Rapida ai monti Tovo e Luvot (Valsesia)
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Non è questo il momento, per me, dei grandi dislivelli e delle infinite traversate inventando circuiti talvolta improbabili. Non ne ho il tempo e, forse, nemmeno le forze.
La montagna tuttavia chiama e devo in qualche modo rispondere, mediando tra bellezza, velocità e comodità.
Eccomi dunque a Borgosesia, superato il quale, giro le ruote verso Foresto e poi sù, su strada asfaltata ma stretta e ripidissima sino a dove questa finisce, su un ampio piazzale sterrato. Ci dovrebbe essere anche un rifugio da queste parti ma io non lo vedo. Così come non vedo indicazioni verso la mia prima meta, il monte Tovo.
Salgo (a piedi ora) un ripido dosso e giungo ad una piazza di decollo per deltaplani e parapendii, giro a sinistra, intercetto una buona traccia che si inerpica nel bosco. La fatica è tanta, ma breve: in circa venti minuti sono sulla vetta del monte Tovo. C'è una croce, qualche capra e poco panorama perchè la vegetazione è ancora abbondante (siamo a 1386 metri). Da qualche angolo, verso sud si vede la bassa Valsesia con il suo fiume che la percorre, mentre a nord intercetto la lunga cresta che transita dai monti Luvot, Terragiolo, Castello di Gavala, Massale e così via.
A sentimento scendo liberamente il bosco nella direzione di suddetta cresta ed atterro alla sella di Rosetta, crocevia di sentieri. Prendendone uno verso nord, comincio ad arrancare sulla cresta del Luvot. Il percorso alterna piacevoli saliscendi sino ad attaccare il pendio principale. Sino alla località Balmaccia tutto procede a meraviglia, poi il sentiero si sposta sul versante orientale e si fa impegnativo, specie in un punto dove il superamento di un canalino roccioso richiede impegno e deciso uso dei quattro appoggi.
Uscito dal canalino, con qualche minuto di ancora aspra salita, pervengo, due ore dopo la partenza, al monte Luvot. Anche qui una croce e panorami che si fanno importanti sulla pianura (annebbiata) e sul Monte Barone che, al solito, ha la cima coperta da un cappello di nuvovaglia. Il monte Rosa, molto vicino, invece oggi fa il timido!
Che castrazione non poter continuare verso la vicina sella della Balma e risalire il Terragiolo e il Castello di Gavala.
Tra poche ore, in un'aula di Gallarate, a 80 km da qui, mi attendono trenta ragazzini che non mi piangerebbero sapendomi disperso ma che necessitano comunque delle mie attenzioni, pertanto non mi rimane che un dietro front un po' preoccupato dato che mi aspetta la discesa del canalino, notoriamente non la mia specialità.
Con calma, supero tuttavia tutte le asperità e ritorno alla sella della Rosetta dove decido di aggirare il monte Tovo su comoda ponderale che mi permetterà il transito sulla cima di Falghè, luogo che di vetta ha ben poco, tant'è..
Rientro all'auto che si gode il panorama da tre ore.
Dislivello comprensivo di saliscendi; tempi con 15/20 minute di soste totali.
Sviluppo: 7 km circa; SE: 13 km circa.
La montagna tuttavia chiama e devo in qualche modo rispondere, mediando tra bellezza, velocità e comodità.
Eccomi dunque a Borgosesia, superato il quale, giro le ruote verso Foresto e poi sù, su strada asfaltata ma stretta e ripidissima sino a dove questa finisce, su un ampio piazzale sterrato. Ci dovrebbe essere anche un rifugio da queste parti ma io non lo vedo. Così come non vedo indicazioni verso la mia prima meta, il monte Tovo.
Salgo (a piedi ora) un ripido dosso e giungo ad una piazza di decollo per deltaplani e parapendii, giro a sinistra, intercetto una buona traccia che si inerpica nel bosco. La fatica è tanta, ma breve: in circa venti minuti sono sulla vetta del monte Tovo. C'è una croce, qualche capra e poco panorama perchè la vegetazione è ancora abbondante (siamo a 1386 metri). Da qualche angolo, verso sud si vede la bassa Valsesia con il suo fiume che la percorre, mentre a nord intercetto la lunga cresta che transita dai monti Luvot, Terragiolo, Castello di Gavala, Massale e così via.
A sentimento scendo liberamente il bosco nella direzione di suddetta cresta ed atterro alla sella di Rosetta, crocevia di sentieri. Prendendone uno verso nord, comincio ad arrancare sulla cresta del Luvot. Il percorso alterna piacevoli saliscendi sino ad attaccare il pendio principale. Sino alla località Balmaccia tutto procede a meraviglia, poi il sentiero si sposta sul versante orientale e si fa impegnativo, specie in un punto dove il superamento di un canalino roccioso richiede impegno e deciso uso dei quattro appoggi.
Uscito dal canalino, con qualche minuto di ancora aspra salita, pervengo, due ore dopo la partenza, al monte Luvot. Anche qui una croce e panorami che si fanno importanti sulla pianura (annebbiata) e sul Monte Barone che, al solito, ha la cima coperta da un cappello di nuvovaglia. Il monte Rosa, molto vicino, invece oggi fa il timido!
Che castrazione non poter continuare verso la vicina sella della Balma e risalire il Terragiolo e il Castello di Gavala.
Tra poche ore, in un'aula di Gallarate, a 80 km da qui, mi attendono trenta ragazzini che non mi piangerebbero sapendomi disperso ma che necessitano comunque delle mie attenzioni, pertanto non mi rimane che un dietro front un po' preoccupato dato che mi aspetta la discesa del canalino, notoriamente non la mia specialità.
Con calma, supero tuttavia tutte le asperità e ritorno alla sella della Rosetta dove decido di aggirare il monte Tovo su comoda ponderale che mi permetterà il transito sulla cima di Falghè, luogo che di vetta ha ben poco, tant'è..
Rientro all'auto che si gode il panorama da tre ore.
Dislivello comprensivo di saliscendi; tempi con 15/20 minute di soste totali.
Sviluppo: 7 km circa; SE: 13 km circa.
Tourengänger:
rochi

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