Mont Avic e Mont Iverta


Published by Andrea! Pro , 8 September 2014, 23h50.

Region: World » Italy » Val d'Aosta
Date of the hike: 6 September 2014
Hiking grading: T5- - Challenging High-level Alpine hike
Mountaineering grading: F
Climbing grading: II (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Height gain: 2015 m 6609 ft.
Route:17,2 km a/r
Access to start point:Località Veulla, in fondo alla valle di Champdepraz, uscita Verres (autostrada per Aosta).

Con Enrico decidiamo di fare una gita ancora verso ovest, in questo settembre la Val d'Aosta farà un sacco di soldi con l'autostrada. Invito anche Raffaele e lui mi risponde che è già organizzato con altri per andare in zona Avic. Allora perchè non aggregarsi?

La scelta è saggia, così ho il piacere di fare la conoscenza di un bel gruppo di hikriani. Persone che avevo "incrociato" solo in rete. Purtroppo però abbiamo giusto il tempo di salutarci, bere un caffè al bar durante il viaggio di andata e fare ben 5 minuti di strada insieme perchè io, Enrico e Raffaele decidiamo di salire sull'Avic mentre loro percorreranno il Tour dei Laghi (altrettanto bella escursione in questa zona).

La salita in direzione del Colle Varotta avviene sul sentiero numero 7 che si inerpica sempre deciso. Tra una chiacchera e l'altra saliamo quasi senza rendercene conto. Io e Enrico facciamo una breve sosta per bere qualcosa mentre Raffaele prosegue. Poi Enrico riparte mentre io devo dedicarmi a funzioni più ..."spirituali".

Proprio nell'unico momento in cui ci siamo un po' distanziati, scopro che dobbiamo abbandonare il sentiero per puntare al "colle nord" dell'Avic. Incomincio il traverso sulla pietraia e appena vedo i miei compagni li "richiamo" nella giusta direzione. Ci ricompattiamo e continuiamo a salire nella pietraia. Non c'è un percorso obbligato, basta puntare alla depressione della cresta che congiunge il Colle Varotta con l'Avic.

Qui ognuno prende il suo ritmo. Anche senza raggiungere la dorsale vera e propria, si continua in direzione della fascia rocciosa su cui si vede spuntare la statua di vetta. C'è qualche residuo di una recente nevicata sul terreno che aumenta lievemente man mano che si sale. Arrivo nel punto dove bisogna arrampicare, metto via i bastoncini e inizio a salire.

Anche oggi le nuvole hanno voglia di coprire le cime più alte, quindi fin da subito il panorama a media/lunga distanza è precluso. C'è un po' di verglas su alcune pietre e bisogna stare attenti a dove si mettono i piedi. Ci sono tre passaggi che richiedono attenzione ma sono attrezzati con due corde metalliche e una corda in nylon (non mi aspettavo di trovarlo attrezzato).

Arriviamo in vetta praticamente in contemporanea ad altri 3 ragazzi partiti insieme a noi dal parcheggio ma saliti per l'altro versante. Scambiamo due chiacchere e mentre loro scendono subito da dove sono saliti, noi mangiamo qualcosina e poco dopo li seguiamo, scendendo così dal versante opposto a quello di salita per compiere un giro ad anello.

In discesa c'è solo un punto impegnativo (e la roccia bagnata con anche un po' di neve lo rende più insidioso) e visto che i 3 davanti a noi hanno piazzato una corda, tiriamo fuori anche la nostra. Però a noi sembra meglio scendere non dove sono loro ma un pochino più a destra (faccia a valle) ed in effetti, sebbene più esposto, il passaggio sembra più semplice. Quindi alla fine la corda prenderà solo un po' d'aria e non verrà utilizzata per la progressione.

La discesa continua su pietrame ripido ma più tranquillo, fino al momento in cui bisogna traversare su terreno quasi pianeggiante in direzione del Col de Raye Chevrere. Prima di iniziare il traverso dovrebbe esserci una traccia che, evitando di passare dal colle, dovrebbe raggiungere direttamente il sentiero di discesa. Io e Raffaele vogliamo salire anche sul Mont Iverta mentre Enrico preferisce scendere ma sfruttando il sentiero "ufficiale", così alla fine tutti e tre ci dirigiamo al colle.

Secondo la cartina ci dovrebbe essere un sentiero che sale sull'Iverta ma a terra non si vedono segni. Qualche ometto ci accompagna nel primo tratto poi non ne vedo altri. Comunque la salita si svolge grosso modo sulla dorsale tra il Col de Raye e la cima. Dalla vetta scendiamo in direzione opposta, su terreno libero, fino ad incrociare il sentiero numero 6 che proviene dal Gran Lac.

Il sentiero scende e passa sulle sponde dello stupendo Lago Gelè che ci regala un fantastico colpo d'occhio con tanti colori tra cielo, acqua e roccia. Poi prosegue tra vecchie miniere dopodichè si getta a capofitto nella vallata per portarci velocemente al punto di partenza.





Hike partners: Andrea!


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