COVID-19: Current situation

Trekking sull'AV1


Published by cristina , 4 September 2014, 08h40. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Val d'Aosta
Date of the hike: 9 August 2014
Hiking grading: T4 - High-level Alpine hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 8 days
Height gain: 11500 m 37720 ft.
Height loss: 11800 m 38704 ft.
Route:292 km
Access to start point:Autostrada A5 uscita Chatillon-Saint Vincent, posteggio libero alla stazione. Autobus che risale la Valtournanche fino alla località Moulin di Valtournenche. Discea a Morgex, treno Ferrovie dello Stato, biglietteria automatica che accetta solo le carte, non contante. Se si dovesse scendere a Courmayer bisogna prevedere anche l'autobus per Aosta dove prendere il treno.
Maps:Escursionista Editore N. 7; N.5; N.6 e N. 1

Tra una peripezia e l’altra riusciamo a partire per il nostro abituale trekking estivo. Troppe cose sono incorse prima della partenza, compresa la rottura dei miei scarponi pochi giorni fa e la dimenticanza sul tavolo di casa di due delle quattro cartine del trekking.Tutto ciò sembra quasi volerci dire che sarebbe meglio non partire!!!! Ma noi partiamo e tutto andrà bene come sempre!

1° Giorno: Moulin/Valtournenche-Rifugio Barmasse

Viste le previsioni, abbandoniamo l’idea di passare dal Colle di Vofrede e con un bel sentiero nel bosco che passa dal caratteristico paesino di Mont Menè raggiungiamo il Rifugio Barmasse. Il tempo si rivelerà meno catastrofico del previsto, infatti, dopo aver preso possesso della camera e aver mangiucchiato qualcosa, riusciamo a fare un bel giro nei dintorni ammazzando il tempo che ci separa dall’ora di cena.

 2° Giorno: Rifugio Barmasse-Rifugio Cuney

Partiamo sotto un cielo plumbeo ma asciutto insieme con una coppia conosciuta la sera precedente che si trova in scherzosa competizione con una coppia di francesi su chi terminerà prima le tappe.

Un altro francese soprannominato da Marco “Baguette” ci fa compagnia.

Ci sorpassiamo e ricongiungiamo nelle varie pause. La salita alla Finestra d’Ersa è una rocambolesca rincorsa al superamento di una mandria di mucche e una continua lotta con le mosche!

Dopo un bellissimo traverso riprendiamo a salire e raggiungiamo il Lago Tsan con l’omonimo bivacco e quindi l’omonima Finestra dove facciamo sosta con Silvia ed Enrico. Ripartiamo prima noi e scendiamo nella nebbia fino a raggiungere il bivacco Reboulaz dove troviamo “Baguette” in pausa pranzo, non è uno di compagnia però…

Si riprende la salita tra squarci di sole e nebbie fino a raggiungere il Col de Terray. Essere quasi arrivati a Cuney è solo un’illusione, un lungo traverso a sali scendi dove a ogni curva potremmo esserci, ci porta ai piedi del Rifugio Cuney affiancato dal piccolo Santuario della Madonna delle Nevi.

Prendiamo possesso del letto e mentre mangiamo ci dicono che le docce sono gratuite ma l’acqua è fredda, che facciamo? Un giro al lago di Ermite con salvataggio di un agnellino tanto per scaldarci e prendere il coraggio per buttarci sotto la doccia, sempre meglio del lavaggio a pezzi!

3° Giorno: Rifugio Cuney-Bionaz/Ostello La Batise

Il posto tappa di Oyace è chiuso, noi troviamo posto, un ottimo posto devo dire, un po’ fuori dall’AV mentre i francesi sono costretti a interrompere il trekking perché sembra non abbiano trovato altra sistemazione. Anche per Silvia ed Enrico è l’ultimo giorno di trekking mentre “Baguette” non sappiamo che fine faccia, lo ritroveremo al Rifugio Frassati.

Anche oggi il cielo è coperto anche se in lontananza si vedono ampi squarci che ci fanno ben sperare.

