Rupe del Gesso (2434 m) – Skitour


Published by siso Pro , 16 March 2014, 16h50.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:15 March 2014
Ski grading: F
Waypoints:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Pizzo San Giacomo   I   Gruppo Grieshorn 
Time: 5:00
Height gain: 916 m 3004 ft.
Route:All’Acqua (1614 m) – Formazzora (1652 m) – Al Lago – Carnisc – Val d’Olgia (2063 m) – All’Uomo – San Giacomo (2254 m) – Laghetto a quota 2403 m – Colle di Randolo (2364 m) – Rupe del Gesso (2434 m) – All’Acqua (1614 m).
Access to start point:A2, uscita Airolo – Strada della Val Bedretto – All’Acqua.
Accommodation:Ristorante All’Acqua.
Maps:C.N.S. No. 1251 – Val Bedretto - 1:25000; C.N.S. No. 1271 – Basòdino - 1:25000; C.N.S. No. 265 S – Nufenenpass - 1:50000.

Gita transfrontaliera nell’Alta Val Formazza, all’estremo punto nord del Piemonte, con partenza dalla Val Bedretto.

 

Inizio dell’escursione: ore 7:45

Fine dell’escursione: ore 12:45

Pressione atmosferica, ore 9.00: 1024 hPa

Temperatura alla partenza da All’Acqua: 6°C

Isoterma di 0°C, ore 9.00: 2300 m

Temperatura al rientro ad All’Acqua: 12°C

Sorgere del sole: 6:39

Tramonto del sole: 18:31

 

Nell’ultimo mese le ore di luce si sono allungate in modo considerevole, l’alba arriva con un’ora d’anticipo. È per questo che alle 7:30 siamo già ad All’Acqua; è iniziata la stagione delle levatacce. La scelta è condizionata anche dal fatto che al pomeriggio il pericolo di slavine aumenta al grado 3 (marcato).

Già di buon mattino i posteggi di All’Acqua sono gremiti di auto: occorre parcheggiare sul lato della strada, creando così lunghe file. Constatiamo che ci sono auto provenienti persino dalla Germania e dalla Francia; la fama della Val Bedretto da tempo ha valicato i confini nazionali.    

Le condizioni meteo oggi non sono eccezionali: leggera copertura nuvolosa, favonio, temperatura mite.

Superato il ponticello sul Ticino svoltiamo a destra, in direzione della Val d’Olgia; è l’itinerario più gettonato per le classiche mete note a tutti gli appassionati di ciaspole e di scialpinismo. La nostra destinazione odierna non fa parte delle cime più ambite di questa regione. Si tratta della Rupe del Gesso, un promontorio a forma di panettone, ubicato alla base occidentale del Marchhorn.

A circa 1950 m di quota, nel vallone sotto l’Alpe Val d’Olgia, Anna  inizia a manifestare un’inconsueta stanchezza; soffre pure di nausea. Che sia dovuta alla dieta del minestrone che ha seguito per tutta la settimana? Potrebbe essere.

All’improvviso, fra le decine di escursionisti, scorgo la sagoma di un amico di Hikr.org: beppe. Lo chiamo immediatamente. Mi presenta altri amici della montagna, che avevo già conosciuto grazie alle immagini pubblicate in Internet. Calzano le ciaspole e sono diretti all’Helgenhorn. Percorriamo un tratto assieme, poi ci salutiamo.

La luce diffusa non ci permette di scattare delle foto molto suggestive, pazienza! Continuiamo, disuniti, ognuno secondo il proprio passo. Alla Cappella dedicata a San Nicolao Anna decide di fermarsi; ci aspetterà qui. La chie­setta, di proprietà della Parrocchia di Bedretto, costituiva una tappa dei pellegrini che dalla Val Formazza attraversavano il Passo San Giacomo, la Valle Bedretto, la Val Tremola, per giungere in cima al valico ad onorare San Gottardo.

Seguiamo la traccia abituale per la salita al Passo San Giacomo e alla Punta di Elgio fino a quota 2260 m, poi pieghiamo a sinistra, lungo il Riale di San Giacomo, passando a monte del laghetto del valico. Entriamo in territorio piemontese, in direzione sud, verso il Colle di Randolo (2364 m), caratterizzato da curiosi affioramenti di roccia a forma di guglia. La visibilità migliora, appare persino un tiepido sole velato. Ci raggiungono tre scialpinisti muniti di corda e piccozza, diretti al Basòdino. Dovranno superare circa 1700 m di dislivello, ma soprattutto un canalone ripido con neve gelata.

