Chüebodenhorn 3070mt - dal tornante del Passo della Novena


Published by giorgio59m (Girovagando) , 23 September 2011, 16h56. Text and phots by the participants

Region: World » Switzerland » Tessin » Bellinzonese
Date of the hike:22 September 2011
Hiking grading: T4 - High-level Alpine hike
Mountaineering grading: F
Waypoints:
Geo-Tags: CH-TI   CH-VS   Gruppo Pizzo Rotondo   Gruppo Pizzo Gallina 
Time: 9:30
Height gain: 1300 m 4264 ft.

Lunga, faticosa, con grandi panorami, e vetta … in due puntate


Altro giorno di ferie da spendere, ultimi residui delle ferie estive.

In una gita infrasettimanale, non possiamo sperare di esserci tutti, anzi questa volta siamo solo i due “vecchi”: io e Roberto.

E’ tutta la settimana che controllo webcam e previsioni, per trovare una meta dove non trovare troppi residui delle nevicate dello scorso weekend, la scelta cade su un 3000 della Val Bedretto, che ho in programma da tempo, dopo aver letto una vecchia escursione di Floriano.

Come d’abitudine preparo a tavolino, l’escursione, destinazione il Chüebodenhorn a 3070mt.

Il Chüebodenhorn si trova sopra All’Acqua, in alto alla Capanna Piansecco.

Si può partire da due posti diveri:

  • Dal solito parcheggio di All’Acqua (chi conosce la zona, sa che è un parcheggio molto utilizzato in inverno per escursioni con ciaspole o sci-alpinismo). Da All’Acqua per raggiungere la Capanna Piansecco ci sono 370mt di dislivello e 1.65Km di distanza
  • Salendo al passo della Novena, al tornante verso sinistra dopo l’Alpe Cruina, parte un sentiero che con qualche su e giù porta alla capanna Piansecco (quindi ritorna verso Bedretto), con deviazioni verso monte per i Laghi delle Pigne. E’ un percorso molto battuto in inverno con sci e ciaspole. Dal parcheggio, poco prima del tornante, alla Piansecco si percorrono 4.8Km con circa 120mt di saliscendi

Da scoppiato che sono scelgo la via più lunga e con meno dislivello.

Per esigenze familiari partiamo più tardi del solito, alle 9:00 lasciamo il parcheggio ed iniziamo il lungo traverso verso la Piansecco. Si incontrano 3 bivi con indicazioni per i laghi delle Pigne, conviene tenere il sentiero più basso.

Alle 10:10 siamo al Pian Secco, si incontra un ponticello, subito dopo un bivio con indicazione su una pietra, proseguendo in cinque minuti si raggiunge la capanna, a sinistra si sale invece verso delle cascate, e si raggiunge il sentiero che dalla capanna Piansecco sale al Gerenpass (le indicazioni in vernice rossa, indicano “Geren”).

Inizia un prima salita, dai 1980mt del ponticello alla prima tappa alla capanna militare di Cascina di Baggio a 2350mt. Capisco subito che oggi non và, il fiato manca da subito e sono costretto a varie soste per recuperare. Roberto è avanti e pazientemente di tanto in tanto si ferma ad aspettarmi.

Alle 11:18 siamo alla capanna militare della Cassina di Baggio a 2350mt, chiusa.

Qui comincia un tratto decisamente duro, 350mt di dislivello in meno di 1Km, su un terreno fatto per gran parte di ghiaietta, poco portante.

Non ci sono bollini, la via da seguire si trova più o meno al centro, ci sono comunque numerosi ometti, che a volte fanno un po’ di confusione. La via comunque è evidente, salire alla conca superiore che ospita il passo.

Qui il mio fiato è messo a dura prova, raggiunti il primo ghiacciaietto a 2600mt non seguiamo delle tracce che lo attraversano (lo faremo comunque al ritorno), la lo aggiriamo a destra su pietraia, anche queste pietre sono poco stabili.

