Colle di Vofrede 3130 m e Monte Pancherot 2614 m
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Sarebbe dovuta essere la nostra prima tappa del trekking ma visto cosa prevedevano per il sabato, all’ultimo abbiamo dovuto cambiare programma, e con il senno di poi è stato meglio così.
Il week in Val d’Aosta sembra discreto così ne approfittiamo per recuperare quella tappa che tanto ci incuriosiva.
Lasciamo l’auto nei pressi della riserva di pesca a pochi km da Cervinia, la giornata non si presenta serena come speravamo, ma la vista del Cervino così vicino a noi ripaga delle nebbie e nuvolaglie che ci accompagneranno per tutta la giornata.
Imbocchiamo il sentiero N. 9 che ripidamente si dirige verso un ampio canalone. Attraversiamo il torrente e poco dopo troviamo la prima catena. Noi ci siamo imbragati qui pensando che iniziasse il tratto attrezzato, in realtà inizia un po’ più in alto.
La ferrata non presenta difficoltà tecniche, anzi direi che è piuttosto semplice. Tratti attrezzati e sentiero si alternano. Ridurla però a sentiero attrezzato secondo noi potrebbe trarre in inganno e mettere in dubbio se usare o no l’attrezzatura. Pur nella sua semplicità presenta diversi punti esposti e la roccia non sempre tiene bene.
La ferrata termina sul pianoro sotto il Castelletto di Whymper, il colle è a vista, togliamo tutto e apriamo i bastoncini ben più utili in questo tratto di sfasciumi e nevai.
Dal colle non è ben chiaro dove sia la traccia di discesa, dobbiamo scegliere tra una ripida discesa su ghiaie all’apparenza non molto stabili oppure il nevaio. Avendo i ramponcini a quattro punte scegliamo il nevaio, non che sia una gran scelta poiché scendiamo come se camminassimo sulle uova, i ramponcini fanno pochissima presa, la pendenza non è da sottovalutare per cui procediamo con moltissima calma. Scendendo la situazione migliora. Raggiungiamo il terreno asciutto ma, non essendoci una traccia decente si continua sempre con attenzione per non tirarsi nulla addosso. Dove possibile torniamo su neve che ci permette di scendere più agevolmente.
Raggiungiamo il Gran Lac e poco dopo il Lac du Mont Dragon, poco sopra il rifugio Perruca-Vuillermoz.
Confidando nelle occhiate di sole sostiamo all’esterno per la pausa panino. Troppa fiducia, per cui ci vuole un caffè per riprendere un po’ di calore e poi giù verso il lago di Cignana.
Passiamo dal microscopico bivacco Manenti, sembra una botte il suo interno, in piedi non si riesce a stare, ma è un due posti davvero carino e ben tenuto.
Senza raggiungere il lago, alle malghe riprendiamo a salire per la Finestra di Cignana. Se dovessimo guardare l’ora sarebbe meglio scendere ma il Monte Pancherot è un richiamo molto forte. Dalla croce il panorama, se fosse sereno, sarebbe eccezionale perché quello che vediamo già lo è, ma la cosa più bella di questa cima è l’incontro con numerosissimi stambecchi, tutte femmine con i piccoli. Spuntano da ogni parte, ci osservano, qualcuno fugge altri attendono, sono veramente bellissimi!
Tornati alla Finestra di Cignana scendiamo verso Perreres, percorrendo un lungo e panoramico mezza costa che perde quota lentamente. Al bivio per il paese, proseguiamo diritti avendo lasciato la macchina sopra Perreres.
Qualche breve risalita fino al ricongiungimento con il sentiero dell’andata.
Nonostante i panorami non siano stati quello che speravamo è stato un giro molto bello e appagante.
Da quanto abbiamo sentito il percorso di salita è frequentato pochissimo anche se merita veramente molto.
Con il senno di poi, come dicevo, siamo stati contenti di non averlo fatto nel primo giorno di trekking, quando, almeno nel mio caso, devo addomesticare Ginetto che, nonostante siano tanti gli anni che è con me, non ha ancora imparato a camminare da solo!
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