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Monte Ganna (m.1094), Cresta Ovest.


Published by Poncione , 5 March 2019, 23h26.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike: 2 March 2019
Hiking grading: T5 - Challenging High-level Alpine hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 10:15
Height gain: 1500 m 4920 ft.
Height loss: 1500 m 4920 ft.

Il Monte Ganna (m.1094), benchè sulle carte porti da sempre questo nome, non può dirsi di fatto un'autentica cima, ma una spalla rocciosa, o al limite anticima del più alto e vicinissimo Monte Colonna (m.1203). Tuttavia se lo si osserva dalla zona di Castelveccana, verso il Passo di Sant'Antonio, assume connotati più rilevanti assieme alla poco lontana cima senza nome m.1022. Il nome è senz'altro dovuto alla monumentale pietraia che scende in un'unica profonda colata proprio dalla sella rivolta al Monte Colonna sino ai piedi della cresta W.
Ma è osservandolo dal gruppo del Monte Nudo che attira per la presenza di una stretta ma evidente lingua rocciosa rivolta a W che dalla sua sommità sembra sprofondare in abissi insondabili, circondata da folti boschi, i quali permettono dunque al suo bianco calcare di spiccare all'occhio attento. É la cresta W del Monte Ganna, che da questo singolare punto di vista appare come uno degli angoli più selvaggi e inavvicinabili del varesotto.

Trovandosi proprio al centro della Valtravaglia occorre incunearsi tra le sue pieghe, e la quieta Caldè sembra il luogo più ideale e "frontale" per giungervi senza particolare fatica e con percorso relativamente breve. Dalla Valcuvia e la Valtravaglia l'avvicinamento sarebbe sicuramente più elaborato pertanto meglio scartarli viste le certe difficoltà e rebus che ci saranno da risolvere lungo l'ascesa.
 Il Bus proveniente da Luino mi scarica proprio al comodo parcheggio di Caldè (m.220) sulla lacuale per Laveno e in breve si sale per le viuzze reperendo quasi subito la segnaletica, posta un paio d'anni fà dal CAI Besozzo, per il Passo Sant'Antonio (it.225A) immettendosi presto su ampia forestale che, giunta presso una proprietà privata, diventa mulattiera contornata da muri a secco, la quale sarebbe piacevole percorrere se non fosse invasa da piante cadute, rovi e detriti che impongono un mini ravano e qualche aggiramento per venirne a capo. Questa situazione è rimasta assolutamente invariata rispetto due anni fà - poco prima del posizionamento della segnaletica - durante la salita con froloccone al Rifugio Adamoli dal sentiero delle Coste.
Giunto a Pira Alta non rimane che seguire la mulattiera/carrareccia che aggira il lato settentrionale del Pizzo di Cuvignone, ove la visuale sulla meta - e non solo quella - inizia ad aprirsi. Si giunge su asfalto, ma un sentierino fa evitare qualche curva, incrociandolo poco oltre e giungendo in pochi minuti al Passo, con relativa Chiesa, di Sant'Antonio (m.620): splendida vista sul medio-alto Verbano. Di fianco alla chiesa si trova il Bed & Breakfast "Al gatto nero", autentico paradiso per queste dolcissime bestiole, che non mancano certo di farsi avvicinare e coccolare dal viandante lì capitato. ;)

