SELVAGGIO BLU


Published by martynred , 29 May 2019, 13h47. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Sardinia
Date of the hike:21 April 2019
Hiking grading: T6+ - Difficult High-level Alpine hike
Climbing grading: IV (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 5 days
Access to start point:Santa Maria Navarrese (NU)
Access to end point:Cala Gonone (NU)
Accommodation:into the wild!
Maps:Cartina di Mario Verin

Selvaggio Bluun trekking che ci metterà a stretto contatto con la natura e ci permetterà di assaporare gli scorci nascosti della costa occidentale di Baunei.
 
Il progetto di percorrere il Selvaggio Blu bazzicava da qualche anno, ma mai preso seriamente in considerazione finché quest'anno si è presentata l'occasione perfetta, pochi giorni di ferie per avere 10 giorni di libertà.
Un mese prima della partenza iniziamo a pianificare il tutto seriamente, dal traghetto, alle tappe, alla logistica, e questa pianificazione si concluderà solamente due giorni prima la partenza.
Si trova tanto e poco nel web, ci aiuta una cartina di Meridiani Montagne n.61 e qualche relazione di gruppi autogestiti.
 
Non voglio spendere troppe parole sulla pianificazione che è stata un'odissea, nuove regolamentazioni ma input differenti da agenzia e privati. Riusciamo ad organizzarci e trovare un modo sufficientemente pratico e abbastanza conveniente (info per messaggio privato). 
Risulterà molto utile la traccia gpx di Mario Verin e la descrizione delle tappe presente nella carta escursionistica in vendita.
Materiale INDISPENSABILE: 2 mezze corde da 40 metri minimo, imbragatura, moschettoni, fettuccia/cordino, cordino in kevlar, piastrina (materiale per discesa in corda doppia), materassino, sacco a pelo, telo anti-acqua per bivaccare. Per maggiori informazioni su cosa avevamo nello zaino e cosa abbiamo utilizzato (tutto!) scrivetemi per messaggio privato.
 
Arrivati con un'ora di ritardo ad Olbia, Sabato 20 Aprile, ci dirigiamo in auto a Latzorai, poco distante da Santa Maria Navarrese, dove campeggeremo (Camping Le Cernie). Sfruttiamo il pomeriggio del sabato per verificare dove lasciare l'auto il giorno seguente, comprare l'acqua necessaria ai rifornimenti e rivedere un pò il materiale necessario da mettere nello zaino per l'indomani.
 
Domenica mattina riserviamo 4 ore e mezza per le preparazioni logistiche finali.




TAPPA 1: Santa Maria Navarrese - Ovile Sa Enna 'e 'Orgiola 

Tempo 4:44 h
Distanza 12.86 km
D+ 1077 m
D- 471 m
 
Lasciamo l'auto nel parcheggio gratuito alla base di Via Pedra Longa, a Santa Maria Navarrese.
Con lo zaino a spalle iniziamo il nostro trekking sotto un cielo coperto ma asciutto.
Saliamo per la strada asfaltata fino a raggiungere l'Ostello Bella Vista. Dietro di questo un chiaro cartello indica l'inizio del trekking. Un semplice e pianeggiante sentiero, molto panoramico, ci conduce a Pedra Longa, ben riconoscibile a distanza per la sua guglia (5 km, 1:10 h). Usciti dal sentiero su un tornante asfaltato percorriamo un breve tratto su strada fino al seguente tornante dove un altro cartello indica il proseguirsi del trekking. Le grandi pareti serrano la vista, costringendoci ad ammirarle con meraviglia. Proseguiamo in falso piano, paralleli alla costa, fino ad individuare una mini traccia che sale nel vallone che dovremmo risalire. Il risparmio energetico mantenuto fino a qui verrà speso nella lunga e ripida salita che ci porta all'Ovile Us Piggius, passando sotto le immense pareti della Punta Giradili.
Raggiunta la strada carrozzabile bianca Baunei-Irbidossili (9.7 km, 2:50 h), la percorriamo per qualche centinaio di metri fino a ritrovare il sentiero sulla destra. Qui, all'ombra di ginepri, si può bivaccare, ma essendo solamente le 16:37 decidiamo di proseguire oltre. Il sentiero, dapprima immerso nella vegetazione e poi aperto e roccioso, punta in direzione della costa e poi attorno la Punta Giradili. Qualche bollo blu è presente ma non a sufficienza per passeggiare senza prestare attenzione. Infatti, seguendo qualche "falso" ometto appeso ai rami, perdiamo la traccia e la recuperiamo addentrandoci in una fitta vegetazione di cespugli e piante (malsana idea).  La vista da questi 700 metri di altitudine ci da un umile benvenuto a quello che ci si presenterà nelle tappe successive. Il blu del mare Tirreno purtroppo non si presenta nelle sue vesti migliori: mare mosso e cielo nuvoloso. 
Sono le 18:30 e, abbandonato l'orlo della falesia, troviamo un piccolo spiazzo di erba all'apparenza soffice, poco distante dall'abbandonato Ovile Sa Enna 'e 'Orgiola e dal gregge di capre. Decidiamo di fermarci qui per la notte, costruendo una specie di riparo con il telo della tenda e la telina metallica. (13 km, 4:44 h).

