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Pizzo Campanile (m.2458)


Published by Poncione , 10 July 2019, 14h00.

Region: World » Switzerland » Grisons » Misox
Date of the hike: 6 July 2019
Hiking grading: T6- - Difficult High-level Alpine hike
Climbing grading: II (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: Gruppo Val Cama   CH-GR   I 
Time: 10:00
Height gain: 2139 m 7016 ft.
Height loss: 701 m 2299 ft.
Accommodation:Capanna Miralago - Capanna Como

Parto da Cama (m.352) alle 7,45, incamminandomi sul bellissimo sentiero che s'innalza sino a circa 800 metri di quota, per poi incanalarsi in falsopiano o salita lieve nel lungo solco della Valle di Cama, all'ombra di fitte faggete e quindi abetaie. In meno di due ore sono così al centro del mirabile anfiteatro, dominato dalla scura mole del Piz Martel, ancora lontano, e impreziosito dalle placide acque del Lago (m.1265). Giungere qui è già di per sè stupendo.
Ora però viene il "bello".
Abbandono la segnaletica CAS, anche se un cartello indica la Bocchetta del Notar in oltre 3 ore... sarà anche così, ma di bollatura neanche l'ombra. Seguo un agile sentierino erboso che prosegue a S del Lago finchè questo inizia a perdersi nell'erba alta. L'infinita distesa morenica dell'Alp Lumegn impone il balzare di sasso in sasso, anche se talvolta qualche traccia di sentiero erboso facilita la percorrenza. Davanti a me l'impressionante e infinito canalone che si eleva alla cosiddetta Bocchetta della Cengia, tra il Pizzo Campanile e il Sasso Bodengo. Lungo questo tratto ho tenuto erroneamente la sinistra per usufruire di più comodi prati, ma conviene stare al centro della morena per evitare inutili discese e risalite. Giunto ai piedi del Valon, toponimo elvetico della Bocchetta della Cengia, inizio l'erta e faticosa salita, che si rivelerà la parte più dura dell'escursione.
Se inizialmente si procede su prati ripidi, gradualmente il terreno - che non dà mai tregua - diventa un misto d'erba, rocce, placche e detrito finissimo, bagnato dalle acque dei nevai che ancora ricoprono la parte alta del vallone. Benchè ci sia nel complesso libertà di procedere spesso il terreno impone passaggi obbligati, tra cui due bellissime placche, di cui la seconda impegnativa (II°) all'uscita. Quando verso l'alto il canale si stringe si procede sul bagnato, che non è propriamente simpatico visti alcuni tratti decisamente erosi e poco affidabili, e un paio di passaggini tra erba e placche fradice richiedono molta cautela. Fuori da questo faticosissimo imbuto ritrovo più amichevoli ganne, al cospetto di intimidatorie pareti che precipitano da ogni lato, ma la vista sulla Val Cama vale da sola la fatica. Si punta infine alla strettoia terminale della Bocchetta della Cengia N (m.2370), percorrendo e gradinando una trentina di metri del nevaio superiore giungendo alla meta.
Ci si affaccia ora sul lato italiano e su due valli, la Val Darengo e la Valle del Dosso, percorrendo da nord a sud in lieve discesa e risalita la fatidica Cengia; qui scendo ancora qualche metro alla Bocchetta di Lavreno (m.2324), dove è giocoforza rifocillarsi visto il notevole dispendio d'energie fisiche e mentali fin qui affrontati. Ricaricato non mi resta che risalire alla Bocchetta della Cengia S ed individuare il canale d'accesso alla vetta del Pizzo Campanile, non evidentissimo, ma unico suo punto debole su questo versante. Un ometto dà chiaramente a intendere la via da intraprendere e non resta che risalire 60 faticosi metri su terreno misto e flebili tracce di passaggio, fino a un primo intaglio affacciato sull'apparentemente più disteso lato della Valle del Dosso, cui fanno riferimento le due ascese (2012 e 2013) di pm1996. Traversati pochi metri orizzontali in direzione W su erba con vista sullo spettacolare intaglio (m.2412) sotto il Fil del Martel, si cambia direzione iniziando a salire zigzagando su cengette alla cresta W. Non c'è una via logica da seguire e, nel mio caso, ho trovato un'invitante placca che conduce a un ultimissimo intaglio della cresta W, prima di arrampicare gli ultimi facili blocchi che rappresentano la vetta dello stupendo Pizzo Campanile (m.2458), purtroppo velato da nubi che impediscono la vista sul lato italiano, mentre quello di provenienza è sempre rimasto visibile.
La salita si è rivelata, specie nella parte mediana, più dura del previsto e - comprendendo le pause - sono occorse 7 ore e mezza.
Firmato rapidamente il libro di vetta torno sui miei passi, evitando la placca di salita per scomode cenge, e infilandomi nel canale (a metà vi è un secondo ometto che ho rinforzato), più evidente e semplice in discesa. Tornare dalla via dell'andata è fuori discussione, per cui punto la Val Darengo, dove non sono ancora stato, che è proprio lì sotto ma assolutamente inaccessibile, a meno di calarsi dal "camino di Lavreno", che però ha difficoltà di III° e non mi sento d'affrontare in discesa. Si prosegue pertanto su sentierini di capre aggiranti il lato W della Cresta della Gratella, spesso pochi metri sotto essa, finchè gradualmente ci s'abbassa sull'Alta via del Lario, ormai in vista del Passo dell'Orso, con la sua liscia placca verticale facilitata da maniglie d'acciaio e tacche nella roccia, in passato via di contrabbandieri.
Superato il passaggio attrezzato, in un bellissimo ambiente d'alta montagna, si scende su sentiero finalmente evidente e marcato allo splendido circo che ospita il Lago Darengo e la Capanna Como, mentre lontani tuoni iniziano a brontolare. Giungo in Capanna - aperta e con ospiti - alle 17,45, non più di 3-5 minuti prima dell'acquazzone, che dura comunque non più di 15 minuti. Tanto però da impedirmi una tranquilla (e lunga) discesa a Dangri, Livo e Gravedona... pertanto mi tocca fermarmi - senza averlo programmato - per la notte.
E l'idea, ammetto, non mi spiace affatto. ;)

