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Monte Legnone (m.867), Monte Chiusarella (m.913)


Published by Poncione , 10 February 2021, 22h50. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike: 8 February 2021
Hiking grading: T4+ - High-level Alpine hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 8:00
Height gain: 1200 m 3936 ft.
Height loss: 1100 m 3608 ft.

Su gentile invito di Antonios59, gran ravanatore e conoscitore delle valli varesine, esce un bellissimo ed insolito giro delimitato all'interno del Parco Campo dei Fiori sia sul lato Martica-Chiusarella che su quello omonimo.
Partenza dai pressi della Badia di Ganna (m.460) dalla quale, seguendo un breve tratto di ciclo-pedonale, prendiamo il sentiero n.15 per il passo dei Valicci (m.644) e quindi il n.16 per il Monte Martica, che seguiamo sin poco oltre la selletta di Magolcio, all'inizio del ripido strappo finale, deviando però a destra su un sentierone che traversa a W rimanendo circa 100 metri sotto la sommità delle due cime, e qualche decina di metri sopra la Cascina Prè Gambarit, che intravediamo tra le piante. Questo sentierone termina su una costola sull'orlo di una vallecola che scende dalla Martica. La risaliamo per poco senza traccia fino a ritrovare un altro bel sentiero che seguiamo in leggera ascesa verso SW e che ci porta al colle con il tabellone ripetitore posto proprio sopra la grande cava della Martica, dismessa da qualche anno.
Qui entra in gioco la vena di Antonio - 'autentica "miniera" di conoscenza riguardo ai toponimi vecchi e in disuso del nostro territorio oltrechè conoscitore di molte pieghe e sentieri perduti - che dapprima ci porta a seguire un sentierino rivolto sulla Rasa che riporterebbe sulla strada militare, ma che la neve rende poco evidente da farci desistere.
Tornati al tabellone optiamo per la discesa dalla ex cava Soffientini, un mio vecchio sogno.
Scendiamo comodamente dal pendio ricco di betulle proprio dove termina lo stradone scavato dai cavatori: a dirla tutta non si potrebbe, perchè l'ingresso a valle è chiuso e tuttora custodito, ma la discesa non offre problemi ed è sicura da rischio crolli. Sarà per la neve ancora presente sulla parte alta, il meraviglioso panorama su Rasa, Valcuvia, Valtravaglia, Verbano e Monte Rosa, o per l'ambiente altamente roccioso, ma il tutto è parso davvero magnifico. Nonostante l'ampiezza della via in pochi anni è cresciuta molta vegetazione infestante (composta soprattutto da Buddleja: una pianta originaria della Cina detto anche arbusto delle farfalle, dai bei fiori color violetto) che impone un minimo di ravano nella parte medio-bassa, finchè nei pressi di una costruzione si abbandona la strada principale che scende all'ingresso "sorvegliato". Deviamo per un breve pendio franoso nel bosco agganciando il sentierone che in breve porta a solcare il Rio Gallina giungendo al Passo della Motta Rossa (m.565)
Dopo questa bella "primizia" Antonio ha in serbo una salita "insolita" al Monte Legnone, ma dopo che me ne ha parlato con dovizia di particolari, decidiamo invece di cercare un vecchio sentiero che dalla Motta Rossa conduce al Passo Varrò, da cui si può comunque salire in breve su questa cima. Attraversata la provinciale, fra le frasche riscopriamo l'antico sentiero che sale a contornare il Pra da Böza (che generazioni di bambini scendono con bob e slitte); abbandonato, non segnalato, ma evidente. Purtroppo già dall'alto della cava ci era però altrettanto evidente che molte piante si erano abbattute proprio sul versante N del Legnone, e pertanto poco dopo ci siamo trovati ad affrontare acrobazie, ravani ed aggiramenti per mantenerci su questo percorso, che con progressive svolte sale abbastanza dolcemente sin quasi a perdersi nei pressi di una selletta con colletto semi-panoramico proprio sotto le sue pareti calcaree. In un attimo ritroviamo la traccia, che prosegue nella direzione voluta, oltrepassiamo la piccola Val del Ferro e giungiamo nella zona "chiave", in cui oltre alle piante sembra esser franato l'intero versante. Incontriamo un passaggio "ingegnoso", con tacca incisa su grossa pianta caduta (a quando risalirà?...), prima d'inoltrarci in un groviglio di enormi faggi caduti. Qui ci rendiamo conto che l'intero versante, di pura arenaria con qualche formazione porfirica - la cava del Monte Martica da cui siamo scesi d'altronde è proprio frontale alla nostra posizione - è franato completamente portandosi via il sentiero, il quale con ogni probabilità oltre il promontorio sarebbe proseguito agevolmente verso il Passo Varrò.
Proseguire sembra decisamente azzardato. poichè ci sarebbe un pessimo colatoio da traversare, pertanto retrocediamo qualche passo  prendendo una traccia di animali che sale ripidamente tra i tronchi caduti e un breve passaggio su roccia porfirica che facilità il tratto, indubbiamente il più wild e delicato di tutto il giro, poichè si procede ripidissimi su arenaria, che non è propriamente il massimo della tenuta. Fortunatamente la pioggia incessante del giorno prima l'ha un pò compattata e si riesce comunque a salire, chi coi bastoncini e chi senza. ;)
Si raggiunge una zona più sicura, ormai sotto il Legnone, che si risale prima per un arcuato ma ripido canale erboso e sassoso, quindi traversando su tracce di animali a destra sul pendio, che incontra un inaspettato sentierino il quale traversa e risale una suggestiva fascia rocciosa issandosi infine tra la cima e l'anticima, con spettacolare vista su Brinzio e la Valcuvia. Sbucati in cresta, si svolta a destra giungendo brevemente in vetta (m.867).
Dalla vetta, anzichè prendere uno dei due accessi normali (Passo Varrò o Villaggio Cagnola) scendiamo, seguendo radi ometti, per la Costa d'Avign che dapprima dolce, quindi ripida s'inoltra in un bosco intricato portando sul sentiero n.5, poco sopra La Rasa. Qui giunti (m.543), risaliamo il lato opposto della valle, seguendo la Valle del Des: dopo pochi metri abbandoniamo il sentiero principale (ma non ufficiale) che sale alla strada militare del Chiusarella rimanendo sul lato orografico sinistro del Des, prendendo invece un sentierino meno evidente, ma ben ripulito e marcato da decine e decine di ometti, che sale sul versante orografico destro: ripido ma agevole, porta direttamente sui prati del Chiusarella (m.913), la cui cupola sommitale è ben in vista tra gli alberi già in lontananza. E' lo stesso sentiero recensito da Antonios59 nella sua relazione di pochi giorni fà. Da qui in poi il giro, difatti, coincide perfettamente al suo poichè giungiamo in vetta (nel frattempo ci ha raggiunto suo figlio Peter per un giretto serale), per poi scendere il versante NE, salire sul dosso chiamato Cima Gallina (m.881), e da qui scendere ripidi sul paglione seguendo anche qui numerosi ometti che qualche anno fà (2014, disceso con froloccone) non c'erano. Atterriamo alla Motta Rossa (m.565) per la seconda volta, giungendo infine al parcheggio di Villa Cagnola (m.557), dove Peter ha l'auto e può riportarci a Ganna.

