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Fiasco alla Scaravini


Published by gbal , 31 August 2013, 09h35. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:29 August 2013
Hiking grading: T4 - High-level Alpine hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 4:00
Height gain: 727 m 2385 ft.
Height loss: 727 m 2385 ft.
Route:7.3 km
Access to start point:Varese-Gallarate-A22-Verbania-Omegna-ValStrona-Forno
Maps:Trek Map Italia

Giulio (gbal) dice:

Mi sono chiesto se avesse senso pubblicare questa relazione; di solito lo scopo è quello di comunicare una vittoria, il raggiungimento di una vetta e invece qui parliamo di un fiasco, di una sconfitta. Anzi, nel mio caso questo era il terzo tentativo di raggiungere la Cima Scaravini (o Scaravine come la chiamano i locali) partendo da Forno Valstrona (vedi: Rel.1 e Rel.2).
Ma a ben pensare c’è innanzitutto un motivo di onestà: la vita non è fatta solo di gioie e anche dei dolori bisogna parlare; inoltre comunicare ad altri i problemi e le difficoltà incontrate oltre che occasione di auto-riflessione può essere utile a colui che intendesse ripetere l’esperimento.
Questa volta ho un compagno a tentare con me, Emiliano, alias Poncione che porta in dote un bell’allenamento maturato con le sue recenti gite.
Consultiamo il Vate della meteo che valuta giovedì giornata migliore di mercoledì; obbedienti saltiamo la stupenda giornata di mercoledì e partiamo per la Val Strona giovedì……che nel primo mattino ci regala già un temporale notturno (alla faccia delle previsioni!).
Però, giunti a Forno costatiamo che il tempo è buono e ce ne rallegriamo mentre iniziamo a camminare.
Sapevo cosa mi aspettava; i due tentativi precedenti mi avevano insegnato quanto selvaggio fosse questo versante Ovest della Scaravini e quanto fosse difficile rintracciare la retta via nella faggeta sovrastante l’Alpe Cinque Fontane. Ma ero ottimista: le volte precedenti era inverno, c’erano 20 cm di neve che nascondevano la maggior parte dei rari segnali; oggi sarebbe stato diverso, di sicuro.
Infatti….già facciamo un piccolo girotondo all’Alpe Cinque Fontane prima di capire che il giusto sentiero era quello che sembrava entrare in una casetta ma, anche se camuffato, andava seguito. Arrivati a ca. 1250m nel bosco dove l’ultima volta avevo fatto dietrofront proseguiamo e attraversiamo il letto di un torrente secondario riemergendo sulla sua sponda dx. Poco più avanti intravedo una traccia di sentiero che va verso sx munita di un confortante ometto che ci rassicura dopo la carenza degli ultimi segnali B/R. Avanti, avanti, sali, sali nel bosco ma i segnali scompaiono; si formulano teorie: Emiliano opta per traccia di animali, io dico che stiamo seguendo la giusta traccia programmata sul GPS. Raggiungiamo q.1450m ca. e il sentiero o presunto tale muore in una distesa di rododendri che avrebbe scoraggiato chiunque. Ai nostri sguardi esplorativi l’isola verde si presenta vasta e continua ed è posta tra un secondo torrente e la faggeta che continua ripidissima. Comincio a pensare di essere incappato di nuovo in un sentiero giusto sì ma ormai senza la minima manutenzione e non più percorso da alcuno. Allora, dopo un conciliabolo, decidiamo di tornare sui nostri passi per rintracciare l’ultimo segnale B/R scorto e capire poi cosa fare. Dopo un po’ di difficoltà anche per ritornare ecco che improvvisamente vediamo il nostro B/R! (Wow) A questo punto aguzziamo la vista e scorgiamo qualche altro segno che indica una direzione diversa dall’ometto; allora pensiamo che sia stato stato posto lì da un buontempone per cui mi affretto a distruggerlo. Riduciamo mentalmente il nostro programma per via del tempo sprecato e seguiamo i nuovi segni fino a raggiungere i ruderi dell’Alpe Pociola anch’essa a q.1420m ca.
Qui però  osserviamo la severa cresta che ci sovrasta e costatiamo che mentre ci divertivamo a giocare a nascondino nel bosco delle nuvole scure avevano avvolto la parte sommitale della cresta della Scaravini. Inoltre il sentiero continuava a non esistere; si vedevano solo i rari segni B/R ma l’erba folta celava qualunque traccia di passaggio.
In quelle condizioni ho ritenuto meglio piantarla lì piuttosto che trovarsi immersi nelle nuvole una volta in cresta e dover organizzare un avventuroso rientro in un ambiente così ostile.
Scesi nel letto del torrente asciutto attraversato all’andata ci siamo divertiti a risalirlo un po’ tanto per vedere dove andava: a casa, con calma ho scoperto che può essere una delle vie di salita alla Scaravini perché termina a ca.1860m di altezza. Forse un po’ duro come sentiero….ma anche il nostro non scherzava!
Abbandonati i giochi, un po’ a malincuore siamo tornati a Forno dove abbiamo pranzato; poi un caffè all’Albergo del Leone e quattro chiacchiere con le due simpatiche proprietarie hanno fatto tornare un po’ di buonumore. Un conforto? Le due signore ci hanno raccontato che non molto tempo fa dovette intervenire il Soccorso Alpino proprio lassù per recuperare un plotoncino di scout avventuratisi sulla cresta Scaravini.
A casa un ulteriore esame di coscienza fatto per tacitare la sensazione di essere gli ultimi “pirla” di questa terra mi rivela che le due gite ispiratrici erano state fatte da altri a fine Settembre e a fine Novembre quindi senza neve (che c’era nei miei precedenti tentativi) e sicuramente con meno vegetazione rispetto ad oggi.
Quindi…..ci riproverò a breve, questo è sicuro!


