MTB - Quel birbante del Sentiero 12 - Campo dei Fiori


Published by gbal , 21 October 2019, 17h25.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:27 September 2019
Hiking grading: T3+ - Difficult Mountain hike
Mountain-bike grading: AD - Technically demanding
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 4:15
Height gain: 685 m 2247 ft.
Height loss: 675 m 2214 ft.
Route:17,5 km (vedi report)
Access to start point:In auto: casa-S.Ambrogio-Parcheggio sotto 1a Cappella
Maps:OSM

Downhill…bella parola, incomprensibile come tutti gli anglicismi che ora popolano il nostro italiano corrente. Ma quando ti documenti un po’ capisci che non è un’attività da prendere sottogamba. È un po’ come le prime uscite in parete o in ferrata: spesso ti frega la paura. E la paura anche qui ti può far cadere facilmente di fronte alla difficoltà proprio quando non sarebbe il caso. Certo i danni sono in genere più limitati ma a nessuno piace tornare a casa con escoriazioni varie, nella migliore delle ipotesi. E allora perché lo vuoi fare, si potrebbe dire. Perché i progressi comunque arricchiscono la tua autostima, gli insuccessi ti stimolano a capire gli errori e a riprovare, esattamente come quando voli in parete e pazientemente riparti daccapo. Ciò non toglie che sia fondamentale preparare bene l’uscita, specialmente se non si è di quelli che per raggiungere il top da dove scendere prendono il loro bel trenino o la funivia ma si guadagnano prima la “vetta” col sudore e con le proprie gambe.

Dopo questo bel preambolo di cui alla maggioranza non fregherà nulla passo alla relazione.

Il sentiero 12 fa parte dei numerosi sentieri anche facili che l’Ente Parco del Campo dei Fiori descrive nelle sue pubblicazioni. Io come molti di noi local li conosciamo bene e li abbiamo percorsi spesso ma nell’ottica di organizzare la discesa in MTB meritava una rinfrescatina. Così circa 15 gg prima (16/09/2019) parto a piedi dal basso (sentiero 10) e risalgo l’adiacente Sentiero dell’Attrezzo o Cubana (altro must) per poi scendere dal n.12. Tralascio e annoto lo stato della Cubana comunque più impegnativa (M2/M5) e osservo attentamente lo stato del n.12 con l’occhio del biker anche se in tenuta da hiker. Il grado di difficoltà è equivalente alla Cubana per la discesa (M2/M4) ma la parte iniziale che va dal sentiero n.1 (il popolare Belvedere-Forte di Orino) alla grotta Scondurava mi pare già un gradino più su delle mie capacità. Da qui in avanti la cosa si complica ancora di più per i numerosi alberi caduti sul sentiero che mi costringono a impegnativi bypass o a faticosi scavalcamenti. Arrivo finalmente nel punto di cui alla foto (N45.86414° E8.75020°), che chiamerò punto "chiave", dove gli ostacoli cessano, il sentiero si addolcisce e un cartello mostra una diramazione citata come “Collegamento sentiero 301 (alias 1) – Valle del Ceppone” che mi fa pensare ad un’alternativa. Il resto del sentiero 12 si presenta comunque impegnativo ma forse accessibile anche alla mia bici. Rincaso ed i giorni successivi cerco info su questa deviazione anche se il mio ricordo del Sentiero del Ceppone era quanto mai scoraggiante visto da una ipotetica sella di bici. Finché gironzolando su Youtube trovo filmato e traccia di tal DavideMTB (di cui sono follower) che illustra una discesa alternativa (se interessati, cominciate dal minuto 3:36) dallo Start point al punto “chiave” e che appare impegnativo sì ma sgombro da alberi caduti e segnalato con fettucce B/R. Cosa si vuole di più? Non faccio caso alla data di Marzo 2017 e così programmo il tutto. Il 27/09/2019 parto dal parcheggio sotto la Prima Cappella del Sacro Monte, mi “gusto” quasi 7 km all’8%, rifiato sui 2,5 km pianeggianti che mi separano dallo Start Point, mi asciugo, mi cambio e salto giù. Non è proprio così! La discesa che avevo visto percorrere ai nostri eroi nel filmatino di DavideMTB non è per me e me la faccio saggiamente a fianco della bici cercando il punto dove aveva inizio la loro variante. La trovo e inizio a scendere guardingo ma tutto sommato contento. Senonché, percorso non più di 300 m, mi accorgo di aver deviato dalla traccia giusta. Che fare? Tornare in su spingendo la bici (pendenza 30%)? O cercare di scendere deviando verso dx per intercettare la loro traccia più in basso? Opto per questa soluzione e qui inizia l’odissea. Improvvisamente capisco la differenza tra Marzo 2017 e Settembre 2019: vegetazione rada nel primo caso, abbondante nel secondo. Un mucchio di rami o alberi caduti in ogni dove per episodi di vento mi obbliga a sollevare ripetutamente i 15 kg di bici, a farmi strada con difficoltà; delle fettucce B/R neanche l’ombra e la traccia della Variante sempre distante e irraggiungibile. A un tratto mi sento osservato e incrocio lo sguardo con due cinghialetti che risalgono la ripida china; è evidente l’aria di commiserazione nei loro occhi.