Giro assolutamente fantastico, inventato quasi sul momento, traversando zone inaspettatamente suggestive, specie il cuore della cava del Monte Martica, che meriterebbe una riqualifica dal "Parco più inutile che ci sia"  vista la bellezza comunque "lunare" del paesaggio e dei suoi panorami verso occidente. Peccato non aver compiuto il periplo del Legnone sino al Passo Varrò per un sentiero esistente su vecchie mappe ma irrimediabilmente perduto. Versante davvero disastrato di cui si sconsiglia la percorrenza, perchè potrebbe ulteriormente peggiorare visto che l'arenaria facilita la caduta a valle di fango e materiale franoso. Consigliabile semmai puntare direttamente alla vetta, su terreno ripidissimo ma più sicuro, prima d'inoltrarsi nella malsicura fascia di arenaria. Grazie ad Antonios59 per la compagnia e le "rivelazioni". ;)

Avanti così.

NB. Ganna-Magolcio-Cava T2 - Cava-Motta Rossa-Frana T3 - Frana-Monte Legnone T4+ - Monte Legnone-Rasa-Monte Chiusarella-Cima Gallina T2 - Cima Gallina-Motta Rossa T3

Hike partners: Poncione, antonios59


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Comments (6)


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Serzo says:
Sent 11 February 2021, 08h54
Percorso da visionari!
Spero di trovarlo presto incasellato nella pagina di un libro ;-)
Ciao,
Sergio

GIBI says: RE:
Sent 11 February 2021, 09h29
... se continua ad inventarsi dei giri così sarà difficile trovare la chiusa di un “ eventuale “ auspicabile libro ... ma noi adepti lo aspettiamo comunque pazienti e fiduciosi !

Comunque complimenti a tutti e due per il gran ravano !

Ciao Giorgio

Poncione says: RE:
Sent 11 February 2021, 16h51
Bravo Giorgio, hai colto il grosso del problema... non è mai finita perchè ogni volta salta fuori qualcosa di "nuovo" (dal passato...) o inaspettato (dal presente...).
Cosa che dovrebbe insegnare a molti "professoroni" che la Storia, qualunque essa sia, non è MAI materia finita o definitiva ma sempre in fase di cambiamento... peccato che a pensarla così ti prendi spesso del "negazionista", "terrapiattista" o menate varie. C'è sempre da imparare ed eventualmente riparare e correggere errori e imperfezioni in buona o malafede. Amen.
Ciao

Poncione says: RE:
Sent 11 February 2021, 16h43
Visionari addirittura?
Per il resto occorre aver fede, tempo e tanta pazienza... ;)
Mattoncino dopo mattoncino.
Ciao

gbal says:
Sent 13 February 2021, 17h58
Come dire: c'è sempre da scoprire, anche sulle ovvie e pluri-visitate montagne di casa. Se non bastano i sentieri dimenticati ci si mette anche la natura con le recenti devastazioni a modellare il territorio.
Bravi.

Poncione says: RE:
Sent 13 February 2021, 21h55
Ciao Giulio... non credere, c'è ancora tanto sia da vedere che scoprire, e talvolta anche di selvaggia inaspettata bellezza, dove meno te l'aspetti. ;)


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