Fin qui una piacevole e rilassante passeggiata, ma ora viene il bello. Un anno fà, durante un giro di "ricognizione" con froloccone capitammo - per caso ma non troppo - all'attacco, o almeno così ritengo, della cresta W, rinviandola a data da destinarsi. Il problema era stato poi scendere, aggrovigliati in un percorso colonizzato dai rovi. Col poco invogliante precedente scelgo di salire su asfalto verso San Michele, per poi deviare intorno ai 750 m. all'altezza di una sbarra in direzione dell'Alpe Calorescio (m.743), due costruzioni isolate e forse ancora utilizzate. La CNS segnala un sentierino che dall'Alpe porta alla sella tra la Cima m.1022 e il Monte Ganna ma nient'altro. Inforco tale percorso, che si perde senza traccia evidente sulla dorsale, seguendo invece un'esile traccia più bassa sul prato immettendosi su un più evidente sentiero a mezzacosta destinato a sparire nel nulla. La nervatura rocciosa della cresta è tuttavia a portata di mano, separata da un colatoio in secca dalla ripida dorsale rivolta a Corte Matana. Senza traversare ulteriormente si scende - perdendo quasi 100 metri - a lato del colatoio sfruttando un pendio ripidissimo e insidioso con tracce di animali, per raggiungere le basi della cresta W.
Quando la roccia inizia a sfumare accedo a un punto comodo del colatoio, salendo i primi massi sparsi e facendo il punto della situazione su quanto seguirà, cioè un pendio molto ripido erba misto roccia, ma all'apparenza fattibile e nel complesso largo. All'inizio c'è un pò di boscaglia, ma presto il percorso si fà abbastanza pulito, evidente e logico, anche se la roccia non sembra propriamente affidabile, specie in una sorta di semi-verticale canaletto - unico passaggio veramente "obbligato" della salita - in cui bisogna davvero fidarsi della roccia e qualche arbusto per salire. Ma presto le cose cambiano, perchè il calcare è realmente ottimo offrendo appigli e maniglie a dismisura: anche se c'è quasi sempre spazio per procedere ai lati della crestina, pressochè continua, difficilmente si abbandona la roccia, con difficoltà mediamente di I° grado "continuato", e bei passaggi - raramente obbligati - di II° e III°, affrontabili perlopiù con belle fessure o a fil di cresta. Bellissima salita, in cui il raggiungimento di un nuovo "terrazzo", con vista spettacolare sul Pizzo di Cuvignone, il Verbano e il Rosa, è un'autentica emozione. Ogni tanto c'è qualche sbiaditissimo bollo rosso (ormai praticamente rosa), segno che in passato questa salita selvaggia doveva essere nota per lo meno a qualche "locals". La cresta sfuma in un'ampia insellatura frequentata dai mufloni (che riesco a immortalare) e sarà questo l'unico attimo in cui la salita "molla". Attento ai precisi rilievi della nuova carta delle Valli del Verbano mi sposto a destra (lato di Arcumeggia), seguendo tracce animali e individuando la seconda e definitiva lingua rocciosa con inalterate caratteristiche, ma in ambiente leggermente più boscoso. Dopo un pò la dorsale si amplia e adagia, riducendosi per qualche tratto a semplice ganna, prima d'impennarsi fortemente nella parte finale, su roccia sempre magnifica e remunerativa, giungendo sulla pianeggiante sommità in vista dell'edicola con Madonnina al culmine del Monte Ganna (m.1094), uno dei panorami più belli e selvaggi delle prealpi varesine affacciate sul medio-alto Verbano.

