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Witenwasserenstock (3082 m)


Published by tapio , 29 August 2014, 16h02.

Region: World » Switzerland » Tessin » Bellinzonese
Date of the hike:28 August 2014
Mountaineering grading: PD
Climbing grading: III (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: CH-TI   CH-UR   Gruppo Pizzo Rotondo   CH-VS   Gruppo Pizzo Lucendro 
Time: 10:00
Height gain: 1400 m 4592 ft.
Height loss: 1400 m 4592 ft.
Route:23 km. Dettaglio: Val di Pécian, parcheggio (2045 m) – Alpe di Fieud – Rosso di Dentro (2090 m) – Alpe di Vinei – Alpe di Cavanna, Grasso delle Pecore (2015 m, inizio sentiero per Passo di Cavanna) – Cascina Nuova (2222 m) – Ganone – Passo di Cavanna (2613 m) – Ronggergrat, prima cima, Cima Est (quota ~ 2700 m) – Hüenersattel (2695 m) – Hüenerstock, cima centrale (2889 m) – Witenwasserenstock, cima ticinese, E (3025 m) – Witenwasserenstock, vetta (Cima W, 3082) - Hüenerstock W (2910 m) – Hüenerstock, cima “esterna” (Cima E, 2820 m) – Hüenersattel (2695 m) – Ronggergrat, vetta (2725 m) – Passo di Cavanna (2613 m) – ritorno per la stessa via
Access to start point:N2 uscita Airolo, direzione Passo del San Gottardo (strada nuova) – uscita Galleria Banchi – salire fino al cartello di divieto (Val di Pécian)
Maps:map.geo.admin.ch

Sono anni che sogno il Witenwasserenstock. Poi ogni tanto appare la relazione di qualcuno che l’ha raggiunto con le corde, e allora il “Witen” finisce nel cassetto dei rinvii a tempo indeterminato. Oggi voglio provare a raggiungere almeno la cima “ticinese”, la Cima Est (3025 m). Poi, se ci arrivo, valuterò sul posto la fattibilità della cima principale, in modo non dissimile da ciò che fecero a suo tempo stellino e Pippo76.

Obbligatorio citare almeno una frase del Brenna: “L’ambiente è grandioso e già chi percorre la via normale della cresta NE (quella che si percorre per giungere sulla cima “ticinese”) ha modo di ammirare il Witenwasserenstock nella sua forma più caratteristica: un grande, indimenticabile trapezio di  roccia”.

Il Witenwasserenstock Est è anche famoso per far da spartiacque tra bacino del Ticino/Po/Mare Adriatico, bacino del Rodano/Mar Mediterraneo e bacino della Reuss/Reno/Mare del Nord. Sempre la Cima Est è il punto d’incontro di tre Cantoni: Ticino, Uri e Vallese.

Per non annoiare nessuno con lunghe descrizioni di percorsi ben noti, rimando alla nota sintetica di percorso in cima alla relazione ed eventualmente anche ai waypoints. Aggiungo solo le note necessarie a caratterizzare la giornata odierna:

  •  - Lascio l’auto al parcheggio di Val di Pécian, cioè presso il segnale di divieto ai mezzi motorizzati posizionato su di un bel masso. Dall’uscita della Galleria Banchi fino a qui la strada è asfaltata. Poi, no. Il Brenna parla di “strada privata in terra battuta” e così è. Dal parcheggio fino all’inizio del sentiero che sale al Passo di Cavanna sono 5 km esatti, che naturalmente vanno ripetuti anche a fine gita (al ritorno si possono definire “velenosi”). Sempre al ritorno mi imbatto, a Rosso di Dentro, nella mungitura di una grossa mandria di mucche, con doppia interruzione della strada agro-pastorale. Non oso immaginare cosa sarebbe successo se mi fossi presentato in macchina…
  •  - Dopo aver raggiunto abbastanza agevolmente il Passo di Cavanna e toccato una prima cima credendola la cima principale del Ronggergrat (che invece poi toccherò al ritorno) proseguo sul sentiero militare, con anche parecchi resti di casermette. Arrivato alla Hüenersattel seguo per un po’ il sentiero che scende alla Rotondohütte, e poi lo abbandono piegando a sinistra. Quindi tutta la via  di andata, a parte il raggiungimento della cima centrale (quella con ometto) dell’Hüenerstock, l’ho percorsa sempre un po’ più in basso rispetto alla linea di cresta. Al ritorno, invece, rimarrò in cresta e posso dire che questo percorso è più agevole, oltre che più panoramico. Al ritorno andrò a toccare anche il punto culminante dell’Hüenerstock, cioè la Cima Ovest (2910 m), ed una cima che si spinge “più avanti verso il Ticino”, cioè la Punta 2820, vale a dire la Cima Est dell’Hüenerstock. Come detto, distaccandomi di pochi metri dal sentiero, salirò anche sulla cima principale del Ronggergrat.
  •  - Dopo aver abbandonato il sentiero che scende alla Rotondohütte, tutto il percorso si svolge su blocchi, pietraie o nevai: terreno di tipo T4 o anche qualcosa in più.
  •  - La cima Est del Witenwasserenstock è quotata dal Brenna “F”. Concordo. Non ci sono particolari difficoltà, a parte il tipo di terreno (pietraia). Da qui si hanno due visioni impressionanti; la prima sul versante Nord del Pizzo Pesciora, che ispira senz’altro la citazione dantesca:
                       “Vedi la bestia per cu’ io mi volsi;
                        aiutami da lei, famoso saggio,
                        ch’ella mi fa tremar le vene e i polsi
”.

