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Alpe Gavala - Valsessera


Published by atal , 20 October 2020, 22h09.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:10 October 2020
Hiking grading: T4 - High-level Alpine hike
Waypoints:
Time: 9:30

Quando diciamo Gavala pensiamo ai "famosi" Denti, al suo Castello e a quello scrigno di selvatici segreti che è il Vallone di Gavala, ma gli alpi con questo nome, di Sotto e di Sopra, sono sul versante Sud, nella Valle Strona di Pòstua, laterale della Valsessera, in un frammento isolato del comune di Agnona (oggi frazione di Borgosesia), a cui la Mappa Rabbini dedica un foglio separato, chiamato Salto della Gavalla, forse a sottolineare la distanza dal resto del territorio comunale.

La sinistra idrografica della Valle di Pòstua era divisa in sottili porzioni di territorio, ciascuna appartenente ad un comune differente (Guardabosone, Pòstua, Agnona, Isolella con il Salto Gobbia, Foresto), segno che un tempo terreni oggi improduttivi erano risorse importanti e, verosimilmente, contese tra i paesi del fondovalle, situati a diverse ore di cammino dai rispettivi "salti".

Considerazioni storiche a parte, meritava davvero questa incursione nella Valle di Pòstua, anche perché si tratta di una delle zone con vecchi sentieri meglio conservati tra quante viste fino ad ora in Valsesia. La valle presenta inoltre scorci pittoreschi sulle smeraldine lame dello Strona e ponti di legno che ricordano molto quelli della Valgrande.

Al ritorno, dopo essere saliti alla Sella della Balma, toccheremo il passo della Sbarra o della Scarpia, arditissimo e antico sentiero, in parte attrezzato, che risolve ingegnosamente l'attraversamento dell'impervio versante sud del Monte Luvot. Qui un tempo c'era una sbarra metallica per agevolare il passaggio degli alpigiani anche con i carichi di fieno sulle spalle.

Annotazioni
Il vecchio percorso di carico degli Alpi Gavala, come scopriremo in seguito da fonti locali, non è quello seguito in quest'occasione. Almeno nell'ultimo secolo, se non prima ancora, Gavala veniva caricato da gente di Postua. Questi salivano a Pian dei Fort e quindi raggiungevano l'Alpe Lanciafrust. Da Lanciafrust il sentiero saliva a Gavala di Sotto e proseguiva fino a Gavala di Sopra seguendo grosso modo il percorso che andremo a descrivere.


Il percorso
Lasciata l'auto a Roncole, con Ferruccio mi avvio al termine della strada (dove è pure presente un parcheggio, ma la logistica del giro di oggi mi porta a preferire la partenza dal centro paese) e mi incammino lungo la sterrata che si addentra nella Valle di Pòstua. In circa 45' arriviamo all'Alpe Cravoso, dove inizia il sentiero H20. Il percorso non presenta difficoltà particolari ed è ben descritto sul sito del CAI Valsessera (link). Giunti ai ruderi imboscati dell'Alpe l'Aigra, dove troviamo un cantinino a volta ben conservato, si scende ad attraversare il Rio Gavala e si prosegue seguendo un sentiero evidente con tratti costruiti, sorprendente in un luogo isolato e abbandonato come questo. D'altra parte siamo sul sentiero che, attraverso il valico della Sella Bassa, porta in Valmala e quindi a Scopa: un tempo il più importante collegamento tra il bacino del Sessera e la Valgrande del Sesia.

Dopo un breve tratto sulla destra idrografica, si guada il Rio Disiola (Gesiola sulle mappe...) poco a monte della confluenza nel Rio Gavala e si sale all'Alpe Pian at Fort (827 m), ancora utilizzato, come si può dedurre dai pomodori piantati davanti alla baita principale.

A Nord dell'alpe un sentiero evidente attraversa il Rio Gavala, scavalca una costa a Est e traversa ai ruderi dell'Alpe Ormaccio (1010 m), dove una baita con il tetto in lamiera mostra i segni di un abbandono relativamente recente. Saliamo verso Nord e, raggiunto il colmo della dorsale intorno ai 1100 m di quota, troviamo una traccia che traversa sempre verso Nord, sul versante rivolto verso il Rio Gavala.
Dopo una zona in cui il percorso si presenta incerto e superato un canale dal fondo roccioso, si incontra un buon sentiero, segnalato anche da tagli, proveniente da Est, che seguiamo in leggera discesa verso Ovest giungendo così alle imboscate rovine dell'Alpe Gavala di Sotto (1120 m). Questa parte del percorso corrisponde al tracciato visibile su CNS e IGM ed è riconoscibile anche nelle foto aeree del 1956.

A Ovest dell'alpe si scende senza difficoltà al guado del Rio Gavala. Sulla sponda opposta il sentiero, sempre segnalato da tagli, sale a tornanti prima sul fianco Est della dorsale tra il Rio Gavala e il Rio Disiola, quindi per un breve tratto sul fianco Ovest (dove una lapide ricorda l'uccisione di Enrico Canton "Pilastro" da parte della legione Tagliamento nel 1944) e infine sul colmo della dorsale stessa, fino ad un colletto. Da Ovest sale un vallone invaso dalla felci, dove passava il sentiero visibile nelle foto aeree del 1956 e ora irriconoscibile. A Est la traccia scende al guado sul Rio Gavala per poi perdersi nel fitto felceto sulla sinistra idrografica. Il riferimento sono gli alberi più alti del versante, ai cui piedi troveremo i miseri resti dell'Alpe Gavala di Sopra (1423 m) al termine di una faticosa risalita in quello che un tempo era il pascolo dell'alpe.

Fino qui circa 5 ore da Roncole, tutto compreso.

Al ritorno cerchiamo il vecchio sentiero, segnato sulle mappe, che saliva al Colle della Balma, dove passa anche il percorso segnalato che porta in Cima al Castello di Gavala. Traversiamo in piano nel canale a Est dell'alpe su una traccia evidente e, raggiunta la costa opposta, saliamo con percorso libero un ripido versante di erba e roccette raggiungendo così il Colle della Balma (1625 m) dove passa il sentiero 715, che seguiamo verso SE scavalcando l'erbosa cima del Terraggiolo e parte della dorsale successiva. Prima di salire verso il Monte Luvot, prendiamo quindi il sentiero della Sbarra o della Scarpia (726). Il primo tratto della traversata si svolge su ripidi pendii erbosi dove la traccia sarebbe irriconoscibile se non fosse per i segnavia. Giunti su una spalla, il sentiero si abbassa in una ambiente roccioso molto suggestivo che ricorda le Strette del Casè, in Valgrande. Si superano dei passaggi esposti con l'ausilio di attrezzatture in buono stato, senza le quali procedere sarebbe un azzardo. Saliamo nell'erba alta per raggiungere nuovamente il sentiero 715 sulla dorsale e procediamo senza difficoltà particolari fino alla Sella della Rosetta, dove imbocchiamo una scorciatoia (segnalata) per traversare sul versante della Valle Strona fino a San Bernardo, evitando la sommità del Monte Tovo. A San Bernardo prendiamo il sentiero 725 che ci riporta a Roncole, dove si chiude l'anello.

Hike partners: atal


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Comments (2)


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Sent 21 October 2020, 11h32
Finché ci sono i pomodori, c'è speranza ...

(Ottimo corso, splendide foto, ancora una volta!)

atal says: RE:
Sent 21 October 2020, 15h51
Grazie Christian, mi fa piacere che il Sud sia stato apprezzato...


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