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Flebili tracce di una civiltà scomparsa. Gli antichi sentieri di cima Cioltro


Published by blepori , 18 May 2016, 21h56. Text and phots by the participants

Region: World » Switzerland » Tessin » Bellinzonese
Date of the hike:15 May 2016
Hiking grading: T5 - Challenging High-level Alpine hike
Waypoints:
Geo-Tags: Gruppo Pizzo di Claro   CH-TI 
Time: 8:00
Height gain: 1600 m 5248 ft.
Height loss: 1600 m 5248 ft.
Route:Osogna - Ciüsareta - Val di Cresciano - P.1573 - Alpe Salosa di Cresciano - Bocchetta di salosa - Cima Cioltro - Monte Alto - Osogna
Access to start point:A2 fino a Bellinzona o Biasca, poi strada cantonale per Osogna
Accommodation:Baita al P.1573
Maps:CNS 1293 Osogna

Provate a dire ad amici e parenti che siete andati alla cima Cioltro. Vi guarderanno come se aveste parlato di Marte. Eppure anche loro almeno una volta ci saranno passati sotto, sfrecciando lungo l'autostrada e forse avranno gettato uno sguardo a quello strano "coso" che incombe sopra Osogna. E, forse, qualcuno dei loro antenati su queste balze inospitali ha cercato di ricavare di che vivere. Come ricorda Giuseppe Brenna una fitta rete di sentieri solcava i fianchi di cima Cioltro, dello Stegnone, del Mottale, collegando fra di loro gli alpeggi. Oggi su queste cime è tornato il silenzio, pochi appassionati ancora cercano le flebili tracce dei vecchi sentieri che stanno man mano scomparendo e vengono inghiottiti dal bosco. E, molto probabilmente, i nostri figli o nipoti in questi posti non potranno più salire.

Il nostro viaggio nel tempo inizia ad Osogna. Partiamo a sud del paese, presso la discarica, e di buon passo ci avviamo sul per il sentiero che conduce alla chiesetta della Santa Pietà (bel punto panoramico sulla Riviera). Zaza sembra un po' perplesso: doveva essere una gita avventurosa e ci troviamo su di una larga stradina che sale dolcemente a tornanti. Prendiamo a destra verso Balasco dove c'è una famiglia: quando chiediamo della strada per Tetto Nuovo ci guardano come se fossimo pazzi...Appena sopra termina la civiltà: il sentiero si fa meno evidente e le baite di Ciüsareta sono ormai inghiottite dal bosco. Il bel sentiero (ben marcato sulla CNS) sale sopra le baite, poi fa una bella traversa fra le rocce verso destra e ci porta sul panoramico pianoro di quota 952, che è letteralmente sospeso sul fondovalle.

Qui comincia il bello! A sinistra parte il sentiero che sale a Tetto Nuovo e poi, con percorso non evidente, continua fino a Monte Alto. A destra parte lo storico sentiero per la Val di Cresciano, che su alpi-ticinesi.ch risulta "stato non conosciuto", quindi siamo veramente su terra incognita. L'inizio è facile da trovare: il sentiero parte proprio sul fianco destro del poggio, una traversa (la vecchia scala è caduta) porta su di una cengia che conduce a uno stretto canale. Poi il sentiero prende a risalire, radi ometti rendono più semplice la ricerca del tracciato. Il passaggio più critico è per entrare nel canale principale: in quel punto il sentiero ridiscende verso destra per aggirare un roccione (passaggio delicato, dove una volta c'era la scala), appena sotto un rassicurante ometto conferma che siamo sulla via giusta. Si traversa il canale per entrare in leggera salita nel bosco: il terreno si fa' più semplice, ma il sentiero non è sempre evidente anche perché ci sono diversi saliscendi per aggirare le fasce di rocce. Quando si è di fronte alla valle di Cresciano, il sentiero prende a scendere a zig zag (ci sono tracce di scale) e raggiunge il fiume in corrispondenza di una bella pozza.

Il luogo è idilliaco, ma attenzione a non sostare troppo, siamo appena sotto la presa d'acqua della centrale di Biasca!

Lasciata questa meraviglia traversiamo il fiume e seguiamo tracce di sentieri sul pendio di fronte obliquando verso destra; siamo in un fitto bosco che offre scorci suggestivi verso le cascatelle, peccato sia troppo fresco per un bel tuffo! Passati di fronte alla presa d'acqua, in breve siamo sul sentiero principale che arriva da Sotaregn, in corrispondenza del bivio per il "sentiero dei grandi alberi". Passato il fiume su di uno spettacolare ponte seguiamo questo bel sentiero ripristinato da pochi anni.

