Monte Disgrazia (3678 m)


Published by martynred , 10 February 2024, 10h26.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike: 7 September 2023
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Mountaineering grading: PD
Climbing grading: III (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 13:15
Height gain: 1860 m 6101 ft.
Route:17 km
Access to start point:Parcheggio di Predarossa

Uno dei principali tre sogni di Silvia era il Monte Disgrazia.
 
Ne parla da anni ed il suo desiderio non era salirlo con chiunque ma solo con alcune, pochissime, selezionate persone, tra cui io.
Silvia è così. Per lei raggiungere una vetta non è soltanto salire una serie di rocce o comodi sentieri ma è proprio un viaggio di compagnia e forti emozioni.
Conoscendo già l'itinerario accetto la proposta.


 
Da Predarossa partiamo nel buio delle 4 del mattino e percorriamo dapprima il largo sentiero e poi le passerelle del pianoro paludoso. Saliamo il breve strappo che ci porta dove l'omonimo torrente forma le molteplici diramazioni e riprendiamo a salire seguendo delle vecchie tracce di vernice nella valletta che si inerpica fino poco sotto il Rifugio Ponti.
Raggiunto quest'ultimo facciamo una breve pausa. Percorriamo il lungo traverso perdendo un po' di quota per poi risalire e proseguire sulla morena. Alle nostre spalle un mare di nuvole coprono il fondovalle.
Al termine della morena proseguiamo lungo la lingua di enormi massi...due anni fa non ne spuntava uno di questi!
Puntiamo al lato sinistro/centro del ghiacciaio che risaliremo con ramponi ai piedi dopo aver depositato bastoncini e scarpe da tennis. Nel mentre vediamo scendere dalla cresta due Trail runners che svelti ci passano a pochi metri e vediamo scomparire tra le rocce.
Quel poco che rimane del Ghiacciaio di Predarossa e' una lastra di ghiaccio duro, sporco di detriti neri e intervallato da qualche spaccatura prettamente chiusa. Traversiamo verso destra e raggiungiamo il centro della base della balconata della Sella di Pioda. Tolti i ramponi individuiamo il punto più solido per risalirla. Sulla cresta della sella iniziamo a traversarla superando parecchi tratti di sfasciume e sassi molto instabili. Con passi semplici di arrampicata supero un breve canalino roccioso che ci porta sulla cresta SO. 
Il cielo è limpido ed il panorama mozzafiato. Notiamo, come previsto, che tutta la via di salita è sgombera di neve. L'ascesa prosegue con facili e divertenti passaggi di arrampicata, mai impegnativi, a volte poco esposti, fino a giungere alla placca che superiamo utilizzando piccole racchette in traverso fino raggiungere una sosta su cordino. 
Proseguendo oltre la via si fa più semplice e acceleriamo un po' il passo. Da qui la vista sulla parete nord del Disgrazia. Che tristezza vedere tutta questa secchezza.
Saliamo per semplici rocce solide e placche ben lavorate. 
Vediamo la cima davanti ai nostri occhi.
Sul "filo" di cresta proseguiamo irrequiete di giungere al traguardo. 
Giunte al cavallo di bronzo passiamo sul lato sinistro prestando molta attenzione a dove mettiamo i piedi (presenza di qualche chiazza ghiacciata). Con una specie di spaccata riesco a salire sulla breve paretina rocciosa e raggiungere la sosta. Recupero silvia e ancora pochissimi metri e siamo in vetta. Sono le ore 11:50. C'è voluto un po' ma ce l'abbiamo fatta, completamente sole ed in una giornata fantastica! Un grande abbraccio corona la cima e la realizzazione del sogno di Silvia.
Non possiamo che fermarci a mangiare un panino cercando con lo sguardo il Rifugio Carate e Alessandro e riempirci di tanta bellezza. 
Riprendiamo la discesa a ritroso alle 12:30, ricercando i medesimi passaggi eccetto alla placca che scendo verticale evitandone il traverso. Anche in discesa siamo lente, cercando sempre la sicurezza della nostra inesperienza e dandone più di quello che ne ho a Silvia assicurandola di tanto in tanto su cordini o spuntoni.
Anche sullo sfasciume ricerchiamo una via migliore ma dopo alcuni tentativi finiamo per risalire e scendere sul ghiacciaio pressappoco per la medesima via di salita.
Messo piede sul ghiacciaio lo traversiamo in alto, poco sotto la terminale portandonci sul suo lato sotto il Monte Pioda. Il ghiacciaio è irriconoscibile: un labirinto di grossi crepacci scuri lo ricoprono interamente. Terminato il pendio di puro ghiaccio recuperiamo scarpe e bastoncini e seguiamo gli ometti stando più a ovest rispetto la salita fino a raggiungere la morena.
Sono passate le 5 del pomeriggio e la discesa è ancora lunga, così suggerisco a Silvia di proseguire dritte sulla morena evitando così la deviazione per il Rifugio Ponti e accorciando il rientro di almeno una buona mezz'ora.
Le prime ombre iniziano a calare e iniziamo ad intravedere la piana di Predarossa. Seguendo la linea del torrente raggiungiamo il medesimo sentiero di salita e da qui giù fino all'auto.
Ore 19:23.
 


Ascesa teoricamente veloce vista l'assenza di neve, ma rallentata dalla nostra poca esperienza e dal tanto sfasciume dato dal ritiro impressionante del ghiacciaio.

Ed ora attendiamo la sua parete nord...

Hike partners: martynred
Communities: Hikr in italiano


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Comments (2)


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Sent 10 February 2024, 13h42
Che dire?? Bravissime!!! Bello scalare una montagna, ma ancora più bello scalarla con un' amica speciale, come nel vostro caso.....
Dai, un sogno è stato realizzato, adesso aspettiamo gli altri due.....:)))
Brave brave brave!!!
Graziano

Sent 11 February 2024, 11h05
Senza parole
siete SUPER ;-)


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