Rupe del Gesso (2'434 m.s.m.)


Published by ale84 , 13 April 2021, 20h01.

Region: World » Switzerland » Tessin » Bellinzonese
Date of the hike: 2 March 2021
Snowshoe grading: WT3 - Demanding snowshoe hike
Waypoints:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Grieshorn   I   Gruppo Pizzo San Giacomo   Gruppo Cristallina 
Route:[LUNGHEZZA 13km] All’Acqua (1612 m) – Formazzora (1651 m) – Al Lago – Riale di Val d’Olgia – Carnisc – Alpe di Formazzora – All’Uomo (2199 m) – San Giacomo (2254 m) – Passo San Giacomo (2306 m) – Colle di Randolo – quota 2407 m – Rupe del Gesso (2434 m)

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Oggi andiamo alla Rupe del Gesso in Val Formazza (I). La Rupe è in pratica una motta che si alza in prossimità dei Laghi Boden.
Potrebbe sembrare una meta insignificante, soprattutto se confrontata con le magnifiche vette che la circondano, ma dai sui 2’434m si gode di uno stupendo panorama sui laghi e le cime della Val Toggia, una valle minore della già citata Formazza.
L’abituale punto di partenza di questa escursione invernale è Riale, che si trova in Italia.
La situazione attuale legata al Covid ci costringe a salire dalla Svizzera, più precisamente da All’Acqua in Val Bedretto.
Oggi il bollettino ufficiale segnala un pericolo di valanghe asciutte di grado 1 e un pericolo di valanghe bagnate di grado 2, quindi per evitare di essere sul percorso troppo tardi, puntiamo la sveglia alle 6:00 e alle 7:40 c’incamminiamo da All’Acqua con le racchette ai piedi.
 
Questo è l’itinerario:
 
All’Acqua (1612 m) – Formazzora (1651 m) – Al Lago – Riale di Val d’Olgia – Carnisc – Alpe di Formazzora – All’Uomo (2199 m) – San Giacomo (2254 m) – Passo San Giacomo (2306 m) – Colle di Randolo – quota 2407 m – Rupe del Gesso (2434 m)
 
Il primo step da affrontare è anche il più impegnativo, da All’Acqua dobbiamo infatti raggiungere il Passo San Giacomo ed è in questo tratto che si supera la maggior parte del dislivello di giornata. Dopo alcuni metri lungo la strada della Novena, scendiamo sulla sinistra e attraversiamo il ponte sul fiume Ticino.
Il sentiero per San Giacomo non è ufficialmente segnalato per l’inverno, ma la Val Bedretto di questi periodi è presa d’assalto da centinaia e centinaia di persone, di conseguenza a terra vi sono già numerose tracce. Per localizzare la zona del Passo si può anche tenere come riferimento il grande pilone della linea elettrica che si alza in alto a sinistra.
La salita si svolge attraverso il bosco, nel versante in ombra della Valle Bedretto, troviamo quindi neve ghiacciata alla quale le racchette aderiscono abbastanza bene.
La conformazione del terreno ci obbliga a salire in diagonale e seguendo le tracce lasciate dagli sci ci troviamo spesso a camminare in “costa”, è una posizione scomoda che mette sotto sforzo piedi e caviglie, soprattutto quando le pendenze si fanno importanti.
Ci alziamo seguendo le numerose scie di chi ci ha preceduti, è tutto abbastanza semplice ma poco prima dell’erta finale che porta a San Giacomo, ci tocca inevitabilmente attraversare la valletta dove scorre il Riale di Val d’Olgia, si tratta di un canalone molto ripido che va affrontato con la dovuta attenzione, una caduta potrebbe infatti rivelarsi pericolosa.
Dopo 90 minuti arriviamo a San Giacomo dove finalmente veniamo raggiunti dai raggi del sole. Ci fermiamo a fotografare la graziosa chiesetta e poi proseguiamo.
L’idilliaco paesaggio di questa zona è purtroppo guastato dalla presenza dei piloni e dei cavi dell’alta tensione.
Il Passo San Giacomo è caratterizzato da una vasta pianura che si lascia facilmente percorrere. Dopo averla attraversata svoltiamo a sinistra in territorio italiano e cercando di non perdere quota, seguiamo idealmente il percorso estivo in direzione dei Laghi Boden.
Passo dopo passo il panorama si fa sempre più interessante e nel versante opposto della Val Toggia possiamo osservare l’Helgenhorn/Punta di Elgio e la Punta di Valrossa.
Transitando sotto le impressionanti pareti rocciose del Marchhorn, arriviamo infine ai piedi della Rupe del Gesso e con un’ultima breve salita, alle 10:40 dopo 3 ore di marcia, raggiungiamo vittoriosi la nostra meta. WOW il panorama è a dir poco fantastico!
Sotto di noi si estende il grande Lago Toggia e sullo sfondo si alzano bellissime vette quali il Corno Maggiore di Nefelgiù, i Gemelli di Ban, il Corno Mutt, il Corno Gries e tante tante altre.
In direzione sud ammiriamo il Kastelhorn, ai suoi piedi si nascondono i Laghi Boden, mentre il Lago Castel si trova più in basso. È un posto così affascinante che non vorremmo più andarcene.
Sicuramente quella alla Rupe del Gesso è una delle racchettate più belle mai fatte, almeno per quanto riguarda il panorama offerto dalla meta finale.
In effetti sapevamo già che la zona è molto bella, vi eravamo stati nell’autunno del 2016 compiendo un lungo giro ad anello attorno ai laghi, e adesso ci chiediamo come mai allora non salimmo sulla Rupe del Gesso? Beh dovremo rimediare prima o poi!
Ci concediamo una meritata pausa, bagni di sole, poi memori del bollettino valanghe, ci vediamo costretti a prendere la via del ritorno. Meglio non passare sotto le ripide pareti del Marchhorn o del Pizzo San Giacomo a pomeriggio inoltrato.
Per rientrare in territorio elvetico ci teniamo leggermente più alti in modo da evitare gli scomodi passaggi in costa fatti all’andata.
È una sorpresa scoprire che a terra vi sia ancora della neve polverosa, così la traversata in direzione di San Giacomo si rivela più spassosa del previsto.
Arrivati alla chiesetta ci fermiamo per scattare altre foto. Sopra le nostre teste si alzano il Pizzo Cavagnöö e il Pizzo Grandinagia, mentre a dominare le scene nel versante opposto della Val Bedretto sono i Poncioni di Manió e Cassina Baggio, il Chüebodenhorn e l’inconfondibile Pizzo Rotondo…tanta roba!
La discesa ad All’Acqua ci vede infine seguire all’incirca la stessa via di salita, con piccolo attacco di panico misto ad adrenalina per attraversare di nuovo il ripidissimo canalone ghiacciato del Riale di Val d’Olgia, poi tutto liscio fino all’auto.
Gita stupenda che alterna tratti di facili percorrenza (WT2) a passaggi più impegnativi (WT3) da affrontare con passo sicuro, la situazione inoltre potrebbe cambiare in positivo o negativo in base alle condizioni della neve, ma questo in realtà vale per qualsiasi escursione invernale.
A nostro avviso il percorso fino alla Rupe del Gesso è più indicato ad essere svolto con le racchette (non per principianti), chi va con gli sci deve tener presente che a causa delle mancate pendenze, dovrà probabilmente utilizzare le pelli anche per tornare a San Giacomo.
 
Tempo impiegato:
Salita 3h
Discesa 2h
(soste comprese)
 

Hike partners: ale84, Mauro78


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