 
TAPPA 2: Ovile Sa Enna 'e 'Orgiola - Ovile su Runcù e su Pressu

Tempo 6:04 h
Distanza 12.75 km
D+ 1050 m
D- 1228 m

Il risveglio alle 6:30 del mattino in mezzo al completo silenzio della natura a cui non siamo abituati è qualcosa di così naturale da non volerlo abbandonare, seppur la notte non ha favorito un sonno profondo e continuo.
Partiamo con le nubi basse, percorrendo facilmente il primo tratto su pietraia calcarea, seguendo i bolli blu. Superiamo un cancello di tronchi di ginepro che delimita il recinto per le capre dell'Ovile. La vista si apre sulle scogliere, il mare mosso come il giorno precedente taglia il silenzio di questi luoghi isolati. Il sentiero scende abbastanza ripido. Raggiungiamo una distesa di rocce taglienti dove i bolli blu sembrano scomparire e perdiamo la traccia che ritroviamo in poco tempo scendendo per una parvenza di traccia tra rocce e tronchi. Risaliamo sul versante opposto fino a trovare il passaggio per superare la fascia rocciosa. Superiamo due vallette e per raggiungere la terza passiamo sopra dei tronchi di ginepro di fondamentale aiuto per passare un traverso roccioso. Un paio di persone hanno bivaccato sotto gli alberi di questo bacu, Bacu Tenadili, e stanno preparando la colazione, altri 3 sono sul versante opposto al nostro. Oltrepassiamo il bacu e tenendo la parete rocciosa in vista alla nostra sinistra incontriamo un tronco di ginepro che fa come da balconcino e dei cavi metallici che agevolano il passaggio roccioso a qualche metro dal suolo. I 3 visti qualche minuto prima non hanno individuato il punto di salita attrezzato e stanno scendendo per la valle.
Superato il tratto attrezzato, risaliamo delle roccette per riprendere il sentiero ora bollato. Scendiamo per traccia obbligata, impossibile sbagliare in questa fitta vegetazione. Procediamo per delle placconate di roccia calcarea caratterizzata da pozze d'acqua, una volta riserve d'acqua per i pastori. Seppur i bolli blu sono assenti, si riconosce il passaggio degli escursionisti dalla roccia sporca di vecchio terriccio. Un'ultima discesa ci porta a Portu Pedrosu, un piccolo paradiso terrestre (6 km, 3 h). Se non fosse che era ancora mattino, ci saremmo fermati qui a dormire. Una piccola caletta con l'atmosfera molto intima, con un lungo tavolo di legno e panche e numerose (4-5) piazzole. Purtroppo il mare è ancora troppo mosso per anche solo darsi una rinfrescata ai piedi. Riprendiamo così il cammino. Una breve risalita ci porta in 15 minuti a Portu Cuao, un'altra caletta a mio parere molto meno suggestiva della precedente. In entrambe non possiamo che notare i bidoni blu e le taniche d'acqua delle agenzie che fanno i rifornimenti, un vero pugno nell'occhio purtroppo.
Ci lasciamo alle spalle Portu Cuao per continuare il nostro cammino parallelo alla costa, ora più chiuso nella vegetazione così fitta che costringe Raffaele ad avanzare piegato. Scendiamo per un sentiero ghiaioso e qualche tronco di ginepro per raggiungere Bacu Sonnuli. Lo superiamo per una traccia non ben precisa, seguendo ancora una volta le strisciate di terriccio su roccia fatte dai nostri predecessori, raggiungendo così l'Ovile di Fenos Trainos, molto grande e ben mantenuto. Un sentiero segnato dai bolli blu continua sulla sinistra dell'ovile. La vegetazione rimane rigogliosa per tutto il tragitto. Scendiamo e risaliamo due bacu fino a giungere alla sommità della parete rocciosa a strapiombo sul mare. Impressionante la vista di queste scogliere così alte e inaccessibili con le forti onde che gli si rovesciano addosso. Abbandoniamo la splendida e paurosa vista, lasciandocela alle spalle, per spingere sull'ultimo pendio roccioso prima di arrivare alla nostra meta, l'Ovile Su Runcù e Su Pressu.