 

Emiliano (Poncione) dice:

[modalità antipatico on] Più chiaro di così Giulio non poteva essere... mi preme soltanto dire che chi ha avuto la "bella idea" di tracciare questo sentiero con tanto di (rari) segnavia, avrebbe anche il dovere non dico tanto, ma una volta all'anno - come regolarmente fanno le serissime società escursionistiche ticinesi, da cui TANTO TROPPO noi italiani abbiamo da imparare, ma seguitiamo ad ignorare la lezione - di controllare che tali itinerari restino fruibili e percorribili in sicurezza per chi (specie i "forestieri") osi avventurarsi.
 Perchè la "Wilderness" è una gran bella cosa, specie se la si sa gustare, ma è anche vero che uno lo sa e parte preparato... ma se uno ha un obiettivo e deve fare dietrofront - non una ma TRE volte - per l'incuria che va ad aggiungersi alle già evidenti difficoltà oggettive dell'itinerario, allora proprio non ci siamo.
Mi spiace soprattutto per Giulio, che anche stavolta ha bevuto l'amaro calice della "sconfitta", il quale ci teneva davvero tanto a fare questa cresta Scaravini, ma mi spiace ancor più essere polemico e constatare ancora una volta che l'erba del vicino è sempre più verde.
Purtroppo però questo non è solo uno stupido e scontato modo di dire, ma è la pura e dura verità. Non, per carità, che anche in Ticino ciò non possa accadere (vedi avventura di igor al Pizzo Strega e dello stesso gbal al Motton), ma ciò che oltreconfine è eccezione molto spesso da noi è regola, ed a quote ben inferiori. E, per evitare di essere ulteriormente antipatico aggiungo che odio dire quello che sto dicendo, e ne farei volentieri a meno: non sono anti-italiano o filo-svizzero, ma solo obiettivo, lo dico a scanso d'equivoci. 