La fretta purtroppo ci gioca un brutto tiro e superiamo la deviazione dell'antico sentiero che sale alla baita di p. 1573, la nostra prossima meta. Il bivio dovrebbe essere in corrispondenza circa della metà della parola Boggera sulla CNS. Noi invece risaliamo a fianco di una grande canale, passando per un bel appostamento di cacciatori, poi ci portiamo ai piedi della grande scogliera che difende l'accesso alla parte superiore della valle.L'inizio è circa in corrispondenza del canale fra le due l della parola "valle" è non è evidente, perché la prima scala è ormai caduta ( Zaza ricorda che sul percorso giusto c'è qualche segno). Imboccato il pendio troviamo un antico muro di sostegno che ci conforta sul percorso; appena sopra il sentiero fa' una spettacolare svolta su di un passaggio obbligato, dove la scala resiste ancora.

Proseguiamo in questo ambiente selvaggio seguendo quel poco che resta delle tracce, gran parte delle scale sono ormai cadute ed è facile prevedere che entro pochi anni l'intero tracciato sarà praticamente cancellato. Grande è la sorpresa di trovare la baita di P. 1573 ancora ben tenuta, con il baitino delle provviste ancora in piedi; qui, se proprio la civiltà vi da' fastidio, si può anche fermarsi a dormire, al massimo vi disturberà qualche cervo (ammesso che non compaia il lupo).

Una breve pausa e attacchiamo il "pezzo forte", cioé il sentiero di collegamento con l'Alpe di Salosa. E' un percorso straordinariamente ardito che sfrutta una cengia esposta su di un'alta parete, già descritto in altri resoconti. Dalla baita scendiamo leggermente in diagonale fino a portarci sotto la parete, che seguiamo fino all'imbocco della cengia. Il passaggio non è troppo difficile (ma meglio non soffrire di vertigini), in compenso l'ambiente è straordinario: la cengia è dapprima stretta e rocciosa, poi si allarga ed è fiancheggiata da antichi alberi contorti; al di sotto centinaia di metri di vuoto. All'uscita una straordinaria scala a testimoniare che qui passava un vero sentiero, poi un grande albero caduto che sbarra il percorso - la riserva forestale della Val di Cresciano sta tornando allo stato primitivo, un caos di rami, piante cadute, rovine in cui diventa sempre più difficile passare.

All'uscita un breve strappo ci porta all'Alpe di Salosa di Cresciano:un'oasi di pace e serenità con un praticello avvolto da grandi piante; in alto la mole arcigna dello Stegnone ci sovrasta. Di qui passa la via normale alla cima Cioltro, un vero sentiero che fino a pochi anni fa era marcato sulla CNS, ma di cui in realtà non resta che una debole traccia nel bosco. In breve siamo alla bocchetta di Salosa: la giornata è tersa e luminosa, di fronte a noi sua maestà il pizzo di Claro riluce di un bianco abbagliante. Saliamo rapidamente nel bosco rado fino in vetta alla Cima Cioltro, poi scendiamo alla cima 1803, che è un vero balcone sulla Riviera. Panorama di prim'ordine sui monti della Verzasca e sul Pizzo di Claro. Verso Nord la vista si spinge fino alle vette imbiancate del Pizzo Forno e al Campo Tencia, ancora in piena veste invernali.

La discesa è (se possibile) anche più complicata della salita: i vecchi segni e le tracce sono poco visibili, trovare i passaggi (soprattutto il passaggio obbligato all'uscito della parete) è tutt'altro che evidente. Se non lo si conosce bene non è certo un percorso consigliabile in discesa. Finalmente usciamo dal malpasso e raggiungiamo Monte Alto: di qui rotoliamo rapidamente su di un buon sentiero verso Pönt e poi ad Osogna.

Percorso formidabile, che è indispensabile studiare bene poiché sono molti i passaggi poco evidenti e difficili da trovare. E se volete ripeterlo affrettatevi: è impressionante quanto velocemente questi sentieri (e le relative marcature) stanno sparendo, in un decennio la differenza è chiaramente avvertibile.

E un grande grazie a Zaza per l'intuizione. E siccome questa era una gita bilingue, qui potete leggere il resoconto in tedesco e vedere altre belle foto.

Hike partners: Zaza, blepori


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Comments (5)


Post a comment

Poncione says:
Sent 18 May 2016, 22h16
Da paura, ragazzi... Complimenti.

danicomo says:
Sent 19 May 2016, 00h05
Bellissimo, giornatona!

Menek says:
Sent 19 May 2016, 17h50
Mizzica, 18 h di cammino...

blepori says:
Sent 19 May 2016, 18h03
per fortuna erano solo 8...

gbal says:
Sent 24 May 2016, 19h08
Da una coppia così non ci si poteva aspettare di meno.
Dire bravi è....riduttivo!


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