Mont Iverta 2936 m


Published by cristina , 25 July 2012, 09h53. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Val d'Aosta
Date of the hike:22 July 2012
Hiking grading: T3+ - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Route:Parcheggio Bianchet-La Veulla-Magazzino-Bivio Lac Gelè-Col de Raye Chevrere-Mont Iverta-Lac des Heures-Lac Gran-Rif. Barbustel-Lac de Servaz-Posteggio
Access to start point:Milano-Torino-Bivio Santhià E25/A5 MIlano-Aosta-Monte Bianco uscita Verres. Svoltare a sx e proseguire in direzione Aosta paralleli all'autostrada fino ad attraversare il ponte con indicazione Parco Monte Avic, si passa sotto un grande arco. Si sale la lunga serie di tornanti fino ad arrivare sotto a Champdepraz, ad una curva è indicato il posteggio.
Maps:Carta dei sentieri 1:25.000 Parco Monte Avic

Parco del Monte Avic, a mio parere uno dei posti più belli della Val d’Aosta. Il monte Avic è la cima più ambita del parco, anche se con il notevole dislivello che serve per arrivare in cima e qualche passaggio impegnativo non è certo una cima affollata. In ogni caso la gente si trova solo al rifugio Barbustel da dove arrivano per la via più breve e qualcuno che si spinge oltre, fino al Gran Lago, altrimenti difficilmente s’incontrano persone in giro.
 
Noi puntiamo al Mont Iverta che qualche anno fa c’era sfuggito. Da notare che sulla cartina del Parco del Monte Avic, al Mont Iverta sale un sentiero con tanto di numero cosa che non è per niente vera. La volta precedente leggendo una relazione, giunti al Lac Gelè avevamo proseguito sul sentiero per il Lac Grand, raggiunta la selletta sopra il Lac des Heures, sul confine del parco, avevamo cercato la via di salita, ma vista la conformazione del terreno, da un passo avanti e due indietro, e non avendo trovato alcuna traccia, c’era passata tutta la poesia e avevamo lasciato stare. Effettivamente il gestore ci aveva poi detto che da lì è meglio scendere potendolo fare un po’ ovunque, quindi salire dal versante opposto, dal Col Raye Chèvrere, lo stesso colle che andando a dx porta al Mont Avic. A questo punto seguiremo il suo suggerimento e nel caso non trovassimo il modo di salire torneremo al Mont Avic.
 
Il posteggio di Bianchet a Champdepraz è vuoto a parte due camper. La cosa ci stranisce, siamo in Luglio, la giornata è bella…
 
La salita fino al Lac Gelè è tranquilla e nonostante qualche inghippo dovuto ad un dolorino alla schiena che passa grazie ad una bustina di Aulin, una farfalla ingoiata, un braccio sanguinante per una grattatina un po’ troppo violenta, riusciamo a raggiungerlo in tempi abbastanza buoni. Senza raggiungere il lago, si devia a dx e seguendo i bolli gialli e gli ometti si raggiunge velocemente il Col Raye Chèvrere. Notiamo che in cima all’Avic c’è già qualcuno, la nostra meta però è qui alla nostra sx. Controlliamo la cartina e il fantomatico sentiero segnato sembra rimanere proprio sul confine del Parco per cui per salire teniamo come riferimento i paletti che lo segnano. Neanche a farlo apposta troviamo subito un ometto e una sorta di traccia, ora ne vediamo altri, bene vuol dire che qualcuno ci viene. Compare anche il bellissimo Lac de Raye Chèvrere che anche se avevamo visto dalla carta che c’era è stata una vera sorpresa. La traccia e gli ometti scompaiono o li perdiamo noi non so comunque la salita è molto intuitiva e in ogni caso i paletti di confine sono un ottimo punto di riferimento. Quasi in cima vediamo la croce, un crocifisso ligneo, con un artistico altorilievo su pietra ollare del volto di Cristo, oltre a due grandi ometti di pietre ed un piccolo riparo di pietre a secco, niente male per essere una cima poco frequentata…il panorama è spettacolare e invita ad una bella sosta.
 
Dopo le foto e aver mangiato qualcosa scendiamo sul versante opposto, la discesa è velocissima quasi come su un ghiaione. Risaliamo a prendere il sentiero ufficiale che porta al Gran Lac e quindi al rifugio Barbustel. Sole e nuvole si alternano e si è alzato un vento gelido. Mi sarebbe piaciuto fermarmi al Gran Lac per la pausa pranzo ma fa troppo freddo, ci fermiamo solo un attimo per farci superare da un gruppo, l’unico incontrato fino ad ora, caciarone all’inverosimile che dopo tanto silenzio dà più fastidio del normale.
 
Scendiamo quindi al rifugio, il sole è sparito completamente e sento freddo, per cui entriamo a mangiare in rifugio sapendo che non hanno problemi a far consumare cibi propri, poi qualcosa consumiamo sempre e in questo caso oltre al vino ci sta bene una bella tazza di te. Tra l’altro ci dicono che nelle ultime due ore hanno servito più te e cioccolate che birre. Il cambio repentino della temperatura ha preso tutti alla sprovvista.
 
Lasciamo il rifugio e ancora soli, senza incontrare anima viva, scendiamo al Lago della Serva e quindi a Champdepraz.
 
DATI GPS
Dislivello 1963 m e 23.09 km

Hike partners: cristina, Marco27


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