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La Val d'Osogna e gli Alpi di Stabbiello (1754m) e di Basso (1805m)


Published by Simone86 , 2 January 2017, 10h27.

Region: World » Switzerland » Tessin » Bellinzonese
Date of the hike:26 December 2016
Hiking grading: T3+ - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: Gruppo Torrone Alto   Gruppo Pizzo di Claro   CH-TI 
Height gain: 1770 m 5806 ft.
Height loss: 1770 m 5806 ft.
Route:26 Km
Access to start point:OSOGNA (TI-CH), possibilità di parcheggio gratuito/libero nella piazzetta in centro paese.

Prologo

Dopo la straziante mangiata natalizia (e conseguente malessere per il troppo vino) non so proprio che fare. Avendo valutato opzioni più brevi e facili, cambio idea appena superato il Monte Ceneri per esplorare qualcosa di mai visto. Per esempio infilarmi nella valle alle pendici della mastodontica parete di Osogna per osservarla da altri punti di vista. Questa parete, detta dei Trenta Sassi, è un mostro verticale di oltre 1000m ed è un pregiato miele per i più duri alpinisti sulla piazza. E’ un giro che misi in programma tanto tempo fa, sempre rimandato per via della sua lunghezza (che mai avrei pensato fosse così marcata). Per il resto, con poche informazioni e uno screenshot fatto tempo addietro, decido di salire ed esplorare… come va, va, se si fa troppo dura torno indietro… Col senno di poi avrei preferito conoscere la storia della valle e della sua riserva naturale prima di avventurarmici, anche se la scoperta graduale “in loco” delle sue ricchezze mi ha lasciato una profonda impronta positiva. Escursione consigliata particolarmente a chi ama gemellare natura, uomo, storia, avventura e …fatica!

 

Cenni culturali della Valle d’Osogna

Non sentendomi di emulare la favolosa e lunga descrizione qui presente cercherò di sintetizzarla e schematizzarla al massimo (ahimè, qual’arduo compito!) Consiglio però, per l’appassionato, una lettura più dettagliata a questo link

Come accenna il Brenna, per apprezzare le meraviglie della Val D’Osogna bisogna essere disposti a camminare molte ore lungo percorsi sfiancanti. Si verrà ampiamente ripagati da tutte le sue bellezze: ponti in sasso, esposte scalinate, marmitte scavate dall’acqua, ambienti silenziosi e preservati.

Questa valle, sospesa a centinaia di metri dal fondovalle, presenta un accesso straordinariamente angusto e impenetrabile. Rispetto a molte altre valli circostanti, l’antropizzazione della valletta è iniziata molti secoli dopo (si dice solo 500 anni fa). L’accesso è stato fatto costruire dopo il 1600 da un luogotenente locale (tal Pellanda) in cambio dell’usufrutto di alcuni territori in quota (pascoli ecc..). Egli ha provveduto alla costruzione di due ponti in sasso e di tutta la rete di scalinate in pietra. Attraverso profonde gole e raschiando centimetri al duro granito è stato in grado di portare l’accesso alla parte alta della valle. Il primo ponte, a quota 950m, originalmente nominato d’Incigno (in quanto posto appena sotto Scign) è oggi detto Pont da Sass o da Sabion. La gola che sorpassa è un gioiello della natura, ricca di pozze e marmitte scavate dalla persistenza dell’acqua. L’altro ponte, detto Pont de la Sera, è a Merisciolo, 1230m, ed è leggermente più grande. Si chiama cosi probabilmente perché ai tempi si costruiva una “serra” (una diga) per accumulare l’acqua e il legname tagliato. In seguito smottando di botto la costruzione, tutto il legname sarebbe scivolato verso valle (metodi discutibili, oggigiorno, ma allora…).

Le scale e le passerelle in pietra, lungo tutto il percorso da Pont a Scign, sono un opera grandiosa dell’uomo che ha lottato con le sue forze e la sua intelligenza per superare le inaccessibili barriere imposte da madre natura; che ogni tanto mostra i denti: crolli e frane non sono insoliti nell’arco delle decadi. Ora, l’interesse storico e naturale della Riserva Forestale fa si che questa grande impresa dell’uomo sia conservata in quieto vivere con la naturale ricrescita del bosco e dei suoi abitanti.

