Vögelberg (3218 m.), Pizzo Cramorino (3134 m.) e Pizzo Baratin (3037 m.)


Published by ivanbutti , 3 August 2010, 21h03. Text and phots by the participants

Region: World » Switzerland » Tessin » Bellinzonese
Date of the hike:31 July 2010
Hiking grading: T4+ - High-level Alpine hike
Mountaineering grading: F
Waypoints:
Geo-Tags: Gruppo Cima Rossa   CH-GR   CH-TI   Gruppo Cima di Gana Bianca   Gruppo Rheinwaldhorn 
Time: 2 days
Access to start point:Risalire tutta la Val Malvaglia, superare Cusiè e posteggiare poco dopo in località Foppa ( ampio parcheggio disponibile )

Vögelberg-Pizzo Cramorino-Pizzo Baratin

 

31 luglio - 01 agosto 2010

 

Commento di Ivan

 

Con Floriano ci eravamo scambiati parecchie mail, ma mai avevamo avuto l’occasione di incontrarci di persona. Un mesetto fa gli propongo di esplorare assieme la zona a SE dell’Adula, dove ci sono numerose cime al di sopra dei 3000 giusto sul confine Ticino-Grigioni. Così ci accordiamo per pernottare il sabato 31 alla Capanna Quarnei, in modo da essere già in zona, e di dedicare la domenica 1 agosto, festa nazionale degli amici Svizzeri, alla salita di una o più cime, si deciderà in base alle condizioni del momento; si uniscono poi anche Ewuska e suo nipote Mateusz. Così sabato alle 14.00 ci troviamo puntuali al parcheggio funivia Tamaro, e con la mitica BatCar di Flo ci avviamo verso la Val Malvaglia; lui conosce bene la zona, così come Ewa, mentre per me e Mateusz è la prima volta. Facciamo conoscenza lungo la stretta strada che risale la valle, dove a Cusiè vediamo la chicca ( almeno lo è per tutti noi ) del fieno appena essiccato sulle ripide rive che viene portato a monte con un saccone trainato da un trattore tramite una fune d’acciaio. Sicuramente meno faticoso di una volta, ma comunque sempre un lavoro non indifferente; penso si debba essere grati alle persone che tanto fanno per le montagne che tutti noi amiamo.

Lasciata la BatCar al parcheggio di  Foppa, appena  dopo Cusiè, ci prepariamo. Guardando le montagne sopra di noi senza neve decidiamo di portare i ramponi, ma non la piccozza, decisione che si rivelerà giusta (anzi, non abbiamo usato nemmeno i ramponi ). Seguendo il sentiero basso ci incamminiamo verso la Quarnei; dopo essere scesi per attraversare il ponte sul fiume Orino, risaliamo la ripida china passando dall’Alpe di Prato Rotondo. Il cielo è terso, fa caldo e si suda parecchio; fortunatamente entriamo in un tratto boscoso, ed in breve arriviamo alla Capanna, dopo essere transitati dalle belle baite di Ürbell.

Depositati gli zaini, ci facciamo una birra e qualche stuzzichino. Prima di cena Ewa propone una sgambata veloce; così, senza meta alcuna,  risaliamo fuori sentiero la ripida china che porta verso la cresta della Lögia; dominiamo la bella  conca dell’Alpe di Quarnei, dove le vacche pascolano tranquille, e di fronte a noi si staglia la cresta Cima di Gana Bianca – Cima di Gana Rossa. Guardo l’altimetro, oltre 150 m. di dislivello dalla Capanna, come aperitivo niente male. Cena con un passato non bene identificato, salsiccia con purè e lenticchie e budino con le pere; abbiamo fame, e mangiamo tutto. Dopo cena studiamo meglio il percorso per l’indomani; poi, prima di andare in branda, un’altra birra fuori della capanna, con le stelle che si stagliano sempre più nitide nel cielo man mano che la notte avanza. Nella nostra camera altre 4-5 persone oltre a noi; io dormo poco, ho il sonno leggero, ma credo di non essere l’unico.

