L'Envers del Lago Gelato (2915 m)


Published by emanuele80 , 22 October 2017, 22h46.

Region: World » Italy » Val d'Aosta
Date of the hike: 8 October 2016
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 8:30
Height gain: 1820 m 5970 ft.
Access to start point:Autostrada Torino-Aosta, uscita Verres, da dove si prosegue alcuni chilometri su strada regionale fino all'evidente imbocco a sinistra della valle di Champdepraz, contraddistinto dall'insegna del parco Mont Avic. Quindi si sale la valle sino al termine, a Veulla, dove si parcheggia.
Accommodation:Rifugio Barbustel (2200 m)
Maps:IGC 9, Ivrea Biella Bassa Valle d'Aosta 1:50.000

L’Envers del Lago Gelato è una vetta dal nome curioso che si trova all’interno del bellissimo Parco naturale del Mont Avic. Si può raggiungere da numerosi versanti ed in questo caso scelgo la via normale da Veulla, al termine del vallone di Champdepraz, località che conosco avendo già affrontato in invernale sia l’Avic che il Barbeston partendo proprio da qui. Le previsioni meteo non si preannunciano delle migliori e difatti, arrivato in zona, una fitta coltre di nubi copre il cielo ancora in veste notturna. Sceso dall’auto, mentre io sono in preparazione e Zeus sta come al solito marcando il territorio, si avvicina un cagnetto nero: scoprirò poi che il suo nome è Pedro e ci accompagnerà praticamente per tutta la giornata.

Seguo inizialmente la carrareccia che in leggera salita conduce alla piccola radura di Magazzino. Qui un sentierino sale diagonalmente verso destra e, con lungo percorso nel bel bosco di pino uncinato, porta alla parte centrale del Vallone che conduce al Colle Raye Chévrère. La vegetazione si dirada e il sentiero, sempre ben segnato, sale ripidamente sul versante sinistro orografico. Nella parte alta il percorso diventa una bella stradina su massicciate di pietre a secco: qui sbuco al di sopra delle nuvole, trovandomi immerso in uno splendido ambiente con il Gruppo del Rosa che si staglia nitido alle mie spalle. Piegando poi a sinistra, salgo con ripidi e brevi tornanti tra gli scarichi della miniera e grandi muraglioni a secco sino ad un pianoro nei pressi del Lago Gelato, ancora tutto in ombra e adagiato in una conca di estrema pace. Costeggio la sponda sinistra del lago, risalendo oltre con un buon sentiero sino al Plateau dell’Iverta, ampio pianoro detritico ai piedi dell’omonimo monte. Da qui, volgendo a sinistra (E), la facile dorsale di rocce rotte mi conduce in vetta senza particolari difficoltà.

Dopo la consueta sosta per ammirare il panorama e scattare foto con Zeus e Pedro in veste di modelli d’eccezione, torno al Plateau dell’Iverta e cambio la mia idea originaria di scendere per la via dell’andata: la giornata in quota è splendida, sarebbe un peccato non sfruttarla con un bel percorso ad anello. Salgo quindi alla Punta di Medzove, dove incontro due escursionisti che riconoscono Pedro, in quanto tempo addietro sono stati seguiti anche loro dal simpatico gregario. La discesa al Gran Lago è visivamente quanto di meglio l’autunno ha da offrire alla vista del fortunato avventore: un tripudio di natura tra flora, fauna, riflessi, colori, silenzi, una magia che si vorrebbe vivere ininterrottamente. Dal Gran Lago il sentiero piega decisamente verso N e, con una serie di tornanti sostenuti da muri di pietre a secco, conduce al valloncello che scende dalla base della parete meridionale del Monte Orso, proseguendo poi verso il Lago Cornuto e da qui al Rifugio Barbustel, posto in magnifica posizione. Ora, lungo la Via Alpina 5c, proseguo con qualche saliscendi fino al solitario Lac de Servaz, ritornando poi su sterrata alla radura di Magazzino e così a Veulla.

Lasciato Pedro in paese e ripartito verso casa, sentirò poi telefonicamente la sua padrona, chiamando il numero di cellulare indicato sulla medaglietta: Pedro è tornato a casa, già pronto l’indomani ad un’altra salita in compagnia di qualche altro sconosciuto avventore.


Hike partners: emanuele80


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