COVID-19: Current situation

Le tre cascate di Cittiglio


Published by rochi , 15 December 2015, 21h33.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:15 December 2015
Hiking grading: T4- - High-level Alpine hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 2:30
Height gain: 250 m 820 ft.
Height loss: 250 m 820 ft.
Access to end point:A Cittiglio girare a destra in direzione Vararo, quindi seguire le indicazioni per le cascate. parcheggio a Cittiglio alta, libero e gratuito.

Entusiasmante gita mattutina dal sapore esplorativo in entusiasmante e selvaggio ambiente , a due passi da casa, in quota inferiore ai cinquecento metri. Eppure, aggrovigliato nella sterpaglia e in bilico sulla scarpata mi è sembrato di tornare indietro di qualche anno, quando nella giungla vera avevo visitato le Maturuni Falls alle falde del Kilimanjaro [http://www.hikr.org/tour/post52527.html ].
La relazione del bravo morgan non lasciava dubbi riguardo alle difficoltà di questo itinerario e, forse proprio per un riacceso spirito di avventura, alle otto di un mattino limpido e frizzante, mi avvio dalla piazzetta di Cittiglio alta, seguo le frecce, costeggio una bella forra, mi immetto su un'ampia sterrata e arrivo all'area pic nic della prima cascata. Per vederla, devo inoltrarmi per qualche metro nel torrente costeggiandolo alla benemeglio. Nonostante la comprensibile scarsa presenza di acqua, lo spettacolo è affascinante: questo salto d'acqua è alto 43 metri e scende da una gola che il torrente San Giulio si è scavato nella roccia realizzando magnifiche vasche.
Torno sui miei passi e attacco il sentiero per la seconda cascata senza farmi intimorire dai numerosi avvertimenti e divieti di transito. In forte pendenza, la traccia sale ben evidente e talvolta scalinata sino a giungere a monte del primo salto, quindi, su tratti espostissimi e franosi prosegue con pendenze più morbide sino a giungere alla piscina naturale creata dal secondo salto, alto 51 metri e sfacciatamente visibile all'estasiato spettatore, data l'assenza di rocce  a compromettere lo sguardo. Dalla prima alla seconda cascata T3.
Proseguo e continuo a salire; sebbene occorre che rimanga concentrato nella progressione, questa risulta tutto sommato agevole perché il sentiero è sempre ben visibile, sino a che, transitando sotto una parete, questo si perde abbastanza improvvisamente. La conformazione del territorio indurrebbe a piegare verso destra e salire il bosco ma, il rumore delle automobili più in alto mi fa pensare ad un'uscita sulla strada per Vararo, errore già commesso da altri, stante alla lettura di qualche relazione. Opto allora per seguire il rumore dell'acqua e mi ritrovo in una giungla di rovi e piante divelte, il tutto di traverso su un pendio di almeno sessanta gradi. Sotto i piedi, foglie secche e terriccio franoso. Per fortuna, nel bosco le maniglie non mancano e così procedo con grande lentezza scalvando tronchi o strisciandogli sotto, come una biscia e sperando di andare nella direzione esatta. La conferma arriva presto quando, una decina di metri sotto di me, intravvedo una traccia che vado a prendere non senza difficoltà. Questa traccia si fa sempre più ampia ed entra in un valloncello percorso dal torrente. Lo scroscio dell'acqua corrente mi infonde fiducia sulla bontà dlla direzione e mi determina a ravanare tra acqua e terra e spine balzando ora di qua ora di là del corso d'acqua sinchè, cadente da una orridissima parete, ecco la terza cascata. 
E per la terza volta resto a bocca aperta di fronte a questa bellezza (altezza 56 metri) che vorrei definire oggettiva perché non è possibile pensare al brutto in questo posto. L'ultimo tratto per arrivare qui è T4 ma per massimizzare definitivamente la goduria occorrerebbe risalire un ultimo roccione che preclude in parte la vista e dall'apice del quale - immagino - avrò una visione totale della cascata. Ci penso su un attimo quindi comincio ad arrampicare facilitato da una corda su roccia verticale e umidissima. A tre quarti della "via" le difficoltà (causa piccolo strapiombo), si fanno notevoli; probabilmente riuscirei a salire, mi preoccupa la discesa. In un ambiente solitario e selvaggissimo, cadessi di qui, mi ritroverebbe qualche fungiatt il prossimo autunno. Decido pertanto per una rinuncia e studio le possibilità di discesa. Appena appoggio un piede, questo scivola. Mi aggrappo alla corda e mi fermo. Ci penso su, mi passo la stessa corda tra la gamba e la spalla e mi calo alla vecchia maniera, come ho visto fare al grande Bonatti in qualche video. Il quale, buonanima, si sarà rivoltato nella tomba nel veder applicare così barbaramente la sua tecnica. Ma avrà anche guardato giù perché tra un sospiro e l'altro, in un tempo che non saprei definire, mi ritrovo finalmente con i piedi per terra, al sicuro.
Dopo ampia pausa a godermi l'ambiente e rivivere il mio sgangherato film, mi avvio per il ritorno. Qualche decina di metri dopo la cascata, alzo lo sguardo a sinistra e sopra un canale, vedo un palo della corrente elettrica, di quelli che passano sulla strada verso Vararo. Attraverso il torrente e seguo un'esile traccia che in fortissima pendenza mi porta su. Più in alto, la traccia si fa più evidente e ci sono segni di (soliti) animali, tipo lattine e bottiglie a terra. Un paio di ferri conficcati nel terreno rappresentano l'ultimo aiuto prima di sbucare sulla sospirata strada.
Per chi volesse fare il percorso delle cascate a ritroso o più semplicemente dare uno sguardo veloce alla terza è possibile scendere (con cautela) di qui, tra il km 3 e 4 della strada, all'altezza di uno slargo. Ho costruito un ometto di segnalazione, se dura.
Percorro qualche chilometro su asfalto e torno (tagliando per via II Novembre) rapidamente all'auto, dopo due ore e mezza di avventura totale.
Sviluppo: 6 km; SE: 8,5 km circa.
Senza fermarsi e senza perdere tempo dove non si è capaci, i tempi sono dimezzabili.

