Rheinwaldhorn - Adula la Regina ticinese (3402 m) (Via Val Malvaglia ad anello)


Published by saimon , 17 June 2017, 23h39.

Region: World » Switzerland » Tessin » Bellinzonese
Date of the hike:16 June 2017
Hiking grading: T4+ - High-level Alpine hike
Mountaineering grading: PD
Climbing grading: II (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: CH-GR   CH-TI   Gruppo Rheinwaldhorn   Gruppo Cima di Gana Bianca   Gruppo Cima Rossa 
Time: 10:30
Height gain: 2279 m 7475 ft.
Height loss: 2151 m 7055 ft.
Access to start point:Via Val Malvaglia salire fino a dopo Dandrio, prima di Anzano seguire per Cusiè a destra e salire fino alla strada non asfaltata che porta al posteggio di Foppa.
Accommodation:Presso Capanna Quarnei, Capanna Adula UTOE o Capanna Adula CAS
Maps:1253 Olivone 1:25.000

Oggi si parte presto, la meta è l'Adula dalla via Val Malvaglia.

Inizio dell’escursione alle 06:30
Tempo dell’escursione in cima al Passo Laghetto ore 09:45 (pause incluse)
Tempo dell'escursione in cima al Adula alle ore 18:30 (pause incluse)
Tempo dell'escursione in cima al Passo Laghetto di ritorno ore 20:45
Temperatura alla partenza: +16.5°C
Temperatura sull'Adula: +2°C percepita sotto zero per il forte vento
Rientro alle ore 00:30
Temperatura al rientro: +13.5°C
Totale km: 21
Sforzo km: 50.8
Tempo escursione senza pause 10h 25min.

Mi trovo alle 6 con Raf e Vale, carichiamo l'auto e iniziamo a salire la Val Malvaglia fino al punto di partenza, ovvero Cusiè foppa dove c'è il parcheggio alla fine della strada.

Ore 6.30: dopo esserci preparati si parte e ci addentriamo nel selvatico e magnifico bosco che conduce fino alla prima alpe, quella di Pozzo; prima di arrivare intravediamo già la capanna Quarnei dove chiaramente non ci passeremo perché il sentiero passa alla sinistra in mezzo all'Alpe Quarnei.

Dopo l'alpe di Pozzo il primo dislivello di circa 200 m in un comodo sentiero ci conduce all'alpe Quarnei, dove pensavo di vedere le mucche al pascolo, ma era ancora tutto chiuso.

Percorriamo il falso piano che conduce, seguendo la segnaletica ben marcata, al Passo del Laghetto per poi arrivare al Laghetto Cadabi.

Dislivello di salita 600 m, salendo in un bel sentiero che da sotto mai potresti pensare di salire lì. Una volta arrivati ai piedi della cima del laghetto scorgiamo il canalone con pietraia e tanto di riale che ci porterà su al laghetto Cadabi. Facciamo un'attimo di pausa e discutiamo da dove salire; il sentiero ben marcato ci porta fino sotto gli strapiombi della Cima del Laghetto; visto i tanti sassi in zona, non ci fidiamo e decidiamo di salire diritti a destra dove scende il torrente e andare a fare il canale fino in cima. Ma solo più tardi pensiamo che magari sotto, forse, è meno esposto alla caduta sassi. Vabbè, va tutto bene e prendiamo il nostro canale, che sale nel mezzo di un torrente, dove proprio il sentiero marcato molto chiaramente sul canale ci porta al laghetto Cadabi.

Una volta su, godiamo del panorama circostante, molto selvatico: una tranquillità unica con questo laghetto in parte ancora ghiacciato, qualche foto e poi meritata pausa, ma soffia tantissimo il vento. Troviamo un riparo ben costruito da rocce a sinistra del laghetto, ci mettiamo tutti e tre dentro, mangiamo qualcosina, ci vestiamo con vestiti più caldi e ci prepariamo per affrontare la parte tecnica che ci porterà in cresta consultando pure la mappa.

Prima di ripartire alla foce del laghetto, sorprendentemente arrivano tre tedeschi: qualche scambio di parole, ma loro andavano solo alla Capanna UTOE dell'Adula.

Bene, si riparte: iniziamo dalla parte destra della foce del laghetto la risalita della cresta WSW fino al punto tecnico con cavi e catene, una comoda segnaletica, ben demarcata da punti blu, qualcuno un po' sbiadito, ma comunque difficile, o meglio impossibile, sbagliarsi.

Prendiamo subito quota, senza eccessiva fatica, salendo tra tutte queste rocce che sembrano farci da gradini. L'esposizione a volte è da brivido, ma ci sentiamo sicuri. Arriviamo al primo nevaio e decidiamo, siccome i punti blu passano nel mezzo, di raggirarlo da sotto.

