Sass Pordoi - Spigolo Piaz + Via Maria (con Variante Diretta per il Colatoio)


Published by irgi99 , 3 September 2019, 21h12.

Region: World » Italy » Trentino-South Tirol
Date of the hike:27 August 2019
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Mountaineering grading: TD-
Climbing grading: VI (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 9:00
Height gain: 810 m 2657 ft.
Height loss: 810 m 2657 ft.
Route:7.87 km
Accommodation:Passo Pordoi (q. 2230 m), Rifugio Forcella Pordoi (q. 2840 m)
Maps:TABACCO N. 06 - Dolomiti della Val di Fassa 1:25000

Tita Piaz... conosciuto anche come il "Diavolo delle Dolomiti"...
Terza lezione: se danno un soprannome del genere ad un alpinista, sicuramente non è dato a caso.... Eh sì, proprio un bel diavoletto!


Per oggi le previsioni sembrano essere clementi: zero acqua e tanto sole finalmente!
Partenza dal Passo Pordoi molto soft... del resto, mica siam in vacanza?
Già da subito scorgiamo il lungo spigolone dal colore rosso sgargiante che ci aspetta, e già da subito mi rendo conto di quanto sia maledettamente verticale e... ripido!

Durante l'intera via, a intervalli regolari, sentivamo sopra le nostre teste il fischio della funivia che, tagliando l'aria, saliva e scendeva instancabile...: ma nonostante ciò, per tutto il tempo mi è sembrato di essere in un mondo a parte e selvaggio, dominato soltanto da guglie dalla roccia non propriamente stabile e dall'eco di storie di grandi imprese... mi è sembrato di essere come in una bolla... in una bolla dove tutto ciò che contava eravamo io e Te... io, Te e l'incredibile avventura che stavamo condividendo e scoprendo appiglio dopo appiglio...

E dopo una più o meno voluta/conosciuta variante per un "simpaticissimo" colatoio dalla roccia nera, finalmente eccomi abbracciare la ringhiera dell'arrivo della funivia: un appiglio solidoooo! Ed ecco che finalmente posso abbracciarti forte... felice ed orgogliosa di Te, che hai cercato l'intera via (qualche chiodino in più avrebbe potuto lasciarlo il Signor Piaz...) senza mai perderti d'animo...

Insomma, una bella conclusione di vacanza!

Dal Passo Pordoi (q. 2230 m), imboccare il sentiero n° 627 che si stacca di fianco alla partenza della funivia che sale al Rifugio Maria, posto in cima al Sass Pordoi.
Seguire il comodo sentiero fino alla base del ripido pendio ghiaioso che sale alla Forcella Pordoi: qui abbandonare la traccia segnata e traversare verso sinistra (faccia a monte) per tracce in direzione dell'evidente pilastro staccato della parete sud del Pordoi ove corre la Via Piaz. Doppiare lo spigolo, quindi reperire una clessidra con cordino alla base di un'evidente fessura verticale che segna l'attacco della Via Piaz (q. 2680 m circa).