 

1 Agosto

 

Fatta la colazione, poco dopo le 07.30 partiamo. Scendiamo ad Ürbell, ma qui lasciamo il sentiero del giorno prima per puntare verso l’Alpe Cardedo. Proseguiamo in piano fin quasi sotto la cresta che scende dal Pizzo Nass, dove  risaliamo il versante idrografico dx. del rio che esce dal laghetto di Cardedo. Il sentiero è visibile solo a tratti, si risale a vista. Il laghetto si rivela nella realtà un nevaio solo in minima parte sgelato, in queste condizioni non vale certo la pena di arrivare sin qui per vederlo. Ma noi non siamo ancora a metà strada, così dopo una breve sosta ripartiamo verso la bocchetta tra i Pizzi Baratin e Cramorino, quotata 2999 sulla CNS. Ci arriviamo dopo una faticosa risalita su pietraia, che comunque è stabile e non difficoltosa, ripidezza a parte. Già dalla bocchetta la vista si apre sul Paradiesgletscher, che è appena sotto di noi, sul Güferhorn e sull’Adula, che da qui ha una veste insolita rispetto alle classiche foto che lo ritraggono con i suoi ghiacciai. Ma noi dobbiamo proseguire dalla parte opposta; lasciamo gli zaini alla bocchetta ( Flo dimentica anche il GPS fresco di acquisto ), tanto dobbiamo ripassare di lì per forza, e su un sentierino abbastanza comodo arriviamo in breve sulla prima cima, il Pizzo Cramorino ( 3134 m.) , dove la vista si apre anche sulle Zapporthorn e sulla cresta Puntone dei Fracion-Cima di Cogn. In vetta solo un gendarme, niente libro, così dopo la classica foto scendiamo di poco alla bocchetta quotata 3112 e saliamo verso il Vögelberg; ci sono giusto un paio di passaggi da fare con attenzione, ma niente di particolare, e così in poco tempo siamo anche su questa cima ( 3218 m.). E’ la più alta della giornata, e qui Flo decide di lasciare le bandierine tibetane agganciate al gendarme di vetta; niente libro nemmeno su questa cima. Il Rheinquellehorn non è troppo distante, ma non si può fare tutto, anche perché il tempo passa ed è ormai mezzogiorno.

Ritorniamo sui nostri passi fino alla bocchetta 2999, passando quindi di nuovo dal Cramorino. In direzione opposta arriviamo  velocemente e senza difficoltà in cima anche al terzo tremila di giornata, il Pizzo Baratin ( 3037 m.), dove effettuiamo la sosta pranzo e decidiamo anche di lasciare perdere la quarta cima che pure è lì non troppo lontana, la Lögia. Ci crogioliamo per un po’ al sole, fino a che una fredda nebbia che viene dalla Malvaglia ci avvolge; il tempo infatti si è un po’ guastato, con molte nuvole che avvolgono quasi tutte le vette, anche se non sono minacciose; anzi, scendendo verso valle ritroveremo sole e caldo.