 Anche oggi si parte in discesa per poi risalire al Col de Chaléby. Si è alzato un vento forte e gelido che spazza e riunisce nebbie e nuvole in continuazione. Poco prima di raggiungere il bivacco Rosaire e Clermont comincia a piovigginare. Ne approfittiamo per fermarci un attimo e coprirci con tutta calma per risalire al Col de Vessonaz. La pioggerella, ma peggio il vento, ci accompagnano lungo la salita al colle e per una breve parte della discesa, dopo di che smette e il sole tenta di tornare. All’alpeggio sottostante troviamo Silvia ed Enrico in pausa spuntino, ci aggreghiamo e passiamo un lungo momento a chiacchierare, scattare foto e nel mentre arriva anche la coppia francese, foto di gruppo e i francesi ripartono. Noi ce la prendiamo comoda. Scendiamo tranquillamente tutti insieme, una lunghissima discesa fino a raggiungere il fondovalle e risalire a Closé. Qui ci salutiamo con Silvia ed Enrico che tornano a casa mentre noi riprendiamo la salita per Bionaz. Scegliamo il sentiero, ciò comporta qualche saliscendi e una caldazza incredibile perché il sole ha deciso proprio ora di farsi rivedere come consolazione ci pappiamo un bel po’ di lamponi!

L’Ostello è davvero grazioso e si mangerà divinamente a un prezzo ultraconveniente! Solita trafila pomeridiana e passeggiata alla frazione sottostante per acquistare pane e formaggio.

4° Giorno: Bionaz-Ollomont/Dortoir Mont Gelé

La giornata è spettacolare oggi, in compenso i miei scarponi nuovi hanno deciso di darmi il tormento, tormento che mi porterò dietro fino al termine del trekking!

Torniamo a Closè e riprendiamo l’AV per il Col de Breuson. Dopo una doverosa pausa ci aspetterebbe solo la discesa ma la giornata è bellissima ed è pure presto. La mia caviglia consiglierebbe riposo, ma è così lontana dalla testa che non la sento e quindi, una volta raggiunto l’alpeggio Berrio Demon, risaliamo al Col Cornet con vista spettacolare sul Mont Avril. Non contenti proseguiamo per il Bivacco Regondi dove facciamo sosta panino. Purtroppo il tempo si sta guastando per cui la sosta non sarà lunga. Scendiamo al pianoro sottostante e appena raggiungiamo la sterrata tolgo gli scarponi e continuo la discesa con le scarpe da vela che usa Marco 2 in rifugio come ciabatte. Controllando la cartina la strada ci farebbe fare un giro lunghissimo per cui nonostante i miei compagni non siano molto d’accordo preferisco scendere dal sentiero. Certo le scarpe da vela non sono il massimo, sembra di camminare a piedi nudi ma almeno le caviglie sono libere!

Giunti sulla strada metto le mie ciabatte e sotto una leggera pioggerella raggiungiamo l’Hotel Mont Gelè dove ritiriamo le chiavi per il Dortoir, un bel camerone con bagno, uso cucina tutto a nostra disposizione.

5° Giorno: Ollomont-Saint Oyen/Casa per Ferie Chateau Verdun

Partiamo con molta calma sotto una leggera pioggerella che terminerà alla fine della ripida salita nel bosco. Attraversiamo sterrati e prati e raggiungiamo il Rifugio Champillon. Lunga sosta in attesa del miglioramento previsto, beh intanto non piove e ogni tanto filtra qualche raggio di sole. Poco dopo aver ripreso il cammino, nei pressi del Colle Champillon riprende a piovere e a tirare vento, il tutto dura poco per fortuna e finalmente il cielo tende ad aprirsi. Raggiungiamo il fondovalle, risaliamo a Eternod dove imbocchiamo il sentiero N.15 che ci fa scendere a Saint Oyen dove troviamo il cartello per Chateau Verdun. Ottima sistemazione in camera con lenzuola e bagno. Soliti preparativi e poi fuori alla ricerca di un alimentari e visita del paese.

