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Valle di Osogna


Published by paoloski Pro , 10 June 2014, 14h13.

Region: World » Switzerland » Tessin » Bellinzonese
Date of the hike: 2 June 2014
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: Gruppo Torrone Alto   Gruppo Pizzo di Claro   CH-TI 
Time: 8:00
Height gain: 1400 m 4592 ft.
Height loss: 1400 m 4592 ft.
Access to start point:Autostrada A2, uscire a Bellinzona Nord e seguire le indicazioni per il Gottardo. Si passa da Claro e da Cresciano e si raggiunge quindi Osogna. Vi sono diversi parcheggi, in quello davanti al Municipio vi sono anche diverse piazzole non a pagamento.
Access to end point:Gita andata - ritorno.
Accommodation:Ad Osogna. All'Alpe Gosro vi è un rifugio di proprietà del Patriziato di Osogna a cui vanno richieste le chiavi.
Maps:CNS 1239 Osogna

Venerdì sera la televisione svizzera ha mandato in onda un servizio sul ripristino delle antiche vie storiche ticinesi, fra le altre parlava di quella della Val Osogna, poche immagini e la decisione è presa: lunedì ci vado.
Dimenticandomi che il 2 giugno è festa in Italia ma non in Svizzera, pur partendo di buon'ora, mi ritrovo in coda da Stabio a Lugano Nord, vabbè la prossima volta me ne ricorderò!
D'altronde oggi sono in giro da solo quindi non ho grossi vincoli.
Arrivo ad Osogna e parcheggio nella piazza prospicente al Municipio, poi, seguendo le indicazioni, comincio a salire per una stradina asfaltata chiusa al traffico non autorizzato finchè, finite le case, sulla sinistra vedo, ben segnalato, il sentiero per Pont e la valle Osogna.
Il primo tratto è abbastanza ripido e, all'apparenza, non frequentatissimo, il fondo è abbastanza infido coperto com'è dalle foglie e sale fra enormi rocce montonate, un tratto è stato addirittura gradinato scalpellando queste rocce scure. Dopo le baite di Gaggio comunque il sentiero migliora e diviene molto meno ripido.
Il panorama si allarga: sopra di me vi è l'enorme Parete di Osogna o dei Trenta Passi: una muraglia verticale che incombe sulla valle e da cui provengono le voci di un paio di arrampicatori che però non riesco ad individuare, alle mie spalle la Riviera coi suoi paesi e la cava sull'altro versante: è in piena attività, fra lo sparo delle mine ed il filo diamantato che sembra funzionare ininterrottamente il rumore è veramente fastidioso.
Arrivo in breve a Pont, vi sono molte baite riattate sparse fra i resti di una selva castanile con alberi enormi, molti alberi sono stati abbattuti, probabilmente a causa delle malattie ma sembra che siano in corso dei lavori di ripristino vegetale.
Finalmente mi addentro nella Valle Osogna con un sentiero in leggera pendenza, il frastuono della cava scompare e viene sostituito dal suono del fiume, molto più piacevole. Il sentiero corre alto sul torrente e vi sono diversi cavi di teleferica che si addentrano nella valle con ingegnosi sistemi di scambi.
Attraverso diversi nuclei di baite dove incontro anche un paio di alpigiani con cui scambio un saluto. 
Passo sotto un curioso arco naturale formato da enormi massi caduti e poco dopo arrivo ad una passerella sul fiume con l'indicazione di lavori in corso, attraverso il torrente ed infatti poco sopra ecco i quattro operai visti nel servizio di venerdi sera. Stanno sistemando le scalinate che risalgono la valle, un lavoro faticoso e meritorio, d'altronde queste scale sono un autentico capolavoro, abbandonarle al degrado sarebbe un vero peccato.
Salgo su queste scalinate incredibili ed arrivo ad un altro gioiello: un ponticello in pietra che attraversa una stretta gola intagliata dal torrente.
Le scalinate proseguono ancora, questo è il tratto sistemato l'anno passato ed oggetto delle riprese televisive, passo accanto ad un piccolo nucleo di baite ed eccomi già in vista di Merisciolo, dove gli edifici sono numerosi, da qui si gode una bella vista e le baite sono tutte in uso, una serie di rustiche panche poste in un idilliaco prato sottostante una cascata mi fa pensare che in estate qui vi siano numerose persone.
Proseguo ancora, dopo Merisciolo il sentiero corre accanto al torrente che forma innumerevoli cascate ma diviene presto molto più difficile da percorrere: vi sono numerosi alberi abbattuti dalle valanghe e dal vento che ingombrano il terreno, è un continuo alzarsi, abbassarsi, scavalcare e strisciare a carponi al di sotto degli ostacoli, arrivo comunque all'Alpe Voisc, attraverso di nuovo il torrente ed incontro la prima neve, presto questa diviene più abbondante, mi inoltro in un vasto pianoro sottostante il risalto sopra cui si trova l'Alpe di Gosro, il tempo però peggiora sempre più, inizia a piovere, in vista del bivio che sale all'Alpe di Casned decido di tornare indietro, è già anche piuttosto tardi e comincio ad aver fame.
Ripercorro il percorso appena fatto e quando arrivo a Merisciolo il sole rispunta, mi siedo accanto alla fontana per mangiare, poi, approfittando della panca in pietra scaldata dal sole mi concedo una pennichella di 15 minuti cullato dal rumore dell'acqua e dal profumo del timo.
Mi risveglio e vedo arrivare un podista che corre e sale verso Voisc. Io invece riprendo a scendere ripercorrendo il sentiero di stamane. Percorse in discesa e viste dall'alto le gradinate sono anche più spettacolari. Al ponticello mi fermo per fotografare le gole scavate dal torrente poi, appena più sotto, reincontro gli operai ancora al lavoro, se stamane ci eravamo scambiati solo un saluto ora mi faccio raccontare qualcosa su quanto stanno facendo: sono partiti l'anno passato sistemando le scalinate superiori ed ora stanno scendendo a sistemare quelle situate nella parte più bassa, mi raccontano che per sistemare la pietra più grande del ponticello hanno usato quattro tronchi d'albero su cui l'hanno fatta rotolare. Il lavoro è fatto interamente a mano: piccone, badile, leve...una fatica improba ma di cui mi sembrano, giustamente, orgogliosi.
Proseguo, ripasso sotto l'arco di pietre e ritrovo il sentiero quasi in piano che attraversa i vari nuclei di Scign, reincontro uno degli alpigiani e, ben presto, eccomi di nuovo a Pont. Scendendo incontro altri due corridori e poi vengo superato dall'alpigiano di Scign che scende con la sua moto da trial.
Sono di nuovo ad Osogna, breve tour in paese e poi risalgo in auto, fino a Lugano tutto bene poi eccomi intruppata fra migliaia di frontalieri che rientrano.

