Term Bel (2160 m) / Dreibündenstein
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Ciaspolata nella Domigliasca, sull’altopiano caratterizzato dal “Bel Termine”, Term Bel o Dreibündenstein, un obelisco di 2 m che indica il confine tra le tre entità che costituivano la Repubblica delle Tre Leghe: Lega Caddea (o della Ca’ di Dio), Lega Grigia e Lega delle Dieci Giurisdizioni.
Il monumento di pietra, posato nel 1915 in sostituzione di quello del 1722, vuole ricordare le lotte di liberazione dei Grigioni.
Fonte bibliografica: Storia dei Grigioni, Edizioni Casagrande, Bellinzona, 2000 (tre volumi).
Che meraviglia!!!
È stata una delle più belle escursioni con le racchette da sempre.
Inizio dell’escursione: ore 9:00 da Rhäzüns
Fine dell’escursione: ore 14:30 a Coira
Pressione atmosferica, ore 9.00: 1030 hPa
Temperatura alla partenza da Rhäzüns: -13°C
Isoterma di 0°C, ore 9.00: 100 m
Temperatura al rientro a Coira: -5,5°C
Velocità media del vento: 3 km/h
Alba: 8:00
Tramonto: 17:05
Percorro la strada del Rheinwald nel crepuscolo mattutino: la notte è ancora restia a dare il cambio al giorno.
Le condizioni meteorologiche sono perfette: cielo sereno, assenza di vento (le previsioni prevedevano folate fino a 35 km/h…) e neve fresca in abbondanza. L’unico aspetto negativo è la temperatura dell’aria: -13°C a Rhäzüns, una quisquilia in confronto ai -20°C di Splügen.
Raggiunta la località di Rhäzüns, parcheggio sul piazzale della funivia che porta a Feldis. Il parcheggio è gratuito per i fruitori della funivia. Acquisto per 46.- CHF il biglietto “Rundtour Feldis – Brambrüesch”, che mi dà la possibilità di effettuare una bella traversata fino a Coira, usufruendo di diversi impianti di risalita, compreso il bus per ritornare da Coira a Rhäzüns.
Alle 9:10 la cabinovia parte, superando i Rhäzünser Rheinauen, la zona golenale del Reno Posteriore, di importanza nazionale. Bella anche la veduta sul Castello di Rhäzüns, adagiato sopra la ripida sponda occidentale del fiume.
Dopo pochi minuti arrivo all’idilliaco villaggio di Feldis (1469 m), impreziosito da stupende case nello stile Walser. Gradirei fermarmi ad immortalarle con delle foto, ma lo zelante autista dello Shuttel bus mi invita ad accomodarmi sul furgoncino che in breve mi porta alla stazione di partenza della seggiovia Feldis-Mutta (1481 m). Sono il primo a salire, subito dopo i due addetti che lavoreranno in quota. Sulla seggiovia il freddo è pungente: sono colpito da brividi, come raramente mi era capitato. È il piccolo tributo che devo pagare per raggiungere un luogo paradisiaco.
A Mutta (1974 m) rimango infatti a bocca aperta di fronte ad un paesaggio ricoperto da abbondante neve fresca e baciato dal sole. Gli abeti non sono solo coperti di neve, ma addirittura incappucciati. Il panorama che si gode da questo altopiano ondulato è incantevole; due montagne dominano la scena: a SE il Fuhlhorn (2528 m) e a SW il Piz Beverin (2998 m), famoso per la scala a pioli di 10 m. Il percorso per i ciaspolatori è segnalato da paline e in buona parte battuto, per cui, almeno all’inizio, ci si potrebbe incamminare anche senza racchette. Decido tuttavia di montare le ciaspole e di partire seguendo il segnavia per il Dreibündenstein. Il richiamo delle foto mi induce a fermarmi frequentemente per scattare fotografie o per registrare brevi filmati. Rinuncio a visitare l’Alp Raguta (1946 m), un rifugio con ristorazione a soli 5 min dalla stazione a monte della seggiovia, che si vanta di avere la pista di pattinaggio naturale più alta d’Europa.
Passo a 40 m a monte della Ski Hütte, ancora chiusa in un paesaggio sempre grandioso e deserto. Non sono un semplice collezionista di cime, vado in montagna con amore e rispetto, per cui cerco di non uscire dal percorso segnalato per non contaminare la neve vergine.
Inoltre, ad una certa età ogni sguardo è guidato dall’attenzione. La camminata è dunque volutamente lenta: desidero godermi questa natura, oggi praticamente deserta. Non ho fretta e le condizioni meteo ideali me lo consentono. La fretta è per gli sportivi, per gli atleti, non per gli appassionati cultori della natura.