 6° Giorno: Saint Oyen/Rifugio Frassati

Giornata spettacolare. Si parte subito in ripida salita nel bosco in direzione di Plan Puitz, oggi niente AV1, si cambia! Raggiunto Plan Puitz perdiamo velocemente quota e andiamo a prendere un lungo traverso per il Colle del Gran San Bernardo. Bello, panoramico, sotto un vento gelido. Purtroppo tutto ciò è rovinato dal continuo boato delle moto che transitano nel fondovalle. Raggiungiamo il Posto Tappa del Pellegrino, riaperto da poco, e chiediamo il permesso di lasciare gli zaini per fare un’escursione veloce al Colle. Escursione che avremmo potuto evitare vista la confusione di moto e auto trovate. Ritornati agli zaini, ci fermiamo al posto tappa a bere qualcosa, anche come ringraziamento, dopo di che ripartiamo per il Colle di Saint Rhémy e qui inizia la parte veramente bella della giornata. Attraversiamo due valloni, questo e il successivo per il Colle di Ceingles dove non incontriamo anima viva e ci immergiamo nel silenzio più totale. Raggiunto l’ultimo colle ci affacciamo sul vallone del rifugio Frassati che vedremo però solo all’ultimo momento raggiungendolo con un lungo traverso. Mentre svolgiamo i soliti compiti comincia a nevischiare…con il sole! A cena ritroviamo “Baguette” che domani sparirà nuovamente e una simpaticissima coppia di giapponesi.

7° Giorno: Rifugio Frassati-Rifugio Bertone

L’alba promette bene ma giusto il tempo di partire che un antipatico banco di nuvole e nebbie, ci copre la spettacolare visione del Monte Bianco che tutti decantano quando si arriva al Colle di Malatrà…beh è tutto bianco e nevica pure! Del resto è Ferragosto e a memoria non abbiamo mai avuto un ferragosto con il sole durante i trekking, per cui tutto nella norma!

Scherzando e ridendo scendiamo dal colle e finalmente troviamo altri trekkers, le persone incontrate lungo in sentieri e alla sera in rifugio in questi giorni sono state veramente pochissime, anno molto magro per il turismo montano, tutti i rifugisti lamentano la cosa e purtroppo per molti la stagione ormai è agli sgoccioli. Un anno duro…molto duro!

Salita al Pas entre deux Sauts e quindi Col Sapin tra un’occhiata di sole, una goccia di pioggia e tanto tanto vento, vento che nel pomeriggio spazzerà il cielo. Dal colle insieme a molta più gente, una decina, di quanta ne abbiamo vista in giro in questa settimana, saliamo alla Tete de la Tronche e alla Testa Bernarda. Percorriamo l’intera facile cresta che in una giornata serena ci regalerebbe una spettacolare visione del Monte Bianco e raggiungiamo il Rifugio Bertone. Sarà la vicinanza a Courmayeur, sarà che è Ferragosto e che contrariamente alle previsioni arriviamo prima del previsto, ma qui troviamo un po’ più gente del solito e anche i prezzi un po’ più alti del normale! La sistemazione nel dormitorio, una casetta poco sopra il rifugio, è confortevole, la cena buona e siamo pure riusciti a ottenere il pane che nel pomeriggio sembrava non ci fosse, misteri che solitamente ricorrono nelle giornate in cui si prevede più affollamento, tra l’altro in un rifugio facilmente raggiungibile da valle! Giretto pomeridiano verso la Val Ferret dove incrociamo la coppia giapponese in arrivo dal rifugio Bonatti, che non si fermerà ma scenderà a Courmayeur. Comico scambio di info in anglo/italiano su dove poter acquistare Montura a Milano, loro prossima destinazione prima del termine delle vacanze.

8° Giorno: Rifugio Bertone-Morgex

La colazione anticipata è purtroppo poco piacevole, acqua per il te fredda, poco pane, per nostra fortuna avevamo trattenuto quello avanzato la sera prima, e sistemazione nel gabbiotto all’entrata del rifugio che oltre a non aver luce non si chiude la porta e il vento che tira non rende piacevole mangiare, arriva pure, e cara grazia che ce ne stavamo andando ormai, una coppia di giapponesi insonne che si prepara la colazione, al che lo spazio si riduce ai minimi termini! Va beh dai partiamo! La giornata è spettacolare!