Hike partners: rochi


Minimap
0Km
Click to draw, click on the last point to end drawing

Gallery


Open in a new window · Open in this window


Comments (4)


Post a comment

Poncione says:
Sent 15 December 2015, 23h50
Bravo Rochi... il "sentiero a eliminazione" delle cascate di Cittiglio con te non ha funzionato. Sono anni che non le frequento, ma ero sicuro che le condizioni fossero tali e quali a quelle da me viste al tempo. Una vergogna a cielo aperto per un itinerario che altrove avrebbe ricevuto ben altre cure.
Bravo a Te, sdegno verso chi dovrebbe occuparsene.

rochi says: RE:
Sent 16 December 2015, 13h27
...forse un po' migliorato, soprattutto tra la prima e la seconda cascata. Ho individuato facilmente la terza per la scarsità d'acqua. Al contrario nella tua precedente ti devi essere trovato la via sbarrata dal torrente in piena. Questo mi par di capire leggendo il tuo commento alla relazione di Morgan risalente ad una gita di un paio di anni fa. per quanto riguarda "la cura", concordo con te e con il qui sotto Domenico al quale proverò ad esprimere la mia idea.
Ciao!!!
R.

Menek says:
Sent 16 December 2015, 10h23
Posto interessante ma ahimè mal tenuto... E mi riferisco non tanto per il wild che si è impossessato del suo naturale territorio, ma dal fatto che laddove è stata apportata una modifica a livello attrezzistico il tutto venga lasciato a se stesso! Ciao

rochi says: RE:
Sent 16 December 2015, 13h30
La vera tragedia, caro Domenico, è l'assenza di un pensiero. Voglio dire, si può anche dire: "vogliamo che il parco delle cascate sia selvaggissimo e chi ci va lo sa e s'arrangia". Ma se c'è un sentiero e se c'è promozione dell'area (cartelli indicatori, pubblicità su siti istituzionali....), allora il tracciato va curato e tenuto in sicurezza in modo che sia fruibile a più persone possibile. Purtroppo, ai soliti sapientoni delle amministrazioni locali nostrane, questo semplice ragionamento non riesce.
Ciao!!
R.


Post a comment»