NB. Cama-Lago di Cama T2, Lago di Cama-attacco al Valon T3, Valon-Bocchetta della Cengia N da T4 a T6-, Pizzo Campanile T5, Bocchetta di Lavreno-Bocchetta dell'Orso T4, Capanna Como T2-T3.

Hike partners: Poncione


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Comments (20)


Post a comment

Menek says:
Sent 10 July 2019, 14h55
Molto bello. Bravo Emi

Poncione says: RE:
Sent 10 July 2019, 15h19
Ciao Dome, molto faticoso ma emozionante... ambienti fantastici tra Mesolcina e Alto Lario occidentale.

Sent 10 July 2019, 15h43
Sicuramente faticosissimo ma che avventura SPETTACOLARE...!!!

BRAVO Emiliano...

Angelo

Poncione says: RE:
Sent 10 July 2019, 15h58
Ciao Angelo,
sfiancante soprattutto il "Valon", articolato e a volte da interpretare. Il Pizzo è spettacolare, benchè breve. Comunque sono ambienti impervi, in cui mai abbassare la guardia, non c'è che dire.

irgi99 says:
Sent 10 July 2019, 18h42
wow che spettacolo.... davvero una bellissima salita
Complimenti,
Irene


Poncione says: RE:
Sent 10 July 2019, 21h54
Ciao Irene, grazie. Queste montagne tra Mesolcina e Alto Lario occidentale sono una garanzia... da assaporare una ad una, senza fretta.
Anche se i dislivelli sono spesso pazzeschi è una fatica che si fà volentieri ed è ben ripagata.

irgi99 says: RE:
Sent 11 July 2019, 12h46
In effetti come zona è molto difficile da raggiungere proprio per il fatto dei dislivelli e degli sviluppi infiniti... purtroppo l'abbiamo girata pochissimo... ma a vedere le tue foto mi hai fatto venire una voglia di scoprirla di più!