L1:
risalire la bella fessura verticale stando inizialmente sulle rocce di sinistra (un friend incastrato). Al suo termine uscire a sinistra aggirando un piccolo strapiombino e, ignorando l'invitante sosta sulla destra (visibile anche dal basso), proseguire per rocce più semplici verso la base di un bel diedro dalla roccia bianca maculata di rosso (sosta su chiodo + nut incastrato)  -    25m     IV-, II
L2:
risalire il diedro sopra la sosta formato dal piccolo pilastro che poggia sulla parete soprastante. Senza raggiungere l'invitante clessidra con cordoni, appena possibile traversare facilmente verso destra (chiodo). Alzarsi di poco sopra il chiodo, quindi iniziare a traversare verso destra fino a raggiungere lo spigolo. Da qui, per rocce via via più semplici, raggiungere la comoda sosta sull'aereo spiazzo in cima al pilastro appoggiato (lungo questo tiro non bisogna lasciarsi ingannare dalla clessidra cordonata e dalla sosta più in alto...: appena possibile traversare a destra!!)  -    V, III+
L3:
tiro chiave: dalla sosta uscire a destra dello spigolo (esposto), quindi con passi delicati portarsi sotto 3 chiodi molto ravvicinati: superare la paretina verticale/leggermente strapiombante (possibilità di A0 su vecchi chiodi dall'aria non molto rassicurante... del resto, han tenuto fino ad oggi... perchè dovrebbero smettere di tenere proprio al nostro passaggio?), oppure sfruttando delle microprese sulla sinistra. Al termine del muretto sostare su due chiodi alla base di un diedro su comoda e larga cengia  -    VI / V e A0    10m
L4:
risalire le facili rocce rotte a destra della sosta, quindi per percorso non obbligato ma abbastanza impegnativo portarsi nuovamente a sinistra verso lo spigolo (non raggiungerlo!) fino a raggiungere la base di un bellissimo diedro. Risalire completamente il diedro (3 chiodi), quando gli appigli terminano cominciare a traversare verso sinistra sfruttando una serie di buone maniglie e appoggi fino ad un chiodo. Sosta sullo spigolo (anche se il tiro chiave, in termini di difficoltà, era il precedente, a causa della chiodatura distanziata e della continua verticalità anche questa lunghezza risulta essere decisamente impegnativa!)  -    IV+, V+, IV+    30m
L5:
proseguire lungo il filo dello spigolo (facile ma roccia a tratti delicata) fino a raggiungere la base di un grande tetto giallo. A questo punto traversare a sinistra di pochi metri fino ad incontrare una netta fessura verticale. Risalirla e raggiungere la sosta  -    IV-    35m
L6:
traversare verso destra fino ad un chiodo, quindi rimontare la paretina verticale (numerosi appigli ma da controllare sempre tre volte!). Per rocce via via più semplici, tenendosi sempre appena sotto lo spigolo, raggiungere la sommità del pilastro dove si sosta e dove termine anche la Via Piaz  -    IV, IV-    40m
L7:
seguire la facile cresta in direzione della successiva parete. Sostare su clessidra con cordone alla base della parete gialla in corrispondenza dell'intaglio: qui inizia la Via Maria  -    II    50m
L8:
alzarsi qualche metro in spaccata sopra l'intaglio, quindi spaccare verso destra raggiungendo un comodo terrazzo. Continuare la traversata per semplice cengia verso destra portandosi sotto la verticale di un colatoio nero, rimontarlo e proseguire a traversare verso destra in direzione di una nicchia. Con passo atletico si raggiunge la comoda sosta  -    IV    35m
L9:
salire a destra della sosta portandosi alla base di una paretina verticale, quasi strapiombante. Dopo averla vinta proseguire per rocce più semplici sino ad uscire su di una cengia. Qui proseguire ancora per parete verticale. Raggiunta la grande terrazza si trova facilmente la sosta  -    IV    45m

La descrizione di L8 ed L9 è presa dalla relazione di Saas Baloss ed è la descrizione corretta della salita (lunghezze che, tuttavia, noi non abbiamo percorso). Avendo percorso una variante diretta (se più o meno nota/conosciuta non lo sappiamo) lungo lo strapiombante colatoio nero. Di seguito la descrizione del nostro itinerario giusto per informazione.

L8bis: alzarsi qualche metro in spaccata sopra l'intaglio, quindi spaccare verso destra raggiungendo un comodo terrazzo. Continuare la traversata per semplice cengia verso destra portandosi sotto la verticale di un colatoio nero. Proseguire dritti lungo il colatoio vincendo numerosi strapiombini ben appigliati ma decisamente fisici (su un paio si trovano dei cordoni con maglie rapide... poi le protezioni finiscono....). Raggiunta una comoda ed ampia cengia detritica, le difficoltà terminano: sostare su solide clessidre (da attrezzare)  -    V+ fisico / VI-    60m    (la difficoltà del tiro è quella che ci è parsa... da verificare)
L9bis: dalla sosta, traversare a sinistra per comoda ma detritica cengia, portandosi nuovamente sotto la verticale del colatoio, che questa volta appare decisamente più abbattuto. Risalire le facili balze del colatoio tenendosi sulla destra, per poi traversare a sinistra e guadagnare la sosta con anellone cementato: qui ci si ricongiunge al tracciato originale  -    III+    30m