Peccato, perchè da quel poco che ho potuto vedere, litigando e sbuffando con un itinerario davvero selvaggio, i posti sono davvero stupendi e meriterebbero miglior sorte e miglior cura: allo stato attuale non me la sento affatto di fare buona pubblicità a questi luoghi, specie a chi non li conosce. [modalità antipatico off]

 


I tempi:

Località

Tempo parziale

Progressivo

Parcheggio Forno

0

0

Alpe Cinque Fontane

0:33

0:33

Stop ai rododendri (q.1442)

1:13

1:46

Ruderi A. Pociola (q.1422)

0:33

2:19

Parcheggio Forno

1:41

4:00


 

Pillole….del giretto:

Dislivello                     727 m
Lunghezza totale      7,3 km

Tempo totale           4h00’


Hike partners: gbal, Poncione


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Comments (33)


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rochi says:
Sent 31 August 2013, 10h21
Sarà anche stato un fiasco, il tentativo alla Scaravini, cari Giulio ed Emiliano, ma, almeno, dalla relazione escono un paio di innegabili verità:
quelle di "senso", enunciate da gbal riguardo all'onestà intelletuale dei frequentatori di montagna e quelle pratiche, vedi la denuncia di poncione sullo stato approssimativo della sentieristica italiana rispetto a quella elvetica.
Già questo mi deve far dire: Bravi!!
E tuttavia, pure la sgamellata alla frustrante ricerca della retta via (ne so qualcosa) non deve essere ritenuta disprezzabile.
Ciao.
Rocco.

gbal says: RE:
Sent 31 August 2013, 14h30
Grazie Rocco. Sarà per la prossima....forse, non importa. Quanto allo stato dei sentieri ci vorrebbe il giusto compromesso per lasciare comunque il gusto dell'avventura senza far incorrere il malcapitato in avventure pericolose lasciandogli credere che non potrà perdersi.
Ciao
Giulio

Poncione says: RE:
Sent 31 August 2013, 23h22
Son perfettamente d'accordo con quanto scrivi... non si chiede la luna qui, ma solo un minimo di rispetto verso coloro che tali itinerari percorrono, cioè gli escursionisti e gli amanti della montagna in genere. Insomma, se persino i Boys Scout hanno avuto bisogno del soccorso alpino per uscirne sani e salvi, francamente mi pare che qualche problema ci sia.

numbers says: Rinunce
Sent 31 August 2013, 12h16
So bene quanta rabbia e frustrazione ci siano nell'ammettere una "sconfitta".
Ma anche tanto onore e saggezza!
Bravi comunque!!!
Ciao

gbal says: RE:Rinunce
Sent 31 August 2013, 14h32
Grazie Mario.
In tutti i campi le vittorie si raggiungono con tanti tentativi e sacrifici. Chi non ne fa menzione....mente.
Ciao
Giulio

Sent 31 August 2013, 21h44
Conosco bene la Tua caparbietà, grande dote.
La testardaggine nuoce, soprattutto per una cima
che hai già salito. Ciao, Giulio.
roby

gbal says: RE:
Sent 1 September 2013, 14h38
Caro Roby, hai due testone in famiglia (Tigno & Roby) e conosci bene il genere. Però pensa che ogni cima come una bella donna si presenta con una toilette diversa e più affascinante a seconda del lato da cui la si guardi perciò.....sai che non mi fermerò qui.
P.S.: E quando rientrerai dal mega giro domenicale guarda la tua foto sul traverso e senti cosa ti dico :-):-)
Ciaooooo

Poncione says:
Sent 31 August 2013, 23h18
Grazie per i vostri commenti e per la comprensione, anche riguardo alla parte polemica, che non mi ha fatto molto piacere scrivere, francamente.
A me è spiaciuto soprattutto per Giulio, che teneva molto a fare questo itinerario... ma son sicuro che si rifarà presto, molto presto.

maxcross1 says:
Sent 1 September 2013, 02h17
Avete mai provato a tracciare un sentiero e/o mantenerlo tracciato poi?

