Pass dal Tremoggia


Published by cai56 , 15 October 2019, 19h07. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:30 September 2019
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 5:30
Height gain: 1748 m 5733 ft.
Height loss: 1743 m 5717 ft.
Route:Parzialmente circolare 19,73
Access to start point:Da Milano a Sondrio lungo le statali 36 e 38; alla rotonda all'ingresso della città svoltare a sinistra in direzione Valmalenco. Risalire tutta la vallata fino a Chiareggio. Amplissimi spazi di parcheggio (a pagamento nella stagione estiva).

Escursione già effettuata con qualche differenza di percorso più di vent'anni fa: allora era possibile salire in auto fin poco sotto il Rifugio Longoni e quindi risultava facilmente fattibile percorrere un anello attorno al gruppo Tremogge-Malenco-Entova passando dal Passo Scerscen. Attualmente lo stato del ghiacciaio in territorio svizzero è tale per cui diventerebbe indispensabile perdere molta quota per aggirare uno sperone di rocce scadenti rimasto scoperto in questi anni: da qui la decisione di allungare il giro a bassa quota con la facile e nota traversata verso la valle del Muretto, fra gli alpeggi più panoramici verso la parete nord del Disgrazia.
In tempi antichi - lo si deduce dal ritrovamento di monete di epoca romana lungo il tratto detto "Cengia del Caval"- il passo, nonostante la quota, era più frequentato del vicino valico del Muretto grazie ad una maggior linearità di percorso Italia-Svizzera; poi, giunti gli anni della cosiddetta "Piccola glaciazione", la quota inferiore del Muretto, nonostante la non facile percorribilità del versante grigione da parte delle carovane di muli da carico, ebbe la meglio sull'innevamento costante del "concorrente" Tremogge.
Attualmente un'eventuale discesa in Val Fex verso Silvaplana sembra da ricercarsi a vista: dal passo non si notano indicazioni né bollatura sul versante svizzero. Il lato italiano è stato recentemente segnalato ma talora rimangono tracce dei vecchi bolli (che conducono su vecchi tratti divenuti franosi nel terreno morenico, ora abbandonati).


Nei pressi del parcheggio all'ingresso di Chiareggio, tornando per pochi metri in direzione di Chiesa Valmalenco, si imbocca a sinistra il viottolo che sale verso il parco geologico; lasciato subito a destra il sentiero per l'esposizione di rocce, si prosegue verso la contrada Corte, dove la pista si trasforma in sentiero: le segnalazioni sono sempre ottime, trovandoci qui lungo una tappa dell'Alta Via della Valmalenco.
Superata subito la valletta percorsa dal torrente Nevasco che scende dalle pendici della Sassa di Fora, si attraversa in ascesa la fitta abetaia che riveste il versante occidentale della Val Forasco: raggiunte le praterie superiori, si arriva nei pressi dell'Alpe Fora (punto di deviazione durante il giro di ritorno). Si prosegue verso nord, in direzione di una bastionata di rocce che ospita al margine orientale una cava attiva: si stanno percorrendo i Piani di Fora ("Ciaz de Fura") che salgono dolcemente, fra pascoli e torbiere, fino al salto di rocce che ospita le famose cascate, in numero variabile a seconda della portata d'acqua. Attraversando un pascolo molto sassoso si nota il bivio dove si lascia a destra il sentiero per il Rifugio Longoni e si prosegue verso nord (molti ometti bollati) lungo una sorta di raccordo fino a trovare la traccia che sale al passo dal Rifugio Longoni stesso. Ci troviamo nell'amplissimo circo del Tremogge dove, sulle pareti, nei canaloni e nelle vaste gande che si attraversano si alternano i bianchi e i neri delle rocce che si stratificano fra calcari, gneiss, dolomie e micascisti. Il sentiero si avvicina alla parete sud del Pizzo Tremogge e si porta a risalire una ripida conoide di pietrame che, con traversata a sinistra leggermente esposta (Cengia del Caval) aiuta a sovrappassare una nervatura rocciosa che scende dalla cresta di confine all'altezza della Forcola del Cappuccio ("Fuorcla dal Chapütsch"); si prosegue nella salita sempre più rocciosa ed instabile fino alla conca morenica che ospita due laghetti periglaciali. Vent'anni fa ne esisteva uno solo, molto piccolo e parzialmente ghiacciato anche in piena estate; ora rimane solo un residuo di ghiacciaio che si fonde rapidamente al margine più settentrionale del secondo bacino. La traccia prosegue in alto a sinistra rispetto ai laghi e con ampio giro si alza fino al Pass dal Tremoggia, larga apertura individuata da un'asta rossa ed un bastoncino da sci infissi fra le pietre. Il panorama è immenso specialmente sull'asse nord-sud, potendo distinguere nettamente dal fondovalle engadinese alla Valtellina, sempre poi con la splendida quinta occidentale del Monte Disgrazia.
Tornati per la via di salita fino all'Alpe Fora, decidiamo di deviare il ritorno verso la Val Muretto: non si tratta di un percorso realmente alternativo rispetto a quello di andata perché è molto lungo, con saliscendi anche di qualche impegno e per un lungo tratto centrale palesemente poco frequentato. Dopo essere transitati fra le baite dell'alpe, si seguono i segnali attraverso il pascolo fino a trovare un larghissimo e comodo sentiero nel bosco; l'attraversamento della Val Nevasco segna un degrado della traccia: da qui, e per lungo tratto, l'erba è altissima, gli ontani invadenti e qualche tratto risulta scivolato a valle per il lavoro delle valanghe; qualche rara apertura nel bosco lascia scorgere nel fondovalle le case di Chiareggio. Poi gradualmente il terreno si ingentilisce e si apre nelle radure che precedono l'Alpe dell'Oro, dove si incontra una pista sconnessa che scende a confluire nella strada militare del Passo del Muretto: la percorrenza dei larghi e distanti tornanti può essere evitata inizialmente andando a reperire un sentierino minimo che scende tangente al margine destro. Successivamente si attraversa a sinistra fino a raggiungere le prime abitazioni di Chiareggio.