Note: In questa tappa, sentendo delle voci avanti a noi, abbiamo spinto più che potevamo nella seconda metà, per poterci accaparrare l'Ovile (coperto) vista la pioggia prevista per il pomeriggio e la notte, pertanto, a passo normale, i tempi sono da allargare. Fortunatamente, seppur non abbiamo raggiungo gli altri escursionisti prima del nostro arrivo, avremmo la fortuna di vincere l'Ovile. Decidiamo di non proseguire anche se sono solo le 13:22 per evitare di incontrare pioggia e nessun riparo per la notte.
Questo Ovile è raggiungibile con una camminata di circa 25-30 minuti da una strada sterrata.
 
Una volta preparato il bivacco per la notte, ne approfittiamo per visitare Punta Salinas, a soli 10 minuti. La foschia del brutto tempo ci toglie lo splendore di questo punto panoramico. Torniamo all'ovile sotto la pioggia, provando una traccia differente e perdendoci per qualche minuto. Nel frattempo sono arrivati anche la coppia di amici che preparava la colazione...dormiranno "sotto l'acqua"...


TAPPA 3: Ovile su Runcù e su Pressu - Ovile Piddi

Tempo 10:23 h
Distanza, D+, D-: informazioni assenti causa segnale GPS non corretto

Partiamo molto presto (6:30 am) per la tratta più lunga ed impegnativa di tutto il Selvaggio Blu.
Visto il meteo più stabile del giorno precedente, torniamo a Punta Salinas che ci concede un panorama mozzafiato, da cartolina, su Cala Goloritzé. Riprendiamo il sentiero che scende ghiaioso al bacu che porta a Cala Goloritzé (1 h), un sentiero ben battuto ricco di grotte e attrezzato per soste pic-nic. Un percorso ben protetto porta alla caletta, ora poco accessibile dato il mare ancora troppo mosso. Ritorniamo al bivio dove abbiamo lasciato gli zaini e risaliamo il pendio sfasciumoso fino ad incontrare un muretto di roccia da superare con l'aiuto di corde fisse ed un tronco di ginepro. Lo zaino pesante sembra buttarmi indietro, per cui passa avanti Raffaele e assicurata supero anch'io questo insidioso seppur breve tratto. Da qui continuiamo su un canale di detriti molto mossi (evitare di avere persone davanti!). Una corda fissa ma dinamica, aiuta la risalita. Al termine di questo terribile sfasciume, un tronco di ginepro con degli intagli, permette di salire un muretto verticale. Superate queste difficoltà continuiamo su facile sentiero fino a raggiungere una vecchia carbonaia, ora solo un praticello verde in mezzo a sassi e arbusti.
In questo punto smarriamo la traccia, ma basta guardarsi attorno per individuarla, esile, a destra. Raggiungiamo il bellissimo Ovile S'Arcu é Su Tasaru (3 h), seguendo ora dei bolli rossi. Continuando su un sentiero sassoso, senza mai perdere quota, oltrepassiamo Punta é Lattone fino ad arrivare a Punta Mudaloru, un altro punto panoramico. Torniamo indietro di qualche centinaio di metri e scendiamo per una piccola traccia. Perdiamo l'orientamento e l'assenza di bolli blu di certo non aiuta. Controllando il GPS capiamo di essere troppo avanti e troppo in basso, per cui risaliamo a quattro zampe per pendii detritici e ritroviamo il dosso da superare per passare sul versante opposto. Incontriamo un gruppo di veneti con guida e, strano ma vero, non invidiamo i loro leggeri zaini. Il gusto della libertà e completa solitudine non ha peso che tenga!