Dovevo scendere i ripidi fianchi di tre o quattro valloncelli scavati da torrenti ora asciutti e risalire gli altrettanto ripidi fianchi dei prossimi. Una fatica molto grande che, percorso circa 1 km, in queste condizioni mi fa disperare: comincio a pensare di mollare lì la bici, proseguire a piedi verso il supposto prossimo sentiero 12 e tornare l’indomani con qualcuno per recuperare la MTB. Decido di lasciarla lì e proseguire verso quello che mi sembra un pianoretto sovrastante per capire meglio la situazione. Furbescamente lascio il GPS sul manubrio e parto. Anche senza bici al fianco, che sulle ripide chine slittava trasversalmente costringendomi a tirarla su, non me la cavo molto meglio: le pedule Salomon si rivelano inefficienti, mi fanno rimpiangere i ramponcini e spesso lo scivolone è inevitabile. Ma finalmente arrivo al pianoretto, mi accorgo che spiana davvero e promette bene; decido di tornare a recuperare la bici. Come ho detto il GPS non l’avevo più con me, gli alberi si assomigliavano tutti e non vedevo assolutamente il punto dove l’avevo lasciata. Qualche santo, alla fine, mi fa intravedere qualcosa di scintillante ed eccola lì la mia Kubik (alias Cube). L’abbraccio manco fosse la fidanzata e rinfrancato affronto le restanti difficoltà per riportarci sul pianoretto. Lì la storia finisce; proseguo per poco ed eccomi sul sentiero 12, molto al di sotto del punto “chiave”. Finalmente comincia il bello del downhill, M2 si rivela più che fattibile anche per me e dopo circa 800 m di divertente discesa eccomi al sentiero 10 e dopo 5,5 km di piacevole e ultra-noto saliscendi eccomi all’auto contento di essermela cavata anche stavolta. Qui il resoconto in immagini.

 

Finita qui? Per nulla! L’11/10/2019 caparbiamente ritorno allo Start Point per seguire a puntino a piedi la Variante; la trovo, la percorro interamente e ritorno su per il pessimo Sentiero 12. Anche qui un filmino illustra il percorso per gli eventuali interessati.

 

Non manca che una cosa ma…la racconterò a giochi conclusi, prossimamente!

 

 P.S.: La valutazione T3+ è relativa al solo tratto percorso con bici al fianco.

