COVID-19: Current situation

Cervandone (3210 m) e Punta Gerla (3087 m)


Published by asus74 , 3 August 2019, 09h55.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:30 July 2019
Hiking grading: T5+ - Challenging High-level Alpine hike
Mountaineering grading: PD
Climbing grading: II (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: CH-VS   I 
Height gain: 1797 m 5894 ft.
Height loss: 1806 m 5924 ft.
Route:15 km
Access to start point:Alpe Devero (Parcheggio tariffa giornaliera 6 euro)
Access to end point:Alpe Devero
Accommodation:Numerose possibilità


 
Oggi da sola e quindi sveglia presto! Lascio la macchina all’Alpe Devero , cielo stellato, un silenzio incredibile, tutti dormono solo il rumore del fiume e della leggera brezza.

Frontalino acceso mi avvio. Si cammina benissimo e non mi accorgo neppure di arrivare velocemente ai Piani della Rossa, si è fatto giorno e alcune cime si stanno illuminando dai raggi del sole e si stanno colorando di rosa.Scelta azzeccata quella di proseguire lungo il sentiero  dal grande masso, il sentiero 44 l’ho tenuto per il ritorno non volendo rischiare di bagnarmi i piedi nel guadare i numerosi “ruscelli”.

Si sale senza affanno, speravo data l’ora di incontrate qualche esponente della fauna locale … ma niente … che siano dormiglioni o andati in vacanza?

Salgo, attraverso un ampio fiume e seguo gli ometti, il sentiero rimane su una costa morenica, tutta intenta a guardarmi in giro non mi accorgo che in qualche punto avrei dovuto lasciarlo e andare verso destra ….

Cartina alla mano vedo la possibilità, aggirando prima una costa rocciosa, di prendere successivamente una via ripida e zigzagando arrivo prima in un pianoro e poi mi congiungo con il sentiero degli ometti.
C’è più neve del previsto, ma si cammina bene e quindi lascio i ramponi nello zaino. La salita al Passo Marani è semplice. Foto di rito e proseguo.

Tagliare verso la gobba rocciosa di Q3112 non è consigliabile, tutto innevato, quindi salgo a Punta Gerla e da li rimango in costa sulle rocce.

Fortuna nella sfortuna un sasso mi scappa da sotto il piede e sbatto il mento sulle rocce, me lo graffio ma non mi accorgo che solo qualche ora più tardi mentre controllo il risultato di un selfi. Su entrambi i polsi e su un palmo della mano varie escoriazioni. Sul ginocchio pure ma quella la scoprirò poi a casa. Perché fortuna? Perché questo piccolo incidente è accaduto in una zona praticamente innocua. Da qui in avanti il rispetto per questo ambiente precario è salito alle stelle.

La breve arrampicata alla gobba rocciosa è semplice, mentre la discesa è raccapricciante …. terreno marcio e sabbietta. Per la discesa seguo quello che a prima vista pare una traccia, ma forse non lo era e decido che per il ritorno seguirò la traversa.

Neve, neve e ancora tanta neve, gli ometti saranno seppelliti sotto, calzo i ramponi e mi avvio, la meta è dinnanzi a me. Le pendenze sono severe ma con la picozza dello zio Piero a portata di mano salgo. Ho dovuto togliere e rimettere un paio di volte i ramponi per poter proseguire su tratti rocciosi seguiti poi ancora da neve.

Tolgo per l’ultima volta, ora solo rocce, ma che rocce … ci sono quasi … ma il ricordo di quanto accaduto qualche ora prima mi fa desistere. Seguo il consiglio sentito da tanti in più occasioni … meglio saper rinunciare …