Discesa a valle e ripidissima risalita al Colle dei Liconi. Le foto al Bianco si sprecano…

Raggiunto il colle saliamo al Bivacco Pascal, dove un gruppetto di ragazzi che vi ha passato la notte ci offre il caffè appena fatto…ci voleva proprio dopo la triste colazione! Un ultimo zompo e siamo sulla cima dei Liconi.

Foto, foto, foto, tante, tantissime e quindi ritorno al colle dove cominciamo la lunghissima discesa verso Morgex.

Raggiunto il paese, nell’attesa del treno per Chatillon, non ci facciamo mancare birra, panini e gelati!

In un anno così meteorologicamente instabile siamo stati molto fortunati durante questo trekking. Pochi panorami sulle cime è vero, però anche poca pioggia, nessun temporale o bombe d’acqua come si definiscono oggi, sole… poco anche lui ma presente a tratti tutti i giorni, sufficiente a darci la carica per continuare!


Hike partners: cristina, Marco27


Minimap
0Km
Click to draw, click on the last point to end drawing

Geodata
 22009.gpx Valtournenche.Rif.Barmasse
 22010.gpx Giro pomeridiano
 22011.gpx Rif.Barmasse-Rif.Cuney
 22012.gpx Rif. Cuney-Bionaz
 22013.gpx Bionaz-Ollomont
 22014.gpx Ollomont-Saint Oyen
 22015.gpx Saint Oyen-Rif.Frassati
 22016.gpx Rif.Frassati-Rif-Bertone
 22017.gpx Rif.Bertone-Morgex

Gallery


Open in a new window · Open in this window


Comments (23)


Post a comment

Sent 4 September 2014, 11h02
Poi leggerò con calma......ora vi abbraccio idealmente, perché questo è vivere la montagna come piace a mè, prendere due punti su una carta, il più lontano possibile tra loro, ed unirli.....con calma e ad occhi aperti!
Bravi ragazzi!
Aldo

cristina says: RE:
Sent 4 September 2014, 12h30
I trekking sono la cosa più bella dell'essere un escursionista, della montagna ti prendi tutto, il bel tempo, la pioggia, il vento, la neve, il caldo come il freddo. La giornata la vivi interamente, senza dover pensare al viaggio di ritorno a casa...è un viaggio in molti sensi e quando termina, beh io sono sempre un po' malinconica. Contenta che sia finito, che tutto sia andato bene ma nello stesso tempo un po' triste perchè è passato...

Un amico di Marco ha terminato sabato la traversata delle Alpi, circa 80 gg. Deve essere una delle più belle esperienze che si possano fare, una cosa da ricordare per tutta la vita.

Ciao Cri

Francesco says:
Sent 4 September 2014, 11h06
..Che bel trek,...l'è propri bel !!!
in parte qualcosa conosco gia,ricordo il Cuney, è stupendo,con calma appena possibile leggero' tutto.
Complimenti, ciao... io ero al mare,neanche una nuvola per 15 giorni.

cristina says: RE:
Sent 4 September 2014, 12h34
Abbiamo visto dei gran bei posti e l'ospitalità a dispetto di quanto c'era sembrato mentre prenotavamo è stata ottima quasi ovunque. I trekking poi sono sempre delle bellissime esperienze.

Beh dai a dispetto di tutto anche con il tempo non è andata male...gli altri anni sono andati meglio ma visto l'estate che ci è toccata non possiamo lamentarci!

Ciao ciao

Amadeus says:
Sent 4 September 2014, 15h46
Mi associo al commento di Grandemago, noi che abbiamo fatto appena 4 giorni di vagabondaggio sull' AV2 Dolomiti, abbiamo apprezzato questo vivere la montagna; credo che in futuro, ci sarà spazio per questo tipo di "andar per monti".

cristina says: RE:
Sent 5 September 2014, 08h22
Dopo 14 anni di ferie fatte in questo modo continuo a sostenere che sia la cosa migliore

Ciao Cri

Amadeus says: RE:
Sent 5 September 2014, 11h15
D'accordissimo!