L10:
aggirare la torre gialla sopra la sosta sulla sinistra, quindi proseguire per facili risalti detritici (tenersi sul bordo sinistro dell'imbuto) fino alla sosta costituita da un vecchio cordone in un clessidra (lungo il tiro, in realtà, se ne trovano due: sostare sulla seconda clessidra) -    I, II     50m
L11:
portarsi alla base dell'ultimo e compatto muro verticale a destra del colatoio, vincerlo e proseguire per terreno più semplice sino alla sosta con anellone (si tratta di soste del soccorso alpino)  -    IV    40m
L12:
proseguire senza percorso obbligato lungo l'ampio imbuto fino a raggiungere la ringhiera del Rifugio Maria ove si sosta  -    II    60m

Dal Rifugio Maria (q. 2950 m), in breve si è alla croce di vetta del Sass Pordoi.
Dalla cima, seguire i numerosi ometti e segnavia che scendono verso la Forcella Pordoi, ove sorge anche l'omonimo Rifugio (q. 2848 m), quindi scendere a destra nel ripido canalone detritico che riporta al sentiero percorso all'andata.

Aperta nel 1933 dal mitico Tita Piaz e dal compagno Sandro del Torso, la Via Piaz si snoda lungo lo spigolo del pilastro sud del Sass Pordoi, raggiunto il quale si prosegue per la Via Maria (sempre aperta da Piaz l'anno precedente) per guadagnare la vetta del Sass Pordoi.
Si tratta di un itinerario che rispecchia benissimo il soprannome che venne dato a Piaz, "Il Diavolo delle Dolomiti", in quanto verticalità ed esposizione sono sempre molto forti, la chiodatura è ridotta al minimo e la roccia non sempre è delle migliori (fortunatamente, le numerose ripetizioni hanno, nel tempo, ripulito molto la via).
Portare numerosi cordini per rinviare clessidre e per attrezzare le soste (tutte le soste della Piaz sono su vecchi chiodi da collegare, mentre le soste della Via Maria sono su anelloni cementati) e qualche friend medio-grande.


con Peru


Hike partners: irgi99


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Comments (6)


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Sent 3 September 2019, 22h07
Finale di vacanza col BOTTO...!!!
COMPLIMENTIIIiii...!!!
Tita Piaz era ed è una vera leggenda!
Oltre ad essere stato un coraggioso partigiano e un valente poeta/scrittore...
Oltretutto a lui dobbiamo l' invenzione della discesa in corda doppia... oltre a vioni che, per l'epoca, erano pura fantascienza!
Per la maligna e subdola ironia del destino, non lo uccisero i tremendi rischi che correva sulle ardite pareti rocciose, bensì un banalissimo incidente con la propria bicicletta...

Mi sa che siete tornati a casa col sorrisone, vero...?! :-)

Bravi, Bravi... ma ora coccolatevi qualche spittino!!!

Angelo

irgi99 says: RE:
Sent 3 September 2019, 23h05
Eh già, una conclusione di vacanza davvero spettacolare!
Ho letto un libro su Piaz e so anche del suo tristissimo incidente...
E comunque è davvero incredibile come facesse a scalare certe vie con gli scarponi... Proprio un "Diavolo delle Dolomiti"! ;)

Eh si, sorrisone a 32 dentiiii!

Ah sì, di vie a chiodi (o quel che c'era....) per un po' siam a posto... ;)

Grazie
Irene

Sent 4 September 2019, 00h30
....daaiii, ma che figure ci fate fare???? ...eravamo lì il giorno dopo....ma come possiamo pubblicare, dopo questo vostro super-numero, il nostro misero Piz Boè...???
:)))))
Bravissimi, come sempre!!!!
Ciaooo
Graziano

irgi99 says: RE:
Sent 4 September 2019, 09h03
Allora non ci siam visti per un pelo!!!!
Ma va laaaaa! Qualsiasi giro tra le montagne se fatto con passione è unico ed eccezionale! Non vedo l'ora di vedere le vostre foto!

Grazie
Irene

Alpingio says:
Sent 5 September 2019, 21h00
Che spettacolo!! E che colore la roccia... complimentissimi!!!
Giovanni

irgi99 says: RE:
Sent 5 September 2019, 22h18
La nostra teoria per quanto riguarda la roccia è stata: "più è colorata più si muove!" ahahah

Grazissime!
Irene


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