COVID-19: Current situation

Gana Rossa e Cima 2240 m sulla cresta NW del Poncione di Tremorgio


Published by siso , 26 October 2017, 22h45.

Region: World » Switzerland » Tessin » Bellinzonese
Date of the hike:26 October 2017
Hiking grading: T3+ - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: Gruppo Poncione di Vespero   CH-TI 
Time: 7:00
Height gain: 1300 m 4264 ft.
Route:Parcheggio Pista di Ghiaccio La Valascia (995 m) – Gioett (1464 m) – Ri Secco sud (1556 m) – Cassin (1593 m) – Cassin di sopra (1635 m) – Cascina Alpe Cara (1833 m) – Gana Rossa (2054 m) – Cima 2240 m.
Access to start point:Autostrada A2 – uscita Quinto – Ambrì – Parcheggio Pista di Ghiaccio La Valascia
Accommodation:Rifugio Garzonera.
Maps:C.N.S. .N.S. No. 1252 – Ambrì - Piotta - 1:25000.

Escursione con sguardo perlustrativo nell’alta Alpe Cara, dalla pietraia Gana Rossa fino alla cresta NW del Poncione di Tremorgio.

 

Inizio dell’escursione: ore 8:40

Fine dell’escursione: ore 15:40

Pressione atmosferica, ore 9.00: 1028 hPa

Velocità media del vento: 5 km/h

Temperatura alla partenza: 7°C

Isoterma di 0°C, ore 9.00: 3700 m

Temperatura al rientro: 11,5°C

Sorgere del sole: 7.56

Tramonto del sole: 18.20

 

Dopo un anno e otto mesi rivisito l’Alpe Cara, per la prima volta senza neve.

Parcheggio ad Ambrì Sopra, sul piazzale della Valascia, sotto i gonfaloni dell’Hockey Club Ambrì – Piotta. È una bellissima giornata autunnale con l’isoterma di zero gradi a 3700 m. La prima parte di salita è comunque nell’ombra invernale, lungo una mulattiera che si sviluppa nella pecceta Faura d’Isra, un bosco di protezione.

Con dieci tornanti la stradina forestale mi conduce al maggengo Gioett (giogo), preceduto dalla località Raguneri (porzione di bosco sradicato).

Mi soffermo di fronte alla cappella, per osservare l’affresco di una Madonna col Bambino che regge una mela. L’artista si è probabilmente ispirato alla celebre opera di Carlo Crivelli (1480).

Raggiungo una strada carrabile (proveniente da Giof), lungo la quale trovo numerose fontane con acqua corrente: è l’unico fioco rumore che avverto fra tanto silenzio. Del resto, per tutto il percorso non incontro né una persona né un animale di grossa taglia.

Anche a Cassin d’Ambrì (1593 m) tutto tace. La strada taglia il ripido pendio, che con gli sci viene risalito lungo una linea impegnativa. A Cassin di Sopra (1621 m) termina la strada. Da qui via non ci sono più né segnavia né sentieri evidenti: entro in un mondo selvaggio, che a differenza dell’inverno non presenta la guida di una traccia. Continuo alla sinistra del Ri Secco o Riale di Cara, in una bella radura fra larici e abeti.

Dopo due ore di cammino pervengo al terrazzo che ospita la Cascina di Cara (1833 m).

La baita non riflette l’appellativo cara: non sembrerebbe infatti molto cara ai proprietari.

Lo testimonia l’incuria che traspare da una rapida visita del suo interno: una tazzina col fondo nero di caffè, stoviglie sporche in un catino, una bombola di gas abbandonata da decenni, un fornello, una stufa a legna, lattine d’alluminio ammucchiate in una scatola di cartone, un letto a pagliericcio che non attirerebbe nemmeno il più imbruttito dei montanari.

Il rifugio ha tuttavia il pregio di essere sempre aperto e di offrire un tetto in caso di maltempo.

A sud-ovest dell’alpeggio svetta l’imponente Piz Meda (2272 m), da non confondere con l’altro pizzo omonimo, che si trova vicino al Passo Campolungo.

