Fra Val Pesciadello e Val Piodella


Published by cai56 , 18 October 2019, 11h59. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike: 3 October 2019
Hiking grading: T4 - High-level Alpine hike
Climbing grading: I (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 6:00
Height gain: 1801 m 5907 ft.
Height loss: 1770 m 5806 ft.
Route:Parzialmente circolare 18,98 km
Access to start point:Da Milano a Novate Mezzola lungo la statale 36; alla rotonda appena prima del paese imboccare il sottopasso che conduce alla provinciale "Trivulzia" e seguirla fino a Gordona. All'uscita dal paese svoltare a sinistra in direzione Val Bodengo, pagare il pedaggio (6 euro) e proseguire fino al piccolo parcheggio in località Donadivo.

Lo sbocco della Val Bodengo sulla piana di Chiavenna è piuttosto tormentato dal punto di vista orografico, soprattutto dal versante sinistro: percorrendo la strada principale, nel tratto del viadotto, si nota praticamente solo la confluenza in forra della Val Pilotera nel solco principale, ma a monte la suddetta Val Pilotera si dirama in Val Pesciadello e Val Piodella, le cui testate confinano con la Svizzera. Una fitta trama di sentieri di collegamento percorreva queste aree, dove ogni più piccolo ripiano ospitava un alpeggio di servizio a vastissimi pascoli: ora di agevolmente distinguibile esiste solo questo nostro percorso, le cui segnalazioni sono state recentemente rinfrescate, almeno fino al confine Pesciadello-Pilotera.
La difficoltà indicata si riferisce al primo tratto di discesa/traversata in Val Piodella - alcune decine di metri - molto ripida ed esposta, a tratti rocciosa ma perlopiù erbosa, capillarmente bollata in bianco e blu (tipo sentiero alpino svizzero), assai delicata e quasi proibitiva se bagnata o, peggio, brinata.


Dal parcheggio, prima di iniziare l'escursione, conviene scendere un attimo al terrazzo che ospita la cappella del Dunadif: da qui la vista, in un'unica panoramica, spazia dalla Valle di San Giacomo al Lago di Mezzola, e la piccola deviazione non risulta certo inutile. Tornati alla strada, proprio di fronte, troviamo l'inizio del secondo "tronco" della Mulattiera del Benefattore (il primo tratto inizia poco sopra Gordona): un poco ripido ma sempre splendido, il selciato oltrepassa alcune baite ristrutturate e un piccolo agglomerato di ruderi, poi sale in diagonale a raggiungere il culmine della dorsale che scende dal lontano Pizzo della Forcola. Qui troviamo le numerose belle abitazioni di Orlo. Proseguendo fra le case, la Strada del Benefattore affianca il crestone sul versante meridionale e, intersecando un paio di volte la pista forestale, arriva alla vasta radura di culmine di Scerman (Alpe Cèrmine): anche qui, da quando la località è stata raggiunta dalla strada, le antiche baite sono state ben restaurate a case di vacanza (anche se qualcuna, in verità, evidenzia un notevole effetto "villetta"...). Proseguendo lungo la dorsale, si oltrepassa una fontana e, entrando nel rado bosco, si inizia un'erta risalita su traccia sconnessa e parecchio rocciosa; l'improvviso appianarsi del terreno indica il raggiungimento della conca prativa a lato del poco rilevato Dosso Mottone (una cupola erbosa con radi larici, dove il pascolo abbandonato inizia ad essere riconquistato dai rododendri): all'estremità settentrionale della radura si colloca la splendida Alpe Scima. Da varie angolazioni dei monti chiavennaschi le caratteristiche sagome della chiesetta cilindrica e dell'isolato campaniletto intonacati di bianco spiccano come punto fermo per chi cerca di orientarsi fra le dorsali e le valli secondarie comprese fra i ben identificabili Passo della Forcola e Pizzo Cavregasco. Oltrepassata l'ultima baita, a sinistra di una nuova impennata della cresta, si addentra in Val Pesciadello il sentiero che, con lunghissimo traverso in lenta salita, va a raggiungere il solco di fondovalle del torrente che raccoglie le acque dell'ampio anfiteatro chiuso a nord dal Pizzo della Forcola: lungo il tragitto si transita dal dosso erboso che ospita i ruderi dell'Alpe Pregassone (solo la baita più bassa appare in via di sistemazione). Di poco attraversato il torrente, una scalinata di pietra permette di accedere ad una sorta di corridoio erboso che, risalito per la massima pendenza, porta a raggiungere quel che resta dell'Avert di Mezzo: qualche muro a secco e pochi tetti pericolanti è ciò che rimane dopo decenni di abbandono. Si prosegue sempre in diagonale ascendente seguendo i bolli di vernice (senza conoscere la direzione ed in caso di concomitante scarsa visibilità è improponibile proseguire): varie bocchette secondarie attirano l'attenzione (Passo di Padion, Passo di Pioda, Bocchetta di Setaggio), ma nessuna viene avvicinata; ed in effetti nemmeno quella giusta, il Passo della Porta di Piodella, è il vero punto di passaggio: il versante sud è infatti una sorta di largo canale-camino di erba indiscendibile. La bollatura risale per alcune decine di metri la cresta, ripida ma sufficientemente comoda, fra rocce ed erbe fino ad un addolcimento dove terminano i segnali bianco/rossi e compare dall'alto (Pizzo Piodella?) una fitta segnaletica bianco/blu. Il passaggio obbligato ha creato nel pendio una minima traccia visibile: dopo un primo tratto di trasferimento pianeggiante (appigli solo sui ciuffi di "visega") si affronta lungo il pendio espostissimo una perdita di quota con una breve sequenza di serpentine su terreno franoso; da ultimo si attraversa una paretina rocciosa con appigli/appoggi scomodi per gli escursionisti meno alti; un'ultima traversata erbosa più agevole deposita sul pendio meridionale alla base del Pizzo Piodella. Qui si trovano, dipinte su di un masso a terra, le indicazioni bianco/blu di un bivio, con la scritta "Alta Via", che sembra far proseguire in piano verso il Pizzo Setaggio (che in discesa ci si possa dirigere all'Alpe Piodella è lasciato all'intuizione ed alla buona visibilità). [Questa Alta Via marcata in bianco/blu - segnali caratteristici di un sentiero di alta difficoltà per la Svizzera - mi è rimasta misteriosa: non dovrebbe trattarsi dell' "Alta Via Lendine - Bodengo" perché dall'Alpe Scima all'Alpe Piodella segue esattamente il nostro cammino, ma, d'altra parte, neanche alcun sito/mappa svizzeri la individua…]. Si prosegue quindi in ripida discesa sul pendio erboso a valle del Pizzo Piodella senza alcuna traccia e solo un paio di antichi bolli CAI fino alle rinnovate baite dell'Alpe Piodella. Benché qui ci si trovi su uno dei pochi relativamente frequentati percorsi di queste zone (Lago di Piodella, Forcella di Strem), il sentiero di ritorno a valle non è affatto evidente: rispetto alla scarsa segnaletica lungo un aleatorio sentiero, oggi risulta più concreto seguire la larga traccia di calpestio lasciata dai bovini transumanti. Scesi quindi fino all'altezza dell'Alpe Lavorerio, dove staziona il bestiame, troviamo la bella mulattiera che percorre tutto il versante sinistro a varie altezze sopra il parallelo torrente (la "Bögia de la Pilutera"); il trasferimento è molto lungo, si oltrepassano le baite isolate dell'Alpe Valle di Sopra e dell'Alpe Valle di Sotto, poi, dove la valle si fa più stretta, si lascia a destra la deviazione per il "Punt Secret" e la discesa verso Barzena, e si prosegue con qualche tratto in salita fino all'Alpe Orlo, dove si incontra il percorso di salita: lungo questo fino al punto di partenza a Donadivo.)]]   ]]       ProseguendoPdel terro