gbal says: RE:
Sent 1 September 2013, 14h54
Io non ho mai tracciato un bel niente nè sarei in grado di farlo. Ho vissuto (solo in vacanza) in prima persona la vita dei miei parenti materni in una zona che hai visitato (http://www.hikr.org/tour/post37853.html) e capisco che a quel tempo erano proprio i contadini e gli alpigiani a tenere battuti e puliti i sentieri. Ora hanno indossato tute blu e camici bianchi e vivono lontano da quei luoghi. Personalmente, se hai letto le mie relazioni, a me piace proprio l'ambiente selvaggio, un po' Indiana Jones, ma se parto con l'idea di aprire una via nel bosco più fitto è un conto. Se trovo un unico cartello (http://www.hikr.org/gallery/photo1030579.html?post_id=61677#1) che mi dice Cima Scaravine 3h00' e quattro segni B/R sbiaditi mi aspetto che almeno questi continuino in modo visibile; fa niente se l'erba, arbusti e rododendri me li debba pestare io. Tutta la manutenzione che auspico io è che il CAI (pagato x questo), la ProLoco, i montanari che pur matengono un Circolo Operaio e un Albergo sperando di richiamare ospiti vadano ogni tre/quattro anni a ripercorrere il sentiero con una latta di bianco e una di rosso e rinfreschino la segnaletica. Con l'occasione potrebbero verificare se le tre ore dichiarate hanno senso o se sono solo frutto della divisione: 1200m : 400 m/h = 3h (La ns. media in quel tipo di sentieri è stata a malapena di 300 m/h).
Ciao
Giulio

maxcross1 says: RE:
Sent 1 September 2013, 17h28
Sia che il lavoro di verifica/manutenzione venga fatta dal cai o dai contadini o dalla proloco, sempre lavoro di volontari e'. E non è semplice verificare di continuo il lavoro fatto negli anni precedenti. Non è il fatto che hanno indossato camici bianchi o tute blu. Chi li percorre potrebbe contribuire a manutenerli/controllarli/..... . E poi siamo in Val Strona . . .

gbal says: RE:
Sent 1 September 2013, 17h43
Non ti seguo caro MaxCross1.
Primo: il CAI riceve un contributo statale (finanziamento!) per la manutenzione della sentieristica e in questa veste NON sono volontari ma retribuiti (DA NOI).
I volontari sarebbero i locali....se ne hanno voglia.
Secondo: gli occasionali visitatori che magari è la prima volta che vanno nella zona non ce li vedo proprio a verificare/controllare/manutenere cose che non conoscono e che anzi si aspettano essere già segnalate.
La verifica dei sentieri con pennello e vernici da parte di chi già li conosce è una "passeggiata"; da parte dell'occasionale che non conosce direi che è improponibile (e poi non vedo perchè dovrebbe visto che la ricaduta turismo beneficia i locali).
Quanto alla Val Strona....non è certo il terzo mondo!

maxcross1 says: RE:
Sent 1 September 2013, 18h02
Non serve pennello e vernice. Comunque OK. Ad una prossima escursione insieme

Poncione says: RE:
Sent 1 September 2013, 23h33
Personalmente no, ma non mi spiacerebbe affatto.
A volte basta la buona volontà e passione di UNO (o di POCHI), che quella di MOLTI, d'altronde.
Nella zona in cui abito sto, appunto, provvedendo personalmente a tracciare e bollare un sentiero da rendere fruibile agli altri - compresi i "forestieri" se possibile - senza che questi si perdano o corrano pericoli: ci metterò un po', ma pazienza... la sicurezza prima di tutto.
Anche perchè se aspettiamo CAI, Comunità montane e quaquaraquà di turno stiamo freschi: volontari lo si è coi fatti, senza troppe parole e strombazzamenti.

maxcross1 says: RE:
Sent 9 September 2013, 10h53
Ciao,
concordo basta la buona volontà e passione. Si potrebbe segnalare a chi di competenza cosa si è trovato, e “sperare in un aggiornamento”. Nella eventuale successiva escursione si potrà constatare l’aggiornamento o provvedere almeno in parte all’aggiornamento stesso. La montagna non è facile, e i sentieri di conseguenza non è facile tenerli aggiornati, con l’abbandono della montagna ancora di più. Un tempo l’aggiornamento era reso facile in quanto i sentieri erano anche percorsi dalla gente del posto, ora è impossibile sperare che ovunque si vada, cai, comunità montane o altri riescano a provvedere a tutto quanto. Purtroppo ad oggi si pensa che tutto possa essere più semplice : c’è internet.
Ciao e buona montagna

igor says:
Sent 1 September 2013, 08h44
Me lo domando anche io perché certi itinerari non vengano marcati,come in svizzera e come vedo ora anche in Italia .
Non commento sullo stato dei sentieri in Italia perché non ne so nulla essendo sempre piantato in Ticino posso cmq dire che in certe condizioni e comunque meglio tornare indietro
Che qui non si scherza!
Penso comunque che la prox volta riuscirete nel vostro intento.
Gbal non prendertela scegli un altra metà come ho fatto io emiliano tu ti sei già riscattato ciao grandi!



