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Mi freghi una volta, ma due no! M. Brealone.


Published by Menek , 15 May 2017, 12h35. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:13 May 2017
Hiking grading: T4- - High-level Alpine hike
Waypoints:
Time: 6:30
Height gain: 1150 m 3772 ft.
Height loss: 1150 m 3772 ft.
Route:A cavatappi, di Km 11,500
Access to start point:Brescia- Anfo- Bagolino- Villa Roma. Villa Roma si trova dopo Val Dorizzo, nei pressi di bellissimi torrenti che creano meandri. 3/4 posti auto. Prendere poi il sentiero 413.
Maps:Kompass 3 Valli Bresciane-Open Street Map

Premessa http://www.hikr.org/tour/post120407.html
Decisione presa quando già eravamo in auto quella di salire al M. Brealone, una decisione dettata dalla voglia di alta quota, pur sapendo che l’incognita neve sarebbe stata l’unica vera “cancrena” tra noi e la vetta. E così abbandoniamo (al futuro prossimo) l’idea/escursione per il Bus del Luf ed i certi verdi prati…

Siamo appena dopo la bellissima Val Dorizzo, zona Villa Roma,  parcheggiamo l’auto nei 3/4 posti disponibili, e seguendo le indicazioni poste sulla palina ci incamminiamo per sentiero 413. Sin da subito ci accorgiamo che l’acqua scesa dal cielo il giorno prima ha inzuppato ogni millimetro quadrato di terreno così che, con molta attenzione, risaliamo il sentiero fantasticamente selciato, per questo scivoloso, che si inoltra nel bosco.

Nel sentiero si è formato un vero e proprio rivolo d’acqua ma una volta usciti dal bosco, il sentiero diventa terroso e l’acqua è assorbita con più facilità; affrontato un breve strappo dove incrociamo due Marmotte, in men che non si dica arriviamo nella bella vallata del Vendolaro  di Bruffione dopo aver fatto qualche passo su strada sterrata. Bellissimi sono i meandri creati dai vari torrenti.

Qua si apre un mondo e i sentieri sono molteplici, noi che abbiamo ben chiaro dove vogliamo andare proseguiamo sul sentiero 413 che porta ai soprastanti Laghetti di Bruffione. Anche questo tratto è molto scivoloso e la salita si fa più faticosa del previsto vista la difficoltà di tenere l’equilibrio, una volta giunti ai Laghetti il panorama diventa tipicamente alpino. La neve copre parte delle alte quote…

Costeggiati i due laghetti ancora in parte ghiacciati, ora il sentiero guadagna la testata della valle ed in un batti baleno ci imbattiamo nella neve. Cosa che sinceramente non avremmo voluto. Restiamo un attimo in suspense poi decidiamo di “tastare” la consistenza della neve; oltrepassiamo un torrentello e il sentiero sparisce, le uniche tracce sono quelle degli animali selvatici, io e Rosa ci guardiamo titubanti mentre i piedi sono sprofondati nella neve per 20/30 cm.

Il viso di rosa trapela tutta la sua delusione, di neve proprio non ne vorrebbe pestare, ma io che sono uno zuccone nato a questo punto sprono la mia compagna a buttare il cuore oltre l’ostacolo, siamo qua e vada come vada. Siamo a 1950 mt di quota e ci aspettano più di 300 mt di dislivello prima di arrivare in cima.

Saliamo ripidi un canalino e poi un  breve traverso dove si sprofonda per 40 cm, passiamo un rudere ed un altro torrentello attraversiamo, poi, altro canalone ben innevato. Che senso ha tutto questo tribulare? Mi dice Rosa, intanto gli scarponi sono degli stagni ove Girini e Salamandre potrebbero vivere tranquillamente.

Tra un occhiata di sole e l’altra risaliamo ripidi anche questo fronte che ci ricorda molto la Guerra di Russia, mentre Rosa se potesse mi sparerebbe nelle gambe; riesco a trascinarla sino al soprastante Passo di Brealone, poi gli dico, “vediamo quanta neve c’è in cresta, se la cosa si fa “spessa” facciamo dietrofront”. Ma lei sa già che io non mi fermerò neanche davanti ad una slavina. Judas is me... eh,eh,eh.

Una nuvola si abbassa e tutto sembra giocare a nostro sfavore ma la neve non è poi così alta, l’acqua del giorno prima e qualche giorno di sole hanno fatto un bel “lavoro”, lo spessore della “pappa” si aggira mediamente intorno ai 30 cm.