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Hike partners: cai56, chiaraa


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Comments (10)


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danicomo says:
Sent 18 October 2019, 20h32
Che giro fantastico, grazie.
Mi hai fatto venir voglia di tornare a Scima.
D

cai56 says: RE:
Sent 19 October 2019, 09h34
A Scima ci si andrebbe tutti i giorni…
Sai niente di quel sentiero Bianco/blu?

danicomo says: RE:
Sent 19 October 2019, 10h03
Mi pare un tratto del tuo giro.
Ti sembrava portasse altrove?

cai56 says: RE:
Sent 19 October 2019, 10h16
Mi sembra potesse venire dall'alto in traversata dalla Bocchetta di Setaggio 2374 e poi, sceso - nostro percorso - alla base delle rocce del Pizzo Piodella, proseguire verso la cresta di confine nel tratto compreso fra Pizzo Setaggio 2476 e Pizzo Setaggiolo di Fuori 2392

itineralp says: RE:
Sent 19 October 2019, 16h58
Probabilmente fa parte del progetto di alta via che da diversi anni è promosso dal gruppo Gps delle Cime: http://www.gpsdellecime.ch/?q=progetti

cai56 says: RE:
Sent 19 October 2019, 19h17
L'ipotesi avrebbe una sua logica, ma tutto quello che riguarda il gruppo GPS delle Cime (almeno per quanto ho trovato io) risulta piuttosto datato.
Poi, dando anche per scontato che la bollatura possa essere effettuata da mani diverse, quanto avevo trovato anni fa in zona Balniscio, non è nemmeno paragonabile all'accuratezza di questa in Val Piodella: piastrine spittate, evidenziazione dei cambi di direzione e dei bivii con sentieri confluenti…
Grazie
Marco

Zaza says:
Sent 19 October 2019, 19h29
Siamo stato nella zona la settimana scorsa e abbiamo trovato questi bolli nella Forcola di Strem (con la scrittura „Alta Via“) poi poco sotto la Forcola, versante Italiano, indicando una via per il Bivacco Valcapra. Sembramo recenti e il bianco-blu è tipicamente usato dal GPS delle cime in questa zona. Fin ora questo progetto era presente solo nel territorio di Mesocco, fino nella zona del Pombi/Forato, ma lo scopo finale sarebbe una Via Alta fino al Passo San Jorio.

Il gruppo è ancora attivo, attualmente stanno lavorando per un bivacco sotto la bocchetta di Curciusa.

cai56 says: RE:
Sent 19 October 2019, 19h36
Il riferimento al Bivacco Valcapra sembra collegarsi all'Alta Via Lendine-Bodengo, che però non possiede una sua bollatura specifica, ma collega sentieri già esistenti col bianco/rosso italiano.
Grazie e ciao
Marco

gbal says:
Sent 21 October 2019, 15h52
Un bel giro; qualche scatto dei primi mi ha ricordato visioni della Val Grande.

cai56 says: RE:
Sent 21 October 2019, 16h00
In Val Grande ci sono stato una sola volta, in una giornata di diluvio quasi universale, sulla strada Cicogna - Pogallo: e hai ragione, la mulattiera nel bosco ha molte similitudini.


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