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Denti della Vecchia: Sasso Grande, Sassi Palazzi, Mataron, pale solinghe, e canali ventosi


Published by tapio , 6 January 2015, 09h15.

Region: World » Switzerland » Tessin » Sottoceneri
Date of the hike: 4 January 2015
Mountaineering grading: PD-
Climbing grading: III (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: CH-TI   I   Gruppo San Lucio-Monte Boglia 
Height gain: 1120 m 3674 ft.
Height loss: 1120 m 3674 ft.
Route:13 km. Dettaglio: Madonna d’Arla (828 m) – Petrolzo (928 m) – Usin – Alpaccio – Mataron (1412 m) – Passo Pairolo (1406 m) – Sassi Palazzi, cima 7J-7K (1478 m) – cippo 7K – Sassi Palazzi, cima 1472 m – Sassi Palazzi, Sass dal Gatt (1463 m) – Sassi Palazzi, cima centrale (1464 m) - Bassa d’Ogé (1440 m) - Paretina dei Chiodi (1484 m) - Sasso Palazzo (1484 m) - Passo Streccione (1399 m) – salita al Sasso Grande dal couloir - Sasso Grande (1491 m) – discesa dalla normale con bolli blu - Passo Streccione (1399 m) – canalone NNE - Cioascio (1048 m) - Petrolzo (928 m) - Madonna d’Arla (828 m)
Access to start point:Brissago – Tenero – Camorino – N2 direzione S, uscita Lugano Nord – Davesco – Cadro – Sonvico - Arla
Maps:map.geo.admin.ch

La prima uscita del 2015 mi porta finalmente a contatto con un mondo finora a me sconosciuto, quello dei Denti della Vecchia. La giornata è prevista ventosa (e si confermerà tale…), quindi inutile andare a cercar rogne a quote più elevate, e tantomeno a voler calzare gli sci in presenza di condizioni totalmente avverse per questa attività. I Denti sono perfetti per la circostanza.

Raccolgo qualche informazione sul web (particolarmente utile la relazione di Varoza), e, con in testa unicamente un’idea che riguarda la via di discesa, per il resto lascio tutto all’improvvisazione ed al gusto del momento.

Parto dalla Cappella della Madonna d’Arla (828 m) ed in breve raggiungo Petrolzo (928 m). Da qui procedo in direzione Capanna Pairolo via Usin: i cartelli parlano di sentiero panoramico, ma la realtà è che il percorso si snoda nel bosco e solo all’ultimo momento, dopo aver superato le località di Usin e Alpaccio, sbuca sulla dorsale del Mataron con, qui sì, una bella vista fino al Mottarone (quello di Stresa), e oltre.

In ogni caso il Mataron (1412 m), con grossa croce in cemento, è la prima cima raggiunta oggi. L’elevazione alla mia destra si chiama Màtor dei Falchetti, ed infatti ho la fortuna di assistere al volo di due falchi che, nonostante il forte vento, restano padroni dell’aria. Davvero emozionante…

Senza scendere alla Capanna, raggiungo il cippo di confine 7H al Passo Pairolo (1406 m): da qui in avanti tutta la cavalcata di cresta sarà sempre con un passo in Svizzera e l’altro in Italia, a seconda delle occasioni.

Pur essendo fuori sia dai Denti della Vecchia propriamente detti che dai Sassi Palazzi, i primi due denti che raggiungo (la Cima 1478 m e quella, di qualche metro superiore, a NE di quella quotata) sono senz’altro molto significativi, sia per l’impegno che richiedono (alcuni passi di II), sia per le folate di vento che ricevo, che mi costringono ad abbrancarmi alla roccia per non volare via. Per comodità, visto che sono separati solo da una piccola sella, li catalogo entrambi come un’unica cima.

Dopo aver superato i cippi 7K e 7L raggiungo la terza elevazione di giornata, la Cima 1472 m, dotata di punto trigonometrico: questa cima è considerata la prima dei Sassi Palazzi, ed in hikr porta questo nome; senza nessuna difficoltà sono sopra.

I saliscendi si susseguono e così pure le cime. Ne tocco una non quotata (nota localmente come Sass dal Gatt, 1463 m circa) e successivamente quella centrale dei Sassi Palazzi, di quota 1464 m.

