Rifugio Curò, Val Seriana


Published by Barbacan , 17 December 2010, 13h49.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:11 November 2010
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 2:45
Height gain: 955 m 3132 ft.
Height loss: 955 m 3132 ft.
Access to start point:A Valbondione si lascia la macchina vicino al Campo Sportivo o in alcuni parcheggi lungo le vie del paese. Oppure proseguire in località Grumetti, in cima al paese, e parcheggiare lungo la via o nei pressi della Cappella Lisander.
Accommodation:Rifugio: 100 posti disponibili Locale invernale: 10 posti nel vecchio rifugio li vicino
Maps:Kompass n° 104 "Foppolo-Valle Seriana"

Nuovo giro, nuova meta...o quasi. Sono da poco passati due anno dall' ultimo tentativo di salita al rifugio Curò; in quel Dicembre 2008 di neve ne era scesa tanta, troppa e per noi che non conoscevamo la zona, quella valle divenne impraticabile nonostante una fantastica giornata di sole e senza nuvole.

E' cosi che tra il Monte Guglielmo e il rifugio Curò, decidiamo di puntare verso quest'ultimo decisi in tutto e per tutto ad arrivarci. La prassi è sempre la stessa, partenza di buon mattino con la macchina di Matteo e stavolta puntiamo dritti verso Valbondione attraversando la bassa cremasca ancora immersa nella nebbia.

Giungiamo, dopo qualche sosta, a Valbondione, parcheggiamo alla Cappella Lisandér e iniziamo a prepararci, mentre una coppia polacca si accinge a fare lo stesso. Imbocchiamo il sentiero leggermente più a valle, vicino alla funivia. Il sottobosco è privo di neve, tuttavia occorre stare all' occhio perchè l'erba ed i sassi sono estremamente bagnati.
Incrociata la carrozzabile, sbuchiamo dalla selva e la neve fa capolino anche sul sentiero. Tra una sosta per le foto e per mangiare un pezzo di cioccolato, saliamo lungo l'estivo incrociando due guardie forestali che ci danno indicazioni su dove non passare, causa slavine.

Mentre saliamo vediamo effettivamente delle scariche della notte prima, molte hanno un fronte di pochi metri, altre sicuramente sono più grandi.
Una delle guardie ci aveva segnalato solo una zona che poteva essere pericolosa e, una volta giunti, la attraversiamo tenendo una distanza di qualche decina di metri tra di noi. Appena prima dell' arrivo della funicolare, c'è un tratto dove il sentiero è coperto euna slavina continua a scaricare: con pazienza, tanto cervello e un pizzico di imprudenza, riusciamo a passare dopo un quarto d'ora circa.

E' anche ora di tirar fuori le ciaspole; indossatele, continuiamo verso il rifugio in cui arriveremo dopo una manciana di minuti. Lo spettacolo che si apre davanti a noi, ripaga sicuramente della fatica (c'era veramente tanta neve!) e della determinazione che abbiamo avuto. Ci sistemiamo sotto il portico del rifugio e tra un bicchiere di vino e un panino al formaggio, scattiamo le consuete foto di rito e ci rilassiamo. Verso le 15 ripartiamo, scendiamo decisi lungo il sentiero dove ormai la traccia è ben evidente, passiamo il tratto più brutto e continuiamo verso valle; scendendo notiamo che comunque altre slavine sono scese mentre eravamo su, ed una di queste era veramente grande. Ringraziamo il buon Dio
di averci fatto passare senza pericoli.

Giunti al parcheggio, ci cambiamo nella luce del sole morente scolandoci il tè caldo che Matteo ha conservato avidamente nel suo thermos.

Grazie di tutto ragazzi, alla prossima!!

Hike partners: Barbacan


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