gbal says: RE:
Sent 1 September 2013, 14h57
Grazie Igor.
So già da Poncione che la vostra bella soddisfazione ve la siete presa sabato come so che questa (almeno per me) non dipende solo dal nome della cima o dalla sua altitudine, anzi a volte ho sentito più mia una vetta minore che una celebrata.
Alla prossima Igor e complimenti.

Sent 1 September 2013, 09h04
Ma vai tranquillo Giulio, anchio ne ho parecchi persi in questa vita montanara,e ne non ha ancora finito.
ciao Giulio

gbal says: RE:
Sent 1 September 2013, 14h58
Grazie Luciano.
Lo so che anche tu tante volta hai portato a casa tanta fatica e magari solo la rabbia per dover tornare a finire l'opera.
Ciao

peter86 says:
Sent 1 September 2013, 10h31
Ciao Giulio,
questa salita ormai sta diventando una sfida invincibile, ma conoscendo la tua caparbietà sono sicuro che ne verrai a capo!!
Putroppo la constatazione di Emiliano è assolutamente vera.
Lo stato dei sentieri italiani è decisamente peggiore rispetto a quello dei sentieri svizzeri: le indicazioni sono carenti, i segnavia spesso vecchi e scoloriti e molti sentieri sono ormai inghiottiti dalla vegetazione.
Non dappertutto e non in tutti i sentieri ovviamente, ma in molti casi è così.
Anch'io, che non sono un amante dell'avventura e cerco di stare sempre su percorsi ben segnati, mi sono qualche volta perso su sentieri che all'improvviso svanivano nel nulla, mentre in Svizzera non mi è mai successo.
Non sono d'accordo però sul non fare buona pubblicità alla Valle Strona, è una valle stupenda in cui ci sono anche tanti itinerari ben marcati!
Ciao
Pietro

gbal says: RE:
Sent 1 September 2013, 15h04
Caro Pietro, Emiliano ha avuto il suo battesimo di Val Strona imbattendosi in questa disavventura e ne è rimasto spiacevolmente impressionato. Per me è diverso; io ne ho fatte un po' da quelle parti, non solo la Scaravini (che se sali da Massiola non presenta problemi) e amo tuttora questa splendida valle ricca di storia che trasuda le fatiche dei suoi abitanti e che dopo un angusto percorso termina nella bella Campello Monti.
Purtroppo non è indenne dal fenomeno della migrazione a valle dei suoi abitanti e quello che tocchiamo con mano è questa incuria dei sentieri che però, come ho detto sopra, già due latte di vernice ed un pennello potrebbero mitigare.
Quindi.....viva la Val Strona, visitatela e.....battete i suoi sentieri!
Ciao

Vatar says:
Sent 1 September 2013, 17h31
Ciao Boys (no scout)

a mio parere avete fatto bene a pubblicare questa "sconfitta" in un ambiente così ostile...preferisco leggere questo genere di pubblicazioni ad altre che tendono a mettere in mostra la superprestazione e non danno nemmeno un'indicazione del percorso...
Per quanto riguarda le condizioni dei sentieri sicuramente ha ragione Emiliano, io parlo per la mia zona, in Val d'Ossola non è da molti anni che hanno iniziato a posare delle indicazioni e segnare i sentieri, quello che è successo a Pietro è successo molte volte anche a me e la cosa non è simpatica.
Forza Giulio non abbatterti, anzi, vedrai che la prossima volta sarà quella buona e avrà un sapore ancora migliore!

Bravi comunque!