Poncione says: RE:
Sent 11 July 2019, 15h25
Nel caso specifico del Pizzo Campanile (e dell'attiguo Piz Martel) direi che dal lato italiano (Valle del Dosso) sia senz'altro più breve e meno faticoso, anche se forse più monotono. Ognuna fa veramente storia a sè...

danicomo says:
Sent 10 July 2019, 20h41
Fantastico Emiliano..
la tua è una relazione che, in termini giuridici, farà giurisprudenza.
Aggiungerei qualche foto della Cengia, posto mitologico....
Le tue foto sono una garanzia e ho largheggiato con i like.
Avrei qualche osservazione sul modo ma ne parleremo...
Ora via con il godermi la seconda parte....
Bravissimo
D

Poncione says: RE:
Sent 10 July 2019, 22h08
Grazie Dani... fatica tanta ma divertimento e avventura pura. Direi che per questo gruppo di montagne davvero magiche e selvagge ne valga assolutamente la pena, nonostante la somma fatica che richiedono in tutti i sensi, e da qualunque lato le si affronti.
Quando son sbucato al culmine della Bocchetta della Cengia ho avuto l'identica sensazione di "sacrale" avvertita in altre montagne "speciali", quali il Pedùm e il Torrent Alto... e ho detto tutto. ;)
Ciao

igor says:
Sent 10 July 2019, 20h55
Bravo emiliano very Wild ! ciao...

Poncione says: RE:
Sent 10 July 2019, 21h55
Grazie Igor, prima o poi devi provarle anche tu queste montagne fantastiche... fidati.
Ciao

ivanbutti says:
Sent 10 July 2019, 22h40
Bravissimo Emiliano, davvero tanti complimenti per la vetta, certamente già di x sè non semplice, e la risalita dai laghi di Cama, ancor più insolita e da quanto leggo anche davvero tosta.
Peccato solo che in cima il panorama ti abbia un pò tradito.
Ciao, Ivan

Poncione says: RE:
Sent 10 July 2019, 22h47
Ciao Ivan, grazie.
Sicuramente affrontato dalla Valle del Dosso il Pizzo Campanile richiede meno tempo e fatica, ma questa "via" citata dalla guida CAI-TCI del Gogna-Recalcati andava davvero provata. Faticosissima e lunga... ma ne è valsa la pena, nonostante la nuvola guastafeste in cima.

veget says:
Sent 11 July 2019, 20h45
Che coppia ďassi in due giorni....
Sei veramente instancabile .....certe zone di montagna richiedono una esperienza e volontà immense ,le quali consentono cavalcate infinite.
Bravo Emy
Buona continuazione
Ciao
Eugenio

Poncione says: RE:
Sent 11 July 2019, 22h33
Ciao Eugenio, grazie.
Sicuramente una delle cose più impegnative, belle ed emozionanti mai fatta in solitaria. D'altronde sono montagne così, impervie, selvagge... ma tremendamente affascinanti.

GIBI says:
Sent 11 July 2019, 21h28
Caspita che sgamellata da veri intenditori ... complimenti davvero per la notevole avventura, io pur conoscendo un poco entrambe le vallate non mi sono mai spinto così in avanti anche se la traversata Cama - Bodengo o Cama - Dangri è sempre stata nei miei pensieri !
... sei poi anche stato fortunato a trovare la Capanna Como aperta io l'unica volta che non avevo le chiavi o dovuto scegliere se dormire per terra nel piccolo atrio o ( come ho poi fatto ) scendere nell'oscurità !

ancora complimenti ...ciao Giorgio

Poncione says: RE:
Sent 11 July 2019, 22h38
Grazie Gio... direi che la fatica è stata tanta, ma quando questa è accompagnata dal piacere, il divertimento, l'avventura e un pizzico d'improvvisazione... direi che ne valga la pena e le soddisfazioni siano assicurate.
Ciao

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Poncione says: RE:
Sent 30 July 2019, 19h24
Eh già... come tempistica forse la salita più lunga mai fatta, anche se il caldo e la fatica sicuramente son stati decisivi...
Ciao


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