Menek says:
Sent 4 September 2014, 17h45
Qua c'è solo da ammirare....
Ciao

cristina says: RE:
Sent 5 September 2014, 08h21
I trekking sono la cosa più bella che un escursionista possa fare credimi!

Ciao Cri

Sent 4 September 2014, 19h34
Che sgambata!!!!!Complimenti,foto bellissime!!!! Ciao ALE

cristina says: RE:
Sent 5 September 2014, 08h21
Avere il Bianco così vicino è stata una grande emozione, gli abbiamo fatto un reportage infinito!

Ciao Cri

peter86 says:
Sent 4 September 2014, 19h46
Caspita che bel trek e che belle foto, complimenti!!
Ciao
Pietro

cristina says: RE:
Sent 5 September 2014, 08h20
Posti davvero notevoli, anche l'ospitalità è stata buona, cosa di cui un po' dubitavamo.

Ciao Cri

patripoli says:
Sent 4 September 2014, 20h24
Che meraviglia e che invidia!
I trekking li facevo da giovane......adesso nessuno vuole più farmi compagnia....
Del resto....oltre al peso dello zaino.....bisogna portarsi addosso anche il peso degli anni!

cristina says: RE:
Sent 5 September 2014, 08h18
Nel 2002 facemmo l'Alta Via dell'Adamello che come tipo di terreno è uno tra i più duri, ogni giorno scollinamenti sempre su pietraie, con noi c'era un grande amico che purtroppo ci ha lasciato, all'epoca aveva già passato i 70.

Tra l'altro di giovani che fanno trekking se ne vedono veramente pochi, spesso siamo noi i più giovani in rifugio alla sera, fai un po' tu!

Poncione says:
Sent 4 September 2014, 21h52
Bravissimi, un trekking coi fiocchi, e davvero da ricordare per esservi goduti la grande bellezza offerta dalla natura a ritmo "umano".

cristina says: RE:
Sent 5 September 2014, 08h19
Sono 14 anni che faccciamo le ferie in questo modo, è bellissimo!

Poncione says: RE:
Sent 5 September 2014, 22h50
Infatti siete da ammirare per 14 volte.
Ciao

cristina says: RE:
Sent 8 September 2014, 08h55
Se non hai mai fatto un trekking di più giorni, appena puoi prendi l'occasione e vai, è splendido!

Poncione says: RE:
Sent 8 September 2014, 21h17
Diciamo che ci ho provato da solo, ma sinora più di quattro giorni/notti (anche abbastanza avventurosi e fai da te), vuoi per il meteo vuoi per altri motivi, non sono mai riuscito ad andare oltre.
Ciao

gbal says:
Sent 6 September 2014, 15h58
Indubbiamente un modo per fare vacanza che è ideale per molti di noi, salvo poi poterlo fare. La relazione è più che altro un romanzo e solo l'elenco dei waypoint la dice "lunga". Gli scarponi cedono a le gambe (vostre) no!
Devo come al solito complimentarmi con la Coppia di Ferro ma ho anche qualche quesito: una delucidazione sugli 11 m di salita (!!!!) e una domandina tecnica; in queste vostre scorribande, oltre ad alimentarvi come si deve e spero come vi regolate per la reintegrazione di sali e liquidi?
Ciao Cri

cristina says: RE:
Sent 8 September 2014, 08h52
Dai non sono stata così prolissa, c'è chi scrive di più per una giornata sola :-)))

L'11, boh, forse non dovevo mettere il punto? Ci riprovo.

Nei trek mangiamo molto a colazione e cena (cosa che normalmente non riusciremmo a fare), nel mentre qualche snack e all'arrivo ai rifugi almeno un panino. Per i liquidi, solo acqua pura e la birretta a fine giornata!

Ciao ciao!

numbers says:
Sent 7 September 2014, 11h39
Complimenti per il bellissimo trek,
davvero come dite Voi,
"la + bella cosa che un escursionista possa fare"

Ciao


Post a comment»