 

 

 

 

In pillole:

 

11/09/2019 – Ricognizione iniziale a piedi

 

Salita                            624 m

Discesa                         610 m

Lunghezza                    9 km

Tempo lordo                3h10’

Tempo netto               2h53’

 

 

27/09/2019- Downhill in MTB

 

Salita                            685 m

Discesa                         675 m

Lunghezza                    17,5 km

Tempo lordo                4h09’

Tempo netto               2h41’

 

 

10/10/2019- Giù per la Variante e su per il n.12 a piedi

 

Salita                            382 m

Discesa                         382 m

Lunghezza                    7,8 km

Tempo lordo                2h57’

Tempo netto               2h12’

  


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Comments (24)


Post a comment

danicomo says:
Sent 21 October 2019, 17h47
Fatto da te il downhill è una specie di torrentismo...
Comunque frequenti disastri dappertutto, dal 10-2018...
Ciao.

gbal says: RE:
Sent 22 October 2019, 15h01
Ah avesse piovuto come i giorni scorsi un mese fa i torrentelli sarebbero stati tali e allora forse avrei dovuto fare anche quella esperienza :-):-)
Ciao Dany

Camoscio says:
Sent 22 October 2019, 08h58
È passato l'uragano da quelle parti?! :) Bravo ed esserti districato comunque di fronte a quella situazione! ;)

gbal says: RE:
Sent 22 October 2019, 15h05
Ciao.Niente uragano. E' solo l'effetto delle giornate ventose dello scorso anno che hanno abbattuto gli alberi più malmessi. Ho parlato qualche giorno dopo con un tagliaboschi incontrato in zona che mi ha chiesto dove avessi trovato quello sfacelo. Gli ho detto la zona (ma è una situazione diffusa) e mi ha detto che purtroppo i soldi per le opere boschive sono stati stanziati ma....si sono persi per strada o languono da qualche parte e loro fanno ciò che possono.

Camoscio says: RE:
Sent 22 October 2019, 19h02
Per me che vengo dalla Svizzera è piuttosto inconcepibile che dopo un anno ci siano ancora alberi caduti in mezzo al sentiero... Le volte che sono venuto nel Varesotto ho visto comunque anche io quella situazione in altri boschi...

gbal says: RE:
Sent 22 October 2019, 19h31
Hai più che ragione. Cugini ricchi e cugini poveri? Forse ma l'assegnazione dei compiti e quindi le pertinenze spesso danno luogo a litigi. Che sappia io la manutenzione sentieri è compito del CAI, dei Comuni e forse delle Regioni. Come ho visto su una vs. interessante trasmissione gli alberi caduti non vanno rimossi ma lasciati ai microabitanti del bosco che pian piano li disgregano in modo che fecondino il terreno; però per quelli che ostacolano il sentiero non chiediamo di spostare una tonnellata di albero ma solo di segare un passaggio giusto per il sentiero. Quanto alla ramaglia che anche ostacola il passaggio una volta la cosa si risolveva, ad esempio in Trentino, nei paesi di mia madre, perchè il Comune assegnava la "sort" ai valligiani i quali andavano nel bosco a prendere la loro porzione di legna, ne facevano fascine, la portavano a casa e la usavano per le loro stufe/cucine. Ora?

Camoscio says: RE:
Sent 22 October 2019, 21h36
Ah, ecco perché si vedono quei tronchi segati solo per lasciare il passaggio a una persona! Non l'avevo mai sentita questa. Da noi sono gli enti turistici distrettuali che hanno il loro team che si occupa della manutenzione dei sentieri. Naturalmente anche i singoli Comuni hanno interesse a collaborare. C'è poi la Ticino Sentieri, che è un'associazione privata che promuove l'escursionismo del Cantone, fornisce la segnaletica e ha il piano di tutti i sentieri ufficiali.

Poncione says: RE:
Sent 23 October 2019, 20h39
Pensa che in Italia abbiamo terroristi, mafiosi e politicanti corrotti a piede libero, ma se sorgesse una società privata che si occupi di queste cose li arresterebbero subito. Tanto ci pensa lo Shtato. ;)

Camoscio says: RE:
Sent 23 October 2019, 20h46
Ahahahah...si vede proprio come ci pensa! :D

gbal says: RE:
Sent 23 October 2019, 21h30
Caro Emi, tu che sei un ottimo musicofilo hai toccato il tasto stonato. Noi siamo occupati in cose serie come vedere di dare i permessi premio agli ergastolani anche non collaborativi altro che queste quisquilie dei sentieri. La Consulta non sapeva come fare ma ora la UE ci ha indicato la via!

