COVID-19: Current situation

Pizzo Piano d’Ört (2327 m) – SKT


Published by tapio , 5 February 2015, 12h02.

Region: World » Switzerland » Tessin » Bellinzonese
Date of the hike: 4 February 2015
Ski grading: PD+
Waypoints:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Poncione di Vespero 
Height gain: 1332 m 4369 ft.
Height loss: 1332 m 4369 ft.
Route:18 km. Dettaglio: Ambrì, pista Valascia (995 m) – Gioett (1464 m) – Cassin (1594 m) – Cascina di Cara (1833 m) – Stabbiello (2025 m) – sella sotto la piramide quotata 2223 m – Piano d’Ört – percorso circolare sotto il Pizzo di Mezzodì – Pizzo Piano d’Ört (2327 m) – ritorno per la stessa via
Access to start point:N2 uscita Quinto – Ambrì - Posteggio Pista Valascia
Maps:map.geo.admin.ch

Meteo incerta ma alla fine prevale “l’abbastanza soleggiato”: anche se il sole si fa un po’ desiderare, nel momento buono appare, differentemente dalla zona del Verbano. Dunque scelta azzeccata, la Leventina.

Mi propongo di andare a visitare una cima poco conosciuta e, probabilmente, anche poco frequentata: il Pizzo Piano d’Ört, che incombe sopra Ambrì come le altre due cime maggiori, il Poncione di Tremorgio ed il Pizzo di Mezzodì.

La salita fino a Stabbiello (2025 m) coincide con quella, già fatta, del citato Poncione di Tremorgio: quindi non starò ad annoiare nessuno. La traccia è buona e la neve è polverosa-compatta sulla stradina, a causa dei numerosi passaggi.

Raggiunta poi la cascina di Stabbiello, semisepolta dalla neve, avendo mal interpretato le indicazioni del Gabuzzi faccio una lunga ed inutile pascolata nella zona del motto quotato 2063 e nelle zone a sud di esso, con una cinquantina abbondante di metri di dislivello persi (non inseriti nel computo totale). Il Gabuzzi dice di piegare a sud-est: io, errando, piego invece a nord-est, tratto in inganno dal fatto che la gita è già rivolta a nord e quindi la direzione prevalente è “sud”.

Chiarito l’equivoco e tornato a Stabbiello con discesa su polvere (ma con le pelli sotto gli sci), riprendo la traccia che va al Poncione di Tremorgio per abbandonarla subito dopo e, con manovra aggirante, portarmi immediatamente sotto la piramide quotata 2223 m. Da qui non ci sono tracce preesistenti e quindi la mia linea solca la polvere con moderato affondamento.

Il grigio diffuso che già mi ha accompagnato fin qui si infittisce, ma la meta, pur con contorni poco definiti, mi appare davanti. Raggiungo la selletta sotto la piramide e proseguo nel whiteout più totale: non è la nebbia a crearlo, bensì la luce grigia che pervade tutto. In alcuni tratti non riesco nemmeno a capire se sto procedendo in salita, in pianura oppure in discesa. In ogni caso rimango più largo di quanto dice il Gabuzzi: praticamente contorno tutta la conca del Piano d’Ört, avendo come unico riferimento (la cima ormai è invisibile, confusa nel grigio-bianco che tutto avvolge) le ultime rocce che costituiscono la base nord del Pizzo di Mezzodì.

Le difficoltà tecniche che giustificano il PD+ del Gabuzzi si concentrano tutte nella parte finale: con un traverso su un pendio presumibilmente di 35° (Gabuzzi) raggiungo la sella che anticipa la cima. Alla mia destra appare evidente un corno bianco che scende dal Pizzo di Mezzodì; davanti a me (quindi a sinistra) c’è una breve anticima che raggiungo subito. Qui giunto, un breve raggio di sole mi indica la cima effettiva, poco più avanti. La quota è probabilmente identica; comunque, prestando attenzione alle cornici, procedo in direzione nord e vado a toccare anche la cima effettiva del Pizzo Piano d’Ört, a picco sul fondovalle leventinese.

Per cambiare assetto torno comunque sull’anticima, con un breve saliscendi (in realtà “scendi-sali”). Durante queste operazioni la luce cambia leggermente e appare un po’ di sole. Questo naturalmente mi rincuora in vista della discesa. C’è polvere, ma non troppa (sotto c’è un fondo duro): forse anche per questo non riuscirò a godermi appieno la discesa, a causa del riaffiorare del dolore alla caviglia destra. Le stesse curve, quando il piede d’appoggio è quello citato (quindi le curve verso sinistra) risultano più problematiche rispetto a quelle dalla parte opposta. In ogni caso, terminata la mia razione giornaliera di lamentele e re-inquadrata nell’ottica corretta la giornata, posso dire di aver trovato una bella neve polverosa e di aver scoperto un’affascinante montagna ancora un po’ avvolta nel mistero. E in ogni caso, avercene di discese così…


Hike partners: tapio


Minimap
0Km
Click to draw, click on the last point to end drawing

Gallery


Open in a new window · Open in this window


Comments (6)


Post a comment

veget says:
Sent 6 February 2015, 14h15
Ciao Fabio,
Aver portato a buon fine una Skialp, con queste condizione di scarsa visibilità,vedi le sensazioni "salita, discesa" dimostra (se fosse il caso)la tua immensa passione nei confronti della montagna.....
Complimenti!!!! anche alla tua Tenacia
Cari saluti
da
Eugenio
...



tapio says: RE:
Sent 6 February 2015, 15h35
Grazie mille Eugenio! Una volta arrivato nella conca (in salita) ed avendo appurato che non si vedeva nulla oltre la punta degli sci, mi sono detto: "tornare indietro in queste condizioni non è molto indicato...". Quindi ho proseguito, perchè peggio di così non poteva andare... La logica infatti ha pagato... (altrimenti sarei sceso anche a scaletta, pur di poter continuare a seguire la mia stessa traccia).
Un caro saluto anche a Te e Giancarla,

ciao, Fabio

veget says:
Sent 6 February 2015, 18h47
Nella parte finale della risposta , compare la consapevolezza e la saggezza, per poter continuare..... a lungo.
Per cui,
buona continuazione
ciao
Eugenio

tapio says: RE:
Sent 6 February 2015, 18h49
Speriamo...! Arrivare dove sei arrivato Tu sarebbe un bel traguardo!

Buona continuazione, Fabio

veget says: RE:
Sent 6 February 2015, 19h04
Grazie .....del riconoscimento.
Ciao
Eugenio

tapio says: RE:
Sent 6 February 2015, 21h54
Grazie a Te per le belle parole!

Fabio


Post a comment»