É fatta, e me la godo a lungo rimanendo muto e incredulo di fronte a quella che si rivela senz'altro una delle più belle (se non la più bella) salite su cresta del varesotto. Consumato il pasto proseguo per il Monte Colonna (m.1203), dove sosto brevemente, quindi interamente su dorsale tocco la cima m.1070 e la Punta m.1099, ormai in vista del Monte San Martino (m.1087), da cui si potrebbe scendere relativamente agili a Valalta.
Dal cippo di vetta dell'anonima e boscosa Punta m.1099 la dorsale prosegue discendendo in pineta, con tanto di ampie tracce animali. É molto ripida ma abbastanza rassicurante, e poco dopo s'incontrano due angoli panoramici rivolti su Mesenzana, a conferma che la bellezza selvaggia di oggi non conosce fine. Gradualmente la pendenza si fa seria, tanto che dove la traccia animale sparisce si deve scendere su roccette e placche un pò infide nel bosco. Superato il passaggino ostico ritrovo le loro tracce che ripidamente portano al culmine di un ulteriore e panoramico sperone: lo si attraversa arrivando proprio a dominare l'ampia fascia calcarea presso il Buco del Diavolo, al cui centro si trova un'ampia ganna avvolta nel muschio. Qui la roccia, contrariamente al Monte Ganna, è davvero pessima, marcia, friabile dando sensazione d'instabilità: per accedere alla ganna ci sarebbe un'invitante, ma troppo inclinata, placca, con a destra un canalino franoso su cui porre davvero molta attenzione. Ancor più a destra una larga cengia-corridoio, pure dal fondo friabile: si scende con cautela da quest'ultima per qualche metro, e sembra percorribile interamente, ma va a morire su un improbabile salto. Anzichè risalire al canalino serve affidarsi alla roccia e a una cengetta che permetta di calarvisi: è senz'altro il passaggio più delicato e difficile per l'instabilità della roccia. Raggiunta la ganna si discende qualche metro in un canalino giungendo a una strozzatura con bell'intaglio roccioso, che si risale sbucando proprio nella trincea culminante nel Buco del Diavolo (m.828). Da qui in breve e per comodo sentiero a Valalta, poi in maggior relax a Cassano Valcuvia (m.295) tramite lo spettacolare sentiero trincerato e quindi comoda mulattiera.
Infine discesa all'imbocco della Valcuvia-Valtravaglia, da cui - con percorso "defaticante" su ciclabile e strade secondarie - in parziale risalita si raggiunge Ferrera, Cunardo e Ghirla.

Avanti così.

NB. Caldè-Pira-Sant'Antonio T2/T1 - Sant'Antonio-Alpe Calorescio T1 - Alpe Calorescio-Attacco Cresta W Monte Ganna T5 - Cresta W Monte Ganna-Vetta T4+ (I-II° perlopiù non obbligato) - Monte Ganna-Monte Colonna T2 - Monte Colonna-Punta m.1099 T3 - Punta m.1099-Buco del Diavolo T5+ (uscita nel canalino T6) - Buco del Diavolo-Valalta-Cassano Valcuvia T2/T1 - Cassano Valcuvia-Valganna T1 (T2 la Cascata Fermona).

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Comments (40)


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blepori says:
Sent 6 March 2019, 07h25
stupendo, sempre alla ricerca di angoli nascosti e selvaggi delle nostre montagne. Ciao Benedetto

Poncione says: RE:
Sent 6 March 2019, 12h08
Grazie Benedetto,
era nel mirino da diversi anni, ed è stata un'autentica gioia goderne le bellezze. Davvero stupenda... la rifarei anche domani. ;)
Ciao

Serzo says:
Sent 6 March 2019, 07h38
Fantastico. Grande Emiliano. Ciao, Sergio

Poncione says: RE:
Sent 6 March 2019, 12h10
Fantastico è la parola giusta, oltre ogni aspettativa.
Grazie Sergio.

Serzo says: RE:
Sent 6 March 2019, 20h07
"presenza di una stretta ma evidente lingua rocciosa rivolta a W che dalla sua sommità sembra sprofondare in abissi insondabili, circondata da folti boschi, i quali permettono dunque al suo bianco calcare di spiccare all'occhio attento."
Ormai (anche) a livello di eleganza e complessità dell'eloquio siamo ai livelli del Brenna ;-)

Poncione says: RE:
Sent 6 March 2019, 23h35
Grazie per l'onore che mi fai, Sergio, ma non esageriamo...

cappef says:
Sent 6 March 2019, 08h16
bravo Emiliano, percorso per amanti delle bellezze selvagge nelle nostre zone...complimenti...ciao!

Poncione says: RE:
Sent 6 March 2019, 12h14
Grazie Flavio, credo proprio che sarà difficile trovare qualcosa di meglio - e con una roccia così bella - nel nostro limitato ma splendido territorio.
Ciao

Sent 6 March 2019, 08h39
Le salite in cresta sono sempre emozionanti, sopratutto quando sono all' insegna della scoperta e della bella roccia...

