Pizzo d'Alterno (2397 m) e Pizzo Anna Maria (2360 m)
|
||||||||||||||||||||||||||
![]() |
![]() |

Non te lo scordi facilmente quell’anfiteatro fatto di rocce guglie, cupoloni, bastionate , pareti articolate e quei profondi canaloni.
Così fu 2 anni fà, ed ancora oggi rimango sbalordito tutte le volte che ci ritorno. Poi mi ha sempre attratto quel Canée da la Pizèta (Bocchetta della Pizzetta)… .
Oggi siamo lì per risalirlo quel canalone con alla sua destra la Torre Riccardo 2326 m, detta anche lei Pizèta.
Una risalita di 590 m. che non da tregua, in un ambiente selvaggio e incassato, che fatto con neve dura non permette errori e le foto ne danno la conferma.
Dalla bocchetta valichiamo a sud con visione lago un po’ offuscato e la catena del Muncech, dalla valle di Bares alla valle di Livo, Il Sasso Canale e la Corvegia, lasciando il Pizzo Ledù alla nostra dx. Ci spostiamo dalla parte opposta sx come da programma in direzione del Pizzo d’Alterno. Un baluardo roccioso a più punte tutte allineate assieme, ognuna con un nome specifico, Punta Primo Sogno 2372 m., Punta Secondo Sogno 2370 m., poi la Cima Forata 2377 m.( riconoscibile da una finestra nella roccia) e la nostra, la Punta Black (P. d’Alterno) 2397 m..
Un’attenta analisi della zona e incominciamo a risalire verso a Bocchetta di Brasciadico 2330 m. poi spostandoci sulla sx su rocce e placche e aggirando di nuovo sul lato N giungiamo all’anticima e successivamente alla Vetta cercando di evitare le difficoltà maggiori .
Quando ci sei e guardi l’ora dopo aver sorseggiato una buona birra e pensi alla levataccia che hai fatto per arrivare quassù e il Pizzo Annamaria a 2360 m. vicino a te che ti guarda non puoi non farlo .
Detto fatto!
Ridiscendiamo alla bocchetta sempre con attenzione e risaliamo la parete di roccette, poi il canale erboso.
Il Pizzo Annamaria va detto che anch’esso ha più punte a forma di castello.
Risaliamo la prima a sx la Punta Massima, (dove Fabio in vetta costruisce pure un ometto), poi non contenti ci riportiamo alla biforcazione e risaliamo la Punta Mediana tutto con passaggi non superiori al 2 grado (un buon senso di valutazione sia in salita che in discesa ci aiuta a non complicarci la vita e a non metterci in difficoltà superiori alle nostre possibilità).
Si ritorna sulla via del ritorno.
Scendere dalla Pizzetta non se ne parla quindi, come già valutato su carta, scendiamo dalla Bocchetta di Brasciadico.
Questa tutta innevata ci consente una bella discesa, poi su gande che degradano e cercando la via migliore giungiamo all’ Alpe Campo, Alpe Garzelli e di nuovo Pra Pincè.
Un enorme Grazie a Fabio per aver condiviso queste ascensioni, una vera occasione di grande felicità, la gioia dell’ istante che afferrando un cuore di montagna a nudo con i suoi rumori e i suoi odori ti da …
Poi dopo essere scivolati sugli ultimi nevai voltarsi e guardarla seduti proprio di fronte a lei e ascoltare le proprie emozioni … e ammirare ogni piccola depressione, il tutto in un sabato di giugno.
tapio: Alcune brevi considerazioni…
- Il canalone Nord tra il Pizzo Ledù ed il Pizzo d’Alterno mi fa venire in mente la descrizione di un altro canalone, che spero di poter percorrere un giorno con gli sci: visto che sono fortemente evocative, mi sia concesso mutuare le parole del Gabuzzi, piegandole alla necessità. Ecco qui: “la salita sul versante di Val Garzelli attraverso il canalone lungo 500 metri fa rabbrividire ben tre volte: quando lo si vede, quando si sale, e quando ci si ripensa”. Come dicevo, più a livello emozionale che a quello reale: durante la salita, l’unica cosa che mi ha fatto rabbrividire era il pensiero di avere i ramponi rotti (o meglio, il puntale d’aggancio di un rampone distaccato). La visione finale da Pra Pincè, invece, è stata realmente colma di stupore. “Siamo davvero saliti da lì?” era la domanda che aleggiava nell’aria…
- Il Pizzo d’Alterno: stupendo castello di roccia a più torri. Il raggiungimento della Punta Black, la cima più alta, non può che lasciarci molto soddisfatti; ancora di più, se si aggiunge che la parte finale della discesa di ritorno alla Bocchetta di Brasciàdico l’abbiamo effettuata su una via diversa rispetto a quella di salita, e cioè infilandoci in un canalino rivolto a SE, cioè verso la Val di Bàres.
- Il Pizzo Anna Maria, che un’errata cartografia vuole quotato 2397 come il Pizzo d’Alterno, facendo pensare ad una sovrapposizione/fagocitazione di montagne (anche la CNS cade nel tranello, anche se il peccato qui è veniale, trattandosi di territori esterni a quelli nazionali), è invece costituito da una serie di punte (Est, Mediana e Massima) delle quali abbiamo salito le due principali. Per farlo è necessario superare un breve passaggio d’arrampicata sovrastato da un caratteristico tettuccio, il che aumenta il sapore d’avventura dell’intera gita. La Punta Mediana richiede un impegno maggiore rispetto alla vetta principale: in ogni caso, il livello di attenzione deve essere elevato per entrambe le cime, così come per il Pizzo d’Alterno.
- Una trasferta per me fuori dai territori abituali, alla quale sono arrivato con le mente sgombra: non conoscendo quelle zone, per me era tutto da scoprire. Adesso che ci sono stato, capisco come si possa restare fulminati (in senso buono) da queste montagne. Un grande grazie a Paolo per avermi offerto questa possibilità e per la sempre ottima intesa che ci fa percorrere serenamente anche i tratti più delicati.
Communities: Hikr in italiano
Minimap
0Km
Klicke um zu zeichnen. Klicke auf den letzten Punkt um das Zeichnen zu beenden
Kommentare (14)