Riprendo il cammino senza allontanarmi troppo dal torrentello, puntando alla testata della valle. Raggiunta la quota di 2050 m, in zona Gana Rossa, piego ad est verso la valle laterale che sale al Lago di Cara (2395 m) e alla Valle dei Cani. È un luogo estremamente selvaggio, direi quasi inospitale, ma proprio per questo affascinante. Senza la neve, il paesaggio assume un aspetto ancora più aspro. Una vasta distesa di pietre, di tutte le dimensioni, riempie la conca valliva delimitata da ripidissimi versanti ricoperti d’erba e da rari cespugli. Osservo la frastagliata e poco conosciuta cresta NW del Poncione di Tremorgio. Il sole e la temperatura mite mi invitano a raggiungerla. Man mano mi alzo di quota, mi rendo conto che il versante non è per niente banale. L’erba è tuttavia asciutta: con il prezioso aiuto dei bastoncini riesco a guadagnare il crinale a 2240 m di quota. Il panorama si allarga alla conca posta ad est, denominata Piano d’Ӧrt sovrastata dal Pizzo Piano d’Ӧrt (2327 m). Nel frattempo, un elicottero si posa proprio all’estremità superiore di questa cresta, a pochi metri dalla vetta del Poncione di Tremorgio.

A sud-ovest lo sguardo è attratto dal Pizzo Massari (2760 m) e dalle grinzose guglie della sua cresta nord. È una superba visione impreziosita da un velo di neve e da una bella luce radente.
 


           La cresta nord del Pizzo Massari con le sue grinzose guglie

Non meno interessante è il
Poncione Sambuco (2581 m), che incute rispetto e timore solo a guardarlo.

 

Il telefonino ha campo: sono geolocalizzato e posso messaggiare.

Per la discesa seguo dei sentierini di animali da pascolo fino all’Alpe Cara, quindi ripercorro la stessa via di salita. Benché il sole sia sempre più caldo e la luce più intensa, l’ultimo tratto mi sembra un po’ tedioso: ovviamente, con gli sci la discesa è più divertente.

 

Lunga escursione in zone prive di segnaletica, caratterizzate da un ambiente estremamente selvaggio. Per la prima volta visito l’Alpe Cara su terreno senza neve: l’assenza di una traccia obbliga ad una costante attenzione persino con visibilità perfetta.

 

Tempo di salita: 3 h 55 min

Tempo totale: 7 h

Tempi parziali

Parcheggio Pista di Ghiaccio La Valascia (995 m) Cassin di sopra (1635 m): 1 h 30 min

Cassin di sopra (1635 m) Cascina Alpe Cara (1833 m): 30 min

Cascina Alpe Cara (1833 m) – Gana Rossa (2054 m) – Cima 2240 m: 1 h 55 min

Cima 2240 m – Parcheggio Pista di Ghiaccio La Valascia (995 m): 3 h

Dislivello in salita: 1300 m

Sviluppo complessivo: 14,8 km

Difficoltà: T3+

Coordinate Cascina Alpe Cara: 695.700 / 150.000

Copertura della rete cellulare: buona

Hike partners: siso


Minimap
0Km
Click to draw, click on the last point to end drawing

Gallery


Open in a new window · Open in this window


Comments (4)


Post a comment

danicomo says:
Sent 27 October 2017, 10h12
Nevetta bassina nei versanti nord...
Quando l'ha messa giù??

siso says: RE:
Sent 27 October 2017, 11h00
Verso metà ottobre.

Poncione says:
Sent 27 October 2017, 21h33
Bellissimi e selvaggi ambienti, direi che meritano senz'altro una visita...
Grazie Siso.

siso says: RE:
Sent 27 October 2017, 22h13
Ciao Emiliano!
Effettivamente sono posti selvaggi, molto interessanti. Per raggiungerli occorre tuttavia superare un importante dislivello in salita. Inoltre, i rifugi non sono vicinissimi...
Con la neve la discesa a valle è generalmente veloce; su terreno nudo, per contro, occorre pedalare...
siso


Post a comment»