Da qui scendo alla Bassa d’Ogé (1440 m) da dove, toccando anche un'ulteriore elevazione, la Paretina dei Chiodi (1484 m), risalgo fino al più maestoso dei Sassi Palazzi, il Sasso Palazzo (1484 m) per eccellenza, punto trigonometrico. Panorama stupendo sul Sasso Grande e visuale fino agli Appennini. Il vento continua a non dar tregua.

Il successivo punto di minima raggiunto è il Passo Streccione (1399 m), erroneamente indicato sul cartello ufficiale del CAS come “Denti della Vecchia – Sasso Grande 1395 m”.

Resta il fatto che per raggiungere effettivamente il Sasso Grande bisogna percorre un centinaio di metri di dislivello e capisco subito che sarà richiesto un certo impegno. Raggiungo una sella con ottima visuale sul “Cammello” (più di nome che di fatto), un monolite svettante sopra un dente che precede il Sasso Grande e qui, senza che mi vengano in mente altre alternative (che poi appariranno al ritorno), mi infilo in un canalino-diedro che, scoprirò poi, è quotato dal  Brenna PD e III-.

L’abbraccio del canale, a mio personale giudizio, farebbe pensare a qualcosa in meno come difficoltà tecnica, anche perché gli appigli sono sempre ben presenti e, soprattutto, saldi. Comunque, come sempre, ubi major, minor cessat.

In ogni caso, raggiunto l’apice del canale, per un momento mi viene il dubbio che da qui la cima sia irraggiungibile, visto che la punta a destra – che  vado subito a toccare – non è visibilmente il punto di massima. Da questo sperone capisco però che una specie di traccia aggira il Sasso Grande da destra verso sinistra, e da qualche parte porterà. Disarrampico allora i pochi metri della cupola sommitale del presente sperone e seguo la traccia in direzione della vetta effettiva. L’aggiramento mi scodella proprio davanti all’uomo di vetta del Sasso Grande (1491 m), dalla parte opposta rispetto al libro di vetta.

Il vento continua a soffiare impetuoso ma, posizionandomi alla base del cassetto che contiene il libro di vetta, riesco a fare una pausa degna di questo nome. Durante la salita del couloir avevo notato una persona appartata nella porzione sinistra del Sasso Grande: deduco quindi che ci sia un’altra via di discesa. Bolli blu molto scoloriti confermano questa supposizione. Non che la discesa da questa via alternativa sia molto più facile dell’altra: minori difficoltà tecniche, questo sì, vengono compensate da una maggiore esposizione, per cui siamo lì… o quasi.

Raggiunta la sella tra il Sasso Grande e “il dente del Cammello” noto un bel canalino che scende sul versante nord. Provo a percorrerlo. Trovo una catena e continuo la discesa. Mi imbatto poi in uno spit che visibilmente non sarebbe dovuto essere lì, attaccato ad una pietra e non ad una parete: sarà venuto giù da uno di questi torrioni, auspicabilmente di sua spontanea volontà, cioè senza cedere sotto lo sforzo di una cordata (spero). Il canale si fa ancora più angusto e questo auspicio (lo spit equivoco)  mi convince a tornare su e a cercare un passaggio alternativo.

Raggiungo il Passo Streccione e qui mi accorgo che la via di discesa che avevo intravisto precedentemente passa in realtà da lì, confortato anche da una traccia inequivocabile, ancorché non segnata da bolli. Il canalone, molto ampio all’inizio, si va via via restringendo e presenta nel suo mezzo delle lingue di ghiaccio vivo, evitabili - per un po’ - rimanendo sulla sinistra. Più sotto devo affrontarle, ma grazie a due provvidenziali pietroni che emergono dal fiume di ghiaccio, supero il punto più problematico. Il ghiaccio permane, ma può essere evitato con un opportuno aggiramento.

Raggiunto il bosco, senza difficoltà pervengo infine a Cioascio (1048 m) e da qui, superando il ponticello sul riale della Val d’Usin, mi riporto a Petrolzo e poi ad Arla. Qui mi accorgo - distratto dalle tante torri toccate, dai vari canali e dalle plurime vie di discesa - di essermi dimenticato della Cima di Castello. Poco male, sarà motivo di un’ulteriore visita futura. Bellissimo ambiente, quello dei Denti. Vale senz’altro la pena di ritornarci.


