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Quasi Mont Avic (3006 m)


Published by martynred , 16 November 2017, 22h52.

Region: World » Italy » Val d'Aosta
Date of the hike:29 October 2017
Hiking grading: T4 - High-level Alpine hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 6:30
Height gain: 1530 m 5018 ft.
Route:12 km
Access to start point:Covarey (Champdepraz) AO

Siamo a Champdepraz. L'aguzza cima del Mont Avic lo rende maestoso ed affascinante. 
Parcheggiamo l'auto in un parcheggio gratuito a Covarey. 
Ci incamminiamo lungo la strada (fontana con acqua potabile) finché questa diventa sterrata. Pochi minuti e svoltiamo a destra per uno stretto sentiero, seguendo le indicazioni presenti su un cartello, sentiero 7/7B.
Ci addentriamo così nel bosco. Un noioso sentiero in costante salita ci porta all'agriturismo, qui la vista si apre e possiamo ammirare il panorama verso valle e verso monte.
Superata la struttura, siamo nuovamente in un bosco, ora meno fitto e meno ripido. 
L'evidente sentiero ci porta sotto il passo. Saliamo la distesa di massi sul lato destro e continuiamo su evidente sentiero sotto la grande parete rocciosa.
Il vento è forte ma lo sarà ancor di più una volta raggiunto il Col Varotta. Impossibile stare fermi qui, l'aria è così forte che mi sposta. 
Procediamo tenendo il lato sinistro della cresta per evitare il forte vento. I sassi sono abbastanza stabili e saliamo fino al Mont Ruvi, dove l'aria si fa ancora più intensa e fredda.
Mi sembra di essere sbattuta a terra ad ogni passo, così, giunti al punto in cui bisogna scendere di qualche passo e fare un traverso roccioso passando a destra del filo di cresta, io decido di non proseguire. Sentivo il rischio più alto della meta. Il povero Raffaele rinuncerà solamente per non lasciarmi sola, mentre Marta e Marco procederanno fino la vetta per poi scendere con un grande giro ad anello, passando per il Lago Gelato.
Io e Raffaele optiamo per non seguire la via dell'andata ma di andare a naso cercando di scendere subito in direzione est, puntando il canalone sassoso proprio sotto il Col Varotta.
Passiamo per punti poco sicuri, dove lo sfasciume e la ghiaia scivolano sotto i nostri piedi, ma la forma ad anfiteatro mi da quella parvenza di sicurezza che la cresta ventosa non aveva. Raggiunto il canalone punteremo al sentiero e da qui come per andata.



L'anno delle grandi avventure e dei "quasi", grandi conquiste e piccole sconfitte che demoralizzano ma mostrano i propri limiti e sicurezze.




Hike partners: martynred


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Comments (2)


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GIBI says:
Sent 17 November 2017, 13h33
Più che di sconfitta Martina parlerei di consapevolezza non tanto dei propri limiti ( perché la prossima volta sono sicuro che ci arrivi di sicuro in vetta ) ma della saggezza di capire che forse quel giorno non era il tuo momento giusto e questo è un bel segno di intelligenza !

Quindi oggi direi ancora più brava del solito !

ciao Giorgio

Poncione says:
Sent 19 November 2017, 22h55
L'aver rinunciato non sempre è sinonimo di "sconfitta" (contro chi poi?). Mi è già capitato di dover rinunciare a una cima, magari per pochi metri, a causa di errori di valutazione o di pericoli oggettivi che non si è in grado di controllare. Può trattarsi di un momento sbagliato, di poca forma, di semplice sfortuna... ma voltar le spalle a una cima talvolta è segno di saggezza.
Ciao


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