Medel 3210 m (in invernale)


Published by Michea82 , 14 January 2022, 19h39.

Region: World » Switzerland » Tessin » Bellinzonese
Date of the hike:11 January 2022
Hiking grading: T5 - Challenging High-level Alpine hike
Mountaineering grading: PD-
Waypoints:
Geo-Tags: CH-GR   CH-TI   Gruppo Piz Medel   Gruppo Pizzo Corói   Gruppo Scopi 
Time: 2 days
Height gain: 2250 m 7380 ft.
Height loss: 2250 m 7380 ft.
Route:21 km
Access to start point:Bellinzona - Biasca direzione Lucomagno - Olivone direzione Campo Blenio. Proseguire fino a Ghirone. Da Ghirone volendo si può proseguire nella valle con la macchina ma c'è il divieto. Dopo Daigra in ogni caso ci sono lastre di ghiaccio e neve soffiata. Abbiamo parcheggiato alla barriera di Ghirone.
Accommodation: Capanna Scaletta

Superata Bellinzona, una luccicante costiera bianca attira lo sguardo di chi risale la Riviera e va incontro alle Alpi. A qualche decina di chilometri di distanza c'è la grande barriera del Piz Medel che separa la terra di lingua italica da quelle con idioma romancio e tedesco. Quello splendore nella testata della valle di Blenio si raggiunge senza grandi difficoltà ed è una meraviglia (cit. Brenna)

                                                                       La citata "Barriera" 


La conquista del Medel trovo che sia stato un "dono" da parte delle Alpi. In fondo sono loro che comandano. 
Le probabilità di salire si erano velocemente ridotte il giorno prima e durante la notte a causa delle raffiche di vento costanti che imperversavano sulla Greina. 
Ma io ero molto determinato. Avevo questo obiettivo da molto tempo. Mi sono preparato e sono andato, le montagne mi hanno lasciato fare senza ostacolarmi. 

In realtà per l'uscita con Enea avevo pensato al Vogelberg da Hinterrein con base alla Zapporhütte. Avevo prenotato in capanna e studiato il percorso. Ma dopo un controllo avevo notato che la zona fosse inaccessibile tutti i giorni feriali a causa delle esercitazioni militari. 
Ritornava così concreta la possibilità da tempo ambita di salire sul Medel. In precedenza il rischio valanghe mi aveva frenato con quei ripidi pendii rivolti a sud.


Ora la neve è assestata. 
Il mio progetto è unicamente il Medel da Ghirone. La Cima di Camadra è un'eventualità in più non necessaria.
La Scaletta come appoggio ritengo possa addolcire la gita che per la stagione diverrebbe altrimenti troppo lunga.

Video: [/drive.google.com/file/d/1XJ_J0RE-U313JDAxKa3c0_v2A_Fx4bkZ/v...]


                                  Il Piz Medel 3210 visto dalla Cima P. 3015 m



La Capanna Scaletta (sala invernale)

Incastonata sulle rocce è un ottimo appoggio per tutta la regione della Greina. Soprattutto considerando che si trova oltre i 2200 m. Piccola, funzionale e confortevole è dotata di stufa a legna, stoviglie, bevande, vari materassi e coperte, una legnaia e un wc invernale. 


                                                            La Capanna Scaletta 


Avvicinamento e pernottamento

Come per il Mazzaspitz ci troviamo in zona Bellinzona e con un auto saliamo a Ghirone.
Riposati ci incamminiamo verso le 12.00 sotto un bel sole. Siamo curiosi di vedere la vallata. Per noi è tutto nuovo. Lasciamo in auto le ciaspole. Prevediamo di affondare un po' intorno al Pian Geirett e così sarà. Ma per il resto i ramponi sono sufficienti. Meglio viaggiare leggeri. 
Il ghiaccio è ben presente, i ruscelli sono gelati, lastroni rendono necessario un passo molto prudente nei tratti in cui sfruttiamo il sentiero. La strada è in buona parte libera o ricoperta da un sottile strato di neve soffiata. Soltanto a partire dall'Alpe Camadra sarebbe inattuabile percorrerla in auto. In un paio d'ore circa siamo a Pian Geirett.
Veniamo investiti da un gelido vento costante con raffiche e trasporti di neve. Vento che è destinato ad aumentare di intensità.
Enea aumenta l'andatura e mi lascia indietro. Da Pian Geirett la neve è sfondosa, ci sono molti accumuli soffiati, i saliscendi lungo il traverso per salire alla Capanna sono talvolta impegnativi con qualche passaggio dove usare le mani. Lui risale un pendio erboso sul lato sinistro della stretta gola ma mi manda un vocale invitandomi a utilizzare un canale che coincide con il sentiero. Per risalirlo indosso i ramponi. Il canale è più a sinistra e conduce a monte rispetto la Capanna.
Infreddolito raggiungo Enea dopo aver attraversato il fiume gelato ed innevato. 
Nel frattempo lui ha acceso il fuoco e iniziato a portare neve nei pentoloni sopra la stufa. Dentro ci sono meno 10 gradi. La Capanna non è immersa nella neve come negli inverni nevosi e quindi disperde molto calore e fatica ad accumularlo. Tant'è che superiamo lo zero dopo diverse ore. Solo quando le condizioni sono accettabili ci adoperiamo per cucinare e mangiare. Mi sono portato tutto il necessario per il risotto compreso il vino. In capanna birre e bevande sono gelate. 
Durante la notte soffia un vento terribile. Uscire per prendere la neve o utilizzare il wc è una missione. 
Enea è molto dubbioso. È quasi convinto che sia impossibile fare un'ascensione l'indomani. 
Durante la notte "ravana" per parecchie ore (per "ravanare" intendo in senso letterale ovvero rovistare, frugare creando disordine; darsi da fare non curandosi del disturbo che si arreca agli altri). Si procura  ferite di piccola entità spostandosi nella legnaia, fa disastri, esce almeno 5 volte a fare fotografie e produce molto rumore con la stufa. 
Ma io dormo le mie sei ore cullato dal suo fermento. Ognuno vive queste esperienze a modo suo, è molto soggettivo quello che succede dentro di noi in quei momenti. È evidente che per lui ci sia una componente di adrenalina che non l'acquieta.


