Rifugio Longoni da Chiareggio


Published by Angelo63 , 14 June 2020, 16h31.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike: 9 September 2018
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 7:30
Height gain: 870 m 2854 ft.
Route:Chiareggio - Alpe Fora - rifugio Longoni - ritorno stesso percorso
Access to start point:SS 36, poi SS dello Stelvio fino a Sondrio dove si lascia la tangenziale per entrare in città seguendo poi le indicazioni per Valmalenco (prima rotonda a sinistra). Arrivati a Chiesa Valmalenco seguire le indicazioni per Chiareggio per posteggiare negli spazi a destra all'ingresso del paese.

Approfittando di questa gradevole estate settembrina con Danilo decidiamo di fare un’uscita in val Malenco che quest’anno abbiamo un poco trascurato. Non siamo mai stati al rifugio Longoni ed oggi è l’occasione giusta per farci una visita. Rispetto all’ultima escursione scruteremo, un po’ più da lontano, l’altro versante del Disgrazia.
 
Raggiungiamo con l’auto l’abitato di Chiareggio dove il primo parcheggio che si trova sulla destra all’imbocco del paese è già al completo. La giornata è ben soleggiata e tante persone si stanno preparando per le escursioni in zona. Troviamo uno spazio libero poco più avanti, nei pressi dell’hotel Genziana, ed alle 9 ci incamminiamo. L’itinerario odierno percorre una parte della quarta tappa dell’Alta Via della Valmalenco che collega Chiareggio al rifugio Palù. Dopo un breve tratto sulla carrozzabile che raggiunge le abitazioni di Corte, si prosegue su sentiero che, superato un corso d’acqua, si inoltra in un fitto bosco. Si sale tra gli abeti con moderata ma continua pendenza approfittando di qualche tratto in piano per tirare un po’ il fiato. Durante il cammino prestiamo attenzione ai numerosi funghi ai lati del percorso ma purtroppo quelli buoni sono già stati raccolti. All’uscita del bosco ci troviamo su un ampio pianoro prativo, in alcuni punti intriso d’acqua. Di fronte a noi, in alto, le balconate rocciose del pizzo Tremoggia e del pizzo Malenco. Alle nostre spalle si staglia la sagoma del Disgazia e la lingua glaciale che scende lungo la val Sissone. Proseguendo incrociamo una sterrata che sale da San Giuseppe ed in pochi minuti – sono le 10.10 – arriviamo alla palina che indica Alpe Fora. Ora il sentiero sale decisamente più ripido per raggiungere un ponticello di legno, ad una quota di circa 2.150 metri, che supera un corso d’acqua. Ci attende ancora un tratto di ripida salita per arrivare all’inizio di un pianoro caratterizzato da rocce lisce. Sono le 10.45 e siamo ad una altitudine di quasi 2.250 metri quando facciamo una sosta di una decina di minuti. Proseguiamo in leggera salita su lastroni levigati e passiamo nei pressi di un rudere e di una costruzione per arrivare su un vasto altopiano che è chiuso a monte da alcune bellissime cascate. Appena ci giriamo, oltre alla solita visuale sul Disgrazia, ai bordi del grande pianoro chiuso dalle rocce che abbiamo appena superato, appare un piccolo laghetto dove si specchia la sagoma del Disgrazia. Sono le 11.15 e qui ci fermiamo una ventina di minuti per numerose foto sia alle cascate che al piccolo laghetto di cui non ho trovato alcuna indicazione circa il suo nome. Ci resta ancora un ultimo sforzo in salita, su facile sentiero che risale lastroni rocciosi e alcune pietraie, in direzione della bandiera che sventola davanti a noi e che preannuncia il rifugio. Raggiunta infatti la bandiera in pochi minuti siamo al rifugio Longoni che è di proprietà del CAI di Seregno. Sono le 12 in punto ed abbiamo camminato per quasi 2 ore con poco più di un’ora di soste mentre i chilometri percorsi sono 5,9. La vista dal rifugio è meravigliosa. Sembra di stare su un balcone che si affaccia lungo tutto il solco della val Malenco. Alla nostra sinistra le piste da sci che scendono a Caspoggio, Chiesa e San Giuseppe ed è anche ben visibile il lago Palù. Di fronte a noi riusciamo a distinguere il piccolo lago di Lagazzuolo che sembra un ripiano sotto le pendici del monte Braccia, la cima del Duca e la punta Rosalba. Volgendo lo sguardo a destra ecco il pizzo Cassandra e il Disgrazia separati dal ghiacciaio del Ventina. Ma non è finita perché la visuale a mio parere più bella è quella che partendo dal profilo del Disgrazia e superata la cima del monte Pioda scende lungo tutta la val Sissone fino ad arrivare all’abitato di Chiareggio. Proseguendo ci sono poi le cime di Chiareggio, la punta Baroni, il monte Sissone e le cime di Rosso e di Vezzeda. Il clima è gradevole, non c’è aria che a questa quota potrebbe essere fastidiosa. Ci posizioniamo nei pressi del rifugio per il pranzo e continuiamo ad ammirare la splendida vista sopra descritta. Effettuata una visita e preso un caffè al rifugio, ci rimettiamo in cammino, ripercorrendo il percorso a ritroso, quando sono le 13.20. In circa 30 minuti raggiungiamo il vasto pianoro dove scendono le cascate e si è formato il piccolo laghetto e le foto ancora si sprecano. La sosta è di circa 20 minuti prima di riprendere il sentiero per raggiungere l’Alpe Fora quando sono da poco passate le 15. Anche qui ci fermiamo una ventina di minuti al sole prima di rimetterci in cammino per l’ultimo tratto di percorso che sarà in gran parte all’ombra del bosco. Ultima sosta ad una fresca fonte d’acqua nei pressi delle abitazioni di Corte e raggiungiamo la nostra auto a Chiareggio quando sono le 16.25.
 
Sempre bello ritornare in val Malenco, soprattutto in queste belle giornate di sole e poco ventilate. Peccato per la lunghezza del viaggio e per il rientro che alla domenica è sempre una incognita a causa del transito dalle parti di Lecco. Oggi complici la bella giornata, le prime feste settembrine in Valtellina e il raduno Guzzi a Menaggio ci ho impiegato un’ora in più del solito per ritornare a casa. Il beneficio della bella giornata trascorsa in montagna è stato messo a dura prova.
 
Dati complessivi:
Km percorsi: 12;
Tempo marcia: 3h55m;
Tempo sosta: 3h30m;
Ascesa: mt. 870 circa;
Velocità media in marcia: 3 km/h;
Velocità media totale: 1,6 km/h.
 


Hike partners: Angelo63, Danilo54


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