Bravo Emiliano e che bella questa "Cresta perlata" del varesotto!

Salutoni...

Angelo

Poncione says: RE:
Sent 6 March 2019, 12h16
Ciao Angelo,
non so perchè, ma mentre mettevo mano su questo superbo calcare un pochino ti pensavo. ;)

Sent 6 March 2019, 09h37
Bellissima salita, complimenti!

Ciao,
Emanuele

Poncione says: RE:
Sent 6 March 2019, 12h15
Grazie Emanuele, te la consiglio assolutamente. Da provare.

Menek says:
Sent 6 March 2019, 09h46
giro veramente molto bello, da fare sicuramente nelle mezze stagioni. mi piace.
p.s.
senza nulla togliere ai puristi della montagna: ma una ribollatura, che dici? porto io il colore! :)))
ciao Emi
Menego

Poncione says: RE:
Sent 6 March 2019, 12h21
Quando mi tornerà l'ispirazione per un'hikerata allora la organizzo sul Monte Ganna... e non potrai mancare. ;)
La ribollatura?...
Discorso lungo: se questo itinerario fosse - poniamo - in provincia di Como o Lecco sarebbe sicuramente bollato e mantenuto bene. Ma visto che si trova nel territorio dei varesotti "selvaggi" ;) lasciamolo pure così, che va bene.
Ciao Menego

rochi says: RE:
Sent 6 March 2019, 17h27
Come dice Emiliano, caro Menek, queste sono terre selvagge abitati da selvaggi che mangiano i forestieri.
Comacchio, leccesi e bergamaschi sono tra i prediletti.
Ocio....
Ciao!
R.

Poncione says: RE:
Sent 6 March 2019, 17h31
Hai dimenticato i cremaschi, se no Domenico si offende... ;)

rochi says: RE:
Sent 6 March 2019, 17h33
Quelli poi.....

Menek says: RE:
Sent 10 March 2019, 14h08
guarda che i cremaschi sono chiamati brusa Crist... :)))

GIBI says:
Sent 6 March 2019, 13h21
Caspita Emiliano .... che cavalcata di gran spessore, te li studi proprio per bene i tuoi giri e il risultato e le conseguenti soddisfazioni sono quasi sempre una certezza !

ciao Giorgio

PS ... il giro " defaticante " del giorno dopo al Cornizzolo non è commentabile ?

Poncione says: RE:
Sent 6 March 2019, 13h40
Grazie Gio,
lo studio sta alla base, ma l'importante è la bontà del risultato, andato molto oltre ogni aspettativa anche grazie alla discesa letteralmente improvvisata sul momento. ;)
Ciao

Ps. Sì, il "defaticamento" è scivolato nelle relazioni brevi perchè - a differenza del Monte Ganna - quella meta su Hikr è ben nota e pluri-recensita. ;)

Deleted comment

Poncione says: RE:
Sent 6 March 2019, 13h48
Grazie Camoscio, credo che questo giro lo ricorderò a lungo... davvero uno scrigno di bellezza ed emozioni formidabili.
Ciao

GAQA says:
Sent 6 March 2019, 14h18
Un altro bel ricordo tra i luoghi e le montagne a cui sei legato, ricordo sempre piacevole se corteggiato e da tempo studiato con cura. Complimenti!
Alla prossima Emi:)
Un saluto.
Alessandro.

Poncione says: RE:
Sent 6 March 2019, 14h32
Grazie Ale. Sicuramente è così, non c'è nulla di meglio che poter studiare e poi realizzare. Tutto il gruppo Cuvignone-Colonna ha qualcosa di straordinariamente bello da offrire... ma forse questo li supera tutti.
Ciao

cristina says: RE:
Sent 6 March 2019, 14h44
E' sempre molto bello leggerti, traspare proprio un grande amore per il tuo territorio...