Il sentiero molto ripido e franoso pare non finire mai. Passiamo attraverso un foro nella roccia (intuito di Raffaele) e disarrampichiamo poco meno di 10 metri di semplici passaggi (possibilità di calarsi in doppia su di un cordone). Cerchiamo e ricerchiamo qualche indizio...finché, perso qualche minuto, noto un bollo rosso poco sotto il tratto disarrampicato. Continuiamo in quella direzione, fiancheggiando la falesia, fino ad incontrare la sosta per la 1° calata in doppia, 20 mt (5:10 h). Qualche passo e raggiungiamo una grotta pazzesca, come un anfiteatro da percorrere lungo il suo perimetro. Un'altra grotta a seguire, di un azzurro surreale (qui dei secchi raccolgono dell'acqua non potabile). Il sentiero ci porta su una caratteristica cengetta, la roccia è così bassa che ci costringe ad accucciarci. Al suo termine possiamo vedere Bacu Mudaloru. Scendiamo e risaliamo sul versante opposto su un canale sassoso fino ad incontrare una cengia sulla destra. Proseguiamo sul sentiero superando una grande grotta che ospita tante piazzole. Sempre costeggiando la parete rocciosa arriviamo alla 2° sosta attrezzata per la doppia, anche questa una 20ina di metri (6:50 h). Scendiamo dal sentiero a picco sul mare fino a ritrovarsi ad uno spigolo roccioso da superare con facile arrampicata in leggero traverso. Segue un'altra cengetta ed infine una discesa verticale su tronchi di ginepro non fissati, ma solamente appoggiati ad un albero. Continuiamo sull'obbligato sentiero raggiungendo velocemente il celeberrimo Arco di Bacu Feilau (8 h). Una vista pazzesca che ripaga le fatiche affrontate fino ad ora. Oltrepassato il suggestivo arco, traversiamo su roccia e tronchi di ginepro, convinta che le difficoltà siano terminate, invece no, dobbiamo scendere 5 metri su un altro tronco di ginepro. Attraversiamo il bacu e ricerchiamo il sentiero che troviamo grazie un bollo blu scolorito. Percorriamo pendii ripidi e terrosi che ci portano poi su una carrozzabile di sassi bianchi. Siamo al termine della tappa, una sosta comoda con molte piazzole appena livellate. Ma la comodità porta persone e la presenza di una parte di gruppo ci fa optare per continuare e raggiungere l'Ovile Piddi visto la sera precedente in foto. 
Risalita tutta la strada sassosa si incontra una sbarra verde, la si oltrepassa e dopo un breve tratto di jeppabile, ci si rimette sul sentiero, prevalentemente pianeggiante, largo ed evidente: comodo. In poco più di mezz'ora dalla sbarra, siamo all'Ovile Piddi, uno splendido ovile isolato, con vista mare, a due passi dal sentiero del Selvaggio Blu, che ci regala un'esperienza di puro contatto con noi stessi e la natura e del vivere semplice, con poco.


