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Corno Rosso (Rothore) - 3023m


Published by Serzo , 21 August 2017, 23h28.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:19 August 2017
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Climbing grading: I (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 3:00
Height gain: 1870 m 6134 ft.
Height loss: 1870 m 6134 ft.

Dopo lungo tempo torno a condividere una gita. Non che prima fossi un fervido relatore, ma qualche escursione in più riuscivo a farla. Invece negli ultimi due anni, tra varie peripezie e impegni di famiglia, le terre alte le ho viste ben poco. Mi riprometto di incrementare la frequenza sia delle gite che delle recensioni, e magari di migliorare la qualità delle foto (del cellulare proprio non sono soddisfatto).

Sabato è il mio ultimo giorno ad Alagna prima della ripresa lavorativa, e ho voglia di macinare un po’ di dislivello e di vedere un po’ di panorama, senza complicazioni tecniche. Il Passo Zube mi sembra la destinazione migliore. La giornata è tersa e parto alle 7:20 dalla Resega, scegliendo la salita dalla valle d’Olen (via Passo Foric) perché il lato Otro lo avevo salito due giorni prima per andare al Bivacco Ravelli.

La sera prima ha diluviato e se si vuole tenere i piedi asciutti è meglio evitare sia il bosco d’Olen che la pista da sci e mantenersi piuttosto sulla noiosa stradina di rientro delle piste. Nel frattempo inizia a girare la funivia e, quando raggiungo Pianalunga, davanti a me ho già due gruppetti che hanno avuto la mia stessa idea ma hanno approfittato degli impianti.

Per intercettare il mezzacosta che consente il superamento della bastionata Est del Torru, non conviene arrivare al Sasso del Diavolo e poi tornare verso Sud in piano, ma piuttosto tagliare verso Ovest nel pascolo e buttarsi su appena si è vicini al mitico Canyon di Zube (che senza neve appare davvero ostico e sfasciumoso).

Supero il primo gruppetto e li saluto, non ricambiato (il motivo è noto a chi conosce Zube ;-)), poi con traverso ascendente raggiungo il Passo Foric. Il sentiero è ben tracciato e camminabile, ma molto esposto: infatti la salita del Torru da questo versante, scosceso e “sporco”, mi pare sia ancora inviolata nonostante il livello degli alpinisti valsesiani. Al passo, da dove invece il Torru è raggiungibile tramite la sua cresta nord, un cartello invita a non farlo in quanto “non transitabile”: da questa parte non l’ho mai fatto, ma segnalo che dall’altro lato (cresta Sud, Belvedere) non è che sia proprio semplicissimo…

Dal passo si segue l’evidente segnaletica per Passo Zube, passando prima nei pressi dell’omonima Alpe in mezzo a bellissime praterie, e poi raggiungendo facilmente il passo con la cappelletta posata dall’amico Federico e famiglia portando su a spalla i sacchi di cemento per tenere assieme le pietre (grandissimi!).

Dopo aver goduto del panorama sul Rosa (Lyskamm, Gnifetti etc.), e constatato quanto sia magro il ghiacciaio della Giordani, tra stambecchi e marmotte (mai viste così in alto, maledetto riscaldamento globale), visto che sono solo le 10 proseguo per il Corno Rosso. Occhio che non va confuso con l’omonima cima, sempre sul confine Piemonte-Valle d’Aosta, posta circa 10 km più a Sud, zona Maccagno, e che si raggiunge di solito dal lato valdostano.

Seguendo gli ometti, evitando sia di stare troppo bassi (sentiero per Gressoney) che troppo alti sulla cresta (si dovrebbe poi ridiscendere), senza difficoltà né esposizione si aggira uno speroncino e ci si porta sotto la vetta del Corno Rosso. La vera cima non è il primo dado roccioso che si trova, più facile, ma il secondo, quello con le bandierine tibetane: bisogna un po’ corteggiarlo sul lato sinistro, girandoci attorno fino a scovare il giusto canalino che porta sul punto più alto. Panorama grandioso. Un minimo di attenzione è necessaria per scendere dal dado finale in quanto tra le rocce ci sono varie fessure e le lame sono davvero appuntite.

In discesa, per variare, una volta arrivati al Passo Foric si può:
-           ignorare il suggerimento di cui sopra e fare la traversata di cresta del Torru (con vetta), o evitarne la cima percorrendo l’esposto e franoso traversone che la aggira sul lato Ovest. In entrambi i casi, molto insidiosi, si arriva ai ruderi del vecchio albergo Belvedere, raggiunto un tempo dalla funivia e oggi solo da un sentiero quasi segreto, e da qui via Follu si scende ad Alagna, da cui sale sempre una processione di gitanti verso questa frazione walser da cartolina.
-          buttarsi giù in una valle laterale del vallone d’Otro, planando su Pianmisura etc.; è anche possibile, poco prima del Passo Foric, deviare per l’Alpe Zube e di qui fuori sentiero scendere a Pianmisura (percorso degli scialpinisti che salgono al Passo della Civera da Gressoney).

Scusate se mi sono dilungato ma ho notato che una descrizione vera e propria mancava...

Buone gite a tutti.
Sergio

Hike partners: Serzo


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Comments (5)


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Menek says:
Sent 22 August 2017, 10h56
Volevi fare un po di dislivello??? Minchia,1870 mt in 3h!
Bene la relazione.
Menek

Serzo says: RE:
Sent 22 August 2017, 13h43
3h dalla Bonda (1200m), ma da casa 3h10' ;-)
Sarà merito delle scarpette da trail!
Grazie, Sergio

Poncione says:
Sent 22 August 2017, 17h06
Ciao Sergio,
bentornato.
Bella salita, e ben descritta.

Serzo says: RE:
Sent 22 August 2017, 18h17
Grazie Emiliano. Gita molto varia. Qualche ravanata tra cinghiali e mufloni prealpini prima o poi ci scappa...

Poncione says: RE:
Sent 22 August 2017, 19h18
Quando vuoi, dopo la fine dell'estate... Ciao


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