Hike partners: tapio


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Comments (15)


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micaela says:
Sent 6 January 2015, 09h51
Il cronofago (dal bel "chronophage" francese) computer mi permette di aprire la pagina dei commenti (che ti auguro lunga e calorosa, Fabio!) sul questo tuo nuovo giro, bello! e sulla maniera sempre sensibile che hai di guardare e descrivere!
Ciao, Micaela

tapio says: RE:
Sent 6 January 2015, 10h35
Grazie mille Micaela! I Denti li conoscono tutti, ma per me era la prima volta: è normale quindi che ne parli con entusiasmo, causato anche - oggettivamente - dalla bellezza della zona.
Ciao, Fabio

Sent 6 January 2015, 10h37
Bello questo giro!!!!Sarebbe bello per me ripeterlo,visto che è da un po che "frulla nella mente"......Complimenti

tapio says: RE:
Sent 6 January 2015, 10h42
Grazie Ale! Con le condizioni attuali, i Denti sono in uno stato di forma smagliante: se ci vai, vedrai che non te ne pentirai :-)
Ciao, Fabio

froloccone says: RE:
Sent 6 January 2015, 10h46
Infatti,niente neve e vegetazione bassa!!!!!Condizioni ideali appunto!!!!A parte un po di ghiaccio........ma quello è fuori dalla parte più ostica mi pare di capire, no???

tapio says: RE:
Sent 6 January 2015, 10h55
Sì, è fuori. E comunque non è necessario passare proprio da lì, le alternative non mancano di certo!

froloccone says: RE:
Sent 6 January 2015, 10h56
Grazie!!

Poncione says:
Sent 6 January 2015, 13h00
Bravissimo Fabio.
Bella l'idea di toccare tutte le varie punte che compongono la catena fino all'ostico Sasso Grande: fattibile in questa stagione, un po' meno nei mesi caldi, quando la vegetazione obbliga a qualche ravano di troppo. Ambiente, come ricordi, veramente stupendo.

tapio says: RE:
Sent 6 January 2015, 18h41
Grazie mille Emiliano! Sì, penso anch'io che nei mesi caldi sia il caso di pensare ad altre mete: adesso, a parte il vento (ma quello viene e va), è un momento ottimo, e poi il bosco senza foglie ti permette di fare certe valutazioni che altrimenti sarebbero impossibili.
Ambiente di prim'ordine per chi, come me, ha sempre guardato i Denti solo da lontano senza mai avvicinarsi in dettaglio.
Ciao, Fabio

gbal says:
Sent 6 January 2015, 14h48
Bravo Fabio, bella esplorazione dei Denti culminata col Sasso Grande. Interessanti le tue variazioni su quest'ultimo. Direi che ti sei fatto solo mancare la neve che ho affrontato io.
Ciao

tapio says: RE:
Sent 6 January 2015, 18h47
Grazie Giulio! Sono stato davvero contento della scelta: prima o poi andava fatta, e questo era il momento giusto!
Di neve ho fatto il pieno l'anno scorso: trovarla ai Denti non sarebbe stato comunque un mio must :-) quindi bene così!
Ciao, Fabio

veget says:
Sent 6 January 2015, 23h02
Ciao Fabio,
altra nuova preziosa perla da aggiungere alla tua già lunga collana.....
leggere la tua minuziosa relazione.....coinvolge!!!! Un Bravo particolare per le bellissime foto.
Complimenti!!!
Eugenio

tapio says: RE:
Sent 7 January 2015, 18h25
Grazie mille Eugenio!
La giornata così ventosa era molto adatta alle foto. Di solito se so che c'è vento forte cerco di rimandare l'uscita, ma qui, vista la quota, ho deciso di "procedere" e, tutto sommato, è andata bene.
Ciao, Fabio

Menek says:
Sent 6 January 2015, 23h50
Bel giro e immancabile birra! Riesci sempre a coniugare i piaceri...
Ciao

tapio says: RE:
Sent 7 January 2015, 18h26
Ciao Menek, grazie! Il piacere di andare in montagna è sempre amplificato da una buona birra...!

Ciao, Fabio


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