Con un po’ di rabbia torno sui miei passi. Nuovamente neve,  questa volta sto a destra e scorgo  qualche ometto che indica la salita e poi il taglio in costa  prima sul terreno scuro e poi quasi rossastro. Non si scherza neppure qui … è tutto instabile.
La discesa dalla gobba è anche infida. Tiro un respiro quando rivedo il passo Marani, ripercorro la cresta, passo da dove al mattino mi sono scorticata e ringrazio il mio angelo custode a cui oggi ho fatto fare gli straordinari.
Lasciatemi le pendenze del Passo Marani alle spalle, decido di seguire la “via” ufficiale, tra massi di rocce e rigoli. Dall’alto mi accorgo pure dei buchi neri nella neve di cui Cecilia mi parlava.
Attraverso il pianoro stando a destra per seguire il sentiero 44 , tra sassi, alta vegetazione, rigoli e ruscelli.
Mi ricongiungo al sentiero percorso al mattino e scendo all’Alpe Devero, non mi piace mai la discesa e anche oggi nessuna eccezione!
 
Un paio di note:

Si dice che quando si rinuncia ad una vetta ci sarà la voglia di ritentare …. Io posso assicurare al mio angelo custode che non ne ho nessuna intenzione. Forse una delle più ardue delle escursioni fatte e non per la neve, che anzi in alcuni posti ha forse semplificato il percorso. Lascio a chi legge la decisione se cimentarsi o scegliere una delle altre bellissime montagne della zona.

Le forme, i colori, le dimensioni delle rocce sono incredibile, ogni montagna di quelle circostanti presenta rocce diverse. Panorama a 360 gradi stupendo
 
Il Monte Cervandone si trova sul confine italo -svizzero, iI suo nome italiano è stato usato per chiamare il minerale cervandonite che è stato trovato solo lì.
 
 
 

Hike partners: asus74


Minimap
0Km
Click to draw, click on the last point to end drawing

Gallery


Open in a new window · Open in this window


Comments (9)


Post a comment

igor says:
Sent 3 August 2019, 21h41
Bella escursione ce poco da comnentare nel senso che in montagna succedono queste cose appunto anche a me e succeso circa 1 mese fa e in un punto non pericoloso e mi son fatto male da li ho capito che anche una banale dissatenzione,la stanchezza, i puo succedere di tutto.poi da soli e ancora piu pericoloso su certi terreni.limportante e non prendere troppa paura e andare sempre in 2 se possibile portati una corda da 30 metri di quelle nuove e limbrago e qualche cordino ti servono tanto nei pezzi da dissarampicare io adesso faccio piu attenzione di prima e un attimo passare a trovare il paradiso ciao

asus74 says: RE:
Sent 4 August 2019, 18h43
Ciao! Grazie per il tuo scritto ... forse mi servivano un paio di sbucciature ... sono arrivate nel momento giusto e nel posto giusto. Grazie dei consigli che tengo sempre presenti. Spero ti rimetterai presto ! Ciao

beppe says:
Sent 4 August 2019, 06h06
Perfettamente d'accordo con le tue considerazioni
Complimenti bellissima escursione
Ciao
Beppe

asus74 says: RE:
Sent 4 August 2019, 18h45
Grazie! Le considerazioni le ho volute condividere perchè possono magari aiutare gli altri. Io da questa escursione direi che ho imparato molto.
Ciao,
Miriam

beppe says: RE:
Sent 4 August 2019, 20h42
Ciao Miriam ho molto apprezzato le tue considerazioni
Beppe

Menek says:
Sent 4 August 2019, 16h46
caduta senza grosse conseguenze... antenne sempre dritte! Ciaux
Menek

asus74 says: RE:
Sent 4 August 2019, 18h47
Scivolata con sbucciatura ... nel posto giusto ...tutto aiuta a ricordarci che ovunque, anche nel banale, tutto puo' succedere.
Forse ci voleva ...
Ciao!

cristina says:
Sent 23 August 2019, 15h32
È una cima che mi piacerebbe tentare ma ha tante incognite... Il gestore del rifugio tempo fa era stato avaro di info e mi aveva scoraggiato.... Boh vedremo ci sono, come dici tu, tante altre belle montagne. Sicuramente però non andrei mai da sola...

asus74 says: RE:
Sent 23 August 2019, 17h56
Qualche incognita ci sta ma ci deve pure stare la consapevolezza... E quando questa non è in primo piano... Ben vengano pure delle tirate di orecchie...


Post a comment»