Doldenhorn


Published by Mauronster , 28 May 2012, 10h37.

Region: World » Switzerland » Bern » Frutigland
Date of the hike:26 May 2012
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Ski grading: D-
Waypoints:
Geo-Tags: CH-BE 
Time: 2 days
Height gain: 2400 m 7872 ft.
Height loss: 2400 m 7872 ft.
Access to start point:Briga - Visp - Goppestein - treno - Kandersteg - parcheggio funivia
Accommodation:Doldenhornhutte - Kandersteg (molti alberghi a disposizione)
Maps:CNS 1247-1248

Quarta uscita del corso SA3 2012 del CAI Varese. 
Il tutto inizia con un viaggio roccambolesco che mi ha visto cambiare ben 4 auto: la mia fino a Buguggiate, poi su quella di Sergio fino a Vergiate, poi su quella di Francesco fino a Briga ed infine su quella di Pavarotti fino a destinazione, Kandersteg, non prima di un viaggio sul treno adibito al trasporto auto che da Goppestein porta proprio al paese da cui dovevamo partire...
Dopo mezz'oretta di cammino siamo alla stazione di partenza della teleferica del rifugio con la quale trasporteremo i nostri zaini, sci,  torte e vino (era il compleanno di Andrea)...
Io rimango ad aiutare nelle operazioni di carico della teleferica... con la terza corsa finalmente abbiamo caricato tutto, così possiamo partire a piedi... o meglio di corsa! I 600 m che ci separano dal rifugio ce li mangiamo in meno di un'ora! Arrivati al rifugio ci sistemiamo nella camerata e poi alle 18:30 ceniamo... le 6 bottiglie di vino evaporano in pochi minuti e questo contribuisce adevidenziare la differenza tra il nostro tavolo (italiani) e quello a fianco (svizzeri)... cori, grugniti, risate a crepapelle, non ci facciamo mancare nulla! Per scusarci, o meglio per ingraziarci un po' le biondine degli altri gruppi, offriamo le torte anche a loro... Poi fuori a godersi gli ultimi raggi di sole, scolandoci nel frattempo un'intera bottiglia di grappa!
Saldiamo il conto (salato) e poi a nanna, almeno io, altri fanno ancora un po' di baldoria giù da basso... Alle 3:30 il rifugista ci sveglia, giusto quando mi ero appena addormentato... alle 4:30 siamo già in cammino, i primi 10 min con gli sci in spalla.
Poi prova ARVA, questa volta a cura di Sergio. Ingraniamo la prima e partiamo. Quasi subito si sale per pendii sostenuti, belli ripidi insomma. Ad un certo punto Pavarotti perde uno sci, per fortuna recuperato dagli ultimi... arriviamo al pianoro sotto al canalino a clessidra che dovremo superare: è corto e non molto ripido, lo saliamo senza corde, sci in spalla. L'unica accortezza è quella di indossare il casco, io ce l'ho, ma molti l'hanno dimenticato. Sbuchiamo su un'altro pianoro, ma che dura poco perchè il pendio si impenna nuovamente. I rampanti li ho usati solo nel tratto centrale della gita, ma effettivamente la tenuta era buona e si sarebbe potuto osare anche senza. Ad un certo punto Barbara scivola facendo un'inversione: io non la vedo perchè sono davanti, ma l'urlo, agghiacciante, l'ho sentito. Per fortuna ci dicono che si sia fermata e che si sia alzata indenne, solo un'escoriazione superficiale ad un braccio. Ripartiamo, lei compresa. Superiamo alcuni seracchi, saltiamo qualche crepaccio (chiuso), immersi nelle nuvole, in alcuni tratti con visibilità ridottissima. Alcuni portano sull'anticima gli sci (in spalla, perché l'ultimo pendio è molto ripido), altri (tra cui il sottoscritto) lasciano gli sci per salire a piedi. Alle 11 siamo in cima, giusto in tempo perchè le nuvole lascino il posto al sole e ci permettano di ammirare il panorama, dominato dal lago di Oeschinen, veramente impressionante perché sembra quasi di toccarlo, 2000 m più in basso!
Ripercorriamo la breve cresta (larga) per raggiungere l'anticima e poi giù fino agli sci. La prima curva è sempre traumatica per me... arrivo all'estremità del pendio prima di decidermi ad impostarla... metto la freccia, guardo dallo specchietto e finalmente giro... la neve tiene, è buona, anzi buonissima, e vai che ci si diverte, sul ripido! Peccato che abbia un fastidioso dolore allo scarpone sinistro, sul dorso del piede, fin dalla partenza dal rifugio. Ho sbagliato a non provare a toglierlo e a rimetterlo, probabilmente era solo la linguetta della scarpetta messa male... fattostà che non riesco a sistemarlo anche smollando tutto, l'unica soluzione plausibile sarebbe toglierlo e rimetterlo, ma mi dispiace far perdere tempo a tutti, così sopporto, a discapito forse un po' del divertimento, anche se comunque me la sono goduta ugualmente. Arriviamo al canalino, attrezziamo una calata per i più prudenti, usando un corpo morto (perlina) trovato nei pressi della stazione di partenza della teleferica. Il primo tratto lo faccio anch'io agganciato con un prusik, poi il secondo tratto, quello più ripido e stretto, lo faccio in libera, come la maggior parte del gruppo. La neve tiene bene e non è un problema arrivare alla base del canalino, dove la neve è ormai "polenta", come giustamente dice Matteo. Per fortuna più sotto condizioni migliorano e si possono fare ancora due curve, sotto l'acqua però, perchè ha iniziato a piovere. Arriviamo al rifugio, carichiamo la teleferica, riposiamo un attimo e poi giù, sotto l'acqua (a tratti leggera, a tratti più insistente) fino alle auto. A guardare il canalino dal parcheggio fa una certa impressione... gran bella gita, tosta, sicuramente per ottimi sciatori alpinisti (OSA).
Forse è la mia ultima scialpinistica della stagione, l'ultima uscita del corso dovrebbe essere senza sci, ma su ghiaccio e forse su roccia.

Qui le splendide foto di Sergio.

Hike partners: Mauronster


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