COVID-19: Current situation

Pizzo Marona e Monte Zeda da Scareno - Valle Intrasca


Published by atal , 31 January 2017, 00h07.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:29 January 2017
Hiking grading: T4- - High-level Alpine hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 8:30
Height gain: 1600 m 5248 ft.
Height loss: 1600 m 5248 ft.

Il versante Sud del Monte Zeda è un grande ventaglio di erba che chiude la visuale verso Nord quando, nelle giornate limpide, dai dintorni di casa volgo lo sguardo nella direzione del Lago Maggiore. Un anno fa ho cercato tra le pieghe di quel versante aperto, che sembra non abbia nulla da nascondere, vecchi alpeggi in rovina (link). Appare certo più logico salirlo fino al confine con il cielo e percorrerne le panoramiche creste, ed è proprio questo che andrò a fare oggi con Ferruccio e Corrado, approfittando del fatto che i pendii appaiono ancora privi di neve...

Annotazioni
Si tratta di un itinerario lungo e faticoso ma privo di vere e proprie difficoltà. La parte fuori sentiero non presenta problemi di orientamento.
Il percorso è consigliato nel senso descritto: Colle di Onunchio in salita, Pian dei Morti in discesa.
Non consigliabile in estate per l'erba alta e delle felci lungo le due dorsali, in particolare sul Pian dei Morti.

Il percorso
Da Scareno, l'ultimo paese della Valle Intrasca, prendiamo la bella mulattiera per Piaggia e seguiamo il sentiero per Occhio e Onunchio, noto dalla visita ai Belmi dello scorso anno. Risaliamo quindi senza sentiero il Colle di Onunchio e, seguendone fedelmente il filo, con percorso sempre più più ripido ma mai difficile, raggiungiamo il frequentato percorso che dal Pian Cavallone porta alla Marona, tra la Scala Santa e il Passo del Diavolo. In breve raggiungiamo la cappella della Marona. Davanti a noi il paesaggio si dissolve nella foschia che oggi ha preso il posto del Lago Maggiore.

Riprendiamo il cammino diretti verso il Monte Zeda seguendo i segnavia ufficiali. Con cautela affrontiamo un tratto esposto attrezzato con catene, in parte nascoste sotto neve polverosa. Giunti al bivio con la mulattiera che taglia il versante, saliamo quindi in cima al Monte Zeda, chi seguendo il sentiero, chi lungo la facile dorsale.

Arriviamo in cima dopo 5:30 dalla partenza. Panorama superbo sulle valli circostanti, che in questa stagione spoglia si mostrano senza pudori, lasciando leggere infiniti dettagli, ricordi di escursioni passate, idee per giri futuri.

Scendiamo verso il Piè di Zeda e prendiamo la mulattiera che porta al bivacco del Pian Vadà. Qui lasciamo il percorso ufficiale e ci caliamo lungo la dorsale del Pian dei Morti, resa scivolosa dall'erba secca. Nel tratto più basso del Pian dei Morti, quello che sovrasta Piaggia, prevalgono invece le felci, fittissime ed enormi, al punto dal costituire un intralcio anche in questa stagione.

Giunti a Piaggia rientriamo a Scareno lungo il percorso dell'andata.

Tempi
Da Scareno al Pizzo Marona per il Colle di Onunchio: 4:10
Dal Pizzo Marona al Monte Zeda: 1:10
Dal Monte Zeda a Scareno per il Pian dei Morti: 2:50

Link alla relazione di Ferruccio:

Hike partners: atal


Minimap
0Km
Click to draw, click on the last point to end drawing

Gallery


Open in a new window · Open in this window


Comments (14)


Post a comment

Sent 31 January 2017, 08h31
Gran belle foto e stupenda escursione: BRAVI...!!!

