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Tete de Cou 1467 - Sulle orme di Napoleone


Published by cristina , 8 May 2012, 10h03. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Val d'Aosta
Date of the hike: 6 May 2012
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Route:Posteggio alle pareti di arrampicata prima di Arnad-Arnad-Santuario Machaby-Villaggio Machaby-Pilastro Lomasti-Villaggio di La Cou-Tete de Cou-Vernale-Albard de Bard-Forte di Bard
Access to start point:Austrada per la Val d'Aosta uscita Pont Saint Martin-proseguire lungo la strada statale in direzione di Verres, posteggio sulla dx nei pressi delle pareti di arrampicata.
Maps:IGC 1:50.000 IVREA-BIELLA e BASSA VAL D'AOSTA

 
Dopo un sabato passato a pulire e sbrigar faccende varie, domenica dobbiamo assolutamente stare all’aria aperta. Gli amici del Cai di Cornaredo ci comunicano che l’uscita sul Garda è annullata ma che in serata ci faranno sapere cosa pensano di fare in alternativa. A sera ci arriva l’sms: “giro veloce in Valsassina”, dove però non ce lo dicono! A entrambi sembra la soluzione migliore, o per lo meno quella più sensata, anche se di tornare in Valsassina per l’ennesima volta non ne abbiamo molta voglia. Preferiamo quindi non prendere impegni, in modo da evitare di rifilar bidoni, e andiamo a dormire con l’idea di alzarci, sincerarci che non stia venendo giù il diluvio universale e semmai contattare tutti quanti domani mattina strada facendo.
 
Domenica mattina quando ci alziamo, il cielo è nero come la pece, voglia di andare in Valsassina zero assoluto per cui decidiamo di fare un giro che avevamo adocchiato tempo fa ma che, a causa della spesa che comporta la trasferta nella Vallèe, avevamo sempre rimandato. Visto il meteo ci sembra sia arrivato il momento, il giro si può fare anche con l’ombrello (cosa che a tratti faremo), potremo andare a visitare il Forte di Bard e infine per limitare i danni, proviamo ad andarci con la Smartina: dal momento che facciamo oltre 35.000 km/anno, cerchiamo di evitare di finanziare la guerra d’Etiopia, la crisi di Suez o il disastro del Vajont tutte le volte che possiamo….
 
Uscita Pont Saint Martin, poiché vorremmo fare il giro ad anello, ciò comporta un buon tratto di strada statale, limitiamo i danni posteggiando a metà in modo da farne metà all’andata e metà al ritorno. Posteggiamo quindi nei pressi di alcune pareti di arrampicata, tra l’altro scopriremo dopo che da lì parte anche un sentiero diretto per Machaby, qui però non c’è nessuna indicazione a parte un cartello che invita alla prudenza per via di alcune vie di arrampicata in parte disattrezzate.
 
Prendiamo la prima strada a destra e raggiungiamo l’abitato di Arnad. Proseguiamo lungo la strada asfaltata fino al posteggio per il Santuario di Machaby. Qui parte la strada militare recentemente restaurata che velocemente sale al santuario che si trova a 696 m in una splendida posizione fra boschi di castagno. L'edificio, di origini trecentesche, è stato interamente ricostruito nel 1687. Oltre a numerosi ex-voto, contiene, all'interno, una statua seicentesca raffigurante la Madonna, definita "uno dei maggiori capolavori della scultura barocca in Valle d'Aosta". La leggenda vuole che il santuario sorga dove fu trovata una statua della Vergine; spostata in un prato, all’indomani fu ritrovata nel luogo originario; ancora oggi si può osservarla nella nicchia dell’altare principale.
 
Lasciato il santuario, raggiungiamo in breve il pittoresco villaggio di Machaby, dove scambiamo due chiacchiere con il gestore dell’ostello, ci dà alcune info sul percorso e ci consiglia la deviazione per il Pilastro Lomasti. Proseguiamo lungo la militare, poco più su troviamo gli antichi ruderi di un’autentica installazione militare, la “batteria Machaby”, con tanto di fortino e casematte interrate. Machaby ospitò per lungo tempo i bersaglieri, acquartierati nel complesso difensivo in chiave anti-francese che aveva il suo perno principale nel Forte di Bard.
 
Arriviamo al bivio per il Pilastro Lomasti e visto che lo dà a 20 minuti andiamo a vederlo. Il sentiero è molto stretto, molto panoramico, molto esposto e visto le piogge molto scivoloso e bagnato, ma ne è valsa la pena, panorama super, vedevamo la nostra Smartina a perpendicolo sotto di noi! Torniamo sulla militare, passiamo l’alpe Arbenaz e con un ultimo tratto in semipiano usciamo dal bosco e arriviamo al villaggio di La Cou. A destra una traccia porta in cima alla Tete de Cou che sembra quasi un trampolino di lancio. Tra il villaggio e la vetta troviamo inoltre antichi alloggiamenti militari, trattasi del Ricovero Capitano Muttoni. La vetta è ampia e la vista sarebbe eccezionale, se non fossimo immersi nella nebbia più totale, tanto che la cima ce l’ha indicata un signore.
 
Tornati al Col de La Cou scendiamo a Verale, uscendo subito dalla nebbia e a questo punto la vista sulla valle è spettacolare. Poco prima di raggiungere la strada ci fermiamo a mangiare e finalmente il sole vince sulla pioggerellina che ha tratti ci ha accompagnato in discesa. Giunti ad Albard de Bard cerchiamo il sentiero che dovrebbe farci evitare parte della strada. Percorriamo una traccia tra erbacce e rovi, ma all’ennesima sparizione decidiamo di tornare sui nostri passi e prendere la strada. Al bivio per Donnas andiamo a dx, strada chiusa. Al suo termine parte il sentiero che scende proprio sotto al Forte di Bard, anche in quest’ultimo tratto un altro svarione ci fa risalire ma alla fine giungiamo alla statale.
 
Tanto che siamo qui decidiamo di visitare il Forte di Bard. Dal Forte al posteggio ci sono circa 2,5 km di statale. Ci siamo accorti dopo che è possibile percorrere almeno per un buon tratto la sterrata che costeggia la Dora.
 
Alla fine per essere stata un’escursione di ripiego, tirata fuori all’ultimo minuto devo dire che ci ha soddisfatto parecchio e che sicuramente ripeteremo con un tempo più favorevole.
 
La traccia è stata ripulita da tutti gli svarioni.
 
DATI GPS
Dislivello 1439 m – 23,34 km
 

Hike partners: cristina, Marco27


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