Uno spettacolare scatto di Enea durante il suo rovistare notturno

La mia ascesa per il canalone alla Cima P.3015

Prima sveglia alle 05.00, seconda alle 05.30 e così via. Il vento soffia senza sosta. Non so come ma convinco Enea a tentare perlomeno di raggiungere la cresta. 
Dopo la colazione e tutti i preparativi mi incammino alle 07.35. Lui si prende un'ora in più. Ha freddo ed è stanco. Siamo d'accordo che io procedo con calma e che lui mi raggiunge nel canalone o in cresta. 
Vestito di tutto quello che ho (debbee mi ha fornito abiti tecnici provvidenziali) discendo il canalino e cerco di mantenermi alto per raggiungere la base del canalone più ad ovest. Tuttavia alla fine cedo e  mi abbasso ugualmente in quanto il terreno sotto è più piatto ed agevole. 
Con le cime illuminate dai primi raggi inizio la lunga ascesa, dapprima in traverso sui pendii erbosi gelati, quindi su neve. Una volta nel canalone risalgo in modo lento e costante la prima sezione fino a quota 2500 m mantenendomi a destra della dorsale che lo divide in due.  Ora ci sono alcuni tratti un po' sfondosi e mi porto sulla dorsale che è spellata ma ancora erbosa (va bene per i ramponi). Presto però mi sposto a sinistra e la neve è più compatta. Il vento mi sferza con vigore. Ho tolto il piumino e mi sento comunque caldo ma la neve trasportata mi colpisce arrecandomi un certo fastidio. 
Alle 08.45  nel frattempo ho visto Enea discendere dalla Capanna. Un suo messaggio mi è entrato solo dopo le 09.00.
A quota 2700 m ci sono alcune grandi rocce e la pendenza si riduce un po'. Dinnanzi a me c'è una specie di corte. In fondo ad essa c'è la bastionata della Cima P.3015. La base della stessa è poco sotto i 2900 m. 
Presso quel punto mi fermo. Chiedo al mio amico Daniele tramite vocale se procedere dal canale a sinistra o da quello a destra. Lui mi indica di salire da destra e di saltare in cresta. A sinistra potrei trovare ghiaccio sulle rocce e trovarmi in difficoltà. Dopo una pausa "pranzo" seguo il suo consiglio e risalgo il canale a destra. È il tratto più ripido (40%). La neve soffiata è abbondante. Senza difficoltà ma con fatica e un velo di ansia lo arrampico e raggiungo l'ampia cresta. 
Nel frattempo appare Enea. Lui ha risalito pendii erbosi e roccette lungo il fianco destro del canale. Dio solo sa come e dove. 
Assieme percorriamo gli ultimi metri per la prima vetta. 
Sarebbe bello se fosse il Medel .
Ma è così spettacolare la vista sul ghiacciaio e sulla nostra vetta che la stanchezza svanisce. 