Ancora una volta convinco Rosa della fattibilità, restando sempre in cresta ma stando attenti a non calpestare il cornicione proseguiamo a testa bassa , con l’obiettivo finale che ora si palesa davanti a noi grazie al sole che ha bucato le nuvole, facendoci forza l’un l’altro passiamo prima l’Anticima  e poi con un breve strappo eccoci finalmente sul Brealone, felici per la nostra piccola “impresa”. 3h30 al netto delle pause. Siamo gente tosta,alla Glik, hem, forse un po meno! :))) https://www.youtube.com/watch?v=h6f9siUlFTA

Ci immortaliamo nelle foto ma voglia di mangiare qua proprio non ne abbiamo,i piedi sono bagnati e freddi ed un venticello teso mi raddrizza i peli sulle gambe (mi son dimenticato di passare dall’estetista), senza indugiare oltre ritorniamo sui nostri passi.

Scendiamo spediti, stando attenti a non prendere velocità visto l’alta possibilità di scivolare, una volta raggiunti ancora una volta i Laghetti finalmente possiamo godere appieno della nostra salita al Brealone. Ora il sole è uscito dalle nuvole, ci fermiamo nei pressi della Baita Laghetti, e appoggiato il popò sulle rocce calde diamo fondo ai nostri viveri. In palese contrasto con la neve che ci circonda io prendo il sole quasi in costume  adamitico.  


Il ritorno all’auto è allietato dalla vista di una bella coppia di Aquile e da un bell’esemplare di Capriolo che ci ha attraversato il sentiero a gran velocità. Il cambio delle scarpe è vissuto come una vera Liberazione… e, alla prossima guasconata!

 

Nota 1): Un escursione che si poteva affrontare in modalità T2 (E) alla fine si è trasformata in una sorta di Calvario T4- (EE); sino ai Laghetti di Bruffiano il sentiero era sgombero da neve, ma appena dopo abbiamo dovuto fare affidamento al senso dell’orientamento e alla forza delle nostre gambe, nonché caricati a molla nello spirito. Posti da scoprire in lungo ed in largo visto gli innumerevoli sentieri e tracce.



Nota 2): Cose a caso & chi se ne frega!

Lercio 1:” il segnale tv arriva dopo 7 anni”, gruppo di interisti si trasferisce su Saturno per rivivere il Triplete!

 Lercio 2: Entra nella sede del Pd di notte e Renzi gli spara: grave Gentiloni.

Canzoni: Gabbani è arrivato 6° all’Eurovision. E CHISSENEFREGA!!!!!

 

A’ la prochaine!         Menek,Rosa


Hike partners: Menek, rossa


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Comments (12)


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numbers says:
Sent 15 May 2017, 13h14
Dubbio:
ma Rosa l'avra' capito ormai con che "crapun" s'è messa ???

:):):)

Menek says: RE:
Sent 15 May 2017, 14h18
Sciolgo subito il dubbio, Mario: si,lo sa alla grande, l'ha capito sin da subito. :)))
Menek

Sent 15 May 2017, 15h55
...da "vecchio cuore granata" ho apprezzato tantissimo il riferimento al vecchio Capitano Kamil Glik!!!!
Comunque, tostissimi anche voi!!!! Bravissimi, mai mollare!!!!!
Ciaooo a te e Rosa!!!
Graziano

Menek says: RE:
Sent 15 May 2017, 16h31
:))) mitico Glik!
Anche noi non molliamo mai...o quasi. Ciaooo
Menek

Sent 15 May 2017, 20h44
Spettacolo: vedo il titolo e so che sei Tu!!
ciao, Dome.
roby

Menek says: RE:
Sent 15 May 2017, 21h13
:) Ciao Roby, felice di farmi riconoscere. :))))))))))))
Ciao vecio
Menek

Poncione says:
Sent 16 May 2017, 21h29
Ogni tanto un po' di neve non fa male... bravo Dome e brava Rosa.
Ciao

Menek says: RE:
Sent 16 May 2017, 21h31
Un po di neve? Tanta pappa direi... e quella fa male, anzi, malissimo!!! :)
Ciaooo

GIBI says:
Sent 17 May 2017, 15h17
Non c'è ROSA senza spine ... certo che lei ne ha trovata una bella grossa !

complimenti ad entrambi e per quanto riguarda Gabbani ... Óm !!!

Menek says: RE:
Sent 17 May 2017, 17h45
Poverina, si trovata una spina bella velenosa...
Om, amico mio.
Menek

veget says:
Sent 17 May 2017, 19h56
Copio in pieno,quanto scritto da Giorgio....
Comunque sempre bravi sia per la determinazione..... e per l'acume nel ricercare itinerari che potrebbero essere utili ai molti che vi seguono...
Ciao carissimi!
Buona continuazione
Eugenio.

Menek says: RE:
Sent 17 May 2017, 20h27
Ecco qua il mio Eu.... grazie dei complimenti, per il resto Rosa vive quasi tranquilla fra le sue spine. :)
Menego


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