Passiamo poi dalla parte destra della cresta e dietro si sale ancora un pezzo tecnico attrezzato con cavo d'acciaio che finalmente porta in cima.

Giungiamo quindi al passaggio attrezzato con cavo acciaio e catena che permette di passare un traverso esposto fino sotto al famoso caminetto di 2° grado.

Dopo esserci assicurati, decidiamo di salire con moschettone e fettuccia su imbrago, prima un pezzo leggermente innevato e ghiacciato e poi roccia e materiale instabile.

Lo superiamo senza difficoltà e subito dopo siamo sulla cresta dove, verso sud, il precipizio che guarda sulla Valle Malvaglia è impressionante.

Uno spettacolo, un centinaio di metri ancora tra rocce e nevai e arriviamo ai piedi del ghiacciaio, il Vadrecc di Bresciana, ancora in parte innevato. Ci fermiamo e valutiamo la situazione, visto l'innevamento che copre ancora la maggior parte dei crepacci decidiamo d'incordarci.

Ripetiamo quanto appreso al corso: non avendolo praticato tanto qualche dubbio sorge, ma in tre riusciamo senza problemi a ripetere quanto appreso. Nodo dopo nodo siamo pronti.

Discutiamo sul fatto che è già molto tardi, il tempo è volato, anche per le tante soste di valutazione e che un ritorno per la stessa via risulta impossibile. Propongo quindi il giro ad anello con discesa sopra la capanna Adula UTOE per poi ridiscendere la vallata del fiume che scende dal ghiacciaio e risalire un bel sentiero che ci porterà ancora in quota al laghetto Cadabi e tornare dallo stesso tragitto di stamattina.

Bene, allora dobbiamo sbrigarci: prima di partire una vecchia traccia ci dà l'idea di passare da una pietraia all'altra, diritti fino su al famoso fungo della cresta terminale.

Giungiamo sotto al fungo e valutiamo da che parte raggirarlo, la neve tiene e il lato verso il ghiacciaio con cengia rocciosa innevata ci sembra meno pericoloso. Ne parliamo assieme e tutti e tre siamo d'accordo (tanto siamo incordati). Inizio ad avanzare io e gli altri mi tengono in sicurezza, se dovesse staccarsi qualcosa finirei dritto sul ghiacciaio sottostante. Una volta attraversato il fungo metto in sicurezza gli altri che a ruota si susseguono.

Dopo il fungo, ancora qualche ripido metro d'arrampicata da fare incordati e iniziamo a scorgere la croce di vetta.

L'adrenalina è tanta; una volta in vetta, sul tetto del Ticino, la Regina del nostro cantone, un urlo di sfogo sulla valle e il ghiacciaio di Bresciana.

In vetta ci rimaniamo davvero poco, giusto per firmare il libro e bere qualcosa, qualche scatto e controllare l'incordata per la discesa. Chiedo l'ora da mettere sul libro di vetta e sono le 18.30. Azzi amari, fa ancora chiaro e il sole sbuca ogni tanto tra le nuvole. Abbiamo ancora almeno 5h di discesa, dobbiamo muoverci.

Fa freddo, 2° gradi accompagnati da forti raffiche di vento a più di 80km/h che ci spostano; meglio iniziare a scendere. In qualche istante, però, veniamo avvolti da una forte nebbia. Colpa di Raf che tutto il cammino diceva che l'ultima volta dalla via normale non si è goduto il panorama per la fitta nebbia.

Questa nebbia che prima di partire dalla vetta svanisce di colpo, giusto quell'attimo per goderci il panorama e scorgere la traccia di discesa per la via normale. Vediamo pure il ghiacciaio del Basodino, wow.

Si parte e a tratti la nebbia ci obbliga a fermarci per poi scorgere appena più sotto la traccia. Con calma, scendiamo il ghiacciaio, qualche traverso e la ripida discesa fino in fondo, non vogliamo neanche pensare a sopra cosa siamo passati, ma la discesa è stata lunga.

Anche quel centinaio di metri di pendio sotto il sempre più marcio Grauhorn, con tutte le sue frane sottostanti l'abbiamo passato bene.

Scendiamo quindi seguendo i tanti ometti di vetta tra altri sfasciumi di rocce e nevai, fino al punto dove decidiamo di togliere la corda e i ramponi.

Prendiamo quindi il sentiero sino a congiungerci con l'altro che sale dalla Capanna Adula UTOE, ma invece di perder tempo a scendere il sentiero decidiamo di scendere dal pendio fino alla vallata del fiume per guadagnare tempo prezioso, siccome il tramonto ormai ha inizio.

La risalita al Cadabi e al Passo del Laghetto è frammista a roccia e nevai che coprono il passaggio del sentiero, ci godiamo però un bellissimo tramonto alle nostre spalle. Dobbiamo sbrigarci, la notte poi cala alla svelta.