Per il rientro, anziché fare il cammino a ritroso,  il programma prevede di scendere al Vögeljoch ( sella tra Lögia e Baratin ) e da lì, stando sul versante dx. del Rì di Prato Rotondo, incrociare il sentiero percorso la mattina in prossimità di Ürbell. La traccia non esiste, ma questa è la descrizione del Brenna, trovata anche da Flo in qualche relazione su Internet. Arriviamo quindi al Vögeljoch con un po’ di attenzione su pietrisco piuttosto mobile; poco dopo però Ewa vede un ometto sulla parte sx. del rio e, con qualche rimostranza di Flo, scendiamo per questa via, che abbiamo poi ribattezzato “via Ewa”. Tutto senza la minima traccia, individuando di volta in volta come evitare i salti che ci si presentano davanti, puntando verso l’Alpe Cardedo che sembra ad un tiro di schioppo, ma non arriva mai. Ewa imperterrita apre il cammino, mentre ogni tanto qualche scivolone ci scappa; io per tenermi in piedi piego un bastoncino, mentre Flo si procura qualche escoriazione scivolando in un piccolo riale, ma per fortuna niente di serio. Mateusz segue divertito un po’ più indietro, fermandosi ogni tanto ad ammirare il panorama. Dopo l’estenuante discesa, finalmente intercettiamo il sentiero della mattina; attraversato il Rì di Prato Rotondo, con Flo cerchiamo un passaggio che, sempre in accordo col Brenna, ci porti direttamente all’Alpe omonima e che ci farebbe risparmiare un bel po’ di strada. Però niente tracce visibili e così, con un po’ di rammarico di Flo, decidiamo per il giro che ci fa tornare ad Ürbell. Il cammino è più lungo ma più tranquillo e sicuro, ed anche io non ho più voglia di fuori pista dopo quello dal Vögeljoch.

Rifacendo a ritroso il sentiero del giorno prima, scendiamo al ponte sull’Orino e, dulcis in fundo, l’ultimo strappetto che ci riporta alla BatCar. Almeno al parcheggio c’è una fontana dove possiamo rinfrescarci un po’ prima del rientro.

Sosta birra ( più che meritata ) a Malvaglia e rientro a casa. Veramente una bella escursione per chi non disdegna il fuori sentiero, e soprattutto con un’ottima compagnia.

Partecipanti: Ewuska, Floriano, Ivanbutti, Mateusz

 

Giorno 1

 

Partenza : 1707 m.

Arrivo : 2108 m.

Dislivello : 400  m.

Difficoltà : T2

Tempo : 1 ora e mezza

 

Giorno 2

 

Partenza : 2108 m.

Punto più elevato : 3218 m. ( cima del Vögelberg )

Arrivo : 1707 m.

Dislivello : 1300 m. circa in salita (con i vari saliscendi), oltre 1600 m. in discesa (sempre con i saliscendi)

Difficoltà : T4+

Tempo : 4 ore e 15 min. per la cima del Vögelberg, 10 ore in tutto ( soste comprese )


Hike partners: Floriano, Ewuska, ivanbutti


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Comments (8)


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Sent 4 August 2010, 10h05
31 luglio 2009 o 2010?

Bellissimo giro, bravi!
Aldo

Ewuska says: RE:
Sent 4 August 2010, 10h12
Ciao Aldo.
Ci siamo divertiti tanto, è stata veramente una bella gita!
Grazie per la segnalazione dell'errore.
Cari saluti.
Ewa

grandemago says: RE:
Sent 4 August 2010, 11h38
Prima o poi dovrò decidermi ad esplorare anche il Ticinese.
Un caro saluto anche a te, e ben tornata su Hikr!
Aldo

Ewuska says: RE:
Sent 4 August 2010, 20h19
Grazie!
Cosa aspetti? Hai solo l'imbarazzo della scelta;)
Ewa

grandemago says: RE:
Sent 4 August 2010, 20h55
Hai ragione, fin ora sono stato solo al lago di Cama!
Ciao
Aldo

gebre says: Ticino
Sent 4 August 2010, 20h59
Complimenti Ivan bella escursione, anch'io devo iniziare ad esplorare il Ticino!

Alberto

ivanbutti says: RE:Ticino
Sent 5 August 2010, 07h55
Ciao Alberto e grazie,
ci vediamo tra poco ( se non sei già in ferie ). Il Blinnerhorn che hai fatto domenica è interessante, a parte ovviamente il calcolare almeno il 50% in più rispetto alle tue tempistiche.

beppe says: COMPLIMENTI
Sent 5 August 2010, 08h07
COMPLIMENTI PER LA TRIPLETTA DI 3000 UN SALUTO A TUTTI I PARTECIPANTI.


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