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Monte Leone (3553m)


Published by morgan , 18 July 2013, 14h09.

Region: World » Switzerland » Valais » Oberwallis
Date of the hike:14 July 2013
Mountaineering grading: PD
Climbing grading: II (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: CH-VS   I 
Time: 12:00
Height gain: 1750 m 5740 ft.
Height loss: 1750 m 5740 ft.
Route:Ospizio del Sempione (1997)- sassone- traverso- palina- Homattugletscher- Breithornpass (3355)- Alpjergletscher- intaglio (3373)- cresta sud- Monte Leone (3553)
Access to start point:Prendere la statale del Sempione, passare il confine di stato e salire al passo dove si svolta a destra per l'Ospizio del Sempione.

Il Monte Leone è la vetta più alta delle Alpi Lepontine. La cima, sul confine tra il Piemonte e il Canton Vallese, domina la piana dell'Alpe Veglia. La via normale di salita è quella dal versante svizzero dal Passo del Sempione, la cui linea separa le Alpi Pennine dalle Alpi Lepontine. La via è impegnativa a causa della lunghezza e del dislivello mentre le difficoltà tecniche riguardano il tratto della cresta sud che porta alla cima. Non ci sono punti di appoggio lungo il percorso (rifugi o bivacchi).
Il CAI di Laveno ha organizzato l'ascensione con capogita Domenico. Occorre partire alle prime luci per trovare delle condizioni della neve migliori. Per evitare la levataccia decidiamo di recarci al passo la sera prima e pernottare all' Ospizio del Sempione. Siamo in otto escursionisti. Durante la cena ci accordiamo per il domani: sveglia alle 4.30, colazione e via! Alle 5.15 siamo nel parcheggio del Simplon Hospiz (1997) pronti alla partenza. E' già abbastanza chiaro per procedere senza pile frontali. Partiamo sulla stradina che sale alla sinistra dell'Ospizio. Abbiamo come riferimento il "sassone", grosso macigno isolato alle pendici dell'Hubschhorn, sulla via di salita. Deviamo dalla stradina su un evidente sentiero, senza indicazioni, che sale sul fianco della montagna. Su una via segnata con ometti di pietra arriviamo al sassone dove pieghiamo a sinistra abbassandoci su un traverso che si sposta sul versante opposto. Questo tratto, a causa della notevole pendenza, è il punto critico della via scialpinistica. Proseguiamo la salita su pietraia puntando verso un' evidente palina di legno su un mucchio di pietre. A quota 2450 incontriamo i primi nevai. Sulla neve aggiriamo delle lisce placche rocciose salendo sulla destra. A quota 2750, all'altezza della parte terminale del ghiacciaio, calziamo i ramponi. Siamo sull'Humattugletscher, la neve è gelata e si procede abbastanza bene. Le abbondanti nevicati primaverili hanno consolidato lo strato nevoso e di crepacci non se ne vedono e neanche di ghiaccio vivo. Decidiamo di non legarci e di procedere ognuno per la via che predilige. Chi sale a zigzag, tagliando il ripido pendio, o chi, come io, che sale sulla linea di massima pendenza. Alla spicciolata, in meno di 4 ore arriviamo tutti al Breithornpass (3355), finalmente in vista della nostra meta, dove veniamo raggiunti dai primi raggi di sole. Dopo una sosta riprendiamo la marcia. Siamo ora sull' Alpjergletscher, la neve non è più gelata ma, comunque, cede solo per una decina di centimetri per cui si procede agevolmente. Dopo un tratto pianeggiante, la via si abbassa, perdendo un centinaio dimetri di quota, nella conca e conduce verso la cresta sud. Una breve e ripida risalita porta ad un intaglio (3373) da cui inizia la via della cresta sud. Il percorso risulta un po' più complicato del previsto. E' un misto tra roccia e neve per cui decidiamo di tenere i ramponi.  La via è segnata con ometti di pietra ma in diversi tratti è coperta dalla neve. Superiamo alcuni gradoni su rocce squadrate e diversi passaggi esposti. Dove il filo di cresta non è percorribile ci spostiamo sui due versanti dove, però, le pietre sono instabili. Guadagniamo faticosamente quota fino ad un punto dove troviamo difficoltà a superare un balzo su roccia e successivo nevaio. Il passaggio laterale è stretto ed esposto, quello centrale comporta l'innalzamento in spaccata per issarsi sul lastrone. Alcuni di noi non si sentono sicuri perciò attrezziamo una corda per consentire un passaggio più tranquillo. Il ripido nevaio successivo è ben consolidato e portante. Superiamo tutti questo punto critico e in pochi minuti arriviamo alla panoramica cima del Monte Leone (3553). Siamo in otto, soddisfatti, tutti in vetta! Dopo le foto e lo spuntino iniziamo la discesa sulla stessa via di salita. Torniamo al punto critico dove riposizioniamo la corda e, con prudenza scendiamo sulla cresta. Tornati sul ghiacciaio alcuni di noi tolgono i ramponi, altri li mantengono. Non c'è ghiaccio vivo e si procede egualmente bene. Nella conca del ghiacciaio risaliamo faticosamente al Breithornpass e, ricompattato il gruppo iniziamo la discesa. La neve non è più gelata e, puntando i talloni, si scende bene anche senza ramponi. Usciamo dal ghiacciaio e dai nevai e, su percorso leggermente diverso da quello di salita, torniamo al punto di partenza all'Ospizio. Lungo tutto il percorso non abbiamo incontrato nessun altro escursionista. Solo qualcuno salito dopo e sceso prima era stato sul Breithorn.
Partecipanti 8: Domenico (capogita), Roberto C., Ezio, Marco, Dario, Pere, Roberto G., Stefano.
Tempi di percorrenza: 3h40' al Breithornpass, 4h45' alla cresta, 6h15' al Leone, 40' sosta in vetta, 4h50' discesa. Totale tempo impiegato: 11h52' (8h47' di marcia, 3h05' di soste.
Lunghezza del percorso: 15,1km.
Meteo: bello, passaggi nuvolosi a metà giornata.

Hike partners: morgan


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Comments (4)


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Amedeo says:
Sent 18 July 2013, 15h58
Bella cima....da fare!! Io sono del CAI di Germignaga e il 27/28 luglio, salvo maltempo, si va al Similaun!!
Ciao
Amedeo

morgan says: RE:
Sent 18 July 2013, 21h27
Buona escursione!
Ciao
Dario

Vatar says:
Sent 18 July 2013, 17h13
Ciao Morgan

che piacere vedere questo itinerario che da molti anni non percorro più, complimenti a voi per essere arrivati tutti in cima, il tratto finale di cui hai parlato mette sempre in difficolta molti escursionisti.
Bravo bella descrizione e belle foto.

Adry.

morgan says: RE:
Sent 18 July 2013, 21h30
Grazie! E' stata una bella soddisfazione aver condiviso tutti insieme questa conquista.
Ciao.
Dario


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