Angelo

atal says: RE:
Sent 31 January 2017, 20h36
Grazie Angelo per il commento e per i complimenti. È un giro che vale la pena fare proprio quando ci sono condizioni di questo tipo,
Andrea

veget says:
Sent 31 January 2017, 13h17
Complimenti per aver scelto quel tracciato di salita.....altrettanto per la discesa dal Vadà a Piaggia........
Sicuramente più "complicati" rispetto a qualche decina di anni fa, allora si "saliva e scendeva" anche, dal costone verso il Pian dei Morti....(non semplicissimo.....)
Purtroppo parecchie di queste "vie",sono scomparse!
Bravissimi!
Buona Continuazione per le vostre "esplorazioni"
Ciao a tutti
Eugenio

atal says: RE:
Sent 31 January 2017, 21h03
Grazie Eugenio per il gentile commento e per l'incoraggiamento. Il bello, almeno per me, è proprio andare a riscoprire vecchi percorsi o magari "inventarli" (anche se in effetti non si inventa niente...) cercando le soluzioni più logiche.
Buone cose,
Andrea

cristina says:
Sent 31 January 2017, 16h37
Era quello che volevamo fare noi qualche settimana fa ma dopo Piaggia ci siamo trovati nei rovi e non amando troppo quel tipo di ravano ci siamo diretti al P.so di Folungo....ma ci riproveremo con giornate almeno più lunghe...

atal says: RE:
Sent 31 January 2017, 22h35
Avevo letto la relazione del vostro giro. Alla fine mi sembra che sia stato comunque interessante.
Buone escursioni,
Andrea

Sent 31 January 2017, 17h52
Mai fatto da lì: interessante, bravi.

atal says: RE:
Sent 31 January 2017, 22h30
Grazie Roby, era un giro che avevo in mente dallo scorso anno, quando ero andato ai Belmi. Adesso si cambia genere, è tempo di pensare alla neve...

andrea62 says:
Sent 1 February 2017, 10h33
Mica male questa lunga escursione! Un invito a chi come me non conosce la zona e non ha ancora salito lo Zeda.
Ciao.
Andrea

atal says: RE:
Sent 1 February 2017, 22h39
Andrea, un'escursione come questa può essere un modo per iniziare a vedere qualcosa dalle parti della Valgrande, se si è abituati a muoversi senza sentiero (e comunque è un giro da non fare in estate), altrimenti penso sia consigliabile iniziare con qualche sentiero ufficiale, ad esempio i classici percorsi per Cima Sasso da Cicogna o la Laurasca dalla Valle Loana. Se l'obiettivo invece è proprio la cima del Monte Zeda, il percorso più comodo è quello dal Passo Folungo.
Buone escursioni,
Andrea

andrea62 says: RE:
Sent 2 February 2017, 10h11
Bene, sicuramente se andrò lo farò con persone di fuducia. Da tempo la Cima Sasso è un obiettivo primaverile nel cassetto mentre la Laurasca dalla Val Loana è l'unica cima che ho fatto in zona, ormai sono passati quasi 9 anni. La tentazione di visitare un pò bene la Valgrande è abbastanza forte.
Ciao.

atal says: RE:
Sent 5 February 2017, 11h01
Vedrai che la Valgrande ha sicuramente molto da offrire, moltissimo di più di quello che lasciano intravedere i sentieri ufficiali, ma per andare oltre è raccomandabile acquisire consapevolezza delle vie di fuga, che sono proprio i sentieri ufficiali di cui sopra. Io le prime volte non ho provato una soddisfazione che fosse alla pari della sua fama, poi - mano a mano che mi cimentavo con percorsi meno battuti - ho cominciato a capire che la Valgrande (e le sue adiacenze) ha davvero qualcosa di speciale...
Ciao

Panoramix says: Se non ora ... quando ?
Sent 2 May 2017, 16h08
Questo giro mi attira molto ... anzi moltissimo ... ero pronto a provarlo ... ma non ho fatto i conti con la neve di questi giorni ... devo aspettare l' autunno oppure solo qualche settimana ?

atal says: RE:Se non ora ... quando ?
Sent 2 May 2017, 19h00
Questa mattina vedevo da casa che tutta la zona sembrava coperta di panna montata...Quindi bisogna aspettare ma ti consiglio di evitare le felci, che abbondano soprattutto sopra Piaggia. Direi che o hai la possibilità di andare appena si scioglie la neve, sapendo che sotto ci sono già i getti, e ci metteranno pochissimo a svilupparsi, oppure aspetterei l'autunno inoltrato.


Post a comment»