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Rifugio Peller 2020 m


Published by cristina , 12 February 2014, 14h06. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Trentino-South Tirol
Date of the hike: 8 February 2014
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Snowshoe grading: WT3 - Demanding snowshoe hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Route:Tassullo-Tuenno-Loc.Ciarater-Malga Tuenno-Rifugio Peller
Access to start point:Val di Non. Da Dermulo prima di arrivare a Cles svoltare a sx indicazione Tassullo. Posteggio alla stazione dei treni. Per Ciarater invece seguire indicazioni per Tuenno. Posteggi nei pressi di un casone oppure lungo la strada parallela dove il proseguimento è proprio la strada che sale al rifugio Peller.

In Trentino non sarà un bel week end, nel corso della settimana le previsioni sono cambiate più volte e alla fine sembra ci saranno due mezze giornate accettabili. Va bene lo stesso la voglia di andare a vedere come sono combinate le nostre amate montagne che da anni non vedono questa quantità di neve è veramente molta e aumenta ancora di più dopo aver sentito e aver visto le foto che ci ha inviato il Soccorso Alpino di Cles.

Arriviamo a Romeno (Val di Non) a notte fonda e sotto un leggero nevischio. La mattina si presenta come da previsioni, qualche squarcio di cielo ma bisogna proprio cercarlo per bene.

Anche se poco convinti sulla fattibilità della cosa, lasciamo l’auto alla stazione dei treni di Tassullo, nella speranza di poter scendere a Malè.

Risaliamo lungo le vie del paese e ci portiamo in località Ciarater dove parte la strada per il Rifugio Peller. Calziamo subito le racchette da neve e risaliamo in un ambiente innevato che erano anni che non vedevamo.

Raggiunta la Malga di Tuenno scopriamo che è stata restaurata, adibita ad Agriturismo e che soprattutto è aperta anche in inverno.

Proseguiamo ora cominciando a fare qualche taglio dove possibile. Intorno ai 1500 m comincia a nevischiare e appena usciamo dai boschi la visibilità è pari a zero. Seguiamo la traccia più marcata fino a quando uno squarcio ci fa vedere il dosso dove si trova il rifugio.

Seguiamo la via più lunga per raggiungerlo e incrociamo uno del soccorso alpino che scopriremo poi che stava scendendo a recuperare uno sciatore che cadendo si era rotto o lussato una spalla, scopriamo anche che il soccorritore era quello con cui avevamo parlato la sera prima.

Raggiungiamo il rifugio mentre i volontari della Sat e del Soccorso Alpino sono al termine dei lavori di sgombero del tetto e dell’accesso all’invernale dalla neve.

Un’ampia schiarita ci permette di fermarci al sole a chiacchierare con i pochi sciatori rimasti. Abbandoniamo il piano di scendere a Malè poiché la neve è veramente troppa e troppo pesante, tra l’altro qualcuno ci instilla il tarlo che ci sono un paio di tratti che secondo loro, in questa situazione, potrebbero essere pericolosi. Detto ciò ci mettiamo il cuore in pace e ci godiamo il sole e le chiacchiere.

Arrivato il momento della partenza decidiamo di scendere fuori traccia aggirando il rifugio, ricordiamo dei brevi tratti con una bella pendenza che potrebbero regalarci qualche bella scivolata, ma la neve non è quella giusta e con le ciaspole ci impiantiamo e invece di scivolare ci trasciniamo a fatica sul percorso dell’andata dove rincontriamo il tipo del soccorso alpino.

Ci scorge da lontano, rallenta la motoslitta e…

”Sei tu che mi hai chiamato ieri sera?”

“Si” (riconosciuti perché qui con le ciaspole non ci sale praticamente nessuno, solo sci)

“Beh, hai visto che la situazione era come ti avevo detto? Tanta neve, erano anni che non vedevamo, pesante tanto che siamo dovuti salire a sgomberare il tetto del rifugio prima che accadesse il peggio e lunedì sembra ne arrivi altra…mi raccomando anche domani state attenti, oggi poi ho già dato! Quando volete info chiamatemi pure, sono qui!”