TAPPA 4: Ovile Piddi - Cala Luna

Tempo 8:30 h
Distanza, D+, D-: informazioni assenti causa segnale GPS non corretto

Due passi e siamo sul sentiero del Selvaggio Blu. Scende, per traccia poco evidente, e passiamo fra due pareti rocciose, come fossimo in un canyon in miniatura. Costeggiamo la parete rocciosa fino ad incontrare la 1° calata in doppia della giornata, 20 metri. A breve distanza della base di questa, c'è la, il doppio più lunga (40 m). Si scende per questo paretone elegante, bianco con strisce nere, uno spettacolo dal basso (1 h). Ci addentriamo nel bosco di Biriola per percorrere un lungo traverso che termina con uno sperone roccioso da aggirare. Una volta aggirato scendiamo per una vecchia mulattiera dei carbonai, un'opera di ingegneria fatta di massi e tronchi di ginepro. Un sentiero molto panoramico continua fino ad incontrare un'immensa frana a picco sul mare, risalente a 5 anni fa. Qui perdiamo la traccia in mezzo a tutti quei detriti. Risaliamo la frana in cerca di qualche segno/ometto, ma nulla. Dall'alto però individuiamo il passaggio, bastava attraversarla senza perdere o prendere quota. Una volta oltrepassata siamo nuovamente nel bosco per un breve tratto. Ci troviamo ad arrampicare 10 mt di roccia (IV max) spittati (3 spit) e subito a seguire un traverso (III) sempre spittato (3 spit). In alternativa, dietro lo spigolo roccioso, ci stanno delle catene per risalire il muretto, qui all'apparenza più liscio. Qualche passo e altro tratto roccioso ma attrezzato con catena da superare facilmente.
Non c'è possibilità di perdersi, il sentiero ci porta alla 3° calata in doppia, altri 40 metri, e, dopo altro bosco, eccoci alla e ultima calata in doppia con vista Cala Sisine (20 m). 
Già qui? Si, manca poco ormai per raggiungere quella che per tanti è la meta di questo meraviglioso e super impegnativo trekking. In meno di mezz'ora, per evidente traccia, raggiungiamo Cala Sisine (5:08 h), la testa si svuota, ed il cuore si raggrinza, consapevole che la vera avventura è terminata ed il resto sarà una passeggiata. Il mare è sufficientemente calmo da potersi bagnare le gambe e risentirsi abbastanza puliti. Una pennichella in questa grande ma tranquilla spiaggia prima di rimettere in spalle la zavorra e salire il ripido sentiero cosparso di ciclamini (di cui avevo dimenticato il profumo intenso) che ci porta nel punto più alto. 650 m di dislivello, fortunatamente all'ombra, di pura fatica. Raggiunto il punto più alto, si apre davanti a noi un'autostrada. Rifatta recentemente la jeppabile sembra dover accogliere un esercito. Questa offre un piacevole ed ampio panorama sul Mar Tirreno. Scende dolcemente e diventa poi sentiero, decisamente molto frequentato. Perdiamo quota lentamente, spensierati, senza necessità di guardare il gps. A distanza già ci sentiamo alieni a Cala Luna, visitata da molti turisti trasportati da gommoni o traghetti in giornata. (Cala Sisine-Cala Luna: 3:15 h). La spiaggia sabbiosa ed una lunga parete rocciosa interrotta da due grotte rendono Cala Luna altrettanto appagante. Dormiremo sotto le stelle in un prato verde lontano dalla spiaggia, in direzione Cala Fuili, in compagnia di un curioso cinghiale.


TAPPA 5: Cala Luna - Cala Gonone

Tempo 2:47 h
Distanza 9.68 km
D+ 296 m
D- 299 m

Ultimo giorno sui passi del Selvaggio Blu, ormai poco selvaggi.
Partiamo con calma alle 8 ed il sentiero è già in salita. Dei triangoli incisi su dei massi segnano il sentiero. Continuiamo rimanendo in quota, all'ombra della rigogliosa natura, per poi scendere ad una piccolissima caletta (Codula Oddoana). Oggi incontriamo qualche coppia e qualche gruppetto in cerca di privacy nelle piccole spiagge che si trovano in questo tratto di costa, ricordiamo che è il 25 Aprile!
Arriviamo a Cala Fuili e qui terminano i km fatti su terreno sterrato. Risaliamo la scalinata, dal lato opposto, che ci porta alla strada asfaltata ed in 3.5 km siamo a Cala Gonone, pronti per una nuova avventura: il rientro a Santa Maria Navarrese il 25 Aprile per recuperare l'auto.




