Madone / Batnall / Sunnabärg (2748 m)


Published by tapio , 30 September 2012, 16h05.

Region: World » Switzerland » Tessin » Locarnese
Date of the hike:28 September 2012
Hiking grading: T4 - High-level Alpine hike
Mountaineering grading: F
Waypoints:
Geo-Tags: CH-TI   I   Gruppo Pizzo Quadro   Gruppo Pizzo Biela 
Time: 6:15
Height gain: 1277 m 4189 ft.
Height loss: 1277 m 4189 ft.
Route:Bosco Gurin, Boda (1471 m) – Bosco Gurin, Ferder (1530 m) – Naatscha (1789 m) – Grossalp (1907 m) – Chummuheij, P.2321 – pietraia in direzione SW – bocchetta a q. 2600 – cresta N – Madone/Batnall, vetta (2748 m) – ritorno per la stessa via
Access to start point:Si arriva a Bosco Gurin percorrendo la strada della Valle Maggia fino a Cevio. Svoltare a sinistra in direzione Bosco-Cimalmotto e a Cerentino tenere la destra in direzione di Bosco. Ampi parcheggi nei pressi degli impianti di risalita per Grossalp o, sopra, all'ingresso del paese.
Maps:CNS 275 Valle Antigorio

Ancora stregato dalla magia dello Strahlbann, rimango nella stessa zona per poter ammirare nuovamente quel miracolo della natura e al contempo andare a conoscere da vicino un’altra delle numerose cime che fanno da corona a Bosco Gurin.

Seguo il comodo sentiero che da Ferder raggiunge l’alpe di Naatscha (1789 m) e, da qui, Grossalp (1907 m). In breve sono a Rossboda (2000 m): fa una certa impressione vedere il ristorante, che d’inverno pullula di sciatori, completamente deserto (e chiuso). Prendo il sentiero che porta al Passo Quadrella ed in prossimità della verticale della cima 2328 (a SE del gabbiotto della stazione terminale degli impianti, sita in Zindschi) lo abbandono per risalire i bucolici pascoli di Chummuheij in direzione SW. Ben presto i pascoli si trasformano in pietraia, inizialmente tranquilla, più su parzialmente instabile (l’unico tratto che vale il T4 e, volendo abbondare, la F che il Brenna – stavolta – molto generosamente elargisce).

Io resto sulla sinistra del canalone cioè nella parte ombrosa (e glaciale), ma alla luce del percorso effettuato in discesa, il tragitto preferibile è a destra, più stabile e meno franoso, oltreché più soleggiato. Arrivo alla bocchetta posta sul confine tra Svizzera e Italia, a quota 2600 circa, e scelgo una traiettoria (come al solito) molto diretta, con anche qualche passaggio in cui utilizzo le mani. Sempre alla luce della discesa, la via più semplice è quella più larga, restando più a destra, in territorio italiano, dove la difficoltà di questo tratto non supera il T3. Senza difficoltà guadagno la vetta del Madone/Batnall (2748 m), dotata di due corposi ometti, uno che guarda verso Nord, e l’altro dalla parte opposta.

Dalla cima la vista spazia, verso N, in direzione della Val Formazza, da Ponte fino alla Cascata del Toce ed oltre (visibili le cime comprese tra il Corno Gries e la Punta d’Elgio).  Verso Sud, invece, mi colpisce il canalone gelato del Pizzo dell’Alpe Gelato, che presenta ancora degli accumuli di neve, nonostante la quota modesta (~ 2400 m) segno che il sole, di lì, non è mai passato.

Il contenitore del libro di vetta, posizionato sotto l’omone principale (quello a S) ha lasciato passare delle infiltrazioni d’acqua: infatti trovo le pagine tutte ghiacciate (e non è bastato quel pallido sole ad asciugarle): penso che da ora in avanti il libro, così com’è, sia inservibile, a meno che qualcuno lo riporti a casa e lo sottoponga ad un trattamento “d’urto” (io stesso non ho potuto fare l’iscrizione, e sarei comunque stato soltanto il secondo del 2012).

Mi godo il panorama, dominato a SW dal Pizzo Quadro, e dalla parte opposta dal Bombögn e mi concedo la birra di vetta, accompagnata da un frugale spuntino sotto gli ultimi raggi di sole. Da qui in avanti, infatti, comincia a salire la nebbia.

Riesco, scendendo, a tenerla sempre dietro di me e quindi ad avere una buona visuale, e ripetendo più o meno (con le varianti di cui sopra) il tragitto del mattino, rientro a Bosco soddisfatto per questa semplice ma interessante escursione. La Val Rovana è uno scrigno pieno di tesori.

 

 

Tempi di percorrenza: 6 ore e 15’. Andata: 3 ore e 30’. Ritorno: 2 ore e 45’

 

 


Hike partners: tapio


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Comments (6)


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veget says:
Sent 30 September 2012, 18h37
Che giornata!!!! Se si riesce arrivare ed essere lì .......su quella cresta che ci divide,dalla Svizzera.Ti ha proprio stregato....Che scrigno quelle due valli.
Complimenti
Ciao Eugenio

tapio says: RE:
Sent 30 September 2012, 21h08
Ciao Eugenio, grazie mille!!!
Come ormai si è capito, la zona è una delle mie preferite: sarà il fascino del confine, di non essere nè di qua nè di là, o da tutte e due le parti contemporaneamente...
oppure il fatto che, pur essendo vicino a zone abbastanza frequentate, quella è rimasta "un'isola selvaggia".
Ciao, Fabio

Vatar says:
Sent 30 September 2012, 20h26
Ciao Fabio

bravissimo!!!!! è davvero un piacere potere ammirare queste zone a me tanto care e vicine, ma lontane e scomode da raggiungere in auto...(Centovalli) ti ringrazio molto per questo bel report fotografico.

Adry.

tapio says: RE:
Sent 30 September 2012, 21h18
Ciao Adry,
mi fa piacere che questa mia gita abbia suscitato il tuo interesse! Parecchie volte, scendendo dalla Val Formazza ho guardato in su, verso sinistra, sempre rimanendo affascinato da quelle cime selvagge, che da lì sembrano inaccessibili: poi ho scoperto che dall'altro versante non è poi così difficile raggiungere la cresta.
Ciao, Fabio

ciolly says: Il Madone giusto...
Sent 30 September 2012, 22h12
Ecco qual'era la gita che avevi ancora in programma nella zona Strhalban-Pizzo Quadro...
Ero salito al Madone con gli sci una decina di anni fa da Cimalmotto, senz'altro un bell'itinerario ma alla fine non so se ho passato più tempo in macchina o sugli sci...il rientro una giacca!
Scherzi a parte i tuoi report sono sempre interessanti.
Complimenti anche per le foto-botaniche.
Ciao, Ciolly

tapio says: RE:Il Madone giusto...
Sent 30 September 2012, 22h28
Ciao Ciolly, grazie per i complimenti!
Della zona di Cimalmotto ne avevo già sentito parlare in chiave scialpinistica e la tua conferma giunge a proposito: tra gli altri motivi, la salita al Madone mi ha dato anche la possibilità di rendermi conto che cosa si potrebbe pianificare per l'inverno che sta per arrivare...
Ciao, Fabio


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