Salutiamo, ringraziamo della disponibilità e giù tagliando il tagliabile.

Sosta all’agriturismo, sosta che doveva essere breve ma che invece si protrae un po’ troppo con la conseguenza che arriviamo a Tuenno sotto una leggera pioggerella.

Man mano che ci abbassiamo la pioggia aumenta, si affianca un’auto con una signora “ma dove andate?”

“alla stazione di Tassullo”

“salite vi porto io, vi avevo già visto prima ma pensavo foste arrivati”

“ma no, non si disturbi ci siamo quasi e siamo tutti bagnati”

“venite su forza tanto è l’auto di battaglia”

Ci infiliamo in qualche modo in macchina e velocemente raggiungiamo la stazione, ringraziamenti doverosi e poi via verso Romeno dove sta cominciando a nevicare nuovamente!

Dislivello 1499 m; km 24,50


Hike partners: cristina, Marco27


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Comments (9)


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Francesco says:
Sent 12 February 2014, 15h22
Ciao,quest'anno la montagna ci sta regalando delle immagini spettacolari.
Avete sempre la mia ammirazione.

cristina says: RE:
Sent 13 February 2014, 09h05
Beh le nostre fote in confronto alle tue e a quelle di altri sono niente!

Di certo ciò che crea la neve aiuta!

Ciao Cri

patripoli says:
Sent 12 February 2014, 16h50
Incredibile la quantità di neve....e non solo in Trentino....dappertutto!
Certo che queste condizioni non sono certo uno stimolo per andare a camminare, ma voi....sempre determinati!
Ciao.

cristina says: RE:
Sent 13 February 2014, 09h09
Erano anni che non vedevo tanta neve a Romeno, sono tutti preoccupati perchè non sanno dove metterla, si sono trovati spiazzati, avevano perso l'abitudine agli inverni nevosi! Ora speriamo finisca però, non ti sembra ne sia venuta a sufficienza?

Ciao Cri

bigblue says:
Sent 13 February 2014, 13h32
Ciao Cristina,
come sai, queste atmosfere "lunari", le trovo piacevoli, soprattutto quando zompetto a piedi e non devo scendere con gli sci -whiteout-......è più facile "sentire" la natura che vederla......
Per fortuna a questo mondo ci sono ancora persone gentili....non è facile senza chiedere, trovare un passaggio.
Ottima doppietta-uscite....tra sviluppo e disli....e non era polvere....acci che gambe!
Un saluto a te e a Marco
Pia

cristina says: RE:
Sent 13 February 2014, 14h25
Ti devo dire che siamo rimasti stupiti.
Notoriamente i trentini se ti conoscono si fanno in quattro per darti una mano ma con gli estranei stanno piuttosto sulle loro. Anche il tizio del soccoro alpino ci lasciati perplessi, già al telefono era stato prodigo di info, addirittura mandandoci delle foto, poi quando ci siamo visti, sentirsi dire di chiamarlo senza problemi quando vogliamo avere delle news...beh fa piacere trovare persone così disponibili, in questi tempi sempre più rare!

Ciao Cri

bigblue says: RE:
Sent 13 February 2014, 14h28
....assolutamente d' accordo..... rare, più delle Terre Rare :())).....possiamo ancora credere che qualcosa di buono c'è.
Pia

gbal says:
Sent 13 February 2014, 22h26
Complimenti ragazzi! una bella esperienza in una Val di Non tutta "nuova" anche per dei "habitué" come voi.
A proposito di spalare la neve dai tetti: purtroppo è morto un signore a Fondo che faceva appunto questo per liberare il suo tetto dal peso della neve.
Ciao

cristina says: RE:
Sent 14 February 2014, 09h37
Noi vediamo la montagna con gli occhi dei turisti, solo il bello, il fascino della neve che dà un tocco di magia a tutto...

Quando si parla con quelli del posto, loro vedono meglio e probabilmente solo il lato opposto della medaglia. Tutti i giorni a spalare, posteggi ingombri di neve, sentirsi dire che non sanno più dove metterla e noi che ci lamentiamo se dobbiamo liberare il solo balcone o lo scivolo di casa una volta all'anno quando capita!


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