E' così che termina questo stupendo viaggio, partorito all'improvviso ma che ha lasciato un forte segno.
E' difficile condividere le emozioni e le sensazioni che si provano così intensamente durante e dopo il viaggio, quello che posso lasciarvi è solamente uno stimolo, il consiglio di andare a toccare con le vostre stesse mani.

Il rientro a Santa Maria Navarrese avverrà alla vecchia maniera, ai tempi di mio padre... chiamasi AUTOSTOP. Con un pollicione alzato ed un sorriso, raccatteremo ben 4 passaggi per un totale di 4 ore e 18 minuti: il primo un sardo sessantenne nel mondo dell'edilizia con la nuova passione del parapendio ed il trial, il terzo due fratelli sardi residenti a Roma che ci consiglieranno non solo un ristorante sopra Baunei, ma anche le Gole di Gorropu che visiteremo, il quarto una coppia tedesca. Un modo di viaggiare che mi intimidisce i primi minuti ma poi, traslata negli anni '60, ci prendo gusto e mi diverte un mondo. 

Hike partners: martynred


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Comments (18)


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Serzo says: Complimenti
Sent 29 May 2019, 18h24
Questo resta uno dei miei sogni nel cassetto. Mi ero anche comprato il libro. Bravi e forti!

martynred says: RE:Complimenti
Sent 30 May 2019, 10h35
Ciao! Te lo consiglio vivamente, è qualcosa di indimenticabile!

Sent 30 May 2019, 07h55
Questa si che è un trekking con i controca...i!!!!
Grandi ragazzi!!!
ALE

martynred says: RE:
Sent 30 May 2019, 10h35
Grazie mille Alessandro!

Sent 30 May 2019, 08h26
Stupendi luoghi...
Fantastico trek...
Magiche emozioni...

Grande Martina e complimenti al tuo Raffaele...

Cari saluti...

Angelo

martynred says: RE:
Sent 30 May 2019, 10h36
Grazie Angelo!

Menek says:
Sent 30 May 2019, 09h47
Stratop! Le tante foto tra le migliore dicono tutto.
L'autostop? Bello, come "cultura" di viaggio è stato praticato almeno sino all'86/'87.
Ciaooo

martynred says: RE:
Sent 30 May 2019, 10h38
Super selezione di foto Domenico...
non sono così ferrata nella storia dell'autostop ma mi ricorda gli anni in cui mio padre aveva 20 anni e ancora oggi mi racconta di quelle avventure!

Alpingio says:
Sent 30 May 2019, 22h29
Gita e foto Top, bravissimi !
Giovanni

martynred says: RE:
Sent 31 May 2019, 10h49
grazie Giovanni!

GIBI says:
Sent 31 May 2019, 08h34
Blu ... è blu !
Selvaggio ... è selvaggio !
Bello ... non è solo bello ma molto di più !

Bravi ... complimenti per il bel reportage settimanale

ciao Giorgio

martynred says: RE:
Sent 31 May 2019, 10h49
Non dirmi che l'hai letto tutto??? contar le pecore non funzionava ?
:) GRAZIE GIORGIO!

Chiara says:
Sent 31 May 2019, 12h54
Wow! Bello! Uno dei tanti sogni da far ancora uscire dal cassetto....... Grazie per gli ottimi spunti. Ciao!

martynred says: RE:
Sent 2 June 2019, 07h00
Ne vale davvero la pena! Spero tu riesca ad andare il prima possibile prima che diventi affollato!

gebre says:
Sent 1 June 2019, 14h49
Che fantastica avventura, complimenti ad entrambi!

Ciao
Alberto

martynred says: RE:
Sent 2 June 2019, 07h00
Grazie mille Alberto!!!

Poncione says:
Sent 1 June 2019, 21h13
Davvero magico, bravissimi. Grazie Martina ad avercelo proposto.
Ciao

martynred says: RE:
Sent 2 June 2019, 07h01
Stupendo EMI! Dovresti andare anche tu!!!!


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