsto di scendere in bus a Intra, ma ciò non mi ha impedito di farcela comunque, e se son tornato a Cannero "di notte" era solo perchè avevo già in tasca il biglietto per il ritorno a Luino, che avrei potuto raggiungere anche tramite Intra e Laveno. Fortunatamente nel frattempo tra bus, una cioccolata calda a Intra e battello, mi ero quasi completamente asciugato.
Quello che si dice "fare giornata" e godersi tutto, dalla fatica della montagna, alle luci e la poesia del lago, a un ritmo umano e naturale.
Ciao

igor says: Bravo!
Sent 24 November 2013, 20h07
Bravo emilians mola che almeno in estate sei già allenato

Ciao igor

Poncione says: RE:Bravo!
Sent 24 November 2013, 21h57
Ciao Igor,
dai che l'estate prossima abbiamo ancora qualche conticino in sospeso da regolare ben benino. ;)

tapio says:
Sent 24 November 2013, 22h28
Morissolo e Morissolino: li vedo tutti giorni dal basso, ma dopo la nevicata di venerdì (tra l'altro, ti è andata bene con i mezzi pubblici, perchè venerdì la circolazione fino al Centro Auxologico - "l'ospedale al Colle" di cui parli tu - è rimasta interrotta a lungo per crollo alberi sulla sede stradale, a causa della nevicata) diventano senz'altro delle mete da conquistare con fatica, come bene hai evidenziato nella tua relazione. Andarci il primo giorno dopo una bella nevicata comporta una certa dose di coraggio... per cui... Complimenti davvero!

Ciao, Fabio

Poncione says: RE:
Sent 25 November 2013, 00h02
Ciao Fabio,
grazie per i complimenti. Aldilà della faticaccia mi è davvero piaciuto tanto questo indomabile (almeno con la neve) Morissolo.
Quanto alla fortuna, bè, ogni tanto ci vuole: effettivamente ieri un signore di Intra incontrato sul bus mi aveva parlato del problema con le piante cadute del giorno prima. Ma vedo che hanno rimediato in fretta. :)
Ciao

veget says:
Sent 25 November 2013, 00h09
Chi come Fabio, oltre che vederlo da sotto , l'ha salito diverse volte.... scendendo da Colle , Trarego ,e quindi a Cannero, ti fà i Complimenti, sopratutto per la determinazione , unito allo stile dei grandi viaggiatori ...
utilizzando i mezzi pubblici.... Bravo!!
Eugenio

Poncione says: RE:
Sent 25 November 2013, 21h25
Grazie per i gentilissimi complimenti, ma cerco soltanto di comportarmi come credo sia giusto. Una giornata come quella di sabato andava gustata perbene, prendendosi tutto il tempo e senza farsi trascinare dalla fretta.
Saluti.

cristina says:
Sent 25 November 2013, 09h07
Noi eravamo sopra Dirinella. A 1200 m ci siamo guardati è ci siamo detti che dovevamo rivedere i nostri programmi e abbiamo puntato unicamente al Paglione, è stata dura ma bellissmo e quanto ridere! L'arrivo sul Covreto è sembrato più l'arrivo su un 8000 che su un misero cucuzzolo di neanche 1600 m!

Ciao ciao Cri

Poncione says: RE:
Sent 25 November 2013, 21h28
Ah, Mi sembrava d'aver visto della facce note aldilà del lago!
Complimenti per il vostro "ottomila"... io mi son fermato a 7800 :)))

Ciao

cristina says: RE:
Sent 26 November 2013, 08h34
Ma noi eravamo in tre e l'unione fa la forza e le risate!

Ciao ciao


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