Il percorso, ondulato, mi porta sull’Alp da Veulden (Alp da Feldis), sul versante meridionale della Tgom’Aulta (2084 m), fino alla sella che precede l’Alp dil Plaun (Bodenalpe).
Raggiunto il pianoro ho ancora l’impressione di essere fuori dal mondo. L’unico segno umano è costituito da una traccia, relativamente fresca, di due ciaspolatori; non è più vecchia di un giorno. La seguo calcando le impronte delle ciaspole. Cammino sul ripido versante dell’alpeggio meditando. Nella mente si radunano greggi di ricordi silenziosi, belli e brutti. Forse apprezzo molto questi ambienti selvaggi e romiti solo perché sono il frutto di una scelta; ci rimango per poco tempo, fra qualche ora rientrerò nella civiltà e in serata nel tepore familiare. Il discorso sarà sicuramente diverso per coloro che sono costretti a vivere a lungo in luoghi così isolati, fuori dalla società, sia con il bel tempo sia con la tormenta.
Ciaspolata tra Feldis e Brambrüesch
Mi rimangono circa 225 m di dislivello in salita per arrivare alla meta principale della racchettata. Anche su questo versante rivolto ad ovest il paesaggio è da cartolina. Lo condividerò con delle fotografie, che in ogni caso non possono tradurre esattamente le sensazioni che si provano sul posto.
Poco dopo le 11:30 posso affermare Term Bel geschafft!
Mi gusto il luogo storico in solitudine, mi prendo il tempo per osservare e per una carrellata di foto a 360°. Vorrei lasciare un segno, una firma, la mia piccola vanità. Purtroppo non c’è il libro di vetta, mi devo accontentare dei saluti virtuali agli amici di Hikr.org e della massima del giorno.
“Voi occidentali, avete l’ora ma non avete mai il tempo.”
(Mahatma Gandhi, 2.10.1869 - 30.1.1948, politico, filosofo e avvocato indiano).
Riprendo il cammino verso nord; quattrocento metri mi separano dal punto più elevato dell’escursione: il motto Furggabüel (2173 m), punto d’arrivo degli impianti sciistici di Brambrüesch. Due tavole riportano i nomi delle montagne che si possono ammirare da questo punto panoramico. In direzione di Zurigo, che dista meno di 100 km in linea d’aria, scopro un tremila che non conoscevo, il Ringelspitz (3247 m), la cima più elevata del Canton San Gallo.
La discesa verso Brambrüesch è altrettanto bella della salita. L’argentea luce del mezzogiorno sfolgora sulle creste innevate facendo risplendere gli abeti, sparsi, e completamente avvolti da un mantello bianco; sullo sfondo si distende l’ampia valle del Reno, imbiancata, con le località di Domat-Ems, Felsberg, Coira, Trimmis, Untervaz, Zizers e Landquart.
Seguo una traccia nella neve alta, alla sinistra della seggiovia, oggi non in esercizio. A Hünerköpfe (1947 m) mi porto sui bordi della bellissima pista di sci. I pochi fortunati sciatori del mercoledì si godono delle discese in condizioni perfette: che fantastico paesaggio in questo comprensorio!
Al Malixer Alp (1758 m) delle sedie a sdraio rosse invitano ad un bagno di sole sulla neve. Resisto alla tentazione e continuo per gli ultimi 850 m fino alla meritata birra sulla Sonnenterrasse di Brambrüesch (1600 m), dove posso scambiare qualche impressione con degli “Einheimische”.
C’è ancora una sorpresa: appena uscito dal ristorante un trenino turistico, il “Tschu-Tschu Bahn” mi accompagna comodamente alla stazione di partenza della cabinovia Känzeli-Brambrüesch, a cui segue la funivia fino a Coira (595 m). Di fronte alla stazione a valle posso salire sul bus cittadino, che in 24 minuti mi riporta a Rhäzüns.
Incantevole racchettata su neve fresca, in un giro ad anello che mi ha dato l’opportunità di conoscere un ambiente alpino di grande spessore paesaggistico, naturale e storico: “Tge bel che ti es Grischun"!
Tempo totale: 5.30 h
Tempo di salita: 1.48 h da Mutta (1974 m) a Furggabüel (2173 m)
Tempo di discesa: 1.15 h da Furggabüel (2173 m) a Brambrüesch (1600 m)
Dislivello in salita: 803 m + 493 m + 263 m
Dislivello in discesa: 573 + 1005 m
Sviluppo complessivo: 8,7 km
Difficoltà: WT2
Coordinate Term Bel: 757'142 / 185'369
SLF: 3 (marcato)
Copertura della rete cellulare: Swisscom buona
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