 

 

Descrizione del Percorso  

Dal centro di Osogna q274 gli evidenti cartelli portano dapprima su una stradina asfaltata, poi, in seguito ad un bivio, si sale decisi nel bosco di fondovalle passando da Gaggio q504 e raggiungendo in breve Pont q753. Pont è una splendida oasi ben mantenuta, vi sono molte case ben ristrutturate e una serie di alberi di interesse naturalistico: castagni secolari (tra i più grossi del Ticino), noci secolari e altre conifere importanti.  Qui, all’accesso del paesino, un preciso cartellone informativo esplica tutte le informazioni sulla valle e sulla sua storia.

Si prosegue seguendo gli impeccabili bolli rossobianchi verso Merisciolo. La sezione tra Pont e Scign è la più affascinante. Qui sono presenti le famose scalinate a picco su altissimi baratri, sempre larghe e sicure, pericolose oggi solo in alcuni tratti per via delle infide foglie.. ma la catena di sicurezza è sempre presente. Si passa il Pont da Sass e si risale ripidi fino a Scign q1133, dove una cappelletta accoglie le fatiche del camminatore. Una fontanella è presente poco più avanti. Qui un lungo tratto in falsopiano e leggera salita porta fino a Merisciolo q1206 (altra fontanella, l’ultima aperta, oggi). Non incontro anima viva e non accadrà per tutto il giro (tranne a Pont durante il rientro). Avverto già la fatica a causa della drammatica giornata precedente, ma decido di non mollare almeno fino all’Alpe Stabbiello. Passando dall’altra parte della valle per mezzo del Pont de la Sera si lascia la comodità del sentiero ufficiale per entrare nella Riserva vera e propria.

Qui i sentieri si fanno stretti, infidi e sono lasciati un po’ più nelle mani di madre natura. Le foglie sono terribili, temo già il ritorno.  Si entrarà in seguito nel famoso bosco di abeti bianchi tanto accennato dalle guide. Alcuni tratti sono un po’ aerei ma gestibili e facili. La paura più grande mi assale quando avverto alcune scariche di sassi provenire attorno a me. Credo fossero sassi, o alberi, non saprei dirlo. Sta di fatto che dopo 4 o 5 scariche in mezz’ora inizio davvero a farmela sotto.. non so se continuare o meno. Sono da solo e la persona più vicina è probabimente a 3h sotto di me… Oltretutto sto facendo una fatica disumana, come se lo zaino pesasse 20kg, non c’è forza oggi…Faccio una pausa ristoro e poi decido di ripartire. Un’altra scarica di sassi, molto vicina questa volta. Supero velocemente una goletta molto franosa, forse sono caduti da sopra.

Proseguo seguendo gli “unofficial triple orange”, ovvero la marcatura fai-da-te presente in questa parte. In breve degli altri cartelli (bianchi, molto insoliti) mi incoraggiano a proseguire per l’Alpe di Stabbiello, q1754, che raggiungo con molta stanchezza. La posizione di quest’Alpe è idilliaca, la vista sul gigante imperatore locale, il Torent Alto, e sulla Cima d’Orz sono da togliere le parole. Salii la Cima d’Orz con Bruno e Filo nel 2011 dalla Val Calanca, ma vederla da questa prospettiva è davvero bellissima quanto inquietante! Decido, guardando la mappa di salire alla Cima di Stabbiello. Tagliando per il bosco lungo una traccia ben visibile mi allaccio al sentiero non proprio ufficiale che prende la cresta S della Cima di Stabbiello. Non ci sono marcature, solo una esile traccia. Dopo poche centinaia di metri la traccia pare passare su un’esposta cengia erbosa a W. Mi ci avvicino ma dopo alcuni tentativi preferisco evitare, da solo non me la sento, oltretutto le scarpe su quest’erba non tengono al 100%. Giro attorno e provo ad arrampicare su alcuni balzi rocciosi ma dopo pochi minuti sono costretto (per sicurezza) a tornare indietro. Nulla di difficile tecnicamente ma ci voleva almeno un compagno per proseguire, cosi rischio di mettermi nei casini e da solo non mi pare il caso.