Alle 12:54 raggiungiamo il Gerenpass, 2670mt, spettacolare !!!

Sono completamente scoppiato, dico a Roberto che mi devo fermare, calmare le palpitazioni e mangiare. Robi non è contento, ma mi ha visto un difficoltà, e mi asseconda.
Sa che se mangiamo, non proseguiremo oltre, camminare a "panza" piena ...

La vista è meravigliosa, poco sotto di noi il magnifico ghiacciaio Chüebodengletscher con il suo laghetto (purtroppo ha il colore grigiastro dello scioglimento della neve, e non l’azzurro che ho visto in varie foto nelle relazioni di chi ci è stato), il ghiacciaio sospeso del Poncione di Maniò, per non parlare delle spettacolari vette che si stagliano di fronte, il paesaggio e davvero indimenticabile.

Già penso (o pensiamo?) a come raccontare che sono scoppiato e siamo rimasti 400mt sotto la vetta …

La cresta e la cima (o l’antecima) è sopra le nostre teste, un tiro di quattrocento metri, con notevole pendenza, sono arrivato scoppiato … solo l’idea mi dà i brividi.

Una mezz’ora di pausa e mangiando qualcosa, stabilizzo il fiato e mi sento bene, ma sono quasi le 14:00 …

Propongo a Roberto di salire un poco verso la cresta per guardare meglio sul lato opposto, partiamo salendo su pietraia non verso la cima, ma sul lato grigionese.

Rilancio … proviamo a salire sulla cresta, se scoppio torniamo indietro.

Risaliamo in libera a riprendere attorno i 2800mt la cresta di salita, tutta su pietraia, dove di tanto in tanto spuntano degli ometti di sasso ad indicare la via.

E’ dura, la cresta tutta pietraia da salire spesso a quattro mani, ma il fiato tiene, forse la testa è più impegnata a seguire il movimento di mani e piedi che a dar retta alla respirazione.

Salgo assieme a Roberto, siamo ugualmente veloci, guadagnano 10, poi 20, cinquanta metri ed i prossimi cinquanta metri.

Passiamo i 2900mt, chiedo se proseguire o rinunciare, sappiamo che è una follia, ma proseguiamo.

Dai ... arriviamo a tremila, poi decidiamo. Ai tremila, la butto lì … mancano solo 70mt, dai.

Alle 15:25 siamo in vetta, tutti e due, nel cuore una grandissima felicità, io anche l’orgoglio di aver vinto una sfida con me stesso, sfida che ormai pensavo di aver perso, per oggi.

Se fino ad ora mi sono guardato poco in giro, massima attenzione sulla ripida pietraia, dalla vetta ci gustiamo un panorama immenso e grandioso.

Di fronte a noi lo spettacolare Pizzo Rotondo, con ghiacciaio e laghetto, ad ovest il Pizzo Gallina, verso sud il Basodino con l’inconfondibile ghiacciaio, la zona del passo di San Giacomo con i laghetti, il ghiacciaio del Gries, la punta dei Camosci ed il Corno Cieco, a nord spuntoni di ogni altitudine che ancora non so riconoscere.

Non c’e’ croce di vetta solo un bollino rosso con scritto “Chuedondenhorn 3070”, ed il gamellino con il libro di vetta.

Telefoniamo a casa, annunciando che abbiamo fatto la pazzia di salire dopo pranzo, che ci aspettano 4 ore per tornare alla vettura e due di viaggio per casa, quindi rientro per le 22:00.

Quindici minuti di meritatissima pausa da quest’altro tremila, il più faticosamente conquistato, con orgoglio e caparbietà.

Ma il tempo stringe, e la paura di beccare il buio nel lungo ritorno … ci fa scendere.

La discesa non troppo veloce, ma cercando gli ometti ed i passaggi sulle pietre più idonei, qualche volta ci sia aiuta con il posteriore.