Le 20.45: vogliamo arrivare a fare il canale del Passo del Laghetto in tempo prima che faccia buio.

Siamo su e finalmente ancora con un po' di luce riusciamo a scendere, ma ormai le 21.30 la notte ci avvolge anche all'ombra della Cima del Laghetto. In fondo al canale eravamo attrezzati e montiamo le luci sui caschi e io accendo la mia super luce che illumina come se fosse giorno.

Ridiscendiamo a valle fino all'Alpe Quarnei, altra pausa, fa caldo e sono le 23, beviamo e mangiamo gli ultimi resti e via, ripartiamo senza sosta sul lungo e interminabile sentiero che ci porterà all'auto.

Ore 00.38 arrivati, si conclude questa avventura, tutti esausti ma super soddisfatti, abbiamo raggiunto tutti i nostri limiti e privi di problemi, a parte i dolori ai piedi e qualcosa alle ginocchia.

Grazie Raf e Vale per la compagnia, spero vi sia piaciuto il "giretto".

Alla prossima, con altri bei giri.


Raf

...

Hike partners: saimon, Raf, valebionda


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Comments (17)


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irgi99 says:
Sent 18 June 2017, 06h09
Ciao! Bella salita in alternativa alla monotona Val Carassino...! Bravi!
Ma è già tutta libera dalla neve la cresta che sale dalla Val Malvaglia?
Irene

saimon says: RE:
Sent 18 June 2017, 11h35
Ciao Irgi, tutto bene? Grazie mille! Si certo è libera da neve, qualcosa sotto il camino di ghiacciato, ma proprio perchè esposto a nord. Poi sopra qualche nevaio come puoi vedere dalle foto. Un saluto a presto Simone

irgi99 says: RE:
Sent 18 June 2017, 19h25
Ciao! Si tutto bene!
Grazie mille per le indicazioni!
Buona montagna, Irene :)

micaela says:
Sent 18 June 2017, 08h31
Che lunga avventurosa giornata ben raccontata!
Poche ore in più e facevate "le tour de l' horloge", il giro del quadrante dell' orologio, come si dice in francese.
Complimenti!
Micaela.

saimon says: RE:
Sent 18 June 2017, 11h36
Ciao Micaele, grazie mille. Si vero, mancava ormai qualche ora ;), ma è stato un bellissimo tour, molto impegnativo. A presto saluti saimon

danicomo says:
Sent 18 June 2017, 08h38
Bella avventura, bravi!
Complimenti per le foto, bella saturazione, bello zoom/grandangolo.
Che macchina usi?
Daniele

saimon says: RE:
Sent 18 June 2017, 11h38
Ciao danicomo è una action camera, la Garmin Virb Elite, ha una buonissima qualità, anche superiore alla penultima gopro, inoltre ha bussola, altimebro, barometro, gps, video ecc... inclusi. Poi le foto le elaboro chiaramente ancora con lightroom. Un salutone a presto saimon

stellino says:
Sent 18 June 2017, 13h50
Ueila!
Leggerlo gli orari ho l'impressione che "qualcosa" non ha funzionato bene...

saimon says: RE:
Sent 18 June 2017, 14h01
Si stellino, siamo andati in gruppo e il ritmo era adattato a tutti. Forse troppe soste. Ma è stato molto bello.

igor says:
Sent 18 June 2017, 19h31
C
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saimon says: RE:
Sent 18 June 2017, 20h24
SEI
UN
MITO
TI
ASPETTIAMO
NELLE NOSTRE
AVVENTURE.

Grazie Maestro

Simone86 says:
Sent 18 June 2017, 21h31
Urca che rientro "notturno", spero nessun problema! Complimenti per il super giro in giornata, immagino devastante!

saimon says: RE:
Sent 18 June 2017, 21h33
no nessunissimo tipo di problema. Ci siamo anche fermati in notturna all'Alpe Quarnei a goderci il cielo stellato visto che grand parte della giornata era nuvoloso ;). si devastante come giro, ma già recuperato tutto. saluti saimon

Poncione says:
Sent 19 June 2017, 13h44
Bravissimo Saimon... un altro bellissimo colpo.
Ciao

saimon says: RE:
Sent 19 June 2017, 14h29
Grazie mille Poncione, diciamo che forse la prossima volta meglio valutare i 2 giorni, ma volevo riuscere nell'impresa. Essendo in gruppo però non ho potuto far di meglio, la compagnia è compagnia.

Daniele66 says:
Sent 20 June 2017, 07h42
Complimenti. ....Bella tirata. ........sicuramente x me sarà una due giorni. ....Daniele 66

saimon says: RE:
Sent 20 June 2017, 07h59
;) si una tiratona, ma alla fine appagante in tutto, tragitto, panorami, natura selvaggia, ecc... Si te lo conisglio di farlo in due giorni. Una buona giornata a presto saimon


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