Poncione says: RE:
Sent 23 October 2019, 21h37
Sai Giulio, c'era un signor scrittore/giornalista che in poche parole aveva trovato la chiave per risolvere le cose in Italia... "Non serve gridare ma sparare". Ma temo l'abbiano letto in pochi. ;)

gbal says: RE:
Sent 23 October 2019, 22h10
Lo temo anche io. Pensa che io ho una scacciacani per difendermi da animali malintenzionati ma ho paura che prossimamente mi metteranno fuorilegge anche questa :-(:-(

veget says:
Sent 22 October 2019, 09h23
Grande Giulio, sei inarrestabile ,determinato e unico....Le tue "avventure " hanno il valore aggiunto ,di essere di stimolo per molti di noi ,anche nel segnalare (denunciare)....i molti guai causati dall'incuria ....ecc.
Buona continuazione per le tue prossime.
Ciao
Eugenio

gbal says: RE:
Sent 22 October 2019, 15h08
Ciao Eugenio. Grazie per i complimenti ma non sono sempre così "determinato". Quel giorno bisognava uscirne in qualche modo. Per l'incuria dei manutentori vedi la risposta a Camoscio.
Ciao e grazie.

Menek says:
Sent 22 October 2019, 14h26
Bella Giulio, in grande spolvero!!!

gbal says: RE:
Sent 22 October 2019, 15h09
Grazie Dome.
Mi toccava e mi sono dato un po' da fare.
Buone gite!

Poncione says:
Sent 23 October 2019, 20h41
Il Parco Campo dei Rovi colpisce tutti, sempre e comunque. Bravo a cavartela anche stavolta, Giulio. ;)

gbal says: RE:
Sent 23 October 2019, 21h33
E tu la conosci bene la nostra montagnetta. Ne hai esplorato le pieghe più riposte.
Grazie Emi, sì, è andata bene!

cappef says:
Sent 23 October 2019, 21h33
Complimenti Giulio ad essere tornato a casa...concordo con te che i sentieri nella nostra zona sono veramente abbandonati..peccato! Prossimamente proverò anch' io con MTB ma probabilmente "E-Bike", sai...l' età!!! Sicuramente avrò le tue stesse esperienze che documenterò!. Non mollare! Ciao!...Flavio

gbal says: RE:
Sent 23 October 2019, 22h15
Alla e-bike pian piano bisognerà arrivare. Per ora insisto (anche x via del prezzo) ma che sia MTB o e-bike mi farà piacere se vorrai provare l'11. Ti raccomando di seguire a puntino la Variante perchè come hai visto nel 2o film l'11 originale in quel primo tratto è pessimo e anzichè 15 kg rischieresti di spingerne 25.
Sono sicuro che farai una bella esperienza; aspetto di leggere il resoconto.
Grazie!
Ciao

GIBI says:
Sent 24 October 2019, 20h15
Caspita che avventura ! ... anche solo a leggerla in certi passaggi viene quasi l'ansia come se fossimo lì sul posto con te !

Comunque complimenti sia per la perseveranza che per l'ardita scelta dei percorsi ...

ciao Giorgio

gbal says: RE:
Sent 24 October 2019, 21h25
Grazie Giorgio. Quando la parola riesce a comunicare le emozioni.....
Ciao e buone gite!

Sent 29 October 2019, 11h34
Che super avventura e... una bella dose positiva per l' autostima personale... :-)
Bravo Giulio e salutoni...

Angelo

gbal says: RE:
Sent 29 October 2019, 16h07
Grazie Angelo.
A ripensarci mi domando come ho fatto a venirne fuori :-):-)
Buone gite a voi.


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