In alto al passo cerchiamo la via più breve, c’e’ un tratto su terriccio, non facile, si scivola ma scendiamo. Al passo scendiamo verso il ghiacciaietto sul lato sud, questa volta ci passiamo sopra, qualche centimetro di neve sopra al ghiaccio, tiene tranquillo, anche scivolando siamo quasi in piano.

Poi il lungo e massacrante pezzo fino alla capanna Cassina Baggio, ghiaietta su ripido, snervante!

Poi scendiamo verso la Piansecco, fortunatamente ci sono dei bei ruscelli, e abbiamo un disperato bisogno di liquidi (i laghetti e ruscelli in alto sono tutti acqua di neve).

La stanchezza si fa sentiere e comincia a fare buio, alle 18:40 siamo al bivio in basso alla Piansecco, partiamo decisi per il parcheggio.

4.8Km interminabili, sembra sempre che dietro al prossimo costone ci sia la Novena, ma è una speranza, la via è lunga. Le gambe vanno da sole, il sole è tramontato.

Alle 19:55 siamo al parcheggio, che goduria cambiarsi e sedersi in auto.

Traffico inesistente, quindi alle 21:30 siamo tutti e due a casa.

A letto il tempo di ripensare a questa avventura finita bene, ai grandi panorami, alla vetta conquistata contro le aspettative.

Ringrazio pubblicamente Roberto (Roberto59), per la pazienza nell’ aspettarmi nelle mie innumerevoli fermate,  per averci provato (è lui quello del “bisogna crederci” ma stavolta le parti erano invertite, ero io che spingevo a tentare e crederci, Robi era troppo, e giustamente, preoccupato del ritorno).

 

Altro tremila nel cestino …

 

 

Vista da roberto59:

Leggo del fatto che Giorgio mi ringrazia pubblicamente per averlo atteso parecchie volte durante la salita, ok grazie ma eravamo in due e in due o si arriva insieme o si “molla” insieme, al Pizzo Languard eravamo in tre ed anche la situazione era differente, qui era diverso ed e’ stato giusto e corretto cosi’.
Detto questo mi sento di aggiungere che si’ in effetti dopo il pranzo a “panza” piena ero scettico sul fatto di salire, io quando mi fermo,... basta si mangia,  si e’ arrivati,.... stop, ma in questo caso ho visto Giorgio desideroso di salire e quindi l’ho assecondato molto volentieri, ragazzi anche a me piace arrivare in cima, come ha scritto Giorgio lo penso da sempre che “ bisogna crederci” , ma la mia perplessita’ era data dal fatto che si’ l’orario ci era nemico, ma ad onor del vero anche perche' avevo alle 21.30 la consueta partitella a basket del giovedi' sera con gli amici a cui difficilmente rinuncio.
Ero combattutto fra le due cose, ma alla fine, in primis per la voglia di Giorgio di arrivare in vetta e poi anche per il mio desiderio di non dover annoverare una rinuncia con conseguente sconfitta, siamo saliti fino ai 3070 metri della vetta, assolutamente ne e' valsa la pena, grazie Giorgio per aver insistito.
Il ritorno ha messo a dura prova le mie ginocchia, Giorgio in discesa ha una bella marcia, per cui lui davanti e io dietro ci siamo messi in marcia consapevoli delle ore che ci attendevano prima di arrivare all'auto, l'ultimo tratto dalla capanna Piansecco sino al parcheggio non finiva mai, ma una volta saliti sull'auto, finalmente rilassati e immersi nello spettacolo stupendo del tramonto sul passo della Novena, la soddisfazione ha preso il sopravvento su tutto, soprattutto sulla stanchezza che era veramente tanta.
ps. Ottimo il ritorno con la nuova GiRovagamdo mobile, cioe' la nuova auto di Giorgio...ha il cambio automatico?
Ciao alla prossima

 

 

 

Riassuntino

Andata: 6.2Km fino al passo Gerenpass, 4:00 lorde, 3:30 con le soste

Vetta : 1:40 dal passo Gerenpass

Ritorno: 7.8Km, passo-vetta-ritorno, 4:00 lorde dalla vetta

Altre foto, diario, e tracce gps sul nostro sito

Girovagando

www.girovagando.net    escursione # 107




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Comments (15)


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Francesco says:
Sent 23 September 2011, 18h46
Grandi Ragazzi, complimenti.
Ma..... la prox volta si pranza dopo aver raggiunto la vetta, io a panza piena non sarei salito, scoppiavo prima!!!