Davvero una bestia, il Pesciora, visto da qua. E fa davvero tremare, come fanno tremare gli scarichi di sassi che cadono dalla zona di vetta del Pizzo Pesciora sul ghiacciaio (non il Gerengletscher, quello sul lato opposto) che scende fino alla base dell’Hüenerstock. L’altra visione impressionante è naturalmente quella verso “il grande, indimenticabile trapezio di roccia” del Witenwasserenstock, cioè la sua cima principale.

  •  - Soddisfatto per la Cima Est, provo a dirigermi verso la cima principale. Se le difficoltà sono maggiori delle mie possibilità, torno da dove sono venuto. Evito i primi spuntoni, ma poi salgo subito sulla placca che sovrasta il nevaio (in modo da non dover mettere i ramponi, che pure ho con me: il nevaio è davvero molto inclinato e senza ramponi non oserei passare). Risalita la placca sono in cresta. Ci sono alcuni passaggi molto esposti sul Gerengletscher ed in particolare il passaggio che precede la guglia finale è quello che trovo più complesso, più della guglia stessa. Il Brenna quota questa cresta “F” e “III” (per la guglia finale), ma io reputo più confacente a questo tipo di salita, seppur breve (non certo come la cresta di collegamento Poncione di Ruino-Pizzo Rotondo), una valutazione del tipo PD e III. La guglia finale è comunque ben appigliata ed il fatto che sia quasi verticale non costituisce un problema, visto che non mancano mai gli angoli dove mettere le mani. Molto scomoda invece la posizione di vetta: estrarre dallo zaino la fotocamera, che avevo previamente ritirato prima dell’ultimo passaggio chiave, è un’impresa. E un’impresa è altrettanto trattenere lo zaino, in modo da non vederlo precipitare a destra o a sinistra. Ma è comunque vetta! Il ritorno alla cima Est è meno problematico del previsto, forse per il fatto di aver già individuato le difficoltà. Dalla Cima Est, o poco sotto, dove mi fermo a mangiare, stento a credere ai miei occhi per quello che ho davanti, superato con il solo aiuto delle mani. Naturalmente quanto qui affermato non vuole essere una sollecitazione ad andarci senza portare le corde: ognuno si attenga alle proprie abitudini.
  •  - Conclusioni: Il Witenwassenstock è davvero una montagna “magica”: panorami da sogno dall’inizio alla fine e, per me, la materializzazione stessa del sogno.

 

Tempi:

Val di Pécian – Witenwasserenstock E: 5 ore e 30’

Witenwasserenstock: Cima E – Cima W e ritorno: 45’

Witenwasserenstock E – Val di Pécian (e vette intermedie): 3 ore e 45’

 


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Comments (24)


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Amedeo says:
Sent 29 August 2014, 16h46
"chapeau!"
Amedeo

tapio says: RE:
Sent 29 August 2014, 19h07
Merci beaucoup!

Fabio

pm1996 says: Bella montagna ...
Sent 29 August 2014, 18h23
Complimenti.
Ciao
Paolo

tapio says: RE:Bella montagna ...
Sent 29 August 2014, 19h08
Grazie mille, Paolo.

A presto, speriamo, con qualche bella uscita insieme.

Ciao, Fabio

danicomo says:
Sent 29 August 2014, 18h33
Quando le Guide Nere del Brenna verranno aggiornate alla attuale situazione delle montagne non potranno fare a meno di utilizzare alcune delle tue fotografie.
Daniele

tapio says: RE:
Sent 29 August 2014, 19h10
Grazie Daniele, troppo buono...
Le uniche cose che mancano alle Guide del Brenna sono le foto a colori, ma penso che il maestro ne abbia a tonnellate nei suoi capaci archivi.

