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Esplorazioni subacquee al Chiusarella


Published by paoloski , 28 April 2017, 08h54.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:25 April 2017
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 3:00
Height gain: 800 m 2624 ft.
Height loss: 800 m 2624 ft.
Route:14 Km
Access to end point:Gita ad anello, o meglio, "a groviglio".
Maps:Carta dei Sentieri del Parco Regionale Campo dei Fiori scala 1:15000

25 aprile...festa infrasettimanale, tutte le persone a cui tengo sono impegnate, chi al lavoro, chi in vacanza chi, povera, a letto con l'influenza. Sento una leggera depressione farsi strada nel mio animo all'idea di passare la giornata da solo. L'unico rimedio efficace che conosca è quello di andare a correre, mi alzo alle 7 e guardo fuori, il tempo non è solo brutto: fa proprio schifo!
Ma come sa ogni "runner" la pioggia o il sole non fanno questa gran differenza visto che dopo 10 minuti di corsa sarai in ogni caso bagnato fradicio, di sudore o di acqua.
Quando parto comunque non sta piovendo, prendo la Strada Militare per la Martica non avendo ancora ben chiaro dove andare, così pochi metri dopo devio a sinistra e seguo il taglio nel bosco che i recenti lavori di disboscamento hanno allargato. Sono spariti centinaia di alberi, certo il bosco va gestito ed ogni tanto sfoltito ma qualche perplessità sulla qualità di questo lavoro l'avrei. La strada forestale ad un certo punto devia e scende a sinistra per raggiungere l'asfalto nei pressi del Molinetto, io salgo a destra e ravano per qualche minuto fra le ramaglie abbandonate ed il terreno pesantemente compattato dai mezzi usati (veramente un pessimo lavoro), per raggiungere la Strada Militare. Qui fra un mese al massimo ci saranno solo rovi...forse erano meglio gli alberi.
Vabbè ormai so che la gestione del Parco Regionale del Campo dei Fiori segue percorsi e modalità imperscrutabili ai comuni mortali.
Con qualche graffio riguadagno lo sterrato della Strada Militare e mi dirigo verso il Roccolo, da qui raggiungo la Cascina Zambelli, o meglio i suoi ruderi, e mi avvio verso La Rasa, prima di entrare in paese però devio a destra e prendo il sentiero che sale direttamente a Pian Valdez, sono anni che non lo percorro...è decisamente in piedi, poi prima di giungere al termine prendo una traccia sulla destra che mi porta giusto alle spalle del ripetitore.
Da qui vado a Pian Valdez e seguo la strada con i suoi tornanti ma, all'altezza dell'ultimo inizia a diluviare! Mi butto a destra e scendo velocemente per il sentiero che si abbassa nella Valle dela Pedana della Madonna, al suo termine giro a destra e raggiungo di nuovo Pian Valdes, incrocio un paio di escursionisti simili a pulcini bagnati e proseguo veloce fino alla Cascina Ravetta dove smette di piovere...vabbè visto che per i miei gusti non ho corso ancora abbastanza prendo il sentierino che mi conduce con qualche saliscendi nei pressi della recinzione superiore del roccolo e da qui il sentiero che arriva al  ripetitore, senza accorgermene però seguo un'altra traccia e così mi ritrovo al di sotto del ripetitore e nei pressi di Pian Valdez.
Va bene ora arrivasse anche il diluvio universale ho deciso: vado in cima al Chiusarella, quindi ripercorro tutta la strada con i suoi tornanti e, nei pressi del rifugio, salgo il versante Est, arrivo alla sella dove noto le foglie degli Iris graminea già spuntate, raggiungo la croce e la cima e poi scendo in direzione della Martica.
Un attimo di esitazione per decidere dove andare poi prendo il sentiero che scende alle miniere, fatti pochi metri però vedo un'invitante traccia sulla destra...come resistere?  Sembra una buona traccia: rimane su una larga dorsale dai fianchi ripidi posta al di là della linea di faglia, la vegetazione è affatto diversa da quella del Chiusarella, le rocce infatti sono delle porfiriti. A tratti ho qualche problema a seguire il percorso per la vegetazione sovrabbondante, scendo in direzione di un grande pino, lo raggiungo e lo oltrepasso, la pendenza si fa più accentuata e, quando, grazie ad una folata di vento, si apre uno sprazzo nella coltre di nebbia mi rendo conto di trovarmi proprio di fronte all'Alpe Cuseglio. Sento il Margorabbia sotto di me che pare gonfio d'acqua, conoscendo la zona non ho la minima intenzione di guadarlo per risalire i fianchi dello Sgarbazz (dove forse vi era un sentiero ma non è detto che ci sia ancora) e raggiungere il sentiero ufficiale.
Dato che in giornate come questa la famosa Legge di Murphy è rigorosamente applicata...si scatena il previsto diluvio. Vabbè non ho problemi per la parte alta, ho due maglie ed una giaccavento ma i piedi sono decisamente fradici e ghiacciati (mai che piova acqua tiepida). Forse è il caso di ritornare sui miei passi, risalgo camminando, qui la pendenza e la viscidità del terreno non mi ispirano certo a correre.
Mi imbatto in un Anthericum liliago che non ho mai osservato in Martica o Chiusarella. Scatto qualche foto ma mi accorgo che il mio smartphone fa un po' di bizze: non riesco a mettere a fuoco ed anche la traccia dell'app GPS ha qualche problema. D'altronde non è un modello subacqueo e stamane di umidità ne ha presa in abbondanza!
Ho anche fame, non avendo fatto colazione il mio stomaco protesta. Fortunatamente ho con me una barretta, arrivo di nuovo alla strada militare e prendo il sentierino che taglia tutti i tornanti, a Pian Valdez mi imbatto in un MTBiker alla ricerca dei suoi soci, no non li ho proprio visti ma dove son passato dubito che ne circolino molti. Al tornante taglio per il bosco e scendo diretto sotto al ripetitore, poi ancora sulla strada, altro taglio e , finalmente, prendo la deviazione che passa sotto i Mirti ed arrivo a Bregazzana.