A malincuore decido di tornare indietro e andare verso l’Alpe di Bassa. Sbaglio strada (mi trovo davanti un burrone), torno indietro e riaggancio il sentiero giusto. Dopo 5min arrivo all’Alpe di Bassa q1805, anch’esso un balcone panoramico ma solo verso le cime occidentali della Riviera. Fin’ora oltre 1700 di dislivello e 15km, davvero un percorso lungo. Mi fermo 10’ ad ammirare il paesaggio, poi decido di scendere perché sono preoccupato per le scariche di sassi e le numerose foglie sul sentiero. Avvertirò altre due scariche durante la discesa, mentre le foglie sono meno problematiche del previsto.

Scendo di corsa e in breve sono a Merisciolo e poi a Scign dove finalmente posso pranzare. Poi con calma si scende a Pont dove incontro una mamma sportiva con la giovane figlia stanca e annoiata per la faticosa salita. 4 chiacchere e poi giù ad Osogna dove ammiro la lucente parete Trenta Sassi con la luce del tramonto prima di ripartire per casa.

 


 

Distanza: quasi 27Km

Dislivello: circa 1770m

Tempistiche in ascesa: Osogna – Alpe di Stabbiello: 3h10’ con pause, 10’ in più per l’Alpe di Bassa se si evitano deviazioni.

Tempistiche in discesa: 2h15’ + altri 30’ di pranzo

NB. Le tempistiche dei segnavia sono decisamente più larghe, per sicurezza attenersi ad esse.

 

 

 


Hike partners: Simone86


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Comments (9)


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Sent 2 January 2017, 11h13
Gran bella relazione : BRAVO Simone... e BUON ANNO!

Sent 2 January 2017, 11h24
Ora che le ho appena viste, COMPLIMENTI anche per le belle foto...

Simone86 says: RE:
Sent 2 January 2017, 17h59
Grazie Mille e..buon anno anche a voI!

ciolly says:
Sent 2 January 2017, 19h05
Bella vallata...
...peccato solo che tutti i bivacchi... saranno una ventina... siano chiusi...
A me è andata bene... sono stato fortunato a trovare le chiavi "strada facendo"...
... Se vuoi in futuro passare qualche giorno in questa vallata devi rivolgerti al patriziato... se cerchi su internet c'è un po' tutta la storia... e farti consegnare personalmente le chiavi... una copia va bene per tutti i bivacchi... da un delegato concordando una tariffa che da quel che ho capito dovrebbe essere a offerta.
I bivacchi sono tutti un vero gioliello... stufa, legna, luce a pannello o lampade a gas con scorta bombole, vivande varie, bla,bla,bla...
C'è tutto quel che serve, logicamente tenuto in ordine impeccabile... non una briciola per terra!!!
Adriano

Simone86 says: RE:
Sent 2 January 2017, 23h19
Ciao Adriano, avevo letto attentamente anche la tua relazione, questi tuoi dettagli sono molto utili, la valle merita i suoi tempi. In alto si apre un altro mondo, molto ampio e ricco di cime molto impegnative, bisognerà tornarci.
Grazie e buon anno!

Poncione says:
Sent 2 January 2017, 19h17
Valle affascinante... grazie per avercela mostrata nella sua rara bellezza. Ciao

Simone86 says: RE:
Sent 2 January 2017, 23h17
Consiglio a tutti noi piccoli "esploratori" l'avventura in questa valle, fin su alle pendici della B.tta Alta (magari in 2gg per gustarsi appieno il luogo)

danicomo says:
Sent 2 January 2017, 20h47
Bella....
Con il dislivello fatto avrai smaltito il vino, alla grande....

Simone86 says: RE:
Sent 2 January 2017, 23h17
Fin troppo, totalmente disidratato nonostale 1L e mezzo di acqua finita in brevissimo!


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