Passiamo fra due stupende doline, cinte da imponenti cornicioni di neve. Stiamo entrando evidentemente in una zona carsica, molto più bella di quanto potessi immaginare. È un piacevole saliscendi, che ci conduce alla rupe, alla cui sommità è stato eretto un omino di pietre fatto con rocce carbonatiche; sembrerebbero delle dolomie cariate, in parte rivestite di un lichene arancione. Alle 11:05 possiamo affermare Rupe del Gesso (2433 m) geschafft!
 


                                               Rupe del Gesso (2434 m)

A due km di distanza, in direzione SW, noto il Lago Castel (2216 m), con il muraglione della diga spaccato nel mezzo. È una testimonianza storica della tragedia che si è compiuta 91 anni fa. Ecco cosa raccontano le cronache di allora.
 

 

Alcuni operai lavorano alla costruzione della diga che permetterà di chiudere e sollevare le acque del Lago Castel per garantire la produzione di elettricità. Il muraglione è quasi ultimato, ma nel corso del tempo ci si è accorti che il terreno sottostante è di natura calcarea; i costruttori pregano di giorno e di notte che sia in grado di reggere l’enorme peso della diga, senza pensare alle possibili conseguenze di un cedimento strutturale.

La notte incombe.

Le baracche accolgono le maestranze con il loro gelo e la luce fioca delle candele.
Si ride e si scherza pensando di passare un altro inverno su queste montagne, lontani dagli affetti e dal calore delle proprie case. Sono le ore 4:00 del 23 novembre 1923. Gli operai vengono svegliati da un boato assordante. La diga non ha retto.

I lavoratori escono di corsa dalle baracche capendo immediatamente quello che sta succedendo e cercano riparo sulle alture circostanti l’invaso; alcuni per sfuggire alle acque impetuose ed ai detriti si arrampicano sui ripidi pendii del Kastelhorn, con mezzi di fortuna ed al buio della notte novembrina. Per loro fortuna nessuno perirà.

Le acque liberatesi dalla prigione costruita dall’uomo corrono veloci verso valle, distruggendo tutto quello che trovano sul percorso. In pochi minuti la piana sottostante di Riale viene invasa: il bestiame non ha scampo. Gli ultimi abitanti rimasti riescono fortunatamente a mettersi in salvo dal riversarsi furibondo delle acque. Dopo questo disastro la costruzione venne abbandonata per sempre. Oggi a perenne ricordo di questo dramma rimane il muraglione della diga con una grande spaccatura nel mezzo.”

 

Per il ritorno, non togliamo immediatamente le pelli; decidiamo di tenerle fino al Colle di Randolo (2364 m), dopo aver superato la zona di saliscendi. A San Giacomo il gruppetto si ricompone per affrontare l’impegnativa discesa, su neve sempre più difficile da interpretare, fino all’Ospizio di All’Acqua.

 

Cima poco frequentata, ma non per questo poco piacevole, anzi! La ritengo adatta sia agli sci che alle ciaspole. Il substrato carbonatico in estate promette anche osservazioni di essenze floristiche molto interessanti. 

 

Tempo totale: 5 h

Salita: 3:20 h

Dislivello in salita: 916 m

Sviluppo complessivo: 13,7 km

Difficoltà: F

SLF: 1 (debole) al mattino; 3 (marcato) al pomeriggio

Libro di vetta: no

Coordinate Rupe del Gesso: 677'583 / 144'229

Copertura della rete cellulare: buona

Partecipanti: Anna, Daniele e siso

Hike partners: siso


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Comments (4)


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beppe says:
Sent 16 March 2014, 18h19
Ciao Siso ieri è stato un piacere incontrarti nelle amate montagne
Beppe

siso Pro says: RE:
Sent 16 March 2014, 20h11
Ciao Beppe, è stato un piacere reciproco!
In Val Bedretto si incontrano spesso amici di Hikr!
A presto,
siso

Daniele66 says:
Sent 17 March 2014, 13h57
Non la conoscevo questa....Grazie x la tua sempre bella relazione, ci provero' a farla ciao e complimenti Daniele66

siso Pro says: RE:
Sent 17 March 2014, 20h49
Ciao Daniele,
è stata una bella sorpresa anche per me. Ci ritornerò in estate per scoprire quel versante del massiccio del Basòdino.
Buona settimana,
siso


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