Poncione says: RE:
Sent 6 March 2019, 15h25
Grazie Cri, gentilissima... mi fà molto piacere sapere che questa "trasparenza" appaia...
A presto

rochi says:
Sent 6 March 2019, 17h24
Solo tu, caro Emiliano sai trasformare le nostre montagne in terreno alpinistico e di selvaggia avventura.
Complimenti, entusiasmante!
Il monte Ganna è una delle pochissime cime over 500 m della provincia di Varese che mi restano da visitare.
Esiste una via "normale" per raggiungerlo?
Spero di sì, altrimenti per me resterà tabù.
Ciao!
R.

Poncione says: RE:
Sent 6 March 2019, 17h35
Rochi, puoi farlo tranquillamente anche tu... se l'ho fatto io può farlo chiunque.
Comunque sì, puoi fare il classico anello da Alpe San Michele - Buca - Monte Ganna - Colonna - San Martino - Valalta - Alpe San Michele. Bello, panoramico, remunerativo.
Ciao, grazie

danicomo says:
Sent 6 March 2019, 18h04
Va che bel giro che hai "creato"....
Autentico esploratore, bravo.
D

Poncione says: RE:
Sent 6 March 2019, 23h36
Bello "inventare", Dani...

gbal says:
Sent 6 March 2019, 19h40
Complimenti. Un ottimo percorso di ricerca che ha dato i suoi frutti anche se, per chi legge, sembrava possibile il dover tornare per la via di salita. Ma noi siamo seduti e tu, invece, hai ben visto il da farsi.
Bravo!

Poncione says: RE:
Sent 6 March 2019, 23h39
Ciao Giulio,
anche secondo me è possibile scendere dalla via di salita - incognita rovi a parte ;) - ma è stato bello inventarsi un'altra discesa da una cima senza nome, che a questo punto sarebbe bellissimo riprovare in salita. ;)

gbal says: RE:
Sent 7 March 2019, 11h26
Forse non sono riuscito a spiegarmi; alludevo all'ansia che ci attanaglia quando c'è l'incertezza di arrivare a destinazione, si è fatta una salita impegnativa e si paventa la possibiltà di non poter proseguire e dover quindi ritornare per la via di salita.

Poncione says: RE:
Sent 7 March 2019, 12h49
Quando è così sarebbero stati guai grossi, Giulio. Successo altre volte (es. Pizzo di Cuvignone) di avvertire questa reale ansia di non farcela e dover scendere dalla già improbabile via di salita... ;)

veget says:
Sent 6 March 2019, 21h45
Bellissimo e avvincente racconto di una straordinaria giornata di montagna,affrontando con sicurezza passaggi impegnativi in un ambiente avvicente.....
Goditi il piacere di aver realizzato un sogno!
Ciao Grande Emi
Eugenio


Poncione says: RE:
Sent 6 March 2019, 23h42
Grazie Eugenio, eccome se me lo godo. Resto dell'idea che la grande sfida di questi tempi "globalizzati" sia quella di riscoprire le proprie radici e le cose vicine, prima ancora dei mondi lontani che non siamo obbligati a sentire nostri.
Ciao

Giansa says:
Sent 7 March 2019, 09h46
Grande Emi ! Grazie a te possiamo dire di avere un piccolo Pizzocolo a due passi da casa.
Ma il T5+ spaventa chi tu ben conosci...
Elena

Poncione says: RE:
Sent 7 March 2019, 10h41
Ciao Elena, tutto divertimento, nulla di cui spaventarsi... e poi la valutazione è una media complessiva di tutto il giro, considerando anche la non banale e selvaggia discesa dalla Punta m.1099...
Il "Pizzocolo a due passi da casa" esisteva già da sè, non l'ho certo inventato io... ;)
Ciao!

Alpingio says:
Sent 11 March 2019, 20h29
Bel giro e bella cresta, bravi!
Ciao
Giovanni

Poncione says: RE:
Sent 11 March 2019, 20h38
Grazie Giovanni, molto bello davvero... e forse unico da queste parti.
Ciao


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