Piz Guglia/Piz Julier m.3380
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Dopo ben 2 settimane e più,decido di fare un'escursione impegnativa,invitando Giuseppe e Tilde: accettano,figuriamoci se Giuseppe rifiuta una vetta! Pero,ovviamente,Tilde non se la sente di affrontare un impegno del genere,considerato un infortunio subito qualche giorno prima,quindi e giustamente,chiarisce con Giuseppe che la sua meta sarà il lago Suvretta. Giunti al parcheggio appena fuori dal centro del paese,lasciamo l'auto e ci incamminiamo. Poi su buon sentiero che sale nel bosco,sbuchiamo sulla carrareccia,dalla quale poco avanti si stacca un sentiero che noi seguiamo. Poco dopo raggiungiamo il bivio Caschigna,dove ci salutiamo con Tilde,raccomandandogli che ci faremo sentire noi per quanto riguarda l'ora di ritrovo per il rientro. Il cartello blu,che indica percorso per alpinisti e per coloro che non soffrono di vertigini sembra esagerato,ma non lo è. Mi rendo conto che il sentiero è molto bello e senza problemi,ma per chi soffre di percorsi con fianchi scoscesi,ebbene non è del tutto esagerato. Passiamo vicino a un torrentello mentre effettuiamo un lungo traverso,poi ad una piccola sorgente,per poi entrare nel vallone dove è ben visibile la forcella. Alla forcella si arriva,tranne per gli ultimi 20 metri con un buon sentiero alla portata di tutti (a parte per quelli con problemi di vertigini). Dopo una breve sosta,visto che il tempo promette bene,decido di proseguire,avvisando comunque Giuseppe,se qual ora trovassi problemi,io torno e lui faccia come crede. Mi rassicura,dicendomi che staremo assieme e nel caso rinuncia anche lui (cosa che se farebbe,resterebbe non solo deluso,ma leggermente rammaricato,per usare un termine "leggero"dato che lo conosco,so bene che per lui rinunciare ad una cima è un "sacrilegio"). Però io non costringo mai nessuno,l'importante che se uno prende una decisione,poco consola alla sua "abitudine",non me la faccia pesare (spero di essere stato chiaro). Comunque,nonostante non sono abituato a fare percorsi aerei,noto con piacere che il percorso è ben marcato,a parte qualche punto dove è franato,prontamente vi sono state messe delle catene,di nuove ed altre ne verranno messe,dato che ho notato dei punti con fischer posizionati. In alcune zone sono state dismesse sia le catene che le transenne,ma credo che verranno sostituite con delle nuove. Il percorso,mi costringeva ad attaccarmi con due mani,quindi i bastoncini non servivano e dato che la prudenza non è mai troppa,il bradipo con una mano afferrava la catena e con l'altra la roccia (sempre testandola prima che magari se ne staccasse un pezzo): non si sa mai,le catene,come mi è capitato di vedere al Legnone,possono cedere,quindi,usiamo sempre precauzione senza mai sovraccaricare i tratti attrezzati pensando che siano più sicuri di una roccia! Tra gradini,percorsi aerei,catene e panorami mozzafiato,ecco che finalmente giungiamo in vetta,soddisfatti e in compagnia di un gruppetto di giovani Slavi (presumo,dato la parlata). In vetta sarebbe bello starci un poco,ma visto il tempo di andata,ci stiamo il necessario per qualche frutto che Giuseppe gradisce e io per mezza barretta di cioccolato: le focacce me le mangio alla forcella,dove sono sicuro di digerirle. Cosi,dopo un quarto d'ora ci incamminiamo per la discesa,dove troviamo un gruppetto di giovani tedeschi che stava salendo,provati dalla stanchezza,i quali mi chiesero quanto mancava. Io onestamente gli dissi la verità e poi stava a loro cosa decidere. Poco sotto una ragazza slava stava salendo,ma credo che abbia rinunciato visto che i sui amici stavano ritornando: questi erano veloci sia in salita che in discesa. Ebbene,dopo una bella mezz'ora,giungiamo alla forcella,dove mi gusto la meritata focaccia e qui avvisiamo Tilde,mandando un messaggio con la presunta ora di ritrovo al bivio dove ci siamo lasciati. Partiti dalla forcella,sostiamo oramai all'ombra,alla sorgente,dove la fresca acqua disseta la nostra ugola arsa,poi scendiamo al ponticello e al bivio,dove vediamo Tilde che ci viene incontro: breve sosta alla fresca ombra della valle e poi via,per far ritorno all'auto. Tilde ha apprezzato la sua modesta gita e Giuseppe...l'ambita cima,io...essere riuscito a portare a casa la pelle,alla quale ci tengo molto,molto di più che alle cime che fanno corona a questa Madre Terra. Domando: è' molto più difficile conquistare una vetta o rinunciarvi per un'alpinista od escursionista? A chi è umile,saggia risposta saprà dare,ma non basta la parola: sul campo dovrà egli dimostrare mettendo in pratica ciò che dice (se le sue parole sono vere e piene di umiltà). Come è vero che le montagne ci saranno sempre,mentre noi per sempre non ci saremo!
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