Cuveglio e la Frontiera Nord (un mercoledì da mufloni)


Published by morgan , 31 January 2022, 12h48.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:26 January 2022
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 5:30
Height gain: 700 m 2296 ft.
Height loss: 700 m 2296 ft.
Route:12,5km

Questa è la prima gita di una serie che propongo per il CAI di Laveno Mombello con il titolo di "un mercoledì da mufloni" perché si svolgono, appunto, di mercoledì ed il muflone rappresenta ormai una presenza stabile dei nostri boschi. Questo programma rispetta le direttive CAI in tema di pandemia riguardo la promozione dell' escursionismo di prossimità con lo scopo di evitare mete affollate e lunghi tragitti in auto. Aspetti non secondari sono: portare a conoscenza vie poco frequentate su percorsi spesso non segnati, la riscoperta del  territorio e i suoi aspetti peculiari, la verifica dello stato dei sentieri e la loro percorribilità. Svolgendosi in settimana le gite sono perlopiù dedicate a pensionati per cui sono di media difficoltà che, comunque, richiedono un'adeguata preparazione ed abitudine a percorrere i sentieri montani.
Al ritrovo della piazza mercato di Cuveglio ci presentiamo in 14 e, adempiute le formalità cai in materia covid (raccolta delle autocertificazioni) iniziamo il cammino. Attraversiamo le vie di paese passando dalla collegiata di S.Lorenzo, il palazzo comunale e la chiesa di S.Antonio e deviamo sulla strada del Sassello, in prevalenza acciottolata, che sale nel bosco. In località Bignes deviamo salendo sulla strada per Campiano, via forestale che sale tagliando il pendio. Arriviamo ai ruderi di Campiano, importante crocevia di tracciati. Proseguiamo su un sentiero che dopo vari saliscendi arriva nei boschi di Cassano dove su un pianoro troviamo alcuni grossi massi erratici coppellati.

I massi erratici sono di costituzione diversa da quella delle rocce del luogo. Le rocce locali sono del tipo sedimentarie, mentre i massi erratici sono graniti  provenienti dalle alpi. Sono giunti sul posto trasportati dal lento movimento dei ghiacciai che nelle ere glaciali hanno ricoperto le nostre valli. Allo scioglimento del ghiaccio i massi sono stati depositati dove capitava. Per secoli  la loro origine è rimasta un mistero. Venivano considerati come pietre magiche e luoghi di culto. Si pensava che fossero portate dai giganti, mosse dal diluvio universale, eruttate dai vulcani, spostate con incantesimi dai sacerdoti druidici. Solo verso la metà del 800 si è intuita la loro natura. I massi erratici hanno fornito materiale per la costruzione di manufatti come macine, fontane, cippi stradali.
I massi coppellati presentano incavi di forma sferica di incerta origine e datazione. L'ipotesi più attendibile è che rappresentino luoghi di culto destinati a riti propiziatori. Situati solitamente in luoghi dominanti si pensa che siano databili all'età del bronzo.

Dopo una sosta sui massi riprendiamo la via su un tracciato che, in discesa, si immette sulla strada forestale che sale da Cassano. Percorriamo la strada che passa sotto il Sass Cadrega e le pareti verticali del Sasso Bianco e ci portiamo al pannello didattico della Linea Cadorna, dove inizia il sentiero.

Frontiera Nord o Linea Cadorna? La denominazione del sistema difensivo costruito durante la I Guerra Mondiale è oggetto di discussione. Il nome corretto sarebbe "Occupazione Avanzata Frontiera Nord" (OAFN) ma è diventata consuetudine chiamarla Linea Cadorna perché è stato il generale Luigi Cadorna a dare il via all'attuazione di un progetto preesistente. Cadorna fu personaggio controverso, autoritario e dispotico portò l'esercito alla disfatta di Caporetto. La linea difensiva è diventata attrazione turistica e, negli ultimi anni, è prevalsa l'idea di non legarla ad un personaggio storicamente negativo per cui si è preferito riproporre il nome originale abbreviato a Frontiera Nord.

Il sentiero si inerpica sul fianco del monte portandosi sopra le pareti del Sasso Bianco dove inizia il percorso delle gallerie. Ci attrezziamo con le pile frontali e scendiamo la ripida scalinata che porta ai locali con le feritoie. Ci spostiamo sulla terrazza affacciata alla valle poi rientriamo nelle gallerie su un percorso che si alterna con tratti all'aperto e altri ricavati da spaccature naturali tra le rocce. La galleria sbuca nella cosiddetta "Piazza d'armi" una valle racchiusa tra alte pareti di roccia. Dopo la sosta per le foto riprendiamo il percorso nella galleria sulle scalinate ripide che si intercalano con sbocchi laterali verso altre postazioni. Ignorate le vie laterali proseguiamo fino all'uscita sotto il forte attrezzata con corda fissa. Su sentiero con scalinate saliamo all'ingresso del Forte di Vallalta. Visitiamo le ampie caverne predisposte per la posa delle cannoniere. Davanti al forte ci concediamo uno spuntino sotto il sole. Riprendiamo il cammino salendo sulla strada militare che porta alla sella di Vallalta dove ci sono i ruderi di Villa S. Giuseppe, già caserma Cadorna.
Iniziamo la discesa deviando dalla strada su un percorso di downhill di recente tracciatura. La via si immette sul sentiero normale e prosegue la discesa fino ad un bivio dove teniamo la destra su pista forestale. Arriviamo alla "Furnasascia", con i ruderi di un'antica fornace di calce.

La fornace di calce (o calcara o anche calchera) era un forno per la produzione di calce per uso prevalentemente edile. Era una struttura costituita da pietre resistenti al calore con una camera di combustione alimentata da legna ed una camera dove posizionare le pietre calcaree da trattare. Il processo di produzione della calce durava 8 giorni e necessitava di costante apporto di legname. Destinata ad esigenze locali era costruita in località servita da strada per portarvi la legna e le pietre calcaree, tutti elementi che non mancano nei nostri boschi.

Proseguiamo la discesa immettendoci sulla strada asfaltata che raggiunge l'abitato di Duno. Andiamo a visitare il tempio votivo dei medici d'Italia e scendiamo tra le vie di paese dove sono installate opere artistiche a tema medico. Dal posteggio basso di Duno prendiamo la "brevissima" ripida via che interseca la strada asfaltata e scende a Cuveglio alla chiesa di Sant'Anna con le cappelle della via crucis. In breve scendiamo sulla strada che ci riporta in piazza mercato dove chiudiamo l'anello.
Note: sul quasi tutto il percorso non ci sono né segnali né indicazioni. Pur presentando aspetti interessanti e suggestivi questo giro resta sconosciuto anche ai residenti locali.
Partecipanti 14: Dario (capogita), Aldo, Angelo, Anita, Cecilia, Elisabetta, Emilio, Enrico, Giuseppe, Luigi, Luigino, Maurizio, Michael, Roberta.
Tempi di percorrenza: 3h al Forte di Vallalta, 30' sosta, 2h rientro.
Meteo: bello, foschie in valle.


Hike partners: morgan


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