Sent 23 September 2011, 21h26
E' la prima volta che salgo dopo aver pranzato, mai avrei pensato di riprendere una tale salita! Ma la tenacia e la testardaggine mi fanno fare anche questo, e fortunatamente siamo arrivati fino in fondo! Grazie ancora .... A presto.

Sent 23 September 2011, 22h10
Grazie Francesco,
in effetti non pensavo di arrivare a "panza" piena in cima, anche perche' il grappino alla fine non manca mai
Ciao a presto

beppe says: Tanta tenacia
Sent 23 September 2011, 19h30
Tanti complimenti . Beppe

giorgio59m (Girovagando) says: RE:Tanta tenacia
Sent 23 September 2011, 21h23
Grazie Beppe, sempre gentilissimo!

roberto59 (Girovagando), says: RE:Tanta tenacia
Sent 23 September 2011, 22h11
Grazie Beppe,
alla prossima...........

ivanbutti says:
Sent 23 September 2011, 22h31
Bravissimi, io ero stato in cima un giorno nebbioso, prima o poi ci tornerò,

Ciao, Ivan

Sent 24 September 2011, 18h10
Ciao Ivan,
grazie ma ho visto i tuoi tempi di quella volta .strepitosi bravo a te, spero tornerai con una bella giornata ne vale la pena, \ghiacciaio e panorama sono favolosi
ciao Roberto

Sent 24 September 2011, 21h48
Grazie Ivan, spero che le foto tii posano fare capire cosa ti e' stato nascosto dalla nebbia, e tornare a controllare di persona!

Sent 24 September 2011, 11h49
Bravi ragazzi,vi siete allenati per domenica,facciamo il lucendro. ciao

Sent 24 September 2011, 18h18
Caro Barba43 grazie, ma devi parlare con Giorgio, domenica 25 festeggiamo il suo compleanno ed e' il festeggiato che decide la meta, regola del gruppo
ciao

gbal says: Le ciliegine....
Sent 24 September 2011, 17h46
Purtroppo l'altitudine per quelli meno allenati alle alte quote (come me) vuole il suo balzello. Anche a me dai 2000 in su accade spesso di dover rallentare e ansimare. Ma avete fatto entrambi la scelta coraggiosa. Bravissimi. Ma.....Roberto hai anche giocato a basket nei supplementari oltre l'orario?
Ciao
Giulio

roberto59 (Girovagando), says: RE:Le ciliegine....
Sent 24 September 2011, 18h13
Ciao Giulio,
aldila' della scelta che alla fine ha ampiamente ripagato lo sforzo in tutta onesta' confesso che non credo sarei riuscito ad andare alla partita nemmeno se fossi tornato in orario.......
Non ho piu' l'eta' per fare tutte queste cose in un solo giorno, e' stato bello cosi'.
Ciao alla prossima, ps. non credo propiro tu non sia allenato, anzi .faim delle gran escursioni, bravo direi
ciao Roberto

Alberto says: complimenti...
Sent 28 September 2011, 14h58
...ora non vi ferma più nessuno,bravi!!!!! Ciao e a presto

giorgio59m (Girovagando) says: RE:complimenti...
Sent 28 September 2011, 16h27
Grazie molte Alberto !
Comunque c'e' chi ci ferma ... non ti preoccupare, si chiamano mogli, ma è anche giusto così.
A presto


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