Adry.

gbal says: RE:
Sent 1 September 2013, 18h23
Ciao Adry! Grazie del Boy (negli Scout non prendono più nè me nè Emiliano :-):-)
No che non mi abbatto; non ci penso neanche perchè sono abituato a smazzarmi sia in montagna che nella vita.
Anzi....come molti masochisti quasi mi diverto :-):-)
Peccato che ogni puntatina alias tentativo in quel di Forno costino ca. 45 Eur A/R ma è lo scotto da pagare (sarebbe meglio 1 sola volta che 4!)
Ciao
Giulio

Sky says: Qualche commento in amicizia...
Sent 1 September 2013, 20h43
- ogni salita (non banale) è interessante.. anzi, un fiasco può esserlo ancora di più, perchè può essere di spunto (in positivo o in negativo) anche per gli altri..
- avendo battuto sentieri sia italiani che svizzeri, conosco bene la differenza nella segnalazione.. un plauso agli svizzeri !
- per ultimo, mi fa sorridere come in alcuni casi (vedi via alta Carassino, Poncione del Venn, etc.) le segnalazioni sono troppe, in atri casi sono poche....
Ciao a tutti e complimenti per la tenacia !
Luca

gbal says: RE:Qualche commento in amicizia...
Sent 1 September 2013, 21h42
Grazie anche per la tua opinione Luca.
Ciao
Giulio

Poncione says:
Sent 1 September 2013, 23h22
Grazie ancora per i vostri commenti, precisi e puntuali.
Solo un dettaglio... quando dicevo che quest'itinerario non meritava "pubblicità" mi riferivo appunto allo stato di questo sentiero, e non certo all'intera Val Strona, che non conosco affatto, ma che le parole di Giulio mi hanno dipinto positivamente.
E, da quel poco che ho visto, seppur da lontano, come non dargli ragione?
Saluti.

cristina says:
Sent 2 September 2013, 10h17
Eccolo che ricomincia! :)

Meglio non entrare nella diatriba sui sentieri segnati, abbandonati, lasciati al caso. Sentieri che ci sono sulle carte e che nella realtà sono spariti da anni oppure viceversa, penso siano vicende troppo lunghe e complesse e che nessuno di noi sappia veramente come funzionino le cose. Di certo con l'abbandono delle montagne molti sentieri spariscono perchè nessuno ci passa ed è quello ciò' che tiene in vita principalmente un sentiero. Togliere le indicazioni che c'erano? Troppo difficile sembra. Tutti finiamo prima o poi in gineprai simili.

In bocca al lupo per il nuovo tentativo. Cri

gbal says: RE:
Sent 2 September 2013, 10h32
Tutti ci finiamo ma quando poi si riesce c'è più "sugo".
Grazie x gli auguri
Ciao

zar says:
Sent 2 September 2013, 11h44
...riconosco, amico Giulio, nella tua relazione, il sapore dell'avventura, dell'impegno, dello sconforto, della tenacia, della rinvicita, della modestia e della sincerità...
...sarò l'ultimo dei romantici ma, per me, questa è "MONTAGNA"!!!
Bravi...ciao
Luca

gbal says: RE:
Sent 2 September 2013, 12h40
Grazie caro Luca.
La tua "vena poetica" con cui spieghi il tuo sentire la montagna è bellissima.
Ciao

P.S.: Averne di "romantici" così!

veget says:
Sent 2 September 2013, 21h48
Cari Giulio ed Emiliano mi splace per la vostra mancata conquista ,della Scaravini..... Purtroppo , spesso capita di commentare qualche gita andata buca,. e diventa difficile trovare le parole..... non sò se mi spiego.
Grandi saper rinunciare.
Ciao
Eugenio

gbal says: RE:
Sent 2 September 2013, 22h11
Grazie Eugenio, come vedi non abbiamo potuto darti la soddisfazione di leggere un bel resoconto come avevi auspicato.
Ma non è morto nessuno e la partita con la Scaravini/Forno verrà sicuramente chiusa.
Ciao!

veget says:
Sent 2 September 2013, 22h24
Sull' ultima frase non ho dubbi!!!
Eugenio


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