Ciao, Fabio

Sent 29 August 2014, 20h36
Complimenti che cima!!!!!!è bello partire per una montagna sul chi va là,pensare dove arrivo,arrivo conoscendone poco le difficoltà e poi conquistarla!!!!Da una soddisfazione ancora maggiore!!!! Ciao ALE

tapio says: RE:
Sent 29 August 2014, 21h05
Grazie mille Ale! Infatti dopo tutti quei sassi che si superano per arrivare alla cima Est, ero un po' scarico. La prima placca sopra il nevaio passata con relativa facilità mi ha dato la carica per continuare e, passo dopo passo, mi sono avvicinato alla cima. Davvero una sorpresa entusiasmante!
Ciao, Fabio

Pippo76 says:
Sent 29 August 2014, 21h51
Che dire... WOW!!! La coda di questa estate passata a mordere il freno ti sta regalando delle gran belle soddisfazioni.

Complimenti! Giancarlo

P.S. grazie per la citazione :-)

tapio says: RE:
Sent 29 August 2014, 22h09
Grazie mille Giancarlo!

La citazione era il minimo: sapessi quante volte ho letto e riletto la vostra relazione (chiara e realistica e con tutto quello che serve), finchè non è arrivato il momento di andare a vedere di persona.
Auguro anche a te di poter approfittare di questa coda d'estate (magari migliore di tutta l'estate che non c'è stata) per raggiungere tante belle mete che sicuramente hai nel cassetto.

Ciao, Fabio

Poncione says:
Sent 29 August 2014, 23h07
Caro Fabio,
mi hai lasciato stupito e senza parole, proprio come ti avrà lasciato il Witenwasserenstock al momento della sua conquista.

Ciao

tapio says: RE:
Sent 30 August 2014, 09h22
Ciao Emiliano, ti ringrazio! In effetti è andata proprio così: mi aspettavo di trovare un ostacolo insormontabile e invece non l'ho incontrato. Meglio così...

Ciao, Fabio

MicheleK says:
Sent 30 August 2014, 00h33
complimenti - e in solitaria! noi ci eravamo dovuti fermare alla cima E... ma pensavo di tornare un giorno con piu calma...
ciao
Michele

tapio says: RE:
Sent 30 August 2014, 09h25
Grazie mille, Michele!
Senz'altro una cima del genere ha bisogno del suo tempo, ma - sono sicuro che lo sai molto bene - ne vale la pena!

Ciao, Fabio

micaela says:
Sent 30 August 2014, 17h11
Nooo , non il Witenwasserenstock , Fabio !
Tu ti arrampicavi su guglie aguzze , creste da capogiro , verticalità da stambecchi , rocce bizzarre , canaloni scoscesi e franosi proprio quando io - ma 1000 metri sotto di te - camminando beata inventavo il mio primo racconto per il sito !
Nooo , questo sgarbo non me lo dovevi fare , ah ah ah !
Complimenti , grande Fabio ! Micaela

tapio says: RE:
Sent 30 August 2014, 17h38
Uno sgarbo innocente e inconsapevole...
Grazie mille Micaela per le belle parole, ma ora la curiosità sale... quei mille metri sotto, chissà dove saranno stati? A Sud, a Nord, oppure dove? Inutile tirare a indovinare, aspetto la lieta novella, e spero che l'attesa sia breve.

Ciao, a presto, Fabio

igor says:
Sent 31 August 2014, 07h57
Bravo tapio no comment per questa vetta ! Grande

tapio says: RE:
Sent 31 August 2014, 18h44
Grazie mille Igor! Come sai, questa montagna era una di quelle a cui tenevo di più. Sono contento di avercela fatta!

Ciao, Fabio

massimo61 says:
Sent 31 August 2014, 17h25
Ciao Fabio complimenti
Massimo61

tapio says: RE:
Sent 31 August 2014, 18h44
Ciao Massimo, grazie!

Fabio

beppe says: Bravo
Sent 31 August 2014, 20h46
Fabio.
Ciao
Beppe

tapio says: RE:Bravo
Sent 31 August 2014, 21h06
Grazie mille, Beppe!

Ciao, Fabio

gbal says:
Sent 4 September 2014, 17h12
Molti hanno scritto brevi commenti perchè io credo siano mancate parole adeguate. La tua salita è stupefacente, sbalorditiva. Sembra quasi che se prima osavi 100 ora osi 1000 e in tutta tranquillità.
Davvero bravo e coraggioso!

tapio says: RE:
Sent 4 September 2014, 18h18
Grazie mille Giulio, un gran complimento il tuo!
Comunque la parte "tecnica" è durata 45 minuti tra andata e ritorno (alla Cima Est): l'impegno è stato quindi abbastanza contenuto nel tempo (non che poi le pietraie possono essere prese sottogamba, ma è comunque un'altra cosa).
Grazie ancora e un saluto,
Fabio


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