                                 Ultimo tratto del canalone, la parte più ripida



Piz Medel 3210 m (e piccolo tratto di cresta sud)


Ci siamo. Ora è una passeggiata panoramica. Il vento sembra concederci una tregua. Il Medel si staglia ben delineato davanti a noi, oltre il suo ghiacciaio. 
Dobbiamo discendere la breve cresta della cima senza nome, a tratti sul lato bleniese, quindi sul filo. Procediamo sul vasto ghiacciaio tagliando dritto alla base della cresta del Medel. Saltiamo la prima sezione perché mi sembra di notare dei salti rocciosi e risaliamo il pendio settentrionale. Vieppiù ripido ci conduce in cresta finalmente. Poche decine di metri e siamo prossimi alla vetta. 
Il vento ritorna a soffiare con forza. L'ultimo tratto è un filo sottile di neve. Ripido ed esposto da entrambe i lati. Non me la sento di camminare, procedo striscando e goffamente conquisto la mia grande vetta. Nessuno mi ha visto raggiungerla strisciando fino a trovare appigli di roccia in prossimità della croce. 
Enea mi raggiunge alcuni minuti dopo e si dirige a sud. 
Mi rannicchio cercando di evitare il vento e mi rimetto il piumino. 
Quindi seguo Enea. 
Proviamo a percorrere la cresta sud. Ci sono passaggi esposti su pendenze importanti, con i piedi devo scavare dei buoni appoggi. Forse sono esagerato ma sfrutto la seconda piccozza. Lui procede sicuro. Perdiamo un po' di quota e raggiungiamo il punto chiave. Uno spuntone di roccia da aggirare sopra un pendio troppo ripido. Dovremmo calarci sotto ma non sappiamo se ci saranno ulteriori passaggi tali da farci fermare senza poter ritornare sopra. 
Veloci valutiamo il rischio e il beneficio. Non poter risalire e trovarsi bloccati con poche ore di luce e un freddo intenso ci induce a lasciare perdere. Retrocediamo e ritorniamo sul Medel. 


 Sono a pochi passi dalla vetta e mi volto a guardare il ghiacciaio


Discese separate

Enea vuole scendere dal canalone invernale (sulla mappa nazionale segnato come via scialpinistica) immediatamente sotto la cresta nordest del Medel. 
Io ho perso una cuffia. Voglio trovarla (avendo il passamontagna quando ho tolto il cappuccio della giacca a vento non ho sentito la cuffia cadere). Secondo lui è stata spazzata chissà dove dal vento.
Il canalone del mattino mi sembra una discesa facile e sicura  da fare in solitario e su di lui non ho dubbi pertanto ci accordiamo: ci sentiamo per messaggio e alla peggio ci troviamo alla macchina. 

Ebbene la cuffia la ritrovo in cima al tratto finale del canale dove si sale sulla cresta per la cima senza nome.
Mi fermo come al mattino per un secondo pasto. Quindi discendo il canale. 800 metri di discesa in poco tempo. Mi scaldo molto e inizio a sentire una grande sete. Non ho più liquidi, è tutto congelato. Mangio neve e finisco il contenuto della borraccia termica. A quota 2700 scorgo Enea: lui è già a Pian Geirett. 
Io sono in ritardo di un'ora. Ho allungato il ritorno con la storia della cuffia. Ma almeno l'ho ritrovata e sono sceso con facilità.
Da Pian Geirett aumento l'andatura sulla strada. Si fa notte e i lastroni di ghiaccio mi causano un paio di scivolate da bestemmia.
La sete si fa sentire al punto che non mi resta che spaccare il ghiaccio del Brenno con le rocce e abbeverarmi. Sono disidratato pertanto sorseggio un litro di acqua pian piano mentre mi abbasso nella valle. Assieme ad una mela.
Alle 18.00 raggiungo finalmente il mio amico.
Non ha trovato alcun riparo ma ben vestito ha resistito un'oretta in mia attesa.
2 birre potenti ci aspettano nella macchina. 



Hike partners: Michea82


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Comments (8)


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siso says:
Sent 15 January 2022, 08h47
Complimenti!!!
Il Piz Medel è una cima impegnativa anche in piena estate.
Bravi, un caro saluto,
siso.

Michea82 says: RE:
Sent 16 January 2022, 00h50
Ciao Siso grazie
Con il Medel mi si è aperto il mondo della Greina!

GIBI says:
Sent 15 January 2022, 09h53
Caspita Michea ...
che splendida e impegnativa avventura !

Bravi tutte e due ... ma la prossima volta prima di andare a dormire all’Enea fagli bere una camomilla così si tranquillizza !!!!

Ciao Giorgio

Michea82 says: RE:
Sent 16 January 2022, 00h51
Ahahah mi sa che è meglio che me lo tengo così. Se dorme mi va veloce e non lo vedo più.
Ciao Giorgio e grazie

m323 says: Top
Sent 15 January 2022, 21h34
Complimenti ad entrambi, bella impresa. E finalmente anche per te un 3000 della Greina conquistato

Michea82 says: RE:Top
Sent 16 January 2022, 00h53
Ciao Fredy sì finalmente anche io in Greina. Ho aspettato tanto. Ora ci vorrà tanto tempo perché la Greina si liberi di me:))

ivanbutti says:
Sent 16 January 2022, 10h51
Complimenti, tutt'altro che banale.
Ciao, Ivan

Michea82 says: RE:
Sent 16 January 2022, 21h44
Grazie Ivan è soprattutto il vento che ha reso impegnativa la gita. Molto bella sono super soddisfatto


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