Della Valle Osogna Giuseppe Brenna dice che "riserva un grande dislivello, tante ore di cammino e un mondo in cui si può ancora fremere di meraviglia"...come non dargli ragione: pur non avendo risalito che metà vallata gli oggetti di stupore sono tanti, ad iniziare dalle magnifiche scalinate che la risalgono con passaggi a picco sul torrente, poi i nuclei ancora evidentemente frequentati, la flora che , visto il dislivello, spazia dalle specie di pianura a quelle più tipicamente alpine.
Chiaramente mi è venuta voglia di andare a vedere anche la parte superiore di questa stupenda valle, magari attraversando il Passo del Mauro per scendere alla Capanna Cava.

Hike partners: paoloski


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Comments (2)


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Sent 12 June 2014, 10h03
Bel giro, tanto dislivello e tanto "wild" !
Un assaggio del giro di cui parli nelle ultime righe ... lo trovi
qui
In alto il pianoro dell' Alpe d'Orz è uno spettacolo davvero !

paoloski Pro says: RE:
Sent 12 June 2014, 11h32
Ciao,
in effetti questo è stato un giro esplorativo: anch'io pensavo di raggiungere il passo del Mauro, l'Alpe Motta, e l'Alpe Orz, e magari qualche cima, dalla capanna Cava. Da quanto ho visto occorrerà aspettare la fine di luglio o il mese di agosto: adesso c'è ancora tantissima neve.
Grazie delle informazioni, ne terrò conto.
Buone gite, Paolo


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