https://www.relive.cc/view/vNOPnPPLK2q

Hike partners: cai56, chiaraa


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Comments (6)


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Sent 16 October 2019, 06h47
I posti , ancorchè ampiamente conosciuti,rimangono sempre spettacolari. Con la complicità del cielo sereno e dei colori autunnali diventano ancora piu godibili. Interessante l accenno storico ma sopratutto stupende le foto a rendere omaggio alla varietà di rocce . Altra tipicità forse un po meno nota della Valmalenco

cai56 says: RE:
Sent 16 October 2019, 11h45
Ho ricercato le foto del primo passaggio: settembre 1997. Il ghiacciaio svizzero, al contatto fra il Vadret da Fex e il Vadret dal Tremoggia, proprio in corrispondenza del passo, si elevava di oltre un metro sul terreno: si "saliva" sul ghiacciaio per "scendere" in Svizzera…
Qui lo spettacolo delle rocce arriva secondo solo dopo il Vallone dello Scerscen, che d'altra parte non è lontano e si avvale di una scenografia più favorevole.

danicomo says:
Sent 16 October 2019, 08h54
Ciao...
Approfitto...
Volendo salire ai resti del Rifugio Scerscen, fino a dove è possibile usare l'auto?
Grazie
Daniele

cai56 says: RE:
Sent 16 October 2019, 11h59
Ciao.
Da San Giuseppe si può salire solo fino ai Prati della Costa, poi la strada è sbarrata e ad esclusivo uso delle cave. Qui però trovi il sentiero 331 che sale a sinistra di Braciascia per arrivare direttamente all'Alpe Entova; entrando nel vallone del Torrente Entovasco, la traccia evita poi la lunga deviazione a sinistra verso il Rif. Longoni e quindi circa a Q2300 riprende la vecchia sterrata di accesso allo sci estivo (la ricordo molto malmessa già nell'anno 2000).
Occhio ai ruderi del rifugio perché l'intero dosso dove appoggia è fortemente fratturato…
Marco

danicomo says: RE:
Sent 16 October 2019, 12h24
Al rifugio è piazzato un ambito GC che, a questo punto, spero non sia divallato....
D

Alpingio says:
Sent 16 October 2019, 20h38
Belle le foto con i cirri! Poi il posto è una garanzia..
Giovanni


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