Corsa fantozziana su e giù dal Chiusarella. Nonostante vi sia salito decine se non centinaia di volte sono riuscito a percorrere itinerari nuovi di cui non sospettavo neppure l'esistenza. Il costone che scende fra la Val Castellera e la Val Fredda, veramente selvaggio, merita senz'altro di essere percorso con più calma ed in una giornata più calda e soleggiata. Considerato tutto su alcuni tratti la difficoltà T2 va un po' stretta.
Come detto il GPS ad un certo punto è andato in tilt e manca quindi la parte di traccia dal tratto sul costone per cui i dati relativi al dislivello ed alla percorrenza li ho calcolati sulla cartina e possono essere un po' approssimativi.
Mi scuso per la qualità delle foto ma, come detto, l'umidita aveva un po' compromesso il meccanismo di messa a fuoco dello smartphone.

Hike partners: paoloski


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Comments (3)


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Poncione says:
Sent 28 April 2017, 13h49
Ciao Paolo,
il costolone che scende dal Chiusarella (e Chiusarelletta...) al Cuseglio è molto bello, anche se un po' tanto invaso da erica, ed è apprezzato sia dalle vipere che dai cinghiali. Quindi, occhi aperti. :)

paoloski says: RE:
Sent 28 April 2017, 13h57
Immagino di si ma il con quel tempo se ne saranno stati ben rintanati, non ho visto animali di nessun tipo.
Ciao

gbal says:
Sent 29 April 2017, 22h12
Wow! Situazione che ben conosco e di cui il mio smartphone soffrì in questa occasione *MTB - Granfondo dei Longobardi. Malgrado l'USB (accesso privilegiato x l'acqua) fosse protetto da sportellino scorrevole entrò dell'acqua e per vari giorni l'apparecchio non funzionò più al 100%; ora l'audio, ora le chiamate....insomma con gran pazienza lo aprii e asciugai tutte le zone sospette col phon a bassa potenza. Da allora nel marsupio dove